San Francesco e il miracolo di Gubbio

San Francesco e il lupo

di Emanuela Ruffinelli

Francesco, giunto un giorno nella città di Gubbio, apprese con dolore che la popolazione era spaventata, a causa di un grosso e feroce lupo che da molto tempo tormentava gli abitanti della zona, faceva strage di animali, ma assaliva anche uomini, donne e bambini e li uccideva.

Il Santo ebbe compassione di quella povera gente e, ispirato dal Signore, andò, solo ed inerme, ad affrontarlo: uscì dalle mura della città e andò incontro al lupo. Quando lo vide da lontano si fece il segno della Croce e si fermò ad aspettarlo in mezzo alla strada, con le braccia allargate. Il lupo si avvicinò a Francesco e stette ad ascoltarlo: “Caro lupo, non fare più male a nessuno e io ti prometto che gli abitanti di Gubbio si prenderanno cura di te”. Il lupo, come se comprendesse quelle parole, chinando il capo e agitando festosamente la coda, sollevò la zampa e la mise tra le mani di Francesco: era il suo modo di dirgli che sarebbe diventato mansueto  e non avrebbe più ucciso nessuno.

prof. Roberto Bellucci

Infatti il lupo divenne docile come un cagnolino, camminava per le strade del paese a testa bassa, giocava con i bambini, faceva la guardia alle case quando i proprietari uscivano. Gli abitanti di Gubbio, in cambio della sua bontà, gli davano ogni giorno tanto buon cibo. Quando il lupo, diventato vecchio, morì, tutti erano tristi e venne seppellito vicino al camposanto.

Il prodigioso incontro tra San Francesco e il lupo è stato narrato in molte lingue a bambini di tutto il mondo. E’ stato un incontro storico, carico di significati, tanto da essere sempre vivo nella memoria degli eugubini e dei cristiani di tutto il mondo. Chiunque sia venuto a conoscenza dell’episodio, anche in età giovanissima, non ne ha perso nel tempo, il ricordo, anzi ha mantenuto impresso nella mente l’ammansimento del feroce lupo che aveva tramutato la sua forte carica aggressiva in forza d’amore.

Gubbio

Nel centro storico della città di Gubbio, nei pressi della Chiesa di San Francesco, nel giardino che gli eugubini chiamano l’orto dei frati, si può ammirare la splendida scultura  che ne rappresenta il miracolo. Autore della scultura, il prof. Roberto Bellucci, nativo di Gubbio: “Ho sempre sentito il fascino del messaggio francescano, e questo mi ha aiutato molto nella lunga ricerca della definizione dell’opera. Quello che mi preoccupava di più era il timore di scivolare sul banale, sul lezioso come spesso succede nella rappresentazione di soggetti religiosi. Comunque ce l’ho messa tutta nella creazione di questa scultura tesa verso il cielo”.

Nel monumento è raffigurato San Francesco che, dopo aver ammansito il lupo lo tiene sulle ginocchia mentre con un braccio teso verso l’alto, indica che è Dio che ha operato il miracolo per mezzo di un umile fraticello ed è pertanto il Creatore che va ringraziato dal Santo, perché ha compiuto il miracolo per tramite suo. L’opera ha un’altezza di 3 metri ed un peso di 16 quintali ed è stata realizzata presso la fonderia Brustolin di Verona.

Lo scultore prof. Roberto Bellucci ha interpretato con vigore uno dei momenti più significativi del francescanesimo, soprattutto perché riepiloga quell’amore verso la natura e le sue creature esaltato dal patrono d’Italia, inoltre ha saputo dare il senso di religiosità all’opera con quello slancio di San Francesco verso l’alto: la mano e lo sguardo elevato in alto, la bestia accucciata in un patto di amore e di abbandono. Lo slancio è il frutto di una storia sempre attuale: riconciliazione con Dio e ringraziamento al Creatore, la pace infatti, passa attraverso la riconciliazione con Dio e tra gli uomini. Il significato del messaggio che giunge dall’opera è che occorre avere la pace nel cuore di ciascuno, perché è dal cuore che sorgono gli ideali di pace con l’uomo e con la natura.

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Una Risposta to “San Francesco e il miracolo di Gubbio”

  1. daniela Says:

    è molto belol

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