Archivio per la categoria ‘cultura’

Premio Minerva Etrusca

20 marzo 2013

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia,  sabato 23 marzo alle ore 16, presso la Sala Sant’Anna dell’Istituto di Formazione Culturale S.Anna di (continua…)

Conversazioni a Foligno: “quando i perugini parlano d’amore”

14 marzo 2013
Roberto Segatori e Sandro Allegrini

Roberto Segatori e Sandro Allegrini

Venerdì 15 marzo, ore 16, presso la sede dell’Unitre di Foligno, Sandro Allegrini svolge la conversazione “Quando i perugini parlano d’amore” Dopo il gemellaggio con l’associazione folignate Lu Tribbiu (Il trivio) che tutela e valorizza la lingua folignate, l’Accademia del Dónca, tramite la persona del suo fondatore e coordinatore, Sandro Allegrini, propone all’Unitre di Foligno la conversazione “Quando i perugini parlano d’amore”. Il relatore ha accettato ben volentieri l’invito del presidente, il sociologo Roberto Segatori, da anni attivo presso l’Ateneo perugino.

 

 

PREMIO MIMOSA 2013 – 8° edizione Dedicato a Franca Abumen, vittima a Narni dell’ennesimo femminicidio

8 marzo 2013

16 marzo scadenza consegna elaborati – 24 marzo premiazione a Palazzo Eroli

E lo chiamano Amore… culla o sepolcro

“Amor, poi che tu se’ del tutto ‘gnudo,

non fossi alato, morresti di freddo,

ché se’ cieco e non vedi quel che fai” –  (Lapo Gianni)

Il Comune di Narni- Assessorati alla Cultura e alle Pari Opportunità e l’Associazione Minerva in occasione dell’ Otto Marzo 2013 promuovono (continua…)

TODI E MATAVITATAU: UN ANNO ALL’INSEGNA DELLA MERAVIGLIA

27 febbraio 2013

matadi Benedetta Tintillini

 

Nell’ambito delle attività culturali tuderti l’Associazione Matavitatau ha sicuramente un posto di assoluto rilievo, grazie all’impegno e all’entusiasmo dei suoi soci ed all’originalità delle attività proposte.

Nello spirito dell’Associazione, e della sua attivissima presidente Nicoletta Bernardini, la voglia di riscoprire le radici latine della nostra identità di (continua…)

MAILING INTERVIEW, conversazione in rete

13 febbraio 2013
Costanza Bondi

Costanza Bondi

Intervista a Costanza Bondi tramite la mail di Facebook

di Francesco La Rosa

Si definisce, in primis, mamma e moglie. Poi tutto il resto, che comunque viene sempre dopo la famiglia: copywriter, correttrice di bozze, autrice, curatrice di libri, talent scout letteraria.

…A cui aggiungo “creatrice di un gruppo letterario” che raccoglie autrici, e oggi anche autori, che si dedicano alla scrittura senza fini professionali. Così, per il gusto di scrivere, (continua…)

LE VENE VORTICOSE – il concorso letterario delle Women@Work

16 gennaio 2013

veneDopo il successo letterario di pubblico e di vendite del progetto TRACCE, la piccola antologia di brevi racconti scelti, in cui le WOMEN@WORK, poetesse d’amore ormai acclarate, si sono riunite per la prima volta all’insegna della prosa, dal serio passiamo al faceto… indiciamo il concorso dal titolo LE VENE VORTICOSE!

 

 

“LE VENE VORTICOSE – quando l’ironia è femmina”

Dato che il patetico non può essere espulso dalla vita umana, per renderlo sopportabile mi pare che sia sempre utile accompagnarlo con un po’ d’ironia. Ignazio Silone, Pane e vino, 1936

Il vocabolario online della Treccani sentenzia che l’ironia, nell’uso comune, è la dissimulazione (continua…)

Bevagna: “In Chartis Mevanie” 15° edizione

12 gennaio 2013
Alberto d'Atanasio

Alberto d’Atanasio

di Giovanna Grieco

E’ tutto pronto per la 15 edizione di “In Chartis Mevanie”, mostra di più artisti di fama nazionale affiancati da giovani emergenti, organizzata dal Comune di Bevagna, con la collaborazione del Professor Alberto d’Atanasio, docente della semiologia del linguaggio e critico d‘arte. L’inaugurazione si svolgerà il 13 gennaio 2013, alle ore 18 e avrà come (continua…)

Al Morlacchi, Sandro Allegrini presenta: “Ferdinando Cesaroni, imprenditore perugino”

6 gennaio 2013
Ferdinando Cesaroni

Ferdinando Cesaroni

Ma cosa sanno realmente i perugini intorno alla figura di Ferdinando Cesaroni (di cui ricorre il primo centenario della morte, avvenuta nella sua villa di Fontana), oltre al fatto che il palazzo a suo nome è sede del Consiglio regionale dell’Umbria?

A questa e ad altre domande intende rispondere l’incontro del Dónca (Lunedì 7 gennaio, teatro Morlacchi, ore 17) incentrato sulla biografia del personaggio che fu imprenditore di enorme successo, pur sapendo a malapena vergare il proprio nome. (continua…)

Sotto il vestito… affabulazione perugina di Giampiero Mirabassi

18 dicembre 2012
google street wiev

google street view

di Costanza Bondi

Tra le iniziative proposte dal Comune di Perugia e dell’Accademia del Dónca per le festività natalizie 2012, la manifestazione di ieri pomeriggio si è svolta alla sala dei Notari, ospiti dello storico patron Sandro Allegrini.

Giampiero Mirabassi, affiancato dai “complici” affabulatori Giulio Bartolucci e Federica Nossini, ci ha proposto col grande umorismo che gli è proprio, intercalato da momenti riflessivi sull’avventura esistenziale umana, quella che lui stesso ha definito una coserella per passà ‘na bell’oretta tra amici. Il tutto accompagnato dalle dolci note della giovane arpista Rachele Spingola. (continua…)

“Raccontare Perugia. I viaggi della memoria” in un documentario di Sandro Allegrini

27 novembre 2012

Lunedì 3 dicembre, Sala dei Notari, ore 17 e ore 21 (doppia proiezione), presentazione del documentario su Porta Sole della serie “Raccontare Perugia. I viaggi della memoria”. Una coproduzione Comune di Perugia-Accademia del Dónca. Testi e voce fuori campo di Sandro Allegrini. Regia e montaggio di Leandro Battistoni. La narrazione su Porta Sole si dipana attraverso il racconto di numerosi personaggi, diversi per cultura e formazione, ma tutti ugualmente legati dall’amore verso questo rione cittadino. (continua…)

Premio nazionale “Il Cantore, Anteas Umbria 2012” per la poesia in dialetto

23 novembre 2012

Sandro Allegrini

Riconoscimento a Sandro Allegrini per l’attiva promozione della peruginità.

Sabato 24 novembre, teatro di Corciano, ore 16. Presentazione del primo premio nazionale di poesia dialettale Anteas.

Raccolta dei testi, introdotta da Arnaldo Chianese, presidente nazionale Anteas, da Gustavo Sciamanna, presidente Anteas Umbria, Giorgio Menghini, segretario generale Fnp/Cisl dell’Umbria, Carla Casciari, vice presidente del (continua…)

Sandro Allegrini presenta al Morlacchi Marcello Monacelli: le opere e i giorni di un giornalista perugino

31 ottobre 2012

Marcello Monacelli

5 novembre, Teatro Morlacchi, ore 17 – Sandro Allegrini presenta: Marcello Monacelli: le opere e i giorni di un giornalista perugino (letture di Mariella Chiarini dal volume postumo “Perugia mia”) con Enzo Ferrini, Claudio Sampaolo, Vincenzina Monacelli, Remo Gasperini, Gerardo Gatti, Leonetto Medici Marcello Monacelli era nato il 7 agosto 1922 in via Vincioli, da famiglia di origine artigiana e operaia. Partigiano a soli 22 anni, fu responsabile del periodico del Partito d’Azione “Giustizia e Libertà”. Dalla fine degli anni 40, collaborò col “Giornale dell’Umbria” e con “Stadio”, dando seguito e alimento alla sua profonda passione per lo sport. Il giornale della sua vita è Il Messaggero in cui rivestì il ruolo di responsabile della redazione perugina, rimanendovi fino al 1981 e restando come prezioso collaboratore anche dopo la pensione. In tale veste curò rubriche memorabili come “Perugia mia”, una cui silloge è stata pubblicata nel 2011 in volume con lo stesso titolo. Altra rubrica apprezzata fu “week end”, (continua…)

A PERUGIA LEZIONE MAGISTRALE SUI DISEGNI DI GALEAZZO ALESSI

5 ottobre 2012

Dal 4 al 9 ottobre anche l’esposizione di rilievi architettonici delle opere umbre

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia, il Dipartimento di Ingegneria Civile e (continua…)

Perugia, Aboca Museum presenta il prezioso facsimile di DE DIVINA PROPORTIONE

3 ottobre 2012

Il manoscritto De Divina Proportione di Luca Pacioli è uno straordinario compendio di matematica, architettura, teologia e filosofia del Rinascimento. Il trattato, redatto nel 1498, in lingua volgare, nasce dalla volontà dell’Autore di diffondere la conoscenza delle proprietà del numero aureo e delle nuove esperienze algebriche e geometriche dell’epoca. Il suo pregio è (continua…)

L’Accademia del Donca premia Giampiero Frondini

1 ottobre 2012

Lunedì 1° ottobre, Sala dei Notari, ore 17. Apertura dell’a.a. dell’Accademia del Dónca col conferimento del premio alla cultura a Giampiero Frondini. Consegna la targa l’assessore Andrea Cernicchi. Dopo l’assegnazione del premio a “I Solisti di Perugia” (2010) e a Filippo Timi (2011), per il 2012 – d’intesa tra Accademia del Dónca e Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia – la targa viene assegnata all’attore e regista Giampiero Frondini “per la sua poliedrica attività, per i meriti artistici e di riconosciuta umanità, per aver portato in Italia e nel mondo il nome della sua città”. Testimonianze del regista Sergio Ragni, della scenografa Anna Maria Pasqua, degli attori Valter Corelli ed Eleonora Mosconi. Affabulazione di Giampiero.

 

Sabato 15 Settembre 2012 a Fossato di Vico: “Una giornata con gli Antichi Umbri”.

14 settembre 2012

Il Comune di Fossato di Vico per il secondo anno ha affidato la realizzazione della “Giornata con gli Antichi Umbri” all’Istituto di Ricerche e Documentazione sugli Antichi Umbri (IRDAU), (continua…)

Magione: Apertura Festival delle Corrispondenze e inaugurazione antica scalinata che porta al lago

7 settembre 2012

Nell’ambito del Festival delle Corrispondenze, in programma l’8 ed il 9 settembre a Monte del Lago di Magione, sabato 8, a seguire della conferenza sul ritrovamento di tre lettere inedite del (continua…)

“Perugia al centro, anche fuori dal Centro”

23 agosto 2012

Per “Eccentrica cultura”, animare i quartieri con FareNight, Il Trio Perugino del Dónca omaggia la figura del giornalaio-poeta Tonino Paccoia. Sketches dall’opera di Artemio Giovagnoni (I professionisti dell’accatonaggio, L maresciallo Picilocchi, Donne coraggiose). Letture poetiche da Spinelli e altri autori contemporanei in lingua perugina. (continua…)

“Orazio Antinori, esploratore perugino”, conversazione al Morlacchi presentata da Sandro Allegrini

15 aprile 2012

Orazio Antinori

Lunedì 16 aprile, ore 17, Teatro Morlacchi (ingresso libero) – Sandro Allegrini presenta la conversazione sul tema “Orazio Antinori, esploratore perugino” con Angelo Barili e Sergio Gentili. “Orazio Antinori. Una vita in viaggio”, questo era il titolo, suggestivo e veritiero, della mostra tenuta al Cerp nel 2011, in occasione del bicentenario della nascita dell’esploratore e scienziato nato nella città del Grifo. Salvatore Lo Leggio lo definisce: “Un marchese perugino, naturalista e repubblicano, esule ed esploratore. Uno “spostato” sempre nel mirino della polizia”. L’“arabo perugino” – come fu chiamato il naturalista affetto dal mal d’Africa – era nato “daccapo al Corso”, nel centrale palazzo Antinori, dove oggi si trova l’hotel La Rosetta, come ci rammenta una lapide ivi affissa. La figura del nobile perugino, dalla spiccata vocazione di naturalista ed esploratore, è più nota all’estero che nel nostro Paese. Le sue collezioni di storia naturale sono oggi esposte a Casalina di Deruta. Antinori fu deputato alla Costituente della Repubblica Romana. Fu patriota e massone, a fianco di altri grandi perugini come Ariodante Fabretti, Giovanni Pennacchi, Reginaldo Ansidei, Pompeo e Nicola Danzetta, Carlo Bruschi. La sua passione per il continente nero lo portò a dire “voglio morire in Africa, libero come la natura”. Le sue spoglie riposano infatti in Etiopia, a Lèt Marefià, sotto un grande albero di sicomoro. Dell’avventura umana e scientifica del naturalista perugino parleranno, introdotti dal coordinatore dell’Accademia Sandro Allegrini, Angelo Barili e Sergio Gentili, due noti studiosi in materia.

Nota di redazione: per chi volesse approfondire la conoscenza di Orazio Antinori può leggere anche una sua biografia di Loris Accica archiviata nella sezione STORIA, oppure cerca Antinori su questo sito.

Il Partito Democratico dell’Umbria pone la cultura al centro di una nuova e significativa idea di sviluppo

25 marzo 2012

Il Partito Democratico dell’Umbria elegge marzo a Mese della Cultura con tre iniziative che rappresentano la risposta concreta e puntuale a tematiche, aspettative criticità messe in evidenza dagli incontri sul territorio regionale promossi attraverso gli Stati Generali della Cultura e messi a sistema nell’incontro nazionale a Roma del 3-4 dicembre 2011. Il Partito Democratico è ancora una volta in prima linea per riconoscere la cultura come fattore fondamentale per lo sviluppo economico del Paese ed affermarla come elemento qualificante di un progetto che punti a un benessere duraturo. Superati i tempi cupi e grevi della cultura in Italia, si auspica che con l’insediamento dell’attuale Governo ci sia spazio per una nuova progettualità; oggi chi lavora per e con la cultura, chi vive di cultura, chi opera affinché la cultura sia parametro per leggere la società in cui viviamo ha un interlocutore sensibile e in grado di comprendere queste istanze. All’interno di questo ambito il PD Umbria, in una prima fase promotore di stimoli e punto nevralgico di raccolta delle sollecitazioni degli operatori di cultura, segna la svolta proponendosi come centro di elaborazione dei progetti e sostenendo le iniziative che riportano al centro della vita sociale della nostra regione la cultura e i suoi vasti campi di applicazione. Le iniziative e i progetti che presentiamo sono a sostegno della possibile e ambiziosa candidatura di Perugia Assisi a Capitale Europea della Cultura 2019.

Elenco degli appuntamenti:

26 marzo – Sala Fittaioli -Foligno “Scegliere l’arte e la cultura come mestiere”

30 marzo – Accademia di Belle Arti – Perugia – “Volta la carta. Storie di cultura digitale”

 

Adesso nemmeno la Divina Commedia gli sta più bene

8 marzo 2012

NON FIRMATE LA PETIZIONE

Cancellare la Divina Commedia da tutti i programmi di studio perché conterrebbe delle parti anti-islamiche ed anti-ebraiche: a sostenerlo, attraverso una petizione inoltrata al ministro dell’Istruzione, è l’Arre, l’Associazione per il rispetto di tutte le religioni e la convivenza pacifica delle etnie culturali. Nella petizione si legge che “un numero crescente di cittadini italiani di religione islamica, insieme all’associazione tosco-emiliana per la difesa delle tradizioni cittadine e alla federazione Ggr (Gruppi gay riuniti) chiede di espungere la ‘Divina Commedia’ – un poema, oltretutto, scritto in una lingua non più comprensibile dalle nuove generazioni – dai programmi d’insegnamento di ogni ordine di scuole“. L’associazione ritiene che, “a torto, il capolavoro della letteratura italiana contiene centinaia, se non migliaia, di versi che violano ogni ‘political correctness’” che “offendono gravemente non poche minoranze di cittadini, legittimano pesanti discriminazioni nei confronti dei diversi, rappresentano una intollerabile violazione dei ‘diritti soggettivi’ vanificati dal mancato rispetto della dignità delle persone”. Nella lunga lettera inviata al ministro Gelmini, l’Arre sostiene che “la ‘Divina Commedia’ offende, ad esempio, le religioni non cristiane. Ecco un esempio: “il Canto XXVIII dell’Inferno: ‘Mentre che tutto in lui veder m’attacco,/guardommi, e con le man s’aperse il petto,/dicendo: ‘Or vedi com’io mi dilacco!/vedi come storpiato è Maometto!/Dinanzi a me sen va piangendo Alì, fesso nel volto dal mento al ciuffetto’, dove all’empio dileggio nei confronti del Profeta dell’Islam si unisce lo scherno”.

Nota di redazione: Che significa il “numero crescente di cittadini italiani di religione islamica”? Crescente quanto? Sono abbastanza da mettere in discussione l’origine della cultura e della lingua italiana? Un dubbio sorge spontaneo, cosa nasconde questo “offendersi gravemente” leggendo la Divina Commedia? A pensar male si fa peccato, ma sembra un bieco tentativo, dopo il crocifisso… ricordate?, di scardinare dalle fondamenta ogni riferimento,  nella società e nelle scuole, alla cristianità madre della nostra civiltà.SPIACENTE, IO NON FIRMO.

Commento di Stelio Bonsegna: E’ la guerra alla nostra cultura, favorita anche dalle quinte colonne italiane e di sinistra, oltre che anarchiche. Una guerra che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, contro la nostra ultra millenaria cultura, da un Islam sempre più infido che si avvale di fanatici infiltrati nel nostro occidente, culturalmente molto più avanzato e democratico. Proprio la nostra Democrazia, viene usata come cavallo di troia da questo bellicoso Islam. Corriamo ai ripari finché siamo in tempo, altrimenti l’Eurabia teorizzata dalla Povera Oriana Fallaci, si concretizzerà.

commento di Roberto Carelli: Non c’è più . . . Italia.

commento di Serenella Orti:Sembrava impossibile quando la Fallaci con il suo libro aveva previsto ciò che pian piano sta avvenendo.La sinistra a cui lei era legata l’allontanò.L’invasione avviene pian piano. Accomodanti alle loro esigenze per non essere classificati razzisti permettiamo la costruzione di moschee a volte ritrovo per terroristi.per quale scopo si sta permettendo il tutto? La cultura italiana che è stata d’esempio nel mondo dovrebbe essere messa in discussione….per i comodi di chi? Non gli stiamo dando troppo a nostro discapito? Mettendo perfino in discussione le nostre origini…

Il Granducato del Lussemburgo si presenta in Umbria

7 marzo 2012

Lunedì 12 marzo, presso il Centro Congressi Galeazzo Alessi della Camera di Commercio di Perugia, Giorgio Mencaroni, in qualità di presidente di Unioncamere Umbria, accoglierà una delegazione costituita da  Jean-Louis Wolzfeld, ambasciatore del Granducato del Lussemburgo in Italia,  Raffaele de Lutio, ambasciatore d’Italia a Lussemburgo, Pierre Gramegna, direttore generale della Chambre de Commerce du Grand-Duché de Luxembourg e Fabio Morvilli, presidente della Camera di Commercio Italo Lussemburghese.

Previste Iniziative di promozione culturale, economica e turistica della Regione Umbria nel Granducato.

Sul piano culturale, la Sovrintendenza Regionale dell’Umbria e il Museo di Storia e Belle Arti di Lussemburgo hanno concluso un accordo che porterà a scambi di beni archeologici e collaborazione in diversi settori. Grazie a tale intesa, l’Umbria sarà protagonista di una grande mostra dedicata al periodo che va da Augusto a Tiberio, determinante per la presenza romana nella Gallia del Nord. Si tratta di un evento eccezionale che attirerà numerosi turisti provenienti da una delle regioni più dinamiche d’Europa, la Grande Regione.

 

Sul rapporto tra lingua e dialetto

5 marzo 2012

“Chi parla solo dialetto è un ignorante, chi parla il dialetto e l’italiano è bilingue”. Questa la battuta del

Sandro Allegrini

grande studioso magionese Giovanni Moretti che, insieme al suo maestro Francesco Ugolini, inventò, nel nostro ateneo, la dialettologia come ramo specialistico della linguistica. La frase di Moretti torna d’attualità, anche in relazione a posizioni integraliste, orientate alla strumentalizzazione del rinnovato interesse verso le parlate locali. Al di là delle chiacchiere sotto l’ombrellone, la questione va ricondotta entro le corrette coordinate scientifiche e antropologiche nel cui ambito il dialetto si posiziona. Insomma, secondo l’Accademia del Dónca (che ho fondato insieme al poeta e scrittore Walter Pilini) non si tratta di pensare all’“ora di dialetto” nelle scuole o ad altre risibili ipotesi pseudo-pedagogiche. Tutti i cittadini italiani debbono innanzitutto possedere, in modo approfondito e consapevole, i codici della comunicazione nazionale. E sbaglia la scuola quando non si preoccupa di fornire una perfetta conoscenza delle questioni grammaticali, ortografiche, sintattiche, lessicali, storico-evolutive e socio-linguistiche. La proluvie di “progetti didattici” che travolge l’insegnamento deve opportunamente coniugarsi con lo studio della lingua e della letteratura nazionale.

Simona Esposito, Costanza Bondi e Sandro Allegrini

Non sostituirsi ai curricoli. Altrimenti i giovani vengono scippati del loro diritto alla formazione e alla conoscenza. Altra esigenza è la doverosa riflessione posta intorno alle radici linguistiche e antropologiche della comunità d’origine che si riconosce nell’uso di un codice ristretto. In fondo – con l’inevitabile approssimazione di una facezia – è corretto definire la lingua come “un dialetto che ha fatto carriera”. Nella fattispecie dell’italiano, la fortuna è quella della parlata toscana del Duecento, poi letterarizzata dai grandi del Trecento e divenuta lingua nazionale. Lo stesso Manzoni si peritò, per esplicita dichiarazione, di “risciacquare i panni in Arno”. Non si creda, peraltro, che parlare con espressività, e soprattutto scrivere in dialetto, sia operazione facile e “popolare”. Non è un caso che gli autori in lingua perugina – da Claudio Spinelli ad Artemio Giovagnoni, da Federico Berardi a Ennio Cricco, da Lodovico Scaramucci a Umberto Calzoni – siano tutti personaggi appartenenti ad un milieu artistico di raffinata cultura. D’altronde, viene unanimemente riconosciuta al dialetto una notevole importanza come strumento di comunicazione primaria. Né va trascurato l’elevato numero di autori che, una volta sdoganato il proprio idioma di riferimento dai confini della subcultura, si esprimono e pubblicano nella lingua del Grifo. E non tanto le tradizionali battute ridanciane, ma anche la riflessione esistenziale, il discorso intimista, l’osservazione della vita e degli innumerevoli modi di stare al mondo. Peraltro la lingua locale, un tempo demonizzata dalla scuola dei “belli parlari”, riemerge in ogni contesto: perfino in territorio giovanile, di solito non attraversato dai rigurgiti della conservazione. Quindi, da elemento di esclusione, il dialetto è divenuto fattore fortemente inclusivo. Prova ne sia l’elevato e crescente numero di iscritti all’Accademia del Dónca, provenienti da altre regioni e perfino da altri Paesi. Segno che il dialetto e i suoi codici riscuotono l’interesse di quanti desiderano integrarsi nella comunità che li ospita. Fa indubbiamente un certo effetto sentire degli orientali esprimersi “col dónca”. Ma, nella società del melting pot e della contaminazione tra culture, la circostanza non stupisce più di tanto.

Sandro Allegrini

sandroallegrini@libero.it

 

 

 

 

LE OPERE DI LEONARDO DA VINCI RIVIVONO GRAZIE AD ARS ILLUMINANDI

21 febbraio 2012

Schizzi, disegni e idee di Leonardo da Vinci rivivono grazie ad Ars Illuminandi, azienda perugina di editoria pregiata e di nicchia. Si tratta di un vero e proprio viaggio all’interno del mondo dello scienziato, pittore e ingegnere italiano, attraverso le sue opere e i suoi progetti. L’occasione è stata data dalla seconda convention nazionale dell’azienda, che si è svolta al Relais Borgo Brufa, a Torgiano, lunedì 20 e martedì 21 febbraio, e che, grazie alla collaborazione con l’associazione culturale di Vigevano, “La città Ideale”, ha permesso di portare in esposizione anche quattro riproduzioni fedeli e funzionanti delle macchine progettate dalla mente di Leonardo: balestra gigante, lavorazione specchi e lenti, tamburo automatico e sollevatore. Ma cosa ancora più importante e grandiosa (si tratta della terza nella storia) è la riedizione della “Collezione Ambrosiana” di da Vinci, in una nuova opera, la “Collectio maior”, che racchiude i disegni e gli scritti del Codice Atlantico e dei Codici dell’Istituto di Francia. Dopo il primo degli otto volumi della “Collectio maior”, presentato lo scorso anno, infatti, è stato pubblicato anche il secondo, dal titolo “Disegni di macchine et delle arti secreti et altre cose di Leonardo Da Vinci raccolti da Pompeo Leoni”. Novantanove i pezzi che verranno distribuiti di questo secondo tomo, tutti rigorosamente fatti a mano, a tiratura non commerciale, ma istituzionale, di cui 22 saranno donati a mecenati italiani e gli altri 77 diffusi nel resto del mondo. Per Ars Illuminandi, nota per aver aderito al progetto nazionale “Salviamo un codice”, patrocinato dalla presidenza della Repubblica e rivolto al restauro e alla salvaguardia di codici miniati, si tratta di un lavoro ambizioso e straordinario, che ha l’obiettivo di organizzare una mostra itinerante degli otto volumi e delle macchine, da portare in tutta Italia. A spiegare i dettagli e le caratteristiche di quest’opera sono stati Pasquale Giannoni, Luigi Rubagotti e Giancarlo Gebbia, rispettivamente presidente, responsabile relazioni esterne e direttore commerciale di Ars Illuminandi. “Questo progetto è il nostro vanto – ha sottolineato Rubagotti -, forse possiamo dire che abbiamo raggiunto l’apoteosi nel nostro lavoro di editoria. La copertina è stata eseguita interamente a mano da maestri artigiani umbri, così come la tintura e il fregio in oro. La carta, invece, marcata da Vinci, è stata realizzata appositamente dalla cartiera Fedrigoni spa. Inoltre, altra caratteristica di questo capolavoro è la chiave di lettura che dà la possibilità al fruitore di leggere e tradurre gli appunti di Leonardo, che sappiamo essere illeggibili”. “Curiosa è la storia di questi codici – ha raccontato Gebbia -, che alla morte di Pompeo finirono in una polverosa scatola alla biblioteca Ambrosiana di Milano e da lì, poi, vennero trafugati dall’imperatore Napoleone che li portò in Francia, alla Biblioteca nazionale centrale di Parigi. Solo successivamente si riuscì a riportare in Italia la collezione Ambrosiana e oggi con questo progetto, in qualche modo, riuniamo l’intera opera di Leonardo Da Vinci”.

Terza edizione del premio giornalistico Eretici Digitali

4 gennaio 2012

Gli autori di Eretici digitali e gli organizzatori del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia indicono la terza edizione del premio giornalistico Eretici Digitali. Anche quest’anno, come per l’edizione 2011, il premio è sponsorizzato da Google con una dotazione di 10.000,00 euro. Il concorso prenderà in esame inchieste giornalistiche che fanno un uso innovativo di Internet e sono pubblicate online. Saranno selezionati progetti che si distinguono per originalità, documentazione e approfondimento. I reportage dovranno essere stati pubblicati online nel periodo tra il 01 gennaio 2011 e il 31 dicembre 2011. La giuria è composta da: presidente – Mario Tedeschini Lalli docente di Storia del Giornalismo e Giornalismo digitale, membro del Comitato direttivo della Online News Association, Christopher Potter direttore Festival Internazionale del Giornalismo, Massimo Russo co-autore del libro Eretici Digitali e Vittorio Zambardino co-autore del libro Eretici Digitali. L’inchiesta dovrà essere scritta in italiano o in inglese, l’autore o gli autori dovranno avere meno di 35 anni di età al momento della pubblicazione.

Per partecipare è necessario inviare la candidatura via e-mail all’indirizzo eretici@festivaldelgiornalismo.com entro il 28 febbraio 2012, con il seguente oggetto: Candidatura premio Eretici digitali.

I finalisti saranno nominati ufficialmente il 31 marzo 2012 ed i premi verranno consegnati ai vincitori nell’ambito della VI edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, 25-29 aprile 2012.

Per leggere e scaricare il bando: http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/22069/

 

 

Goodmorningumbria.it, festa dei 500.000 click: e per chi ama l’Umbria … non finisce qui!

13 dicembre 2011

di Costanza Bondi

“Quando nasce una testata, una qualsiasi testata, per la libertà di informazione è sempre una festa. E’ una voce in più che si unisce al coro.” scriveva Alberto Giovagnoni, capo ufficio stampa della Provincia di Perugia, in quel del 27 maggio del 2010 alla presentazione presso la Vinoteca Bellucci del blog-giornale http://www.goodmorningumbria.it – definendolo fra l’altro ricorrendo al titolo di un film di Ettore Scola “Una Testata particolare”- E che coro, diremmo oggi! Anzi, lo diciamo e i numeri lo confermano: 500.000 click in meno di due anni. Un successo strepitoso e inaspettato, forse dovuto alla formula, disarmante per la sua semplicità di lettura ma per niente scontata, ma anche di dar voce a tutti coloro che hanno bisogno di comunicare trovando in “Good” una sorta di Agorà dell’informazione. Infatti Goodmorningumbria.it, pur non avendo connotazione politica dichiarata, è aperto alle istituzioni locali, ma anche a tutti coloro che desiderano comunicare il proprio operato in relazione al profilo editoriale, nella certezza di essere letti e apprezzati da un pubblico attento a pubblicazioni e testi che rientrino immancabilmente nell’informazione di qualità.

Cultura, teatro, società, politica, economia, eventi e cronaca, ma anche curiosità, enologiche ed alimentari, turistiche e musicali, quindi non solo letterarie, all’insegna di quel mix esplosivo e coinvolgente che tocca tutte le sfere della comunicazione: questo e molto di più è Goodmorningumbria.it. è quello che definirei un formidabile strumento di comunicazione che mancava nella nostra regione e che i cittadini tutti, a qualsiasi parte politica appartengano o da qualsiasi ambito socio/culturale provengano, continuano ad apprezzare, condividere e partecipare in prima persona: chi scrivendo direttamente e chi leggendo e commentando. Da qui il grande successo dei 500.000 mila click, delle visite all’interno del blog, che si sono susseguite dal gennaio 2010 ad oggi. E, sempre da qui, Goodmorningumbria.it come contesto sociale di prestigio per chi voglia riconoscersi in credibilità e puntualità dell’informazione, qualità della presentazione e consultazione semplificata delle notizie per sezioni – fiore all’occhiello le categorie archeologia, politica, le ricette, musei, tradizioni popolari e spiritualità – che, come suggerisce il formidabile creatore del sito, per loro oggettiva caratteristica diventano anche uno straordinario archivio di notizie consultabile anche dopo un anno dal loro inserimento. Ma non finisce qui, se proviamo a guardare al futuro … la proiezione di click è di oltre 400.000 all’anno, motivo in più per le aziende che desiderano comunicare con un target di lettori così attento e di considerare “Good” come strumento pubblicitario. Quale veicolo di comunicazione migliore, d’altronde, visto che garantisce quasi 40.000 contatti al mese provenienti da un’utenza variegata e al contempo di eccellente qualità, che in Goodmorningumbria.it ha la garanzia di ottenere un’informazione sempre autorevole e puntuale? Cosa rara di questi tempi… soprattutto se si pensa che la comunicazione per le aziende avviene qui in maniera qualificante e qualificata, all’interno di una testata assolutamente indipendente e a costi estremamente contenuti.

Complimenti, Goodmorningumbria.it, 1000 di questi click, anzi… te ne auguriamo altri 500.000 e più nel 2012!

DALLA PARTE DELL’INFORMAZIONE LIBERA

…“VISTO CHE TUTTI GLI ALTRI POSTI SONO OCCUPATI”…

Il Calcio con PerugiAssisi capitale europea della cultura

9 dicembre 2011

Presentata la Nuova Maglia del Perugia con il Logo PerugiAssisi Capitale Europea della Cultura 2019, Nella Foto il Presidente del Perugia Calcio Damaschi e i Sindaci di Perugia e Assisi Boccali e Ricci.

Libero: “Togliete i libri alle donne e torneranno a far figli”- Ipse Dixit.

5 dicembre 2011

di Viviana Picchiarelli

Viviana Picchiarelli

Va bene, pare che l’articolo sia ironico. D’accordo, non si tratta di un consiglio, bensì di un dato statistico, guarda un pò, riportato solo alla fine dell’articolo firmato da Camillo Langone sulle pagine del quotidiano di Belpietro del 30 Novembre.

Un articolo volutamente provocatorio, un intervento a gamba tesa in cui è stato messo in evidenza il legame tra la scolarizzazione femminile e il calo delle nascite. Fonte autorevole di suddetta conclusione è la ricerca condotta dalla Harvard Kennedy School secondo la quale le donne con più studi ed educazione sono più facilmente nubili mentre le donne con meno educazione sono quelle che fanno più figli. Concorda anche il ministro dell’educazione inglese Wallace, dicendo che più istruzione femminile superiore si traduce con meno famiglie e meno figli.

La conclusione del Langone, dopo aver peraltro parlato di stretto legame tra culle vuote e barconi pieni di immagrati, è più o meno questa: togliete i libri alle donne e faranno più figli. Riaprire i reparti di maternità chiudendo qualche facoltà.

Queste le mie personalissime considerazioni in materia (da accanita lettrice):

1) fare figli non può essere una mera questione fisiologica, la logica del “si è donne quindi si devono mettere al mondo dei figli” è deleteria. Non siamo tutte in grado di e predisposte a.

2) fare figli deve necessariamente essere una presa di coscienza consapevole. I figli non chiedono di venire al mondo, per questo meritano rispetto ancor prima di nascere. Rispetto che prima di tutto si deve tradurre in piena coscienza e accettazione dell’enorme impatto che la nascita di un figlio ha sulla vita e del singolo e della coppia.

3) i figli non si fanno se:

a) si sta insieme da anni, il rapporto fa acqua da tutte le parti e allora si pensa bene di mettere una toppa con l’illusione delinquenziale di salvare in extremis un legame che va troncato caricando di responsabilità un essere di 2-3 kg.

b) si rincorre la moda dell’”accasamento” perché così fanno tutti o, peggio, la cerchia dei nostri amici. Non sia mai che si rimanga indietro. Lo stesso dicasi per i matrimoni. Ma questa è un’altra storia.

c) si pensa di “depositarli” presso nonni, parenti, baby sitter e affini. Direte voi, e il lavoro? Ci si organizza. O l’uno o l’altro, almeno nei primissimi anni di vita. O si fa un passo indietro nella professione. Non si può avere tutto. Anche perché tanto non ci si riesce. Quindi sarebbe quanto meno opportuno che la priorità venisse data ai figli se si decide di metterli al mondo.

4) i figli non sono:

a) scusa per “vacanze prolugate” grazie all’istituto della maternità anticipata

b) escamotage per procrastinare contratti lavorativi in scadenza

c) alibi per non separarsi

d) strumenti di ricatto tra ex-coniugi

e) pungiball per frustrazioni, rancori, rimpianti e rivendicazioni di genitori incapaci di scindere se stessi dal ruolo che rivestono

Detto questo, sarà poi vero che il troppo leggere abbia reso le donne meno inclini al concepimento? Fermo restando che non ero a conoscenza della natura anticoncezionale delle pagine scritte, direi che se fosse vero, considerando la deriva a cui stiamo assistendo, forse noi donne abbiamo sbagliato libri. Se il troppo studio ci ha condotto a pessimi risultati quantitativi e qualitativi sarà il caso di ritornare a scuola. Seriamente, però.

 

 

La memoria nei cassetti : la storia siamo noi

29 novembre 2011

Tantissima gente , molta con i capelli bianchi, affollata davanti a Palazzo Penna, nell’androne e nel cortile. Atmosfera lieta, baci e abbracci di chi si rivedeva dopo lungo tempo. A riunire tutti un evento particolare, l’inaugurazione della mostra La memoria nei cassetti Perugia 1944-1970 costruita con foto messe a disposizione da chiunque avesse materiale che ricostruisse l’identità familiare, sociale religiosa e storica della nostra città e dei suoi abitanti. Promotore dell’iniziativa Alberto Mori, perugino doc, uomo di cultura e attento osservatore di costume e ambiente oltre che proprietario della Libreria L’Altra in via Ulisse Rocchi. Da un’idea del Dr. Guido Lemmi, voluta e sostenuta dall’assessore alla cultura Andrea Cernicchi e dal Sindaco di Perugia Wladimiro Boccali la mostra ha svolto davanti agli occhi dei visitatori immagini private e pubbliche di un passato ancora vivido nel ricordo di molti. La certezza, in tutti quelli che hanno fornito il materiale, di regalare un’emozione a chi ritroverà in quelle foto un parente, un amico, un conoscente, uno scorcio scomparso della nostra città, i semplici divertimenti di una volta, le paesane atmosfere dei nostri rioni, le feste più modeste di una città da poco uscita dalla guerra e che ancora ne riportava i segni. E poi, lentamente il passaggio ad un momento storico in cui la gioventù emergeva con le sue mode, la sua musica , le sue feste, le gare sportive e i viaggi verso l’estero. Con le foto di comuni cittadini, ma anche di archivi storici di fabbriche ed enti si è costruita una mostra che è stata fissata in un corposo volume a disposizione di tutti arricchito dagli apporti di Alberto Grohmann, Mimmo Coletti, Claudio Carnieri e Tullio Seppilli. “Ho portato, ci ha raccontato la prof.ssa Norma Pacifico, perugina d’adozione dal 1956, una foto che mio padre Luigi Pacifico scattò ai suoi colleghi del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Perugia che insieme ai colleghi del sottostante Genio Civile di Piazza Partigiani festeggiavano il dr. Guido Cessari che da vice-provveditore era passato al ruolo di ispettore generale nell’aprile del 1959. Ricordo in quella foto l’ing. Salmareggi, il dr.Pintus, il dr. Melone, il geom. Pasquale Ceccarelli, il dr. Cardella, l’arch. Travaglini, i signori Domenico Ferrera, Prevignano, Egisti, Pellegrini, Ippoliti, Murtas, Mancini e spero che qualcuno dei loro cari possa rivedere i loro volti in un momento sereno della loro vita lavorativa. Questa testimonianza non può però sostituire una visita che, solo se vissuta di persona , può rendere tutta la bellezza e le emozioni che il nostro passato ci può regalareLa mostra rimarrà aperta fino al 4 marzo 2012 con possibilità di visite guidate la domenica.

“CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA”, PERUGIA O ASSISI?

29 ottobre 2011

L’idea della presentazione della candidatura della propria città a “Capitale Europea della Cultura” per il 2019 è suggestiva e non può non trovare il consenso di ogni amministratore. Ciò per i risvolti estremamente positivi che ne avrà la città che risulterà vincitrice. È chiaro che la presentazione della domanda, così come si apprestano a fare Perugia e Assisi, comporterà una forte organizzazione con una capace struttura e i fondi necessari almeno per preparare i relativi progetti e poi, alla fine del 2014/2015, se verrà superata la preselezione, occorreranno altri finanziamenti per organizzare quanto progettato. La costituzione di una fondazione, il cui statuto sarà discusso al prossimo Consiglio Comunale di Assisi, dove dovrebbero affluire i finanziamenti va bene. Ciò però se i promotori si siano accertati preventivamente della possibilità di poter ottenere più consistenti fondi da parte di altri soggetti privati o pubblici, perché i versamenti di 50.000 euro ciascuno previsto da Perugia e dalla Regione, e quello di Assisi ancora da stabilire, costituiscono il fondo di dotazione che non può essere speso e comunque sarebbe una cifra largamente insufficiente. Debbo però per onestà esprimere un forte dubbio sull’obiettivo che si vuole raggiungere. Penso che sia sbagliato proporre la candidatura congiunta di due città perché, anche nel caso che quello che si presenterà fosse il progetto migliore, potrebbe essere scartato. Infatti la “decisione” della comunità europea 1622/2006, ma anche le altre precedenti direttive, relative alla candidatura di una città a Capitale Europea della Cultura, afferma che “sarà scelta una sola città”, non escludendo il suo interland, ma non due città: per cui o Perugia o Assisi. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina, come ha detto qualcuno. E poiché questa idea è partita da Perugia, e già un mese fa Perugia stava per costituire la fondazione senza Assisi, in passato si era parlato della richiesta di Assisi-Perugia, se non altro per cronologia alfabetica, mentre ora il progetto è Perugia-Assisi, sembrerebbe che il nome di Assisi sia solo a supporto di Perugia. La mia perplessità è che di fronte comunque a gravosi sforzi economici di centinaia di migliaia di euro per giungere alla presentazione dei progetti per l’ammissione della preselezione, città concorrenti quali Venezia, Matera, Palermo, Ravenna, Siena, Torino, ecc., potrebbero probabilmente legittimamente, “far notare” al Ministero competente che indicherà la o le città della Comunità Europea, la singolarità della presentazione della domanda congiuntamente da parte di due città, cosa che per quanto se ne sa, mai è avvenuto in passato perché in contrasto con la normativa dell’UE. In ultimo si opterà per la sola Perugia? A proposito di cultura, è auspicabile che quelle “lenzuola” pubblicitarie che riportano il logo dell’evento, poste in modo scellerato perforando con 16 chiodi per ciascuno, i muri storici: in Assisi la torre campanaria della Campana delle Laudi, nel Palazzo del Capitano del Popolo e in S. Maria degli Angeli il palazzo del Capitano del Perdono, entrambi siti UNESCO vengano rimosse, in quanto dimostrano l’insensibilità culturale dell’amministrazione che, solo a parole, si riempie la bocca della parola cultura e crea danno d’immagine.

Giorgio Bartolini

“Le molte vite del Bartoccio, maschera perugina” fumetto storico di Marco Vergoni e Renzo Zuccherini

13 ottobre 2011

Esce per i tipi di ali&no editrice “Le molte vite del Bartoccio,  maschera perugina” nel progetto

Bartoccio

editoriale di fumetti storici  “storie&strisce”, a cui collaborano oltre a Marco Vergoni e Renzo Zuccherini, autori di questo primo volume che sarà presentato sabato 22  ottobre ore 17 alla Biblioteca Villa Urbani di Perugia, via Pennacchi 19 anche Daniele  Giovagnoni e Claudia Minciotti Tsoukas.
La nuova collana, diretta da Marco Vergoni, disegnatore e  illustratore di altre collane della casa editrice, punta la sua lente  sulla storia locale e si apre con il Bartoccio, antica maschera  perugina della Piana del Tevere: rozzo, arguto, buontempone e saggio  che parla solo il suo inconfondibile dialetto. Ma il Bartoccio è più  che altro un simbolo nella memoria popolare, forse lo spirito del Carnevale che dà voce ai poveracci e ai loro desideri in un tempo dove  tutto è finzione. Sì perché le sue “bartocciate”, molto simili alle  “pasquinate” romane, erano veri e propri atti di denuncia, scagliati  come saette, in un gustoso e colorito dialetto, contro il potere, la  chiesa, l’istituzione e chiunque calpestasse i diritti dei più deboli o  commettesse ingiustizie. Una sorta di garrulo e scanzonato mondo “di  sotto” che irrompe e prende la sua rivincita sul mondo “di sopra”.

Passeggiata virtuale tra le mura e le Porte etrusche di Perugia

28 settembre 2011
TEATRO MORLACCHI – lunedì 3 ottobre · 17.00 – 20.00
SANDRO ALLEGRINI, coordinatore dell’Accademia del Dónca, propone l’apertura degli incontri dell’anno accademico 2011-2012 con una “Passeggiata virtuale tra la cinta muraria e le Porte etrusche di Perugia”.
Cicerone di straordinaria competenza l’architetto MICHELE BILANCIA, fondatore e presidente di Radici di Pietra, l’associazione che opera per il riconoscimento delle mura etrusche di Perugia come patrimonio Unesco dell’umanità.
Bilancia è stimatissimo autore di pubblicazioni di settore. L’architetto, esperto di recupero del patrimonio monumentale, ha recentemente pubblicato un ponderoso e apprezzato fanta thriller archeologico intitolato “L’ultimo vangelo”.
Partenza dall’Arco Etrusco, anche in relazione all’intervento di manutenzione straordinaria, di prossima esecuzione, finanziato dal mecenate-filosofo di Solomeo, l’industriale del cachemire Brunello Cucinelli, formalmente invitato all’apertura degli incontri dell’Accademia della peruginità.
Il viaggio si dipanerà attraverso uno slide multimediale a cura di Marco Terzetti. Ingresso libero e gradito.

Bibbie e manoscritti atlantici in Umbria, giornata di studi e mostra

21 settembre 2011

Bibbia San Pietro

Nelle biblioteche pubbliche e private di Perugia si conserva un ricchissimo patrimonio manoscritto, in cui figurano dei veri e propri capolavori della produzione libraria dell’antichità e del medioevo: testimoni della storia più che secolare della nostra città e delle  sue istituzioni civili, religiose e culturali. Tra i codici medievali più noti e preziosi vi sono alcuni esemplari di Bibbie e manoscritti atlantici, pervenutici integralmente o in forma frammentaria, tutti provenienti dall’Abbazia benedettina di San Pietro di Perugia. Prodotti tra la fine dell’XI secolo e la metà del XII secolo, le Bibbie e i manoscritti atlantici costituiscono l’espressione editoriale più spettacolare della riforma ecclesiastica promossa dalla curia papale romana in questo periodo. La tipologia delle Bibbie e dei manoscritti atlantici presenta

Leggio e Coro in San Pietro Perugia

caratteristiche fortemente distintive e omogenee: di formato monumentale (550/600 x 350/400 mm), tali manoscritti sono trascritti in minuscola carolina su fogli in pergamena ovina, con il testo disposto su due colonne di scrittura e con un apparato decorativo costituito da iniziali di stile geometrico che segnano l’inizio e la successione delle diverse unità testuali.   L’identificazione di un fondo considerevole di manoscritti atlantici tutti riconducibili all’Abbazia benedettina di San Pietro permette di chiarire il ruolo svolto dall’istituzione perugina nella promozione della riforma ecclesiastica dei secoli XI e XII nella regione dell’Italia centrale, oltre che di definire, con maggiore precisione, i rapporti tra i potenti abati perugini e la corte papale a Roma. Solo di recente le Bibbie e i manoscritti atlantici perugini sono stati oggetto di uno studio sistematico e approfondito, volto a definirne le caratteristiche materiali, grafiche, ornamentali e testuali. Tali ricerche hanno permesso di identificare almeno tre Bibbie atlantiche – i due primi tomi contenenti l’Antico Testamento, più alcuni

Nadia Togni

frammenti di un terzo esemplare – e ben 24 frammenti di 12 manoscritti liturgici dello stesso formato, attualmente conservati presso l’Archivio storico di San Pietro e presso la Biblioteca comunale Augusta. L’analisi dettagliata dei manoscritti e dei frammenti atlantici identificati ha permesso di ricollocarli nel più vasto fenomeno della produzione e della circolazione di questa tipologia libraria, analizzandone le possibili modalità di committenza e acquisizione, ma soprattutto di uso concreto da parte della comunità religiosa, come supporto delle celebrazioni liturgiche corali dell’Ufficio divino, quotidianamente celebrato in basilica. Dal punto di vista della storia delle istituzioni religiose, la presenza di un fondo omogeneo di libri liturgici destinati ad una fondazione monastica ben conosciuta è stato lo spunto per una più ampia riflessione sulla storia dell’abbazia di San Pietro dalla seconda metà dell’XI secolo, quando, a un secolo dalla fondazione, costituisce una delle istituzioni ecclesiastiche più potenti dell’Italia centrale, fino al XVI secolo, quando ancora si celebrano gli abati e i pontefici che beneficiarono l’abbazia e furono all’origine della sua grandezza. I risultati di queste ricerche ad ampio raggio sull’abbazia di San Pietro e il suo patrimonio librario medievale sono stati presentati al Convegno internazionale: Les Bibles atlantiques. Le manuscrit biblique à l’époque de la réforme ecclésiastique du XIe siècle, svoltosi a Ginevra nel febbraio del 2010. Ci è sembrato quindi importante approfondire alcuni temi relativi ai manoscritti perugini già emersi al Convegno di Ginevra e presentarli a Perugia, proprio nella basilica di San Pietro, dove questi manoscritti sono stati conservati e usati per molti secoli. Le ricerche d’archivio hanno infatti permesso di documentare un caso estremamente raro di identificazione di un fondo omogeneo e compatto di manoscritti atlantici, raggruppati intorno al testo biblico, destinato fin dall’origine ad una comunità monastica ben identificata: quella di San Pietro di Perugia. Ed è proprio dell’eccezionalità dei manoscritti medievali liturrgici di San Pietro che si tratterà nella Giornata di Studi Bibbie e manoscritti atlantici in Umbria, che si terrà nella basilica abbaziale venerdì 23 settembre 2011 alle ore 16.00. In particolare, l’abate Giustino Farnedi, Conservatore e Direttore dell’Archivio storico di San Pietro, illustrerà i rapporti tra la produzione documentaria medievale e la produzione artistica rinascimentale. In una secolare continuità della tradizione delle origini, i santi, i papi e gli abati benedettini dell’XI e del XII secolo, autori dei documenti fondativi dell’abbazia, sono celebrati ancora nel Cinquecento nella produzione artistica commissionata dai monaci di San Pietro; gli autori dei diplomi più antichi conservati in archivio sono raffigurati da Benedetto Bandiera negli affreschi che ornano la basilica, organizzati secondo una struttura gerarchica teorizzata nel Lignum Vitae (1595) dal monaco fiammingo Arnoldo Wion, scritto proprio a Perugia. L’intervento di Nadia Togni dell’Università di Ginevra riguarderà invece l’identificazione e l’analisi dei frammenti di manoscritti atlantici rintracciati nell’archivio storico di San Pietro e alla Biblioteca comunale Augusta. Tra questi figurano i frammenti di un terzo esemplare di Bibbia atlantica che si affianca così a quelle già conosciute: la Bibbia di San Pietro e la Bibbia dell’Augusta. Accanto ai manoscritti biblici, saranno presentati i frammenti appartenenti a 12 manoscritti liturgici, sempre di formato atlantico; si tratta precisamente di Passionari, Lezionari, Omeliari, Vitae Sanctorum e, addirittura, un Sacramentarium con letture ed elementi dell’Ufficio divino. Tutti i manoscritti identificati sono riconducibili a San Pietro e testimoniano come l’istituzione fosse attivamente impegnata nella promozione della riforma ecclesiastica nella seconda metà dell’XI secolo, a cui è strettamente legata la produzione delle Bibbie e manoscritti atlantici. Al termine della Giornata di studi sarà inaugurata la mostra documentaria Bibbie e manoscritti atlantici in Umbria (23 settembre 2011-31 gennaio 2012) che costituirà l’occasione per presentare i preziosi documenti medievali conservati nell’Archivio di San Pietro al mondo accademico, agli studiosi locali, ai culturi della materia e all’intera cittadinanza perugina. Auspichiamo che la Giornata di studi e la mostra Bibbie e manoscritti atlantici in Umbria contribuiranno alla valorizzazione della straordinaria ricchezza del patrimonio manoscritto medievale della nostra città di Perugia che, proprio per le sue straordinarie ricchezze storiche e artistiche, è giustamente candidata a divenire Capitale europea della cultura 2019.

Nadia Togni – Università di Ginevra  Nadia.Togni@unige.ch

SPELLO: visite guidate gratuite all’ex abbazia di San Silvestro a Collepino e nella chiesa del complesso di Santa Maria di Vallegloria

21 settembre 2011

Chiesa di Vallegloria

Sabato 24 settembre alle ore 16.30 è in programma una visita guidata all’ex abbazia di San Silvestro a Collepino, l’edificio cristiano dell’ XI secolo più antico di Spello. Si proseguirà alle  17.30 con il concerto dell’Ensemble vocale Kamenes inCanto che eseguirà un repertorio di canti sacri.

Domenica 25 settembre alle 16.30 è in programma una visita storico-artistica tra i tesori della chiesa trecentesca di Santa Maria Vallegloria, di recente riaperta al culto, e al complesso monastico.

“Invito a prendere parte ai due appuntamenti – dichiara l’assessore alla cultura Liana Tili –  perché spellani e non avranno l’occasione unica di visitare tesori d’arte per lo più sconosciuti, i cui contenuti sono frutto di recenti studi confluiti in pubblicazioni curate appositamente dal Comune di Spello.  Mi auguro – aggiunge l’assessore Liana Tili – che la partecipazione agli eventi in

Eremo di San Silvestro di Collepino

programma, sia numerosa e raccolga bambini, giovani e adulti, spinti dalla curiosità e il piacere di conoscere la storia della nostra città, attraverso l’esperienza diretta sui beni culturali recuperati, scrigni delle radici  sociali, politiche ed artistiche del passato giunti fino ai nostri giorni come testimonianza del tempo trascorso”. L’evento è stato realizzato con la collaborazione della Comunità delle Piccole Sorelle di Maria dell’Eremo della Trasfigurazione, la Comunità delle Clarisse di Santa Maria di Vallegloria di Spello e il Sistema Museo.

Per entrambi gli eventi (gratuiti) la prenotazione è obbligatoria: telefono 0742.300040 -34,  e-mail a  cultura@comune.spello.pg.it.

INEDITO – Ritrovato il manoscritto “dei Proverbi” di Giuseppe Ungaretti

5 luglio 2011

di Catia Eliana Gentilucci*

Il manoscritto, in inchiostro verde, è autografato dallo stesso Autore. Il ritrovamento è certo sensazionale poiché riguarda una nota poesia dell’Autore ed è documentato con foto del momento della sua stesura. L’opera è custodita presso l’Associazione Culturale “OmpSi” di Assisi che intende metterlo all’asta per destinare il ricavato in beneficenza. Sono molteplici le attività a sfondo umanitario sostenute dall’OmpSi (vedi: www.arte-si.com).

I proverbi 

UNO

S’incomincia per cantare

E si canta per finire

DUE

È nato per cantare

Chi dall’amore muore.

È nato per amare

Chi dal cantare muore.

TRE

Chi è nato per cantare

Anche morendo canta.

QUATTRO

Chi nasce per amare

D’amore morirà.

CINQUE

Nascendo non sai nulla,

Vivendo impari poco,

Ma forse nel morire ti parrà

Che l’unica dottrina

Sia quella che si affina

Se in amore si segrega.

Questo ritrovamento che non può passare inosservato ha destato una riflessione in chi scrive. È noto che Ungaretti ha segnato la letteratura a lui successiva, è noto che Ungaretti è un grande letterato, poeta del suo tempo, è noto che la grandiosità dell’opera di Ungaretti è riconosciuta in tutto il mondo. Insomma, è noto che Ungaretti è l’Ermetismo del Novecento. Ma quanto Giuseppe Ungaretti è stato influenzato dagli eventi economici e sociali delle due guerre mondiali? La risposta è: molto. Non solo perché le sue opere testimoniano le paure, le incertezze, i dubbi, le violenze di un periodo storico drammatico per lo scenario internazionale coinvolto nelle due guerre mondiali; ma anche perché gli stessi dubbi influenzano il pensiero più ortodosso degli economisti che possono essere considerarti, insieme agli artisti, nella categoria degli attenti osservatori degli umori collettivi. Nella categoria cioè di coloro che si interrogano sul perché delle problematiche sociali, su come sia possibile ottenere il meglio date le risorse scarse, l’irrazionalità umana e le rigidità dei comportamenti economici.

* Docente di Economica Politica Giurisprudenza a Camerino e Presidente dell’Osservatorio
per il Monitoraggio della Pace e della Sicurezza Territoriale di Assisi.

Riccardo Maria Gradassi -  fonte rivista Avanguardia

Spello: mostra del noto grafico Alfred Hohenegger

4 luglio 2011

Dopo il grande successo del concorso “Finestre, balconi e vicoli fioriti”, la Pro Spello sta puntando su  iniziative culturali e formative rivolte alle giovani generazioni. Nei mesi di settembre e ottobre è infatti previsto l’allestimento della mostra di Alfred  Hohenegger, fin dagli anni Sessanta uno dei protagonisti della grafica editoriale in Italia, pittore e musicista e ora anche scrittore. Ha lavorato per molti anni come grafico indipendente, esercitando tutte le arti del mestiere ed ha affinato ed  aggiornato le sue conoscenze costantemente attraverso l’insegnamento e il confronto con studenti, colleghi e committenti: prima, per 18 anni, all’Istituto Europeo di Design a Roma, e poi come coordinatore didattico all’Istituto Superiore di Design a Napoli. Da alcuni anni si dedica interamente alla progettazione grafica e, sul versante didattico, organizza e dirige corsi di formazione professionale per società ed Enti.

Per ulteriori informazioni          Comune di Spello 0742.300042- Fax 0742.300038 – sfuso@comune.spello.pg.it

In libreria le pubblicazioni del Comune di Magione, un ricco patrimonio librario che va dalla storia locale all’arte

8 aprile 2011

Grazie ad un accordo con il Centro Libri Umbro verranno messi in vendita nelle librerie le pubblicazioni fatte dall’Amministrazione Comunale di Magione. L’attività editoriale del Comune, conseguente ad eventi, promozioni del territorio, pubblicazioni su personaggi o fatti storici, è stata sempre molto attiva e si è molto incrementata i questi ultimi anni. Prima dell’accordo con CLU, i libri si trovavano in vendita solo nei book shop delle strutture museali gestite da Sistema Museo mentre ora, oltre che in queste sedi, si potranno acquistare anche nelle librerie della regione. Tra le pubblicazioni spiccano testi che, nel tempo, sono diventati di particolare rarità, tanto da essere ristampati, come è avvenuto per il Vocabolario del dialetto magionese, curato dal professor Giovanni Moretti, o perché di rilievo dal punto di vista storico, come la trascrizione della Storia dei Mongoli di Frà Giovanni da Pian di Carpine.

«L’Amministrazione  – spiega l’assessore alla cultura del Comune, Giacomo Chiodini – conserva un patrimonio librario di notevole interesse che non riesce a trovare un mercato adeguato perché non si è mail lavorato sulla distribuzione. L’accordo fatto con il Centro Libri Umbro (CLU), ci consente di superare questo limite e di rendere disponibile al pubblico una serie di pubblicazioni editoriali che rivestono un interesse che va oltre quello locale».

Archeologia… a portata di mano Entra in contatto con i tesori archeologici di Perugia

8 aprile 2011

9 – 17 aprile 2011

Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone – Ponte San Giovanni, Perugia

Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria – Perugia

Ipogeo dei Volumni

Un laboratorio di simulazione di scavo, una postazione di visita tattile con reperti originali e percorsi di visita per non vedenti e ipovedenti. Dal 9 al 17 aprile tante proposte per entrare in contatto diretto con la storia antica di Perugia

Ipogeo dei Volumni

I tesori archeologici di Perugia, con il loro fascino e mistero, diventano protagonisti in occasione della settimana della cultura (9-17 aprile 2011). Si intitola “Archeologia… a portata di mano” l’interessante iniziativa proposta dall’Ipogeo dei Volumni di Ponte San Giovanni e dal Museo archeologico di Perugia, a cura della società Sistema Museo e della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria. Cinque le giornate con diversi appuntamenti in programma per toccare i tesori archeologici di Perugia: il 9 e 17 aprile dalle 15 alle 18 sarà attivo per tutte le famiglie “Ipolab”, il laboratorio gratuito di simulazione di scavo presso l’Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone. Si consiglia la prenotazione. il 10 e 16 aprile dalle 10 alle 13.30 e dalle 15 alle 19 al Museo Archeologico Nazionale di Perugia sarà possibile prendere parte all’attività gratuita “Touch point – postazione di visita tattile con reperti originali”.  il 12 aprile alle ore 11 saranno presentati i nuovi percorsi di visita per non vedenti e ipovedenti presso l’Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone, realizzati in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e con il patrocinio della provincia di Perugia. Per l’occasione verrà effettuata una visita guidata tattile gratuita sia all’Ipogeo dei Volumni che alla necropoli del Palazzone, con la possibilità di toccare reperti etrusco-romani originali. Parteciperanno all’incontro: Donatella Porzi assessore

Museo Archelogico

alle attività culturali e sociali Provincia di Perugia, Luana Cenciaioli direttrice Area Archeologica Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone e Raniero Pericolini vice presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione provincia Perugia. Sarà presentato anche il nuovo servizio di audioguide progettate per l’Ipogeo. Felice era già stata la sperimentazione di questo percorso tattile in occasione della giornata nazionale del disabile e della giornata nazionale del Braille. La visita nasce dall’esigenza di rendere fruibile, quanto più possibile, il ricco patrimonio archeologico della città a favore di utenze caratterizzate da una diversa abilità. Permette a persone non vedenti e ipovedenti di entrare in contatto diretto con le testimonianze preziose e suggestive lasciate dall’antico popolo degli Etruschi, quali vasellame, frammenti architettonici e materiali eccezionali (marmo, vetro, metallo).

Per informazioni e prenotazioni – Infoline Sistema Museo

tel 199.121.123* (dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00)

infoline@sistemamuseo.it

http://www.sistemamuseo.ithttp://www.archeopg.arti.beniculturali.it

*costo della chiamata variabile secondo l’operatore

A CORCIANO, LA SETTIMANA DELLA CULTURA

8 aprile 2011

Anche quest’anno ritorna  la Settimana della Cultura, che ogni anno apre gratuitamente le porte di musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali, per una grande festa diffusa su tutto il territorio nazionale.

Corciano aderisce all’iniziativa.

Nei giorni 9,10,16,17 aprile e nei seguenti orari 10,00-13,00/15,00-18,00, potrete visitare i quattro musei di Corciano GRATUITAMENTE!!!

Museo archeologico Antiquarium – Museo della Casa Contadina – Museo della Pievania – Centro valorizzazione prodotti tipici

Per informazioni:
tel 075-5188255/260
email: info@promozionecorciano.it

A Spoleto le opere della Biennale Venezia. Ferrara: “rilanceremo l’opera di Menotti”

5 aprile 2011

di Carlo Ceraso
C’era il pubblico delle grandi occasioni a Palazzo comunale dove Giorgio Ferrara ha voluto tenere l’attesa conferenza stampa per la 54ma edizione del Festival dei 2 Mondi senza però rivelare molto. Anzi, i pezzi forti li ha tenuti gelosamente celati in attesa di svelarli all’appuntamento del 20 aprile alla presenza del  ministro Galan.

Ferrara a tutto campo – pur senza svelare granchè, il direttore artistico tiene banco per buona parte dell’incontro. Parla della crescita registrata in questi tre anni che ha portato il festival a “riaffermarsi  a livello mondiale, a renderlo nuovamente un evento mondiale. Tutto ciò a dispetto di uno scenario poco felice per i noti tagli”. Il riferimento è al Governo ma Ferrara si riprende al volo e annuncia che le “ultime notizie dal Mibac confermano che le istituzioni ci sostengono, sanno che sul Festival vale investire”.

Con un certo orgoglio Ferrara cita i dati di un sondaggio commissionato sulla Provincia di Roma e in Umbria con un focus su Spoleto. I dati sembrano eccellenti.  Il 71% del campione conosce il Festival, il 40,5% vi ha partecipato almeno una volta e ben il 96% di chi è venuto a Spoleto lo consiglierebbe ad un amico. Fra le iniziative il lancio della Festival card che consentirà di poter assistere, ad un prezzo vantaggioso (ancor più ridotto per i residenti a Spoleto), a tutti gli spettacoli previsti nell’arco di una giornata. Sarà invece gratuito il concerto in piazza del duomo del 7 luglio con il quale si celebreranno i 100 anni dalla nascita del fondatore del Festival, il maestro Gian Carlo Menotti.

Fallaci e Burlesque – La vera novità della giornata è rappresentata dall’annuncio dello spettacolo Cabaret new burlesque che vedrà sul palco le protagoniste del film Tourneè che tanto successo ha avuto a Cannes. Dunque il Festival si apre all’osè. Confermata la presenza di Monica Guerritore che interpreterà il personaggio di Oriana Fallaci in “Mi chiedete di parlare…”, spettacolo coprodotto dal Corriere della Sera e che seguirà il convegno dedicato alla figura della compianta scrittrice ed al quale prenderanno parte De Bortoli, Procacci, Del Noce, Petraglia, Carpinelli, Minoli, Annunziata ed Edoardo Perazzi, nipote ed erede universale della Fallaci.

L’inedito duo Sgarbi-Marziani – in città era trapelata la notizia di una cena a casa Sgarbi – alla presenza del sindaco Benedetti e di Ferrara – voluta per cercare di “avvicinare” il noto critico al collega Gianluca Marziani, direttore del museo di Palazzo Collicola.

L’apericoncerto di Emili – non è stato da meno il presidente dell’associazione Anno Menottiano, Giampaolo Emili, che ha raccontato ben poco del suo Cartellone che sarà svelato il prossimo 1 maggio. Anche lui, come Ferrara, vanta la carica di presidente e direttore artistico, mentre il ruolo di direttore musicale è stato affidato al maestro Francesco Corrias che si avvarrà dei musicisti della Cincinnati Orchestra. Emili sta lavorando agli ultimi ritocchi, sotto la supervisione del vice sindaco Stefano Lisci. In programma, nei week-end estivi, dei concerti-aperitivi che si snoderanno lungo alcune vie tematiche fra quelle che conducono a piazza Duomo. Previsto anche un omaggio a Umbria Segreta, sezione voluta a suo tempo da Francis Menotti per coinvolgere i territori vicini a Spoleto, e alcuni progetti per le scuole del comprensorio al fine di avvicinare gli studenti al mondo del canto e della musica.

Da : www.tuttoggi.info

Narni premiazioni della 6° edizione del concorso “PREMIO MIMOSA 2011”

25 marzo 2011

Narni: Domenica 27 marzo Palazzo Eroli Sala del Camino ore 16,00

Mercoledì 23 Marzo, dopo un confronto fra i giurati e il conteggio numerico delle valutazioni, sono stati decretati i vincitori, che verranno resi noti durante la manifestazione di domenica nella Sala del Camino di Palazzo Eroli. Anche quest’anno i racconti, oltre che dall’Umbria, sono giunti da diverse regioni d’Italia: Toscana, Marche, Lazio, Calabria, uno dalla Germania. Ricordiamo che il primo premio del concorso dello scorso anno era stato vinto da Valentina Tonolo  di Venezia. Introdurranno la manifestazione l’Assessore al Commercio e alle Pari opportunità del Comune di Narni Roberta Isidori e la consigliera di Parità per la Regione Umbria Marina Toschi, nonché membri di giuria del concorso. Saranno presenti alla premiazione la presidente di giuria Anna Laura Bobbi (insegnante-scrittrice), la segretaria Mariacristina Angeli (presidente Associazione Minerva) e altri membri; Simona Bozza (Assessore Lavori Pubblici del Comune di Narni), Maria Lanari (Consigliera Comunale), Andreina Santicchia (responsabile Ufficio Cultura), Fiorella Soldà (insegnante-scrittrice),  facevano inoltre parte della giuria Dante Ciliani (Presidente dell’ordine dei Giornalisti dell’Umbria-giornalista de Il Messaggero), Mauro Pulcinella (artista- direttore artistico di MinervAArte), Claudia Sensi (critica-giornalista). Alla premiazione, saranno letti i racconti che hanno vinto dagli stessi autori o da alcuni attori delle Compagnie Teatrali Gadnà, Parla Come Magni e Zuppa di Pietra, che saranno presenti anche per ricordare il 27 Marzo come Giornata Mondiale del Teatro. Franco Picchini presenterà un monologo di Francesco Randazzo e uno di Anna Laura Bobbi. Mariella Agri, Maria Luigia Grisci  e Rita Sbrighi presenteranno 3 monologhi, dedicati a 3 donne. Le letture saranno accompagnate dagli  intermezzi musicali di Giuseppe Finestra.

Raccontiamo le favole degli Indiani del Nord America

19 marzo 2011

sabato 26 marzo alle ore 16 e alle ore 17.30

Il Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” organizza incontri per bambini dai 2-3 agli 8 anni: un percorso guidato nella sezione del museo/collezione etnografica dedicata alle culture del Nord America e, a seguire, delle letture animate dei racconti degli Indiani delle Pianure (cosiddetti “Pellerossa”) per conoscere la loro quotidianità a stretto contatto con la natura. Nella sala di lettura si ricostruirà una piccola capanna ispirata agli Indiani Pellerossa e si racconteranno ai bambini favole indigene, spronandoli a partecipare. Attraverso la mitologia implicita nelle favole si parlerà della vita di questa popolazione nomade, del rapporto con la Terra, con il Bisonte, con il Sole, con la Sabbia, con il Fuoco, con la Natura tutta. Negli anni in cui abbiamo svolto questa attività di lettura e interazione abbiamo rilevato un notevole gradimento da parte di bambini e genitori, che potevano accostarsi ad una biblioteca in maniera stimolante. Il percorso parte dal “Conferimento del nome indiano” ad ogni partecipante per poi passare alla contestualizzazione della cultura dei “Pellerossa” attraverso le riproduzioni museali della Raccolta etnografica del Centro Studi Americanistici e, successivamente alla lettura, alla “trascrizione” su una pelle di bisonte (cartacea) delle favole mitologiche ascoltate. Di sottofondo musica degli Indiani delle Pianure.

Presso la Biblioteca del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” onlus Via Guardabassi 10 (centro storico). Contributo di 5 euro per bambino (4 euro per fratelli). È richiesta la prenotazione.

Per info e prenotazioni:

tel.3384601650 e-mail scillaluciani@gmail.com

DIVE! – DA MARLENE ALLE NUOVE PROTAGONISTE DEL CINEMA TEDESCO

7 marzo 2011

Continua la nostra rassegna cinematografica con il 2° appuntamento dedicato ancora alla celebre artista tedesca, Marlene Dietrich.
La rassegna, iniziata il 2 marzo scorso, proseguirà ogni mercoledì alle 20.30 fino al 1° giugno 2011. Tutti i film sono proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano.

mercoledì 9 marzo · 20.30 – 22.30

INGRESSO GRATUITO – Istituto Tedesco Perugia – Piazza Raffaello, 11

MARLENE, un documentario-intervista che il regista Maximilian Schell ha dedicato all’attrice Marlene Dietrich, la quale é presente, però, solo con la sua voce. E’ un documentario girato nel 1983, della durata di 94 min., in cui la Dietrich ripercorre la sua straordinaria carriera cinematografica e gli eventi più significativi e drammatici della sua vita.

Per ulteriori informazioni:
www.istitutotedescoperugia.it
info@istitutotedescoperugia.it – tel. 075.5735360

“UNA RIVOLUZIONE NONVIOLENTA”, Rassegna dedicata a Danilo Dolci

3 marzo 2011

L’Associazione David e Maria Russell – Right Profit dedica quest’anno l’ormai consueto

Danilo Dolci

appuntamento del Right Profit Guitar Festival alla straordinaria figura di Danilo Dolci, promuovendo una rassegna che comprende incontri, proiezioni, mostre, lezioni nelle scuole secondarie di secondo grado, concerti ispirati ai temi della “democrazia partecipata”, del “pensare legale” e dell’ “impegno educativo” a cui il sociologo triestino ha dedicato la vita.

Da settembre 2010 sino a maggio 2011 il pensiero teorico e le infaticabili azioni sociali di Danilo Dolci rivivono nelle scuole e nei teatri di Perugia, Cortona e Città della Pieve per fornire ai giovani esempio tangibile di un’intensa esperienza di vita votata alla nonviolenza, alla comunicazione partecipata, alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori, alla cura dell’infanzia, all’importanza della diffusione della musica come strumento di coesione e crescita.

Si parte da Perugia venerdì 11 marzo, ore 17.30 nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori con l’intervento dello scrittore e attore Giulio Cavalli (testimone di un’esperienza teatrale saldamente ancorata alla denuncia sociale e vittima di intimidazioni mafiose che lo costringono a vivere sotto scorta). Il giovane regista palermitano Alberto Castiglione introdurrà la proiezione del suo film Danilo Dolci, memoria e utopia: documentario, premio “Un film per la pace” nel 2006, che ricostruisce l’azione sociale di Dolci in Sicilia. Alla testimonianza del procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo Antonio Ingroia, seguirà il concerto della Guitarensemble “Danilo Dolci”, diretta da Tonino Battista, che eseguirà musiche di J. S. Bach e G. C. Mantovani.

Venerdì 15 aprile, ore 17.30, nella Sala S. Agostino di Cortona Giovanni Impastato racconta la storia di una vita spesa in nome della lotta politica e delle battaglie contro la criminalità organizzata: quella del fratello Peppino Impastato, le cui vicende sono state rese celebri dal film di Marco Tullio Giordana I cento passi (2000).

Da mercoledì 11 maggio a domenica 15 maggio 2011 la rassegna proseguirà a Città della Pieve con: il concerto a cura delle Scuole Right Profit; la presentazione dei lavori degli studenti che illustreranno il percorso di formazione effettuato (alla presenza del biografo di Danilo Dolci Giuseppe Barone); lo spettacolo di danza e poesia con Giorgio Rossi e Lucia Poli; il concerto del chitarrista David Russell; l’esecuzione del melologo “Gli Dèi della Terra” (diretto da Tonino Battista); Masterclasses di David Russell, Marco Socias, Marcello Rivelli, Tonino Battista. Negli stessi giorni sarà aperta al pubblico nel Palazzo della Corgna di Città della Pieve la mostra Il potere è l’acqua. Dall’opera di Danilo Dolci alla costruzione di nuovi scenari di impegno sociale (a cura dell’architetto Gianni Filindeu).

NARNI, PREMIO MIMOSA 2011 – 6° edizione: la scrittura narrativa

28 febbraio 2011

Il Comune di Narni, Assessorati alla Cultura e alle Pari Opportunità, e l’Associazione Minerva in occasione dell’ Otto Marzo 2011 promuovono un concorso di scrittura narrativa finalizzato a stimolare il raccontare, il condividere la propria esperienza, come forma di “altruismo dell’anima”, che può contemplare storie di smarrimento, di liberazione, di ricongiungimento.

 

 

I racconti potranno essere articolati in trame, intrighi, percorsi inesplorati scaturiti da vicende personali o da biografie di altre persone, reali o immaginate.

REGOLAMENTO

ART. 1

Il concorso è aperto a tutti, uomini e donne, di qualsiasi nazionalità ed età. E’ istituita una sezione del concorso riservata alle scuole (medie inferiori e superiori), che potranno partecipare con lavori sia individuali che di gruppo. La partecipazione è gratuita.

ART. 2 -

I racconti, in lingua italiana, devono avere una lunghezza massima di 100 righe; ogni riga preferibilmente massimo di 58 battute e, comunque, in totale non oltre 5400 battute compresi gli spazi. Al fine di consentire una corretta trasposizione dei testi, i racconti dovranno essere redatti in WORD (o similari) con caratteri di uso corrente (Times New Roman, Arial…) e senza particolari formattazioni di testo. I racconti non devono contenere  disegni, grafica e nessun altro tipo di illustrazione. Ad esclusione delle scuole, ogni partecipante può inviare un solo elaborato. Nel caso di autori minorenni è obbligatoria l’autorizzazione a partecipare da chi esercita la potestà parentale con la specifica dei relativi dati anagrafici. Nel caso di partecipazione delle scuole, sarà la scuola stessa ad impegnarsi per l’autorizzazione.

ART. 3

I racconti inediti e liberi da contratti editoriali dovranno essere inviati esclusivamente tramite mail entro e non oltre il 18 marzo 2011 ai seguenti indirizzi:

associazioneminerva@virgilio.it

ufficio.cultura@comune.narni.tr.it

L’invio dovrà essere corredato dai dati identificativi dei partecipanti (nome, cognome, indirizzo, età, professione, recapiti telefonici). Nel caso di partecipazione delle scuole, sarà la scuola stessa ad inviare via mail gli elaborati.

ART. 4

Non verranno presi in considerazione i racconti: che non rispetteranno quanto previsto all’art. 2; che perverranno oltre la scadenza prevista dal presente bando; che verranno inviati per vie diverse da quanto previsto all’art. 3.

ART. 5

Il presente bando viene pubblicizzato sui siti internet del Comune, dell’Associazione e tramite i media locali.

ART. 6

I racconti pervenuti saranno sottoposti all’esame di un’apposita giuria che definirà i criteri di valutazione e proclamerà  a suo insindacabile giudizio 3 racconti vincitori. Per la sezione riservata alle scuole verranno assegnati 2 premi, uno per le scuole medie inferiori ed un altro per le superiori.

La giuria esaminatrice è  così composta:

Presidente: Annalaura Bobbi. – Segretaria: Mariacristina Angeli.

Membri: Simona Bozza, Dante Ciliani, Roberta Isidori, Maria Lanari, Mauro Pulcinella, Andreina Santicchia, Claudia Sensi, Fiorella Soldà, Marina Toschi.

ART. 7

I vincitori verranno premiati con buoni per acquisto libri.

La premiazione, con la lettura dei brani vincitori, si svolgerà a Narni domenica 27 marzo 2010 alle ore 16.00 presso la Sala del Camino di Palazzo Eroli, alla presenza del Sindaco o dei suoi rappresentanti, dei componenti della giuria e di quanti vorranno partecipare.

ART. 8

Il Comune di Narni e l’Associazione Minerva si riservano la facoltà di pubblicare gli elaborati nei propri siti e di diffonderli tramite altri supporti di comunicazione.  I partecipanti al concorso cedono, contestualmente all’invio dei racconti, il diritto di pubblicazione  senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore; i diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori.

ART. 9

La partecipazione al concorso comporta da parte dell’autore, sotto la sua responsabilità, la implicita dichiarazione che le opere sono di sua produzione.

ART. 10

INFORMATIVA ai sensi della legge 196/2003 sulla tutela dei dati personali.

Il trattamento dei dati, di cui  si garantisce la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il concorso.

ART. 11

La partecipazione al concorso implica la completa accettazione del regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.

INFO: Ufficio Attività Culturali Comune di Narni 0744 726362

ufficio.cultura@comune.narni.tr.it

www.comune.narni.tr.it

Associazione Minerva 333 9144745; 0744 751626

associazioneminerva@virgilio.it

www.associazioneminervanarni.it

contatto facebook

Associazione MinervA MinervAArte

 

Crollo al Teatro Verdi di Terni: quale futuro per la gestione della cultura?

24 febbraio 2011

di  Marina Antinori

Marina Antinori

Intervista a Dario Guardalben membro del  consiglio comunale di Terni per il Pdl ( con esperienza pluriennale ); per le sue competenze è stato nominato nel novembre 2008 dal Ministro Gelmini Consigliere Esperto presso il CNAM, Consiglio Nazionale dell’Alta Formazione Artistica e Musicale; dal 2009 rappresentante per il Ministero al Consiglio Accademico dell’Accademia di Belle Arti di Perugia ” Pietro Vannucci”; pubblicista; professore ordinario nei licei.

Professore qual è la situazione della gestione museale di Terni?

Mi occupo da anni di tante realtà nazionali ed umbre per quanto riguarda la cultura, per questo sto dando il mio contributo in consiglio comunale in proposito alle ultime vicende. Vidi fin

Dario Guardalben

dall’inizio con molta perplessità la volontà che fu espressa dalla precedente giunta Raffaelli di dare l’amministrazione di tutte le strutture che  hanno a  che fare con la cultura e l’arte ( il complesso dell’ Ex-Siri, il teatro Verdi,  Carsulae, il palazzo Primavera, ecc …) ad un’unica gestione. Non ne vedevo la convenienza, poiché la spesa era molto sostenuta, là dove la direzione diretta di alcuni di questi settori poteva rimanere in capo all’amministrazione comunale come nel caso del Verdi. Da un punto di vista formale si era costituita una gestione temporanea d’impresa tra un soggetto molto grande,“l’Associazione Civita”, leader in Italia per le manifestazioni culturali; è noto che ha saputo ben organizzare eventi come la Mostra del Perugino e del Pinturicchio a Perugia di richiamo nazionale ed internazionale.  Civita ad ogni modo mi lasciava molto dubbioso come gestore di bacini culturali. Questo grosso soggetto fu affiancato da una serie di cooperative già operanti sul territorio, che si segnalavano per la  buona volontà, ma con risultati modesti. L’operazione nel suo nascere non era convincente, poi ci sono stati anche dei comportamenti individuali che hanno generato polemiche di ampia discussione in città ( in riferimento all’ex-assessora) che sono finite sui giornali. Su quest’argomento non voglio ritornare, quello che mi interessa è il risultato. Da tutto ciò venne fuori il “Progetto Caos”, dove anche qui si possono fare delle osservazioni riguardo alla scelta delle opere, la disposizione delle stesse, e sulla capacità d’attrattiva e inventiva. Al di là delle competenze delle singole persone, tra cui alcune preparate, quello che io ho notato è che si resta su un piano che è quello che avevamo visto nella gestione del secondo Raffaelli, con a iniziative legate anche a fenomeni d’avanguardia, in taluni casi anche con nomi di grande risonanza a livello nazionale ed internazionale, ma si rimane nel ristretto ambito degli esperti.

Sì, tuttavia un amministratore locale cosa dovrebbe fare per migliorare la situazione?

Il quesito che bisogna porsi come amministratore locale è: sono in grado di mettere in equilibrio la necessità far qualcosa di pregio, raffinato e di alta qualità con l’esigenza di attrarre pubblico, visitatori, e di dare alla città la percezione della presenza di una cultura? Il nodo è questo. L’amministratore locale che si occupa di cultura deve porsi questo scopo di dare alla città la percezione di una cultura diffusa,  che ha a volte i caratteri del nazional-popolare, ma

Caos, museo Terni

anche atta a suscitare interesse, a fare cassetta e turismo. Questo tipo di esigenza si può coniugare con la volontà di cercare l’esclusivo, il raro e l’evento per gli addetti ai lavori, ma bisognerebbe saperlo bilanciare, altrimenti si resta autoreferenti. Quello che vorrei emergesse da questa intervista è il mio apprezzamento per chi cerca l’autore di grido o d’avanguardia, perché significa affacciarsi sulle nuove frontiere dell’arte e del teatro, ma riconosco che c’è il rischio del disprezzo di tutto ciò che non è del proprio ambito. Questo si nota, a volte, ed è sgradevole: impedisce di trovare un punto d’incontro. Ad esempio sarebbe ragionevole proporre una stagione in cui ci siano degli eventi d’avanguardia, ma anche altri più popolari.

Ma in passato si sono organizzate delle mostre di notevole pregio presso il “il Caos”, come quella dedicata a Pier Matteo d’Amelia, che cosa non è andato?

Sì, se n’è ampiamente discusso anche in Consiglio Comunale.  È stato un evento significativo per la città ha avuto un numero abbastanza palpabile di visitatori, questo è indiscutibile. Tuttavia si tratta di una mostra, che pur richiamando qualche illustre personaggio, – notabili gli interventi all’inaugurazione del professor Mancini e quello del professor Sciolla di Torino-  poi però non ha avuto la risonanza necessaria perché i mezzi a disposizione erano modesti. E l’evento si è rivelato un flop. Civita in questo caso si è rivelata un flop, invece doveva essere la garanzia di eventi di grado internazionale; non c’è riuscita perché probabilmente necessitava di molti più soldi. A questo punto bisogna essere molto onesti: a noi a che cosa serve un grosso soggetto che poi alla fine se non ha somme molto alte, oltre a quelle ingenti che gli sono già state date, non riesce a fare quello per cui è stato chiamato?

L’Amministrazione Comunale è consapevole di questo? Se sì, riguardo questa spinosa situazione cosa si deciderà di fare?

Sì, ne è consapevole tanto è vero che spinta da esigenze di bilancio, tra l’altro severissime, sta decidendo di rivedere la convenzione con Civita. Infatti questa convenzione, essendo pluriennale, non può venire rescissa, ma si può aggiustare. Soltanto … quale sarà l’effetto? Io temo che avremo la stesa situazione con in più una mancanza di mezzi finanziari che impedirà qualunque evento di un qualche respiro. Questo è il mio timore che è molto di più di un timore. A questo si assommano alcuni fatti accaduti di recente, come il crollo avvenuto al teatro Verdi.

Ecco, a proposito di crollo di parte del controsofitto del teatro Verdi … questo episodio è stato scatenante di un acceso dibattito in Consiglio Comunale e ha generato sdegno nell’opinione pubblica. Al di là delle polemiche … nel concreto, come sarà possibile provvedere?

Non è un danno colossale, ma quello che è evidente è che da un lato c’è un teatro che è in gravi condizioni di agibilità e strutture. Ha bisogno di essere ripristinato, ma in modo serio.  Beh, non c’è tanto da stupirsene, dall’altra parte, c’è stata un’amministrazione che ha fatto una convenzione che dava in gestione un teatro già inagibile. Questo dà il pretesto al convenzionato Civita di poter declinare ogni responsabilità. Dunque anche in questo caso c’è stata una gestione assolutamente superficiale.

Cosa può fare un’amministrazione in difficoltà finanziarie di fronte a un bene come l’unico teatro degno di questo nome nella città e nel circondario?

Precisamente, per trovarne uno altrettanto adeguato bisogna arrivare ad Orvieto, in quanto altri teatri, come quelli di Amelia e Narni, pur essendo antichi e prestigiosi, non hanno sufficiente numero di posti a sedere. Infatti, con gli standard attuali non è possibile rappresentare ad esempio dei melodrammi in strutture piccole, il Ministero –conosco questi particolari, poiché lo vivo dall’interno- non dà finanziamenti se il teatro non rispetta canoni di grandezza della cavea, di capacità di ospitare un certo numero di orchestranti, etc … Un’amministrazione in difficoltà per risolvere la situazione del teatro Verdi potrebbe chiedere  a qualcuno in città, come la fondazione Carit ad esempio, di finanziare un bando, un concorso di idee.  È evidente che non serve solo un qualche intervento di ordinaria manutenzione, ma abbisogna di essere completamente ripristinato, e ci vogliono architetti … personaggi di alto spessore in modo che si possano fare dei progetti tali che il teatro Verdi diventi una chicca della città.  Il progetto può prevedere la reintegrazione nelle forme ottocentesche o una struttura moderna, ma deve essere di alto valore artistico. Poi si cercano finanziamenti sul territorio, l’amministrazione potrebbe destinare i pochi soldi destinati alla cultura, non pochissimi ma ci sono,  per tutta la durata di un intero mandato solo a questo progetto. Si tratterebbe di qualche milione di euro. Si potrebbe attuare la cessione dei palchi, o una tassa di scopo, oppure se non si vuole arrivare a questa misura che può essere sgradevole, trovare in città delle altre risorse. Se poi il teatro Verdi, luogo di arte e cultura, viene collegato in prospettiva al grande bacino musicale del territorio, – abbiamo il  Briccialdi,  l’unico liceo musicale della regione, tante organizzazioni private che operano nella musica e un concorso di valenza internazionale come il Casagrande- si avrebbe una grande molla. Tutte queste realtà messe a sistema,  in competizione virtuosa, in collegamento tra loro da un’amministrazione che ci sappia fare potrebbero diventare il fulcro di un’attività culturale che viene percepita, coinvolge la città, non appare arroccata su se stessa e autoreferente. Dà un prodotto commisurato ai mezzi …

teatro Verdi

Come su questo argomento, si può ragionare su altri aspetti: come mai non si è riusciti a trovare il mezzo per far in modo che ci siano agenzie turistiche in Italia e, fuori Italia, che propongano dei pacchetti che prevedano la visita alle Cascate delle Marmore, di Carsulae, di tutte le cose degne di nota a Terni ed il collegamento con delle manifestazioni artistico-musicali? Questo è un fatto curioso, che non mi spiego, visto che in altre realtà si trovano.

Raccontiamo le favole nella tenda degli Indiani del Nord America

19 gennaio 2011

sabato 29 gennaio e sabato 19 febbraio – alle ore 16 e alle ore 17.30

Il Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” organizza incontri per bambini dai 2-3 ai 10 anni: un percorso guidato nella sezione del museo/collezione etnografica dedicata alle culture del Nord America e, a seguire, delle letture animate dei racconti degli Indiani delle Pianure (cosiddetti “Pellerossa”) per conoscere la loro quotidianità a stretto contatto con la natura. Nella sala di lettura si ricostruirà una capanna ispirata agli Indiani Pellerossa e si racconteranno ai bambini favole indigene, spronandoli a inventarne loro stessi. Attraverso la mitologia implicita nelle favole si parlerà della vita di questa popolazione nomade, del rapporto con la Terra, con il Bisonte, con il Sole, con la Sabbia, con il Fuoco, con la Natura tutta. Negli anni in cui abbiamo svolto questa attività di lettura e interazione abbiamo rilevato un notevole gradimento da parte di bambini e genitori, che potevano accostarsi ad una biblioteca in maniera stimolante e multisensoriale. Il percorso che si propone parte dal “Conferimento del nome indiano” ad ogni partecipante per poi passare alla contestualizzazione della cultura dei “Pellerossa” attraverso le riproduzioni museali della Raccolta etnografica del Centro Studi Americanistici e, successivamente alla lettura, alla “trascrizione” su una pelle di bisonte (cartacea) delle favole mitologiche ascoltate. Di sottofondo musica degli Indiani delle Pianure.

Presso la Biblioteca del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” onlus                         Via Guardabassi 10 (centro storico)

Contributo di 5 euro per bambino. È richiesta la prenotazione.

Per info e prenotazioni:

tel.3384601650 e-mail scillaluciani@gmail.com

 

 

Terni, crolla il teatro Verdi, indovinate di chi è la colpa

17 gennaio 2011

di Michele Rossi – Coordinatore Comunale PDL Terni

Ciò che sta subendo il nostro Teatro Verdi è qualcosa di indecente, assurdo e deplorevole.
E’ il triste epilogo di una vicenda che fortemente umilia l’intera città. Perché una città privata del suo teatro è una città senza cultura e inevitabilmente senza futuro. Paghiamo così le scelte di chi da Amministratore ha preferito orientare attenzioni e conseguentemente risorse finanziarie verso altri progetti, tralasciando e procrastinando nel tempo il necessario recupero dello storico teatro cittadino. Altre scelte culturali che di fatto hanno privato la città dell’unico spazio capace di ospitare concerti, rappresentazioni teatrali o comunque eventi di caratura nazionale.
Ogni città si distingue per un teatro degno di questo nome, da Todi a Narni, da Amelia a Orvieto, da Perugia a Città di Castello… Terni da troppi mesi non ha più il suo teatro.
Il mancato rinnovo della convenzione con la famiglia Lucioli, gli annunciati proclami d’investimento per tre milioni di euro dell’allora sindaco Raffaelli, la triste realtà di oggi con le poche migliaia di euro a disposizione per mettere qualche toppa e ridargli l’agibilità (riaperto avremo comunque un teatro inadeguato a una città come Terni) riassumono l’incapacità e la mancata lungimiranza di chi ci ha amministrato e di chi oggi ci amministra.  L’incapacità che ha portato a questa vergogna oggi è sotto gli occhi di tutti. Trovo giusto ricordare che il nostro gruppo consigliare in sede di approvazione del bilancio preventivo 2010 si fece promotore di un atto d’indirizzo, votato poi all’unanimità, per destinare idonee somme per lavori ben più significativi; la Giunta lo ha fino ad oggi completamente ignorato. Non possiamo far finta di niente, minimizzare quanto accaduto, non possiamo sopportare anche questo…ci deve essere un sussulto di dignità collettivo, un sussulto di orgoglio cittadino perché offesi da tanta incapacità e negligenza. Per questo come PDL cittadino siamo pronti a organizzare tutte le forze civiche che vogliono insieme gridare il loro sconcerto. La città ci sta crollando addosso, giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo e non solo metaforicamente purtroppo… La fontana di Piazza Tacito, gli avvallamenti sotto Porta Sant’Angelo, l’asfalto davanti al Santuario di S.Francesco, la piscina dello stadio ed ora anche il Teatro cittadino… Che la colpa sia del Ministro Bondi?… Qualcuno avrà anche la sfacciataggine di sostenerlo.

Il libro “Il pianto de’ cigni in morte della fenice de’musici” di Biancamaria Brumana presentato all’oratorio di Santa Cecilia

2 dicembre 2010

In occasione del IV centenario della nascita di Baldassarre Ferri (Perugia 1610-1680), uno dei primi e più noti cantanti evirati del Seicento, la Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, in collaborazione con la Sezione di musicologia del Dipartimento di lingue e letterature dell’Università di Perugia e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia, organizza una manifestazione che si terrà all’Oratorio di S. Cecilia di Perugia il 9 dicembre 2010.

Alle ore 17.15 ci sarà la presentazione di un volume di Biancamaria Brumana (Il pianto de’ cigni in morte della fenice de’ musici) alla quale interverranno Attilio Bartoli Langeli, Hermann Dorowin e l’autrice. La pubblicazione prende l’avvio da una raccolta di poesie  in onore di Baldassarre Ferri (di cui è stata curata l’edizione) per ripercorrere e approfondire la carriera del cantante. Costui, entrato nella cerchia mecenatistica del cardinale Francesco Barberini a Roma, passò poi al servizio della corte di Polonia dal 1625 al 1655 e della corte di Vienna dal 1655 al 1675, esibendosi contemporaneamente in altri luoghi (anche a Stoccolma presso Cristina di Svezia nel 1652). In particolare si ipotizza la sua partecipazione nel ruolo di Nerone alla prima rappresentazione dell’Incoronazione di Poppea di Monteverdi avvenuta a Venezia nel carnevale del 1642-43 e si prendono in considerazione composizioni di Giovanni Francesco Marcorelli (Spello 1610c.-1675c.) nelle quali Ferri fu coinvolto.

Biancamaria Brumana

Alle ore 18 seguirà un concerto-conferenza di Marina Comparato (mezzosoprano) intitolata Il canto degli angeli nel corso della quale la cantante (con Linda di Carlo al clavicembalo e al pianoforte e Anna Armatys al violoncello) mostrerà le caratteristiche della vocalità dei cantanti evirati attraverso l’esecuzione di numerose  arie scritte per i più famosi castrati. Partendo da alcuni brani pensati per Baldassarre Ferri da Monteverdi e Marcorelli, giungerà fino alle arie “Caro suono lusinghier” e “Perché mai le luci aprimmo” tratte, rispettivamente, dal Tebaldo e Isolina di Francesco Morlacchi e dall’Aureliano in Palmira di Gioacchino Rossini scritte per Giovanni Battista Velluti agli inizi dell’Ottocento. Sarà posssibile ascoltare anche brani destinati al Cusanino, al Nicolino, al Senesino, al Farinelli, al Caffarelli, a Gaetano Guadagni, l’unico cantante evirato che come Ferri venne insignito dalla repubblica di Venezia dell’ambito titolo di Cavaliere di S. Marco, e a Luigi Marchesi. Tra gli autori delle musiche, tutti altrettanto prestigiosi, Haendel, Hasse, Pergolesi, di cui ricorre quest’anno il terzo centenario della nascita, Sarti e Gluck, del quale verrà eseguita la famosa aria in forma di rondò  “Che farò senza Euridice”, divenuta anche l’emblema di una dibattuta polemica sul significato della musica.


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