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QUIRINALE… COMPAGNA FINOCCHIARO QUELLI COME LEI SERVONO LO STATO?

15 aprile 2013

di Manio Curio Dentato

No, compagna Finocchiaro, i membri della Casta non hanno diritto di dirsi servitori dello Stato. Il servitore è uno che serve, umilmente, e quasi sempre sottopagato. Lei ha affermato: “Non mi sono mai candidata a nulla. Conosco bene i miei limiti e non ho mai avuto difficoltà ad ammetterli. Ho sempre (continua…)

FRANCESCO, PAPA DEI POVERI O DELLA LIBERTA’?

23 marzo 2013

PAPA: FRANCESCO, MISERICORDIA VERSO LE ANIMEI superstiziosi e gli appassionati di profezie hanno di che scrivere: un Papa che arriva al soglio dopo l’abdicazione del precedente (prima volta che succede in quasi 600 anni), che per primo arriva dal Nuovo Mondo, che per primo sceglie il nome di Francesco e, sempre per primo, è un gesuita. E i gesuiti, si sa, sono un corpo ecclesiastico il cui generale è considerato il “Papa nero”, o “anti-Papa”. È la prima volta, dunque, che i gesuiti esprimono Papa e anti-Papa.

Chi credeva nella profezia del Papa nero, quale ultimo pontefice della storia della Chiesa, è convinto di aver avuto ragione, anche se sul balcone di San Pietro non è comparso un africano.

Mettiamoci anche il fulmine sulla cupola di San Pietro, immortalato dal (continua…)

I NUOVI LINGUAGGI DELLA CULTURA ARCHITETTONICA

23 marzo 2013

Sarà il celebre architetto italo danese Anna Mario Indrio, partner dello studio C.F. Møller, a tenere la conferenza “La cultura architettonica tra passato e futuro. Nuovi linguaggi dello studio C.F. Møller”, organizzata nell’ambito (continua…)

BRIDGE:UNO SPORT IN ASCESA, RINNOVATI I DIRETTIVI A PERUGIA E FOLIGNO

10 febbraio 2013

bridge3Due importanti realtà del Bridge della nostra Regione, si sono riunite nei giorni scorsi per eleggere i propri Organismi Direttivi. L’ Associazione Sportiva Tennis Club Perugia sez. Bridge, costituitasi di recente, ha tenuto la prima assemblea dei soci, che ha visto eletti :

alla carica di Presidente Umberto Gianfelici,Vicepresidente Paola Guerrieri,mentre del Consiglio Direttivo fanno parte Roberto Bacoccoli, (continua…)

Teatro: Nuovo spettacolo dei burattini del Bartoccio

21 gennaio 2013

bartoccio burattini 033Cresce l’attesa per le nuove avventure create dal laboratorio Tieffeu per le Giornate del Bartoccio

Anche quest’anno, all’interno delle Giornate del Bartoccio, è previsto uno spettacolo di burattini intorno al personaggio del Bartoccio, il contadino del Pian del Tevere che sale a Perugia a fare la satira dei potenti e della società e rimette le cose a posto usando il suo nodoso bastone.

Lo spettacolo, realizzato dal laboratorio Tieffeu su testi di Renzo Zuccherini e con la regia di Mario Mirabassi, si terrà sabato 9 febbraio alle 16,30 alla Sala dei Notari: (continua…)

QUELL’ARMATA BRANCALEONE- MONTI

16 gennaio 2013

Nonostante la ostentata sobrietà, anche il professor Monti sembra seguire gli altri partiti e schieramenti nella composizione stile armata Brancaleone delle proprie liste. Personaggi il cui unico merito è quello della visibilità sportiva e/o mediatica, magari per aver “ballato con le stelle” (continua…)

“Aldo Capitini e Maria Montessori: Educazione aperta e i privilegi della diversità”

14 gennaio 2013
Maria Montessori

Maria Montessori

di Marta Cassieri

Questo il titolo della Tavola Rotonda organizzata dal Centro Internazionale Montessori di Perugia e dalla Fondazione “Aldo Capitini” di Perugia. L’evento, patrocinato anche dal Comune e dalla Provincia di Perugia, dalla Regione Umbria, dall’Università per Stranieri di Perugia, avrà luogo il giorno venerdì 18 Gennaio 2013, alle ore 17,00, presso la Sala dei Notari del Palazzo dei Priori di Perugia.

L’inizio sarà affidato al saluto delle autorità: Wladimiro Boccali, Sindaco  di Perugia, e Andrea Cernicchi, Assessore comunale alle Attività culturali, (continua…)

Al Morlacchi, Sandro Allegrini presenta: “Ferdinando Cesaroni, imprenditore perugino”

6 gennaio 2013
Ferdinando Cesaroni

Ferdinando Cesaroni

Ma cosa sanno realmente i perugini intorno alla figura di Ferdinando Cesaroni (di cui ricorre il primo centenario della morte, avvenuta nella sua villa di Fontana), oltre al fatto che il palazzo a suo nome è sede del Consiglio regionale dell’Umbria?

A questa e ad altre domande intende rispondere l’incontro del Dónca (Lunedì 7 gennaio, teatro Morlacchi, ore 17) incentrato sulla biografia del personaggio che fu imprenditore di enorme successo, pur sapendo a malapena vergare il proprio nome. (continua…)

Donne in primo piano in un convegno in Provincia

17 dicembre 2012

di Michela Mariotti

Grande soddisfazione è stata espressa dall’Associazione politico culturale “Enrico Berlinguer ” dopo  il Convegno su “Questione femminile: pari opportunità, differenze di genere al tempo della (continua…)

L’Associazione Umbrialeft presenta “Conversazioni su cibo e OGM. Cambiare si può”

8 dicembre 2012

Martedì 11 dicembre ore 17:30 a Perugia in Via Campo di Marte 8/m, sala “Carlo Baioletti” l’Associazione Umbrialeft presenta “Conversazioni su cibo e OGM. Cambiare si può”

Intervengono: MARIO CAPANNA – Presidente Fondazione Diritti Genetici -

CIRO PESACANE – Presidente Forum Ambientalista

ALESSANDRA PACIOTTO – Presidente Legambiente Umbria

Introduce: STEFANO VINTI

 

LA VERA CRESCITA…E’ L’ORCHITE GIGANTE DEGLI ITALIANI.

8 dicembre 2012

Da circa un anno una malattia nuova e sconosciuta ha colpito il governo. Ma particolarmente grave è il presidente Monti colpito proprio da “cancro della crescita”. Il morbo è particolarmente infettivo e diffusivo. L’OMS allarmata parla di metastasi globalizzata. La Cina ha un cancro della (continua…)

HO CERCATO QUALCOSA DI EROICO IN MONTI. NON L’HO TROVATO (QUASI)

6 dicembre 2012

Esattamente un anno fa, Mario Monti entrava a Palazzo Chigi. Ho rovistato tra interviste e biografie cercando di trovare, nelle pieghe della sua vita privata, uno spunto che rivelasse (continua…)

Primarie Pd, l’associazione “Enrico Berlinguer” è con Vendola

17 ottobre 2012

Mario Andrea Bartolini

di Michela Mariotti

Il 17 ottobre si è tenuta, presso la Sala della Partecipazione Palazzo Cesaroni – Regione Umbria, la conferenza stampa dell’Associazione Politico Culturale Enrico Berlinguer di Perugia.

L’On. Mario Andrea Bartolini, Presidente dell’Associazione, conferma gli obiettivi principali dell’Associazione, ovvero unità delle forze di sinistra e pieno sostegno della coalizione di Centrosinistra. Dopo l’accordo regionale sottoscritto con i compagni del PSI , si è cercato di raggiungere un analogo risultato con SEL, con l’obiettivo di unire, in Umbria, le forze che si richiamano ad una moderna sinistra di Governo e che rifiutano ogni forma di settarismo e di demagogia. Si continuerà a lavorare in questa direzione perché si sente l’esigenza di unità, per costituire, insieme al Partito (continua…)

Se un Presidente detta l’agenda del paese…

12 ottobre 2012

L’ultimo monito al Governo, il Presidente della Repubblica l’ha dedicato allo cooperazione allo sviluppo. Troppo poco lo 0,19% del Pil destinato dall’Italia. Si dovrebbero dedicare «risorse (continua…)

Tyssen Krupp, il tempo dei ternani con l’anello al naso è finito, se mai c’è stato

5 ottobre 2012

di Giampiero Tasso

La grande bufala delle Acciaierie di Terni è già andata in scena, recitata senza applausi e con il godimento di pochi. Ed adesso a spettacolo finito ecco gli sceneggiatori di copioni vecchi e banali che cercano di mettere a posto le cose quando il pubblico è uscito dalla sala. ma dove erano (continua…)

Trentennale della morte: “Don Gino Vicarelli, un prete speciale”

4 ottobre 2012

Martedì 9 ottobre, Sala dei Notari, ore 17. Sandro Allegrini presenta: “Don Gino Vicarelli, un prete speciale”, con Claudio, Stefano e Pierpaolo Vicarelli, Gino Puletti, Leandro Battistoni. Don Gino Vicarelli – di cui ricorre il trentennale della morte – è stata una figura di assoluta eccezionalità. Era subentrato nella guida della parrocchia di Ponte Felcino a don Remo Palazzetti, il prete inventore, un cui brevetto fu addirittura utilizzato dalla Nasa. Monsignor Vicarelli fu, a sua volta, un prete veramente speciale. Sacerdote, intellettuale, (continua…)

IL RICORDO DEL MAESTRO MARIO GUERRI NELLE PAROLE DEL SINDACO DI CITTA’ DI CASTELLO

10 settembre 2012

“Educatore ed amministratore generoso, il maestro Mario Guerri rappresenta ancora oggi un esempio di come la politica possa essere un servizio disinteressato a favore della comunità” con (continua…)

Lettera aperta al Presidente del Consiglio – Sen. Mario Monti

8 settembre 2012

Egr. Senatore Mario Monti

Presidente Consiglio dei Ministri

Piazza Colonna 370 – 00187 Roma

 

Egr. Prof. Mario Monti, non so se Lei avrà l’opportunità di leggere questo scritto, forse qualcuno deciderà per Lei e lo passerà direttamente nel cestino. Spero di no. Perché vede Sig. Presidente, Lei perderebbe l’occasione per conoscere che in questo popolo italiano per cui deve prendere (continua…)

TURISMO: “CINQUE ANNI PERSI PER RILANCIARE DERUTA. MOSTRA DEL SIGNORELLI ENNESIMA OCCASIONE SPRECATA”

12 aprile 2012

Il candidato Sindaco del centrosinistra Mario Damiani punta il dito sulle mancate

Mario Damiani

promesse dell’Amministrazione Verbena

“Nel programma elettorale del 2007, l’attuale Sindaco aveva promesso ai cittadini di Deruta una grande affluenza di turisti che sarebbero dovuti arrivare nella nostra città attraverso accordi strategici con la vicina Assisi. Ad oggi, dati alla mano, non si è verificato niente di tutto questo, sono stati solo anni di chiacchiere e quindi cinque anni persi”. “Non possiamo più accettare – continua Damiani – che eccellenze quali l’arte della ceramica e il nostro ricco patrimonio artistico siano trascurati al tal punto da non essere messi a sistema e contribuire a riportare visitatori a Deruta. Si tratta di una grave mancanza, visto che il turismo, per di più in un momento di crisi come questo, può far lavorare varie attività del territorio, da quelle artigianali a quelle dell’ospitalità fino agli esercizi commerciali. È incomprensibile – conclude Damiani – che alle mancate promesse di cinque anni fa si aggiunga l’ennesimo treno perso con la mostra sul Signorelli per cercare di inserire la nostra città nei circuiti turistici regionali”.

PROVE TECNICHE DI STATO DI POLIZIA?

10 aprile 2012

Da qualche tempo, più o meno da quando in Italia è iniziata l’Era del serenissimo governo tecnico, il rapporto fra Stato e contribuenti è bruscamente cambiato. Non si tratta tanto di sostanza: da sempre ogni stato esige dai suoi sudditi una certa quantità di gabelle, lo stato inseguendo e i sudditi, senza troppo entusiasmo, aprendo la borsa. Ciò che è mutato è, piuttosto, il clima, l’atteggiamento, l’atmosfera. Insomma: tira un’aria strana, a metà strada fra l’incitamento alla delazione e lo scatenamento di uno stato di polizia. Vale sempre la pena, quando si tocca il tasto delle tasse, precisare che qui nessuno vuole tessere l’elogio dell’evasore, né mettere in cattiva luce chi, per dovere e mestiere, ha il compito ingrato di rastrellare le imposte e scovare i furbetti. Il punto è un altro: ed è che questa escalation di operazioni della Guardia di finanza, questi blitz quotidiani, questa colpevolizzazione a targhe alterne delle categorie in blocco (una volta i ristoratori, un’altra i frequentatori di alberghi di lusso, ma solo a Cortina, e così via); questa concatenazione di fenomeni essenzialmente mediatici fa pensare. E mette un po’ i brividi. In fondo, si sta preparando il terreno a un capovolgimento giuridico e morale, che si chiama presunzione di colpevolezza. E’ come se si stesse costruendo giorno per giorno uno scenario nel quale il cittadino è, a priori, evasore; potrà casomai, provare lui, a suo carico, di essere invece un onesto pagatore delle imposte. A parte il fatto che c’è una tassazione – quella indiretta – alla quale nessuno può sottrarsi nello stesso momento in cui consuma un certo bene. Ma il punto dolente è un altro: e cioè che questa inversione dell’onere della prova è gravissima, e non è degna di una civiltà giuridica gloriosa come la nostra. C’è un garantismo penale che più o meno tutti ammettono: nessun cittadino è colpevole fino a quando non è stato condannato con una sentenza passata in giudicato. Questo significa che l’imputato, sbattuto in prima pagina, passato ai raggi x a Porta a Porta, magari con lo sguardo lombrosianamente tipico del delinquente nato; tale imputato è, fino alla sentenza di terzo grado, innocente. Ora, qui ci vorrebbe che qualcuno rispolverasse un analogo, a fortiori ancor più ragionevole, garantismo fiscale. Un garantismo che permettesse di riconoscere che ogni cittadino non è un evasore fiscale fino a prova contraria. E che non basta appartenere a una certa categoria, o frequentare un certo luogo, o guidare una certa macchina, per essere subito classificato come farabutto. Questa immagine di un potere costituito che incombe arcigno e fruga nelle nostre tasche è orribile, e fa pensare che Max Weber avesse ragione quando definì lo Stato, fra lo sconcerto generale dei suoi studenti, “un gelido mostro”. Anche perché questa forma mentis è funzionale a dimenticarsi una verità elementare: e cioè che lo stato esiste in funzione della società civile, in funzione dell’uomo, in funzione del bene comune. Non il contrario. Non vorremmo che si preparasse sotto i nostri occhi una statolatria che, francamente, pensavamo di aver rottamato con Marx e tutti i suoi nipotini. Magari “tecnica”, magari benedetta dai liberali del Corriere della Sera, ma sempre di statolatria si tratterebbe.

Mario Palmaro

 

Vela: primo posto per i perugini Mario Bucaneve e Giacomo Migliori del Club Velico Trasimeno negli Equipe Under 12 nazionali a Salò

6 aprile 2012

Il lago di Garda è stato protagonista di due belle giornate di Vela. Sabato 30 marzo e Domenica 1 aprile infatti sono state portate a termine quattro regate, grazie al perfetto operato del Comitato di regata presieduto da Paolo Romano Barbera, ed ai trenta equipaggi classe L’Equipe che si sono dati battaglia in un teatro naturale del golfo di Salò. Negli Equipe Under 12 netto è stato il dominio di Mario Bucaneve con Giacomo Migliori del Club Velico Trasimeno che con tre primi hanno sbaragliato la concorrenza conquistando il gradino più alto del podio. Una brezza termica sui 4 metri al secondo con molti salti di direzione e zone di pressione diversa ha reso la regata difficile e altamente tecnica ma i migliori hanno saputo sfruttare al meglio le situazioni.

La prossima regata Nazionale Equipe si disputerà a Loano dal 29 aprile al 1 maggio ove sono attesi non meno di 40 Equipaggi.

Magione: festeggiate le nozze d’oro da 35 coppie del centro anziani

29 marzo 2012

Riconfermare la promessa fatta cinquanta anni fa, per due addirittura sessanta, è quello che hanno fatto alcune coppie di sposi magionesi domenica 25 marzo. Un appuntamento annuale promosso dal Centro sociale anziani che è molto sentito dalla comunità locale. Insieme a figli, nipotini, e per alcuni qualche pronipote, è stato festeggiato, tutti insieme, l’ambito traguardo delle nozze d’oro. Cinquanta anni di vita in comune non sempre facile, soprattutto se si pensa che alcune di queste coppie si sono giurate “eterno amore” in anni di gravi difficoltà, in momenti in cui il paese usciva dalla guerra. Ma la volontà di farcela insieme ha prevalso su tutto e, in questa speciale occasione, si sono gustati il meritato omaggio del sindaco Massimo Alunni Proietti che ha messo l’accento sui valori che sono stati alla base di unioni così solide, quali la solidarietà e la pazienza «un esempio per tutti noi»; e ricordando, con la Santa Messa celebrata da don Stefano Orsini, quel giorno in cui, giovani e fiduciosi, si giuravano di stare insieme per sempre “nella buona e nella cattiva sorte”. Il presidente del centro sociale anziani, Mario Mariuccini, riconfermato nell’ultimo rinnovo delle cariche, ha espresso la sua felicità nel poter essere promotore di un’iniziativa che ogni anno vede la partecipazione entusiasta di un gran numero di sposi. Dopo la Santa Messa foto di gruppo e poi, pranzo tutti insieme al ristorante, come da tradizione. Le coppie che hanno festeggiato i cinquanta anni di matrimonio sono state trentacinque: Dante Anticaglia, Rita Paolantoni; Edo Baldini, Clotilde Marsili; Arturo Barbanera, Anna Rossi; Sestilio Bizzarri, Maria Battaglini; Fernando Bobò, Maria Fausta Baioni; Giuseppe Bolloni, Maria Lepri; Carlo Bovaio, Dea Bricca; Armando Cardillo, Clotilde Della Massa; Mario Chierico, Bruna Rossigni, Giuliano Chionne, Anna Rosa Casavecchia; Alberto Cocchini, Luisa Beira; Nello Ercolanelli, Concetta Peverini; Tarcisio Fiorucci, Dina Pompei; Pietro Foiani, Anna Liucci; Fernando Fortezza, Antonietta Barlozzi; Orlando Frittelli, Sestilia Mattioli; Otello Lepri, Maria Pia Cincini; Luzietti Franco, Sisani Aida; Magnoni Vittorio, Fierloni Mafalda; Mencaroni Francesco, Cialini Letizia; Menconi Santorre, Viola Anna Maria; Angelo Nucciarelli, Adriana Chiappino; Guido Orli, Maria Polidori; Bruno Paccaduscio, Maria Chierico; Marino Papalini, Solidea Morettini; Mario Perella, Elda Battigambe; Giovanni Pispola, Rita Marinacci; Secondo Pucciarini Teresa Bellavista; Orlando Quadrati, Leonia Marchesi; Antonio Seppoloni, Annunziata Menculini; Giuliano Stortini, Genoveffa Sorbaioli; Paolo Taddia, Gisella Monconi; Giotto Cenerini, Iolanda Stivali; Virgilio Tini, Franca Martinetti; Carmelo Trottolini, Emma Barbacci.

 

Hanno festeggiato i sessanta anni Rolando Mencarelli Rosa Marinacci e Domenico Ponsini e Nazzarena Cipollini.

Amministrative di Maggio: Mario Damiani con la lista Uniti per Deruta sostenuta dal centro sinistra

14 marzo 2012

Mario Damiani


Martedì 12 marzo, in mattinata, accompagnato dal dottor Alessandro Lucarini, Mario Damiani ha fatto visita al Distretto socio sanitario di Deruta dove ha incontrato i professionisti della salute che operano nel Distretto cittadino. A seguire una prolungata visita al mercato settimanale di Deruta per un confronto aperto con operatori commerciali e cittadini e per raccogliere opinioni, sensazioni e difficoltà rispetto ad una crisi che sta coinvolgendo anche gli ambulanti. Nel pomeriggio, presso la sede della coalizione di centro sinistra della lista “Uniti per Deruta” di via Tevere, Damiani ha partecipato all’incontro con i rappresentanti dei partiti e delle forze della società civile aderenti alla coalizione per decidere il programma operativo della campagna elettorale e la definizione dei criteri per la composizione della lista dei candidati al Consiglio comunale che comporranno la squadra per affrontare le prossime elezioni del 6 e 7 maggio 2012. In serata, infine, l’incontro con il Consigliere regionale Gianfranco Chiacchieroni, Presidente della Seconda Commissione consiliare, per discutere e analizzare alcune problematiche relative alle procedure da applicare, da parte degli artigiani ceramisti, a tutti i materiali, smalti e vetrine apiombici, utilizzati per la produzione degli oggetti di uso quotidiano che vengono a contatto con gli alimenti. Un settore, questo, dove la legislazione in vigore è molto rigida, e per la quale è opportuna un’adeguata semplificazione burocratica per ottenere la necessaria certificazione, evitando così diffide e multe molto salate per gli artigiani, specie in un momento già molto difficile per la crisi economica che li colpisce.

GLI ETRUSCHI IN UMBRIA, STORIA E STORIE

12 marzo 2012

Ritrovamento etrusco sotto la cattedrale di San Lorenzo

Ciclo di conferenze del Prof. Mario Torelli Accademia dei Lincei

21 marzo: Costruire una storia archeologica

29 marzo: La questione delle origini

26 aprile: La nascita delle aristocrazie e la grande espansione

9 maggio: Il declino e la fine

Gli incontri si terranno alle 21,00 presso l’Associazione “Vivi il borgo” (Sala Guglielmo Miliocchi, Corso Garibaldi 136, Perugia)

Associazione “Vivi il Borgo”,  Ri Vivi Borgo Sant’Antonio, Società Generale di Mutuo Soccorso di Perugia, Comune di Perugia – Assessorato Attività culturali, Politiche giovanili, Coesione e servizi sociali

PSI UMBRO E ASSOCIAZIONE BERLINGUER INSIEME PER AZIONI POLITICHE CONGIUNTE

2 febbraio 2012

Roberto Bertini, Silvano Rometti, Aldo Potenza, Mario Andrea Bartolini, Stefano Feligioni, Roberto Carpinelli

di Rosaria Parrilla

Aprirsi a tutte quelle forze politiche, culturali e associazionistiche di centrosinistra per dare un reale supporto alla ripresa dell’Umbria e per elaborare progetti che consentano di guardare al futuro con maggiore tranquillità e speranza. In sintesi si può riassumere così il significato dell’accordo siglato da Psi umbro e l’associazione politico-culturale “Enrico Berlinguer”. “Una sinergia che si rivolge a tutti coloro – è stato più volte sottolineato durante la presentazione dell’accordo, tenutasi giovedì 2 febbraio a Palazzo Cesaroni – che si riconoscano nella politica del fare e in un’azione di governo”. A dare l’annuncio e ad illustrare i dettagli della neo collaborazione tra i socialisti e l’associazione sono stati il segretario regionale del Psi, Aldo Potenza, gli assessori regionale e provinciale, Silvano Rometti e Roberto Bertini, Mario Andrea Bartolini, presidente dell’associazione Berlinguer, il consigliere regionale Roberto Carpinelli e Stefano Feligioni. Sia il partito che l’associazione manterranno la propria autonomia (punto terzo della sinergia), ma le decisioni per la definizione di un programma di sviluppo dell’Umbria (punto 1) e di altre iniziative saranno prese in comune accordo.

Il secondo punto dell’accordo, invece, prevede che entrambi i soggetti godano di tutti i diritti di informazione e di partecipazione utili al raggiungimento degli obiettivi pattuiti, ad esclusione di quelli che attengono la formazione degli organi, e in generale, della vita interna alle singole organizzazioni. Terzo punto, infine, entrambi lavoreranno insieme per estendere a quanti associazioni o partiti vogliano aderire alle finalità della neo sinergia per contribuire al rafforzamento culturale, politico ed elettorale del centrosinistra.

“Un accordo che non vuole essere solo propagandistico, ma che “vuole essere un modo per affrontare le prossime elezioni amministrative per unire le forze e non per dividerle – ha spiegato il segretario Potenza -. Tutti dovrebbero cogliere l’aspetto positivo di questo accordo”.

“Il nostro è un impegno a lavorare per l’unità della coalizione del centrosinistra – ha detto Bartolinie per rilanciare la capacità di questo governo.

Stoccata anche da parte di Bartolini al governo con la decisione di abolire le Province. “Siamo per la riduzione dei costi della politica e per l’eliminazione di spese ed enti inutili, ma partire dall’abolizione di un’istituzione non siamo d’accordo. Il governo deve fare un passo indietro”

“Questo è un accordo positivo – ha sottolineato Rometti -, non fine a se stesso, che nasce sulla base di idee condivise in un anno e mezzo di governo, nelle sedi delle commissioni e quant’altro. Si tratta di un approccio serio e responsabile nel cercare di dare soluzioni serie e concrete ai problemi della nostra regione”.

Assente il presidente del gruppo consigliare socialista, Massimo Buconi, che ha comunicato in una nota il suo plauso all’intesa politica tra i due soggetti “che porterà ad un rafforzamento dell’azione politica”. “Si tratta di una formalizzazione di un rapporto positivo già in atto in consiglio regionale che consente di rafforzare in maniera coordinata le azioni dei rispettivi gruppi consiliari su obiettivi comuni e condivisi, e nel contempo, rafforza la connotazione pragmatica e riformista della maggioranza regionale rispetto a tentativi di radicalizzazione del confronto e delle scelte”

DALLA PAUSINI A FERRO FINO A CROZZA E BRIGNANO GRANDI NOMI PER LA STAGIONE D’AUTORE 2012

14 gennaio 2012

Dodici grandi nomi anche per la prossima Stagione d’Autore promossa dalla Musical Box Eventi di Sergio Piazzoli. Dopo il grande successo di pubblico riscosso dalle anteprime con i concerti di Zucchero, Negramaro e I soliti idioti, il ricco cartellone parte lunedì 16 gennaio con la musica d’autore di Ivano Fossati, al teatro Morlacchi di Perugia, per proseguire con i Negrita (data zero al Pala Paternesi di Foligno il 28 gennaio), Caparezza (al PalaEvangelisti di Perugia il 2 marzo), seguito da Mario Biondi (all’Auditorium San Domenico di Foligno il 3 marzo), Laura Pausini (al PalaEvangelisti il 21 marzo) e Antonello Venditti (al PalaEvangelisti il 12 aprile). A maggio, infine, chiuderanno la Stagione Fiorella Mannoia (al teatro Lyrick di Assisi il 7), Tiziano Ferro (al PalaEvangelisti il 16) e Biagio Antonacci (al PalaEvangelisti il 30). Spazio anche al teatro e alla comicità con gli spettacoli di e in “Tutto suo padre” (al PalaEvangelisti il 26 gennaio), Rocco Papaleo in “Una piccola impresa meridionale” (al teatro Pavone di Perugia il 16 marzo) e Maurizio Crozza con una tappa del suo nuovo tour (al PalaEvangelisti il 30 marzo). Fiore all’occhiello di questa nuova edizione, poi, è la versione italiana dell’opera moderna “Notre dame de Paris”, prodotta da David Zard (al PalaEvangelisti dal 18 al 21 aprile), che torna a Perugia a dieci anni dalla prima. Infine con gli statunitensi Dream Theater (al PalaEvangelisti il 22 febbraio) la rassegna musicale si apre alla musica internazionale.

Quest’anno, inoltre, torna anche la rassegna “Gli Incantevoli” dedicata ai giovani cantautori, artisti emersi a livello radiofonico, da manifestazioni quali il Premio Tenco, Musicultura, Il Premio Ciampi e altre vetrine importanti dedicate alla musica italiana emergente. La rassegna si apre con Dente, che si esibirà stasera, sabato 14 gennaio, all’Urban club di Perugia. Nuova location che ospiterà anche Cristina Donà (giovedì 8 marzo), Nobraino (sabato 17 marzo), e che, insieme al Contrappunto di Perugia, si annovera tra i nuovi spazi che accoglieranno gli artisti emergenti dell’edizione 2012 de Gli Incantevoli. Il Contrappunto, in particolare, ospiterà cinque cantanti, tra cui Cesare Basile (giovedì 1 marzo), Tony Campo (sabato 10 marzo), Colapesce (giovedì 15 marzo) Amycanbe (giovedì 22 marzo) e Dino Fumaretto (giovedì 29 marzo). Brunoris Sas e Be Forest invece si esibiranno ad aprile rispettivamente al teatro Pavone e al Serendipity di Foligno.

LETTERA APERTA AL SIGNOR MONTI

3 gennaio 2012

Illustrissimo signor Monti,

Prima di tutto preciso perché la chiamo signor Monti e non Presidente del Consiglio o Senatore. Semplicemente perché lei non è stato votato da alcun cittadino e pertanto non la riconosco come Presidente del Consiglio, e inoltre non la riconosco come Senatore in quanto nella sua biografia non risulta alcun merito particolare perché lei potesse essere eletto Senatore a vita. Ma veniamo al motivo per cui le scrivo. Oggi ho avuto modo di ascoltare la sua conferenza stampa. La prima domanda che mi pongo è: chi ha scelto i giornalisti accreditati alla conferenza stampa? Come mai non hanno posto domande specifiche sulla reale situazione italiana guardando anche dalla parte del contribuente ? Più che interpreti fedeli dell’informazione nazionale, sembravano mercenari dell’informazione al soldo delle solite lobby. Lei, signor Monti, ha ricordato che la sua manovra era stata definita ” manovra di equità, crescita e consolidamento”. Analizziamo l’ etimologia delle tre parole? Bene, io non so quale sia per lei il significato della parola “equità”. Spieghi agli italiani che le versano ogni mese lo stipendio, e che stipendio, come fa a chiamare equa una manovra che colpisce solo ed esclusivamente il Ceto Medio, Medio Basso. Lei, signor Monti, lo sa quanto costa oggi un litro di benzina? Non credo, perché lei gira con le macchine blu, pagate dagli italiani, e nelle quali viene versata la benzina pagata dagli italiani! Lo sa lei, signor Monti, che al 30 novembre 2011 le piccole imprese che sono fallite in Italia nel corso dell’ anno sono l’ 8,7% in più rispetto all’ anno scorso? E con la sua manovra già a dicembre di quest’ anno la stima crescerà di un ulteriore 3%? Ma a lei cosa importa, signor Monti, la sua priorità è salvare le banche, costringendo tutti i cittadini ad avere un conto corrente. E chi non se lo può permettere? Deve soccombere? Questa è la sua equità, signor Monti? E come se non bastasse, signor Monti, a quelle imprese che falliscono perché non sono state pagate dall’ amministrazione pubblica, lei gli sguinzaglia contro i suoi mastini di Equitalia! Questa è la sua equità? Se tutti gli attori che devono incassare soldi dall’ amministrazione pubblica si unissero e chiedessero il fallimento dello Stato Italiano per insolvenza, cosi come la sua Equitalia fa fallire migliaia di famiglie, non crede che sarebbe più equo? Ovviamente lei scarica le colpe di tutto questo sul precedente governo, anzi direttamente su Berlusconi, l’ ha detto chiaramente nella sua conferenza stampa. Ma anche la salita dello spread era colpa di Berlusconi? Ora Berlusconi non è più Presidente del Consiglio eletto, ma lo spread continua a crescere! Ora non bisogna ne santificare ne demonizzare lo spread, ora che lei è seduto su quella poltrona, lo spread è solo un indicatore. Solo prima era la causa di tutti i mali d’ Italia! Dimentica, e dovrebbe saperlo assai bene, che la crisi che stiamo vivendo ha avuto origine, per quanto riguarda gli effetti nel nostro Paese, durante lo sciagurato governo Prodi, dal quale governo lei, signor Monti ha attinto a piene mani, per procurarsi i collaboratori che allora erano i collaboratori dell’ ex, per fortuna, ministro Visco !! Dimentica, e dovrebbe saperlo assai bene, che la crisi che stiamo vivendo ha avuto origine , per quanto riguarda gli effetti nel nostro Paese, durante lo sciagurato governo Prodi !! Ma la coerenza, signor Monti, dalle sue parti non ci è mai passata? Lei lo sa cosa vuol dire crescita, signor Monti? Crescita non vuol dire maggiore disponibilità di contanti nelle casse delle banche! Disponibilità che le banche avrebbero dovuto usare per favorire l’ accesso al credito a quelle piccole entità che costituiscono l’ ossatura di questo Paese, e che invece, le sue care banche, stanno usando per acquistare BOT e arricchirsi ancora di più! Questa è la sua idea di crescita, signor Monti? Crescita vuol dire creare opportunità di lavoro, facendo in modo che le imprese che hanno lavorato per lo Stato o per qualsiasi ente pubblico siano pagate a breve! Non dopo due anni! Perché se le aziende sono soddisfatte del loro avere, hanno tutto l’ interesse a continuare a lavorare e creare altri posti di lavoro! Se invece le aziende aspettano per anni di ricevere quanto dovuto, esse falliscono! E si creano altri disoccupati! Crescita vuol dire dare possibilità alle famiglie di poter spendere, non di versare nelle casse dello Stato tutto quello che riescono a guadagnare con sudore! Io non ho studiato alla Bocconi, come lei, ma la matematica, signor Monti, continua a non essere un opinione! Ha parlato di gente che ha compreso il senso della manovra: ma quale cartone animato ha visto, signor Monti? In quale mondo vive? Si rende conto che sta raccontando un sacco di fandonie? Ma lei crede veramente di essere l’ unica persona intelligente di questo paese? Io, le uniche persone che ho sentito accalorate nel sostenerla sono i “signori” del terzo polo. E sappiamo benissimo perché la sostengono. Ma se i signori Casini, Rutelli, ecc. si rimboccassero le maniche e si dessero da fare a lavorare, anziché mettersi in attesa della poltrona, stia tranquillo che non avrebbe neanche il loro sostegno. Caro signor Monti, l’ economia di un paese la regge il popolo che tutte le mattine si alza alle cinque e tira il carretto per tutto il giorno, per otto- dieci ore, e molte volte per solo mille euro al mese; non chi come lei, ad esempio, che si alza alle dieci del mattino, fa colazione, pagata dal ceto medio, legge il giornale, pagato dal ceto medio, va in ufficio con un auto blu, pagata dal ceto medio, e cosi via, sempre alle spalle del ceto medio! Certo lei ha enormi responsabilità, ma non dimentichi da dove viene tutto l’ostentato ed esagerato benessere che viene assicurato alla cosiddetta classe dirigente italiana. Le assicuro, signor Monti, che tranne i banchieri, quelli che l’ hanno voluta su quello scranno per evidenti opportunità, è chi è abituato a non lavorare fisicamente, gli altri, il vero popolo italiano, non approva la sua manovra. L’ ho sentita dire anche, signor Monti, che questa è la manovra impostata dal precedente governo. Ma allora signor Monti, che bisogno avevano di lei e della sua troupe di cervelloni? E poi, mi consenta signor Monti, quando piovono le critiche, la manovra appartiene al precedente governo, quando lei si appropria di risultati, che non ci sono, la manovra e sua e del suo governo? Un po’ di coerenza non guasterebbe!

“Consolidamento”. Cosa ha consolidato signor Monti? Che mi risulti il debito pubblico continua a salire di tremila euro al minuto, lo spread ha lo stesso andazzo di quando c’ era l’ altro governo, la gente è sempre più povera, la spesa continua ad aumentare e lei parla di aver consolidato?

Ma cosa ? Credo che l’ unico consolidamento che lei abbia raggiunto sia quello dei conti correnti suoi, dei suoi ministri e vari collaboratori, del Parlamento intero e delle casse delle banche! Ha chiamato la sua manovra con un nome altisonante: ” salva Italia”! No, signor Monti, mi permetta di precisare, la sua manovra si può chiamare salva Merkel , salva Sarkozy, salva banche, salva caste, ma non salva Italia! Nella maniera più assoluta no! Lei ritiene che con la sua manovra ha messo un freno all’ evasione fiscale. No signor Monti! Lei ha creato uno stato di polizia tributaria! Le assicuro signor Monti, che quelle” armi” di cui lei si vanta di aver dotato i corpi di polizia, non fanno altro che aumentare l’ evasione fiscale! Se veramente vuole abbattere l’ evasione fiscale, faccia in modo che tutti i cittadini possano scalare le tasse dalla denuncia dei redditi e vedrà che saranno tutti felici di pagarle, le tasse.

Signor Monti! Diverse volte, durante la sua conferenza stampa, ho sentito dire che lei non ha tempo per leggere i giornali, ascoltare la radio ecc., però l’ ho sentita citare più volte quello che scrivono i giornali esteri, tipo Financial Time, quindi non ha tempo di leggere la stampa italiana? Le fa cosi schifo la stampa del suo Paese? Vada pure dove la stampa e di suo gradimento, signor Monti. Le assicuro che non la rimpiangeremo! Ha detto che non ci sarà bisogno di una nuova manovra. In effetti una nuova manovra l’ ha già iniziata. Ha preannunciato la revisione del catasto. Questo vuol dire aumentare ulteriormente le tasse sulla prima casa! Già! Ma a lei cosa importa, signor Monti. Lei non ha tempo per queste cose. Lei si ritiene il salvatore della nostra Patria, ma perché non racconta agli italiani di quando è stato collaboratore di Paolo Cirino Pomicino fra il 1989 e il 1992, quando era ministro del Bilancio del governo di Giulio Andreotti. Il gran lavoro fatto sulla riduzione del debito pubblico e della spesa pubblica in quel periodo è scritto nero su bianco da due ricerche, una della Banca di Italia, l’altra della Ragioneria generale dello Stato. La prima dice che il debito pubblico al momento dell’insediamento di Cirino Pomicino e del professor Monti al ministero del Bilancio ammontava a 553 miliardi, 140 milioni e 900 mila euro attualizzati ad oggi. Quando entrambi finirono il lavoro nel giugno 1992 il debito pubblico italiano era salito alla cifra di 799 miliardi, 500 milioni e 700 mila euro. Quindi ha aumentato il debito pubblico di 246 miliardi, 359 milioni e 800 mila euro. Questo intende lei, signor Monti, quando parla di salvare i conti italiani? Ne facciamo volentieri a meno, signor Monti! Un detto si attribuiva ai politici dell’ ex URSS che circolava quando esistevano ancora le ideologie era: “quello che è mio, è mio; quello che è tuo, è mio”! Questo è quello che lei ha applicato al popolo italiano con la sua manovra economica, e stando alle prime indiscrezioni sulle modalità che vuole applicare per la “crescita” dell’ Italia, è quello che continuerà a fare! Sinceramente, signor Monti, l’ Italia e gli italiani non avevano bisogno di lei per impoverirsi di più! Lei e tutti quelli che la sostengono signor Monti, vi state macchiando di un nuovo crimine, molto odioso ma non previsto purtroppo, ovvero estorsione ed usura di Stato. Ce ne sarebbe da scrivere ancora per due giorni, ma mi fermo qui. Però un ultima cosa voglio dirgliela, signor Monti. Io, al suo posto, non andrei in televisione a magnificare questa ennesima legge finanziaria che colpisce e impoverisce sempre gli stessi, ma andrei a fare un sano e ristoratore bagno di umiltà e pudore.

Giovanni Verrecchia

 

 

CASTIGLIONE DEL LAGO ED IL PARTITO “UNICO”

16 dicembre 2011

LETTERA APERTA AI DEMOCRATICI

Cari democratici sono ormai diversi anni che dibattiamo su questioni che riguardano le divisioni in seno al PD di Castiglione del Lago e gli ultimi eventi riportano l’attenzione su temi che invece dovrebbero essere decisamente marginali.

Occorre ricordare che il PD a Castiglione è stato oggetto di strumentalizzazioni da parte dei vertici anche nazionali dei democratici, Progetto Democratico non sarebbe mai nato senza il decisivo appoggio di una parte della nomenclatura anche romana del Partito.

Per capire meglio di chi stiamo parlando basta conoscere chi sono alcuni ospiti alle iniziative che Progetto Democratico mette in campo con una certa frequenza, questi signori per interessi di potere hanno continuato ad appoggiare questa lista anche dopo le elezioni.

Oggi però questa “lobby” si trova in seria difficoltà e dovrà pensare di difendere le proprie posizioni (es. seggio in parlamento alle prossime elezioni) più che concentrarsi sulla difesa di Progetto Democratico.

Sicuramente dispiace molto che persone, militanti pluridecennali che si sono distinti per un impegno intenso dentro il partito siano stati espulsi, ma il dispiacere non solleva nessuno dalle proprie responsabilità, le regole del Partito, il buon senso non si possono eludere.

Le persone espulse erano state precedentemente invitate più volte a scegliere tra il PD e Progetto Democratico, ad un loro continuo rifiuto probabilmente dettato dal pensare di farla franca ancora una volta in barba alle regole, forse ancora convinti di un veto della suddetta “lobby”, ma per fortuna stavolta la forza è stata più debole della giustizia e del buon senso.

Occorre ricordare che la commissione provinciale di garanzia ha agito in assoluta autonomia e bisogna anche rimarcare che l’istruttoria è stata aperta su richiesta unanime della direzione comunale, ed il responso emesso dalla suddetta commissione è condiviso dall’intera segreteria e direzione.

Progetto Democratico è un partito infatti esso stesso si definisce una associazione politica quindi per definizione un partito, ha ben 3 consiglieri comunali di minoranza, non può sentirsi una parte del PD perché, il PD a Castiglione governa mentre Progetto democratico è all’opposizione è come se in parlamento ci fosse un pezzo di PD con la maggioranza e uno con l’opposizione sarebbe un’assurdità.

Tutto il Partito Democratico a Castglione appoggia lealmente e senza riserve la giunta presieduta dal sindaco Batino alimentando un confronto su tutti i tami che interessano i nostri concittadini e vorremmo che questi fossero gli argomenti salienti del dibattito politico.

Noi della nuova segreteria non ci comporteremo mai come dei fanatici estremisti dialogheremo con tutti senza però eludere la chiarezza e le regole e sicuramente non manderemo mai alle riunioni dei nostri avversari degli improbabili 007 o Mata Hari in cerca di presunti segreti inconfessabili.

A dispetto di quello che si legge nei titoli dei giornali a Castiglione del Lago c’è un solo Partito Democratico ed è quello che stoicamente si riunisce al primo piano del civico 24 di via Goffredo Mameli e c’è un solo segretario comunale ed è autorevolmente Leandro Pacelli, tutto il resto è noia come citava una vecchia canzone.

Mario Felicioni

UN MONDIALISTA ALLA GUIDA DELL’ITALIA

12 dicembre 2011

Mario Monti

di Gianfranco Amato http://www.corrispondenzaromana.it

Nel suo stellare curriculum il Professor Mario Monti vanta anche studi esteri. Trascorre un anno presso la prestigiosa Università di Yale (U.S.A.), dove diventa allievo di James Tobin, Premio Nobel per l’economia nel 1981. Non abbiamo prove di una sua affiliazione alla Skull and Bones, la celeberrima e potente società segreta di ispirazione mondialista che dal 1832 ha sede presso quel prestigioso ateneo statunitense. Abbiamo però la prova che il professore varesino rappresenti un autentico apostolo del pensiero mondialista. Tre inequivocabili circostanze lo attestano. Mario Monti è membro del Bilderberg Group. La notizia è passata sui media con una certa nonchalance, dovuta più che altro alla non conoscenza, da parte del pubblico comune, della natura di tale sodalizio. Istituito nel 1954 presso castello olandese di Bilderberg, questo esclusivissimo club si ritrova segretamente ogni anno per decidere del futuro dell’umanità. Si tratta dei centrotrenta uomini più potenti e influenti del mondo riuniti in una stessa stanza, che guardie armate tengono lontana da occhi indiscreti. In più di cinquant’anni d’incontri è sempre stata vietata la presenza della stampa, non sono mai state rilasciate dichiarazioni sulle conclusioni degli intervenuti, e non è mai stato svelato l’ordine del giorno. A prescindere da cosa realmente accada in quel segreto consesso, il solo fatto di come si svolga e di chi lo componga lascia alquanto perplessi, e non risponde certo ad una logica di democrazia e trasparenza. Fino all’ultimo momento resta occulto il luogo degli incontri e si interviene solo su espresso invito, che non può essere pubblicamente divulgato, pena la mancata partecipazione. Per comprendere meglio di cosa si tratti è sufficiente leggere quanto sul tema ha scritto William Vincent Shannon, non esattamente un paranoico complottista, ma un prestigioso giornalista, redattore del New York Times e ambasciatore degli Stati Uniti in Irlanda durante la Presidenza Carter (1977-1981): «I membri del Bilderberg stanno costruendo l’era del post-nazionalismo: quando non avremo più paesi, ma piuttosto regioni della terra circondate da valori universali. Sarebbe a dire, un’economia globale; un governo mondiale (selezionato piuttosto che eletto) e una religione universale. Per essere sicuri di raggiungere questi obiettivi, i Bilderbergers si concentrano su di un “approccio maggiormente tecnico” e su di una minore consapevolezza da parte del pubblico in generale». Del resto, lo stesso fondatore del Bilderberg Group, il principe Bernardo d’Olanda, sul punto era stato chiaro: «E’ difficile rieducare gente allevata al nazionalismo all’idea di rinunciare a parte della loro egemonia a favore di un potere sopranazionale». Onesto, a suo modo, è stato pure David Rockfeller – altro Bilderberg di razza -, il quale ha lasciato scritto nelle sue Memorie (2002): «Alcuni credono che facciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia come “internazionalisti”, e di cospirare con altri nel mondo per costruire una più integrata struttura politico-economica globale, un nuovo mondo, se volete. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole, e sono orgoglioso di esserlo». Il giornale londinese The Times, che non può certo definirsi un foglio complottista, nel 1977 descrisse i membri del Bilderberg Group come «una congrega dei più ricchi, dei più economicamente e politicamente potenti e influenti uomini nel mondo occidentale, che si incontrano segretamente per pianificare eventi che poi sembrano accadere per caso». A conferma di quanto avesse ragione l’autorevole quotidiano britannico si possono elencare alcune singolari coincidenze (per citare i casi più noti e più recenti) dovute a fatti accaduti dopo gli incontri del Bilderberg. Bill Clinton partecipa al meeting del 1991; vince le primarie del Partito Democratico, e da oscuro governatore dell’Arkansas diventa Presidente degli Stati Uniti nel 1992. Tony Blair partecipa al meeting del 1993; diventa il leader del Partito Laburista nel luglio del 1994, e viene eletto Primo Ministro nel maggio del 1997. George Robertson partecipa al meeting del 1998; viene nominato Segretario Generale della NATO nell’agosto del 1999. Romano Prodi partecipa al meeting del 1999; riceve l’incarico di Presidente dell’Unione Europea nel settembre del 1999, ricoprendo tale incarico fino a gennaio 2005; nel 2006 viene eletto Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. Sembra confermata ancora una volta la saggia conclusione del Barone Denis Winston Healey, ex Ministro britannico della Difesa (1964-1970) e delle Finanze (1974-1979): «Quel che accade nel mondo non avviene per caso; si tratta di eventi fatti succedere, sia che abbiano a che fare con questioni nazionali o commerciali, e la maggioranza di questi eventi sono inscenati da quelli che maneggiano la finanza». Per chi volesse saperne di più, consiglio la lettura di un ottimo testo intitolato The true story of the Bilderberg Group, di Daniel Estulin, un libro di 340 pagine – corredato da una preziosa documentazione – che raccoglie i risultati di una indagine durata anni sull’intoccabile gruppo elitario di cui la stampa ufficiale appare sempre reticente. La seconda prova dell’indole mondialista del nostro esimio professor Monti, risiede nel fatto che egli faccia anche parte della Trilateral Commission. Anzi, per essere precisi, ricopre la carica di Presidente per l’Europa nel triennio 2010-2012. Chi ha l’avventura di accedere al sito ufficiale di quella istituzione (www.trilateral.org), troverà, infatti, una lettera di presentazione sottoscritta da Mario Monti, quale European Chair, da Joseph S. Nye, Jr., quale North American Chair, e da Yotaro Kobayashi, quale Pacific Asian Chair, con tanto di fotografia. Ufficialmente si tratta di un think-tank fondato nel 1973 da David Rockfeller con forte impronta mondialista. Il Professor Piergiorgio Odifreddi (lontanissimo per idee da chi scrive) ha invece liquidato il prestigioso pensatoio internazionale definendolo, su Repubblica (9.11.2011), «una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger». Quella di Odifreddi non rappresenta, ovviamente, l’unica voce critica nei confronti della Trilateral. Nel 1979 l’ex governatore repubblicano Barry Goldwater la descriveva come «un abile e coordinato sforzo per prendere il controllo e consolidare i quattro centri di potere: politico, monetario, intellettuale ed ecclesiastico grazie alla creazione di una potenza economica mondiale superiore ai governi politici degli Stati coinvolti». Lo scrittore francese Jacques Bordiot, sosteneva, inoltre, che per far parte della Trilateral, era necessario che i candidati fossero «giudicati in grado di comprendere il grande disegno mondiale dell’organizzazione e di lavorare utilmente alla sua realizzazione», e precisava che il vero obiettivo della Trilaterale fosse quello «di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale». Il canadese Gilbert Larochelle, professore di filosofia politica presso l’Università del Quebec, nel suo interessante saggio L’imaginaire technocratique, pubblicato a Montreal nel 1990, ha definito, più semplicemente, la Trilateral come una privilegiata elite tecnocratica: «La cittadella trilaterale è un luogo protetto dove la téchne è legge e dove sentinelle, dalle torri di guardia, vegliano e sorvegliano. Ricorrere alla competenza non è affatto un lusso, ma offre la possibilità di mettere la società di fronte a se stessa. Il maggiore benessere deriva solo dai migliori che, nella loro ispirata superiorità, elaborano criteri per poi inviarli verso il basso». Il connotato resta sempre il medesimo: poca democrazia e poca trasparenza. Piccolo inciso legato all’attualità della cronaca politica: un altro italiano membro della Trilateral è l’onorevole Enrico Letta, al centro di una polemica per uno strano biglietto inviato al consociato Professor Monti. La terza prova della visione mondialista di Super Mario sta nel fatto di essere un uomo Goldman Sachs, la celebre banca d’affari fondata nel 1869 da Marcus Goldman, un tedesco di origini ebraiche immigrato negli Stati Uniti, e dal genero Samuel Sachs. Per comprendere la reale natura di tale istituzione non occorre addentrarsi nei siti complottisti. E’ sufficiente leggere un autorevole quotidiano come Le Monde del 16 novembre 2011 (proprio il giorno dell’investitura di Monti a Capo del Governo), ed in particolare l’articolo del giornalista Marc Roche, corrispondente da Londra, dal titolo sintomatico: La “franc-maçonnerie” européenne de Goldman Sachs. Si tratta di una vera e propria requisitoria contro la potente banca d’affari, dall’incipit particolarmente duro: «Ils sont sérieux et compétents, pesant le pour et le contre, étudiant les dossiers à fond avant de se prononcer. L’économie est leur péché mignon. Ils ne se découvrent que très rarement, ces fils de la Lumière entrés dans le Temple après un long et tatillon processus de recrutement. C’est à la fois un groupe de pression, une amicale de collecte d’informations, un réseau d’aide mutuelle. Ce sont les compagnons, maîtres et grands maîtres amenés à “répandre dans l’univers la vérité acquise en loge”». «Confratelli, maestri e gran maestri chiamati a “spandere nell’universo la verità acquisita nella loggia”». L’articolo merita la lettura. Per Le Monde, Goldman Sachs funziona come la massoneria, in cui ex dirigenti, consiglieri ma anche trader della banca d’affari americana si ritrovano oggi al potere nei Paesi europei chiave per la gestione della crisi finanziaria. In Europa Goldman Sachs si è fatta fautrice di una forma di “capitalismo delle relazioni”, e punta a piazzare i suoi uomini senza mai lasciar cadere la maschera. Può sembrare esagerato il giudizio di Le Monde, ma forse non lo è se si pensa ad un’altra singolare coincidenza. Si tratta del fatto che l’omologo greco di Mario Monti, il professor Lucas Papademos (anch’egli studi statunitensi), già vice presidente della Banca Centrale Europea (dal 2002 al 2010), ed ora tecnocrate mandato a commissariare il governo ellenico, è un altro uomo Goldman Sachs. Oltre che – guarda caso – membro anche lui della Trilateral Commission. Il panorama si fa ancora più inquietante se si considera che l’uomo Goldman Sachs più potente in Europa è Mario Draghi, l’attuale Presidente della Banca Centrale Europea. Nonostante tutte queste sinistre coincidenze, faccio ancora fatica a cedere alle suggestioni complottiste.

 

 

LA RICETTA MONTI SBARCA IN UMBRIA? PREOCCUPAZIONI A SINISTRA CRESCONO.

29 novembre 2011

di Darko Strelnikov – Strelnikov.d@libero.it

Il Congresso comunale del Pd di Città di Castello assomiglia tanto ad uno degli ultimi atti della chiusura di un’epoca; quella dell’egemonia della cultura comunista sull’Umbria. La crisi è cominciata diversi anni fa, ma, come ho più volte ricordato, è stata accelerata dalla nascita del Partito Democratico. Le nuove regole nel definire gli organigrammi, nel fare il tesseramento, nel tenere i congressi, nel ruolo delle organizzazioni locali e decentrate e nel concepire la funzione del partito, sono risultate completamente estranee ed indigeste al modo di praticare la lotta, la gestione politica e del potere del gruppo dirigente uscito dalla morte del Pci. Non ci si è resi conto che il “centralismo democratico” era morto e sepolto e che non bastava più proporre una cosa o un nome agli organismi dirigenti per assicurarsi il via libera. Fuorionda qualcuno ha commentato : “ammettiamolo , non ci abbiamo capito niente”. Da qui sono nate una serie di cocenti sconfitte. Mignini che perde con Stramaccioni per la segreteria provinciale del partito, la Lorenzetti che non riesce a fare il terzo mandato in Regione, Locchi che viene eletto “miracolosamente” a “Terni” solo per una stramba norma della legge elettorale, Bottini che prende meno del 50% nelle primarie per l’elezione dei segretari nazionali e regionali ecc. Sconfitte che hanno, poi, costretto ad eleggere a Perugia persone condivise “grigie e impalpabili, come Rossi e Parlavecchio”. Ma è il contesto che fa presagire un futuro ancora peggiore. Intanto il quadro nazionale spinge verso un raggruppamento, una maggioranza moderata con al suo interno una minoranza di sinistra. Poi ci sono alcuni segnali che sono sconfortanti per i bersaniani umbri. Il primo è lo sfondamento della componente cattolica del Pd nelle ex zone rosse come Gubbio e dintorni, Città di Castello e dintorni, come la zona nord del comune di Perugia e dintorni ecc. “Uno sfondamento avvenuto non per l’aumento del peso dei cattolici e dei moderati dentro il partito, ma per il passaggio all’area “modem” di pezzi consistenti di tradizione comunista”. Il sindaco di Gubbio Guerrini, il Consigliere regionale Smacchi, l’assessore comunale di Castello Secondi, il Presidente del Consiglio Provinciale di Perugia Leonelli, i Consiglieri Comunali del capoluogo Bori e Miccioni ecc. provengono tutti da famiglie di “Rossi” che hanno avuto, in molti casi, un ruolo nel Pci o nelle associazioni di massa vicine al Pci. Un fenomeno che ha anche una aggravante : si tratta, in prevalenza, di “giovani promesse”, di esponenti che non avendo conosciuto le rigidità e gli scontri ideologici di un tempo, hanno un approccio diverso alla politica. Un appoggio, molto legato alle singole carriere, “che chi è di cultura stalinista, fatica a comprendere e al quale evidentemente gli altri riescono a dare risposte più convincenti”. Insomma il futuro, oltre al presente, non sembra essere nelle mani di Bottini, Lorenzetti, Locchi, Giovannetti and son. Una compagnia “percepita come vecchia” dove ormai si è costretti a spacciare ancora per novellini “i soliti Cernicchi, Mariuccini, Boccali e la Marini. Gente che, al di là delle loro indubbie capacità, sarebbe stata dichiarata giovane solo usando i criteri del Komsomol sovietico”. Il secondo segnale che emerge è la voglia di parecchi ex comunisti, di differenziare le appartenenze per avere più libertà di azione. A Roma con Bersani e a Perugia con chi mi pare. Insomma la politica delle “mani libere, sotto l’ombrello dell’autonomia scambiata per convenienza”, senza vincoli di corrente e di mandato. E’ il caso del Sindaco di Foligno Mismetti, dell’assessore spoletino Cintioli, del segretario regionale dei giovani Gatticchi, della portavoce delle democratiche umbre Anna Ascani e, dicono alcuni, anche dell’assessore Provinciale Mignini. Il terzo e ultimo segnale è “l’aumento esponenziale” della frammentazione. Gli eredi di Conti, Caponi padre, Gambuli, Corba, Antonini senatore, Ottaviani, Rossi ecc sono ormai diventati una galassia. L’ on Sereni sta con Fassino che non è chiaro con chi faccia comunella; Verini e Agostini a Roma stanno con Veltroni e con i Modem, ma a Perugia sono cane a gatto con Bocci e soprattutto con Guasticchi; Locchi “per rimanere a galla” fa il bipartisan; la Lorenzetti è data in cura dimagrante perché, dice, che ogni giorno “le si restringono i ragazzi” (l’ultimo a lasciarla sarebbe stato Riommi); L’assessore regionale Fernanda Cecchini ha perso maggioranza e “autorevolezza” nel tifernate, Batino del lago è sotto il tiro di Duca, Bianchi, Carloia e Giovagnola; i principali rappresentanti nelle istituzioni (Marini, Boccali e Giulietti di Umbertide) provano a fare “parrocchia per conto loro”, scoprendo però che “alla loro messa si presentano in pochi a fare la comunione” e, infine, il “povero” Bottini che cerca di “mettere un po’ d’ordine con pochi poteri, enormi difficoltà e scarsi risultati (anche se da non buttare tenendo conto del contesto in cui è costretto ad operare)”. La fine dei Leader ha coinciso con le difficoltà di questo mondo. Oggi, sia in Italia che in Umbria, non c’è una figura in grado di fare la sintesi delle varie posizioni ed esigenze. “E non è solo questione di uomini o di donne di peso”. La mancanza e la fine della figura carismatica del “segretario” ha fatto il resto. Oggi il clima è da “tana libera tutti”. Le conseguenze sono chiarissime. “Se oggi nella nostra regione ci fosse il congresso dei democratici, la maggioranza del Pd sarebbe di un altro colore”. Tanto più che la puzza di balena bianca ha allontanato dagli ex comunisti anche gli uomini di Letta e di Franceschini. Cominciano a capirlo anche quelli del terzo polo che hanno già aperto le danze per un nuovo quadro politico e quindi per una nuova stagione delle alleanze. Fuori la sinistra e dentro loro. E questo mette in discussione anche i vertici delle principali istituzioni umbre. Se il processo non si arresta, “uno degli inquilini di Palazzo dei Priori e di Palazzo Donini dovrà sloggiare”, sancendo il definitivo cambio dell’orientamento politico dell’Umbria. Del resto non sarebbe nemmeno una novità assoluta. Nel 1946 la Dc era il primo partito e i moderati superavano il 50%. E nel 1964 le coalizioni che hanno governato i principali comuni erano a maggioranza moderata con una minoranza di sinistra. Ma quello che sorprende è l’assoluta incapacità di reazione dei futuri “rottamandi”. “E questo, purtroppo, non l’ha capito neanche l’altra sinistra che invece di spingere sull’alternativa, continua a farsi la concorrenza sperando di “spiluccare” qualche osso mollato sotto il tavolo da un certo Pd”. Per il momento, finisce qui il malinconico racconto di un declino che, forse, solo gli avvenimenti nazionali possono ancora fermare.

P.S. – parecchie frasi sono virgolettate perché l’articolo si basa su riflessioni ispirate da una chiacchierata con un “alto” esponente del Pd umbro, che, non vuole essere citato e che mi ha espresso, davanti ad un buon caffè, le sue “inascoltate preoccupazioni”.

 

ANCONA: sarà presentato il libro EINAUDI: LIBERTA’ ECONOMICA E COESIONE SOCIALE

17 novembre 2011

GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE 2011 – dalle ore 17 alle ore 19,30

Presso Facoltà di Economia (ex caserma Villarey) Ancona – Piazza Martelli

Il Centro Studi Liberali “Benedetto Croce”, nell’ambito della celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia presenta il Libro della collana storica della Banca d’Italia curato da Goffredo Gigliobianco, capo della Divisione storia economica del Servizio Studi della Banca d’Italia, con prefazione di Mario Draghi dal titolo:

LUIGI EINAUDI : LIBERTA’ ECONOMICA E COESIONE SOCIALE

«Non tutti gli uomini scriveva Luigi Einaudi nel 1942hanno l’anima del soldato o del capitano disposti ad ubbidire o a lottare ogni giorno quant’è lunga la vita. Molti, moltissimi, forse tutti in un certo momento della vita sentono il bisogno di riposo, di difesa, di rifugio. Vogliono avere un’oasi dove riposare, vogliono sentirsi per un momento difesi da una trincea contro l’assillo continuo della concorrenza, della emulazione, della gara.»

Fino a che punto la concorrenza possa governare la società senza strapparla e fino a che punto il welfare state la possa proteggere senza appiattirla sono interrogativi di Einaudi che oggi ritrovano un’acuta attualità, nel nostro disperato bisogno di trovare il modo di ricostruire il nostro paese tentando di conciliare giustizia sociale, uguaglianza dei punti di partenza, capacità di innovare non solo dell’economia, ma della società intera.

Con il suo pensiero e impegno civile, Luigi Einaudi cercò di indicare il giusto equilibrio tra opposte esigenze. Da una parte quella di lasciare ampio spazio all’innovazione, alla concorrenza, all’emergere del meglio e del nuovo, non solo nel campo della produzione, ma anche con riferimento alla società, al ricambio delle classi dirigenti, alla nascita di nuovi imprenditori. Dall’altra l’esigenza di offrire alle persone, non tutte disposte a stare sempre in prima linea, un riparo dal vento sferzante della concorrenza: l’associazione professionale, il sindacato, la piccola proprietà, il posto di lavoro.

Interverranno come Relatori:

Roberto Einaudi Presidente Fondazione “Luigi Einaudi” Roma

Alberto Baffigi Funzionario Div. Storia Economica e Finanziaria Banca d’Italia

Alberto Zazzaro Ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Economia dell’UNIPM

 

 

Rassegna di Arte Contemporanea al Museo Diocesano di Terni

16 novembre 2011

Inaugurazione sabato 3 dicembre alle ore 18.00.

Il Museo Diocesano di Terni ospiterà dal 3 all’11 dicembre 2011 una Mostra d’Arte Contemporanea. La mostra è il frutto di un’attenta selezione fatta dai due Curatori incaricati: Massimo Picchiami e Carlo Roberto Sciascia. L’esposizione è la seconda del suo genere all’interno degli eleganti spazi del Museo Diocesano di Terni. La prima, è stata una Mostra collettiva a tema libero, durante lo stesso periodo nel quale si è svolto, a fine settembre 2011, lo Spoleto Festival Art. Questo secondo appuntamento con l’arte contemporanea è interamente dedicato ad artisti che si muovono nel mondo dell’astrattismo. Opere informali, concettuali e materiche esposte nelle quattro sale del Museo ternano. Molte delle opere esposte provengono da artisti conosciuti in Italia, alcune di queste opere hanno fatto parte di importanti Fondazioni, sia italiane che straniere. Altre opere fanno parte della collezione privata: “Rosso luce, Nero tenebra”, collezione che in questo anno è stata più volte presentata con successo in importanti Fondazioni Bancarie italiane. Alcune opere provengono dall’estero: Turchia, Francia,Inghilterra e Germania. All’interno della Mostra ci sarà una performance artistica dal vivo di Rosa Didonna, della Globalart. Gli artisti presenti sono: Marco Ara, Mariano Chelo, Michele Piazzolla, Ruggiero Spadaro, Francesco Pezzuco, Hypnos, Off,Vivì, Giulia Spernazza, Cristina Campestrin, Maura Menichetti, Fernando Simonetti, Maria Di Cosmo, juri Lorenzetti, Sabrina Pantacchini, Sandra Giovannini, Kristina Milakovic, Gianluca Rondina, Hale Karacelik, Nikka e Mario Napoletti.

La Mostra, organizzata dalla Eureka Eventi d’Arte potrà essere visitata tutti i giorni, domenica compresa ed osserverà il seguente orario: dalle 10.00 alle 20.00. Ingresso libero

LA CRISI E L’ORDINE NUOVO DEL NUOVO REICH

10 novembre 2011

Mario Monti

di Ciuenlai

La logica direbbe di andare a votare. Ma votare per cosa? I Governi ormai non li decidiamo noi, ma il potere finanziario europeo dominato dalla Germania. Se fanno quello che gli si chiede bene se no li mandano a casa a suon di spread. Non ci credete? Guardate la Grecia. Il casino in Ellade l’aveva combinato la Destra che aveva truccato i bilanci. Si è votato, ha vinto la sinistra. Ma quando Papandreu , ha pensato, usando un pizzico di autonomia, di far decidere il popolo con un referendum, i signori di Bruxelles l’hanno destituito e hanno messo al suo posto uno della Bce. Adesso si ritorna al voto e vincerà quella destra che aveva combinato il guaio. Ah… la chiamano ancora democrazia, in onore di Platone, ma è un’altra roba che assomiglia ad una versione “moderna” della dittatura. E guardate da noi. Da 4 mesi, secondo le ultime ricostruzioni, avrebbero concordato con Napolitano, nella veste di notaio, di sostituire Berlusconi con il loro uomo Mario Monti. Ma non si limitano a designarlo lo mandano giù con il programma già scritto, perchè l’ordine europeo e soprattutto quello sociale non deve essere rotto. Avevano già solidamente messo su casa in tutto l’ex impero sovietico. In tutto l’est c’è e da tempo, un dominio assoluto dei tedeschi che in pratica hanno nelle mani le chiavi di quei paesi. Adesso vanno all’assalto del Mediterraneo. Hanno facilmente avuto ragione di noi e della Spagna, ma cominciano ad attaccare anche la Francia. Pochi sanno che lo spread francese è salito, in poco tempo, da 32 a quasi 200 punti. Ex salirà ancora, a voia se salirà. Mentre Il sogno del nuovo ordine mondiale del Reich millenario si sta incredibilmente materializzando noi, invece di ribellarci di avere qualche sussulto di orgoglio, ci rompiamo i coglioni con il Governo di unità nazionale, nominato da altri per farci il sedere a strisce (senza stelle).

Partito Democratico e caso Renzi

8 novembre 2011

LETTERA APERTA DI MARIO FELICIONI

“I CAPPONI DI RENZI”

Cari democratici credo che occorra dare luogo ad una riflessione, ad un dibattito  attento, costruttivo, privo di preconcetti all’interno del Partito dopo “l’evento” dei cosiddetti “Rottamatori” della Leopolda  di Firenze. Personalmente ritengo Renzi un amministratore capace, anche alla luce di recenti sondaggi che lo vedono tra i sindaci più graditi in Italia, un ottimo comunicatore i suoi interventi sono fluidi, apparentemente anticonvenzionali, lucidi, coinvolgenti. Ma ho anche la percezione, il sesto senso che sia un soggetto ambizioso, desideroso di gloria, vanitoso, spregiudicato, aggettivi pericolosi se accostati ad un politico insomma non vorrei che chi giustamente vuole pensionare D’Alema non ne divenga poi la giovane copia. Ho ascoltato con attenzione le conclusioni della Leopolda e pur mantenendo le  mie personali convinzioni sul personaggio-fenomeno Renzi trovo motivi di condivisione su alcuni passaggi, specie quando dice che uno statista quando governa non guarda alle prossime elezioni ma deve cercare di guardare al futuro delle generazioni che verranno. O quando dice che i nostri nonni e padri ci hanno lasciato con una casa un conto in banca, delle sicurezze, insomma un certo benessere, mentre i nostri nonni-padri politici sono andati a mangiare al ristorante e ci ha lasciato il conto da pagare, ossia l’irresponsabilità nel creare un debito pubblico che graverà su di noi e le generazioni che verranno. Oppure quando dice che il centrosinistra  deve dividere chi vive di finanza da chi fa impresa da chi ha voglia di rischiare da chi vive di rendita, e questo proposito non posso non ricordare che  vivo personalmente  sulla mia pelle il fatto che oggi sempre più spesso la finanza rovina l’impresa e chi come me lavora per quell’impresa. Ho condiviso anche quando dice che dobbiamo scrivere tutti insieme una nuova storia e questo lo devono fare i pionieri e non i reduci, ma attenzione non dobbiamo mai dimenticare, mai buttare alle ortiche le nostre radici perché altrimenti avremo creato un partito senza  basi solide, senza valori,  avremo creato in sintesi un PDL di sinistra.

nota di redazione: la lettera è molto lunga, per l’argomento trattato merita di essere pubblicata per intero, ma  per ragioni di opportunità editoriale l’abbiamo divisa in due parti, ci scusiamo con l’autore ed i lettori, ma promettiamo di pubblicare presto la seconda parte.

DAL PANETTONE ALLA COLOMBA. STORIA DELLA MORTE E DELLA (POSSIBILE) RESUREZIONE DI BERLUSCONI

7 novembre 2011

di Ciuenlai

Non vi rallegrate troppo per la prossima fine di Berlusconi. Lui (per il momento) passa la mano, ma la lettera della Bce resta. Il Governo che il Presidente della Repubblica prepara da tempo (Mario Monti con i due Letta come vice per la serie Allegria?) si annuncia come un esecutivo con un programma “lacrime e sangue”. Il programma che il premier non ha voluto fare, lasciando il cerino in mano ai successori. E si tratta di vere e proprie “bombe sociali”. Per dare seguito alle indicazioni di Merkosy circolano (oltre ai nomi dei Ministri) questi 10 punti che, se i mercati continueranno a premere sull’Italia (cosa molto probabile), ci potranno anche chiedere di attuare (in toto o solo in parte) in un breve lasso di tempo.
1) Fine delle pensioni di anzianità e passaggio definitivo al sistema contributivo
2) Prelievo forzoso dai c.c. (o come una tantum o trasformando il prelievo in Bot)
3) Pagamento del tfr (in tutto o in parte) in Bot decennali rinnovabili
4) Diminuzione degli stipendi pubblici e delle pensioni sopra i 1500 euro (5 o 10%)
5) Ripristino dell’Ici per gli enti locali (per finanziare la normale amministrazione)
6) Istituzione della tassa locale di scopo e/o ulteriore aumento delle addizionali locali (per finanziare i pochi servizi rimasti e i lavori pubblici improcrastinabili)
7) Riforma del mercato del lavoro con flessibilità (si pronuncia precariato) ai livelli massimi e cancellazione dello statuto dei diritti dei lavoratori
8) Fine del welfare, passaggio all’assistenza e alla previdenza privata in cambio di un piccolo taglio delle tasse sulla busta paga
9) Piccola patrimoniale per valori superiori al milione di euro (possibile anche a partire da 500 mila euro compresi i beni mobili per coinvolgere gran parte del ceto medio)
10) Aumento dei contributi pensionistici (solo per le categorie degli autonomi o per tutti)
Fatto questo si andrà alle elezioni. E Berlusconi (o un suo sosia spalleggiato dal Bossi padano) sarà ancora in grado di recitare la parte che più gli piace e che meglio conosce quella del populista. Trascinerà (di nuovo) i suoi all’assalto dei “signori delle tasse”, di quelli che “hanno ridotto le famiglie sul lastrico” (mentre “quando c’era lui” si stava bene e i treni arrivavano in orario). Rischia, a primavera, di rifare un altro, l’ennesimo pieno dei voti.
se questo e’ davvero quello che Napolitano si prepara a far fare ad un governo tecnico di sua nomina, il rischio può di nuovo diventare realtà e trasformarsi (per la sinistra) in un incubo che ritorna, per di più’ con il lavoro sporco fatto, al solito, dai “quei gonzi” dei “diversamente concordi”.
Perché l’alternativa è un’altra cosa!

ARTE. Mario Consiglio e Yonel Hidalgo Peréz in mostra a Trevi

29 ottobre 2011

sabato 29 ottobre, ore 17:00 – e dal 29 ottobre 2011 – all’8 gennaio 2012

Centro d’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”, Via B. P. Riccardi 11, Trevi

Con Camouflage, Palazzo Lucarini torna su un argomento delicato e spesso frainteso: il concetto di “identità”. Questa mostra, infatti, punta a mettere in discussione, mediante l’arte contemporanea, tutta la retorica che, nell’anno delle celebrazioni per l’Unità Nazionale, ha invaso (non senza forzature e mistificazioni) il campo mediatico. Per farlo, sono stati invitati due testimoni d’eccezione. Mario Consiglio è un italiano che risiede a Berlino, dopo aver trascorso un lungo periodo londinese. Yonel Hidalgo Peréz, invece, è un cubano che da molti anni vive in Italia. I due artisti si sono concentrati sugli aspetti concreti del tema. Partendo proprio da questioni legate alla personale esperienza quotidiana, il loro intervento ha messo in luce l’esistenza di un’inedita categoria sociale. Si tratta un soggetto ibrido, nato da flussi migratori eterogenei per modi e motivazioni, che si pone in atteggiamento problematico nei confronti del contesto di accoglienza. Non più, quindi, solo l’“emigrante” che – passivamente – mira all’integrazione, ma elemento propulsivo di un nuovo tipo di cultura, che fa della contaminazione e del cambiamento, necessariamente, un inedito principio identitario.

Info: Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”, T/F  0742/381021, info@officinedellumbria.it, info@palazzolucarini.it, www.palazzolucarini.it

LUTTO. E’ Mancato Mario Fernando Rosi

9 ottobre 2011

Cordoglio per la scomparsa a Senigallia di Mario Fernando Rosi, primario Urologo all’Ospedale di Taranto, Grande  Cavaliere del Santo Sepolcro e responsabile F.E.E.  (Bandiera Blu) per la regione Marche.

I funerali, dopo la prima funzione al mattino  a Senigallia, alle ore 15 di lunedi 10 ottobre presso il cimitero di Gualdo Tadino sua città natale.

All’amica Maria Rosi, consigliere regionale PDL e alla sua famiglia giungano le condoglianze più affettuose da Goodmorningumbria

 

 

Le antiche carte d’Italia in mostra a Palazzo delle Penna

7 ottobre 2011

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia  in mostra le “Carte d’Italia 1482 – 1861”  da venerdì 7 ottobre alle ore 17,30,  negli spazi espositivi di Palazzo Penna, con la partecipazione del sindaco Boccali e del presidente dell’ Istituto per la storia dell’ Umbria contemporanea, Mario Tosti. L’esposizione resterà aperta fino al 5 novembre tutti i giorni con orario 10,30 – 13 e 15 – 18. Lunedì chiuso.

Welfare – Marini “la spesa sociale non è né superflua né improduttiva”

24 settembre 2011

L’impegno della Regione per mantenere “alto” il livello dei servizi

Dibattito tutto al femminile alla festa regionale di Sel.  Sul tema “Welfare al tempo della crisi” si sono confrontate la Presidente della regione Catiuscia Marini, la Segretaria regionale della Funzione Pubblica della Cgil Vanda Scarpelli, la Presidente della Caritas Daniela Monni e Per Sinistra Ecologia e Libertà Monica Cerutti del Coordinamento Nazionale e Silvia Menicali del coordinamento regionale del partito. Particolarmente seguito ed atteso l’intervento della Marini. La Presidente dopo aver attaccato la manovra del Governo che “dati alla mano porta alla morte del welfare in Italia”, ha contestato la tendenza di una certa cultura di destra che “considera la spesa sociale come inutile, improduttiva e da tagliare”. “E’ una concezione sbagliata – ha detto ancora la Marini – perché non si può ridurre la spesa sociale nel mezzo di una crisi, che aumenta il bisogno di politiche di sostegno a coloro che sono in difficoltà. Ed è sbagliata anche sul piano economico perché l’incremento e la difesa delle politiche sociali può garantire lavoro, innovazione ed aiutare concretamente lo sviluppo. Dietro il mondo dell’assistenza, dietro l’aiuto ai più deboli, ci sono decine di aziende che oggi rischiano di andare in difficoltà e che invece potrebbero produrre occupazione e ricchezza”. Rispetto all’Umbria la Marini ha detto che, nonostante i tagli draconiani, la Regione farà tutti gli sforzi per mantenere un livello alto di servizi al cittadino e che questa è una delle principali priorità che sta di fronte al governo regionale. la festa di Sel, che si svolge nell’area verde della frazione di Ramazzano di Perugia,  continua stasera con,  alle 18,00 con un dibattito sulle energie alternative con il segretario regionale della Cgil Mario Bravi, i Presidenti di Confagricoltura Marco Caprai e della Cna dfi Perugia Renato Cesca, il responsabile del marketing strategico Novamont Marco Versari e i dirigenti nazionali e regionali di Sel Gennaro Migliore e Alfonso Morelli. Seguirà alle 21,00 il momento clou della festa con l’intervista da parte del direttore del sole 24 ore Roberto Napoletano a Nichi Vendola. Infine, domani sera alle 21,00 Giorgio Forconi giornalista di “Report” intervista Don Andrea Gallo.

La “cucchiara” della Cardinali, gli “accattoni” di Boccali, gli “appoggi” di Benedetti e i “rimpatri” di Trevi.

7 agosto 2011

LE PAGELLE DEL SOLLEONE

di CIUENLAI

Valeria Cardinali 1- Annuncia (tanto per cambiare) due nuovi quartieri per Perugia . Uno sorgerà vicino all’Ikea. E’ la modernità. Una volta nascevano vicino alle fabbriche adesso nei pressi degli ipermercati. Per la serie “casa e bottega”. 3.

Valeria Cardinali 2 – Ma i due nuovi quartieri non sono che l’assaggio di un mare di cemento che sta per investire la città, nel quadro di “un nuovo modello di sviluppo”. Barbetti, Cementir e Colacem sono sistemati “da qui all’eternità”. Udite, udite : I 3 ex tabacchifici , il mercato coperto, il carcere di Piazza Partigiani, l’ex fiat della Pallotta, Monteluce, l’area Apm di Pian di Massiano, Ponte Della Pietra, le fornaci Briziarelli di Piscille, lo stadio, il Lilli, il Turreno, l’ex Coin, il Decathlon e tutti i milioni di metri cubi che mi sono scordato. Dice che l’assessore, per dimostrare il suo carattere operativo, abbia richiesto, per i suoi spostamenti, un equipaggiamento standard: elmetto da cantiere, una balletta di cemento a pronta, la cucchiara e una betoniera attaccata alla macchina. Scendiamo a 2 e mezzo.

Valeria Cardinali 3 – alla fine dell’intervista le domandano “Lo sa che è tradizione che l’assessore all’urbanistica sia il prossimo candidato sindaco”. Commento in Corso Vannucci : “Ce manca anche questa”! Stavolta 3, ma all’intervistatore.

Mario Bravi – per lui “Il numero delle Asl” non sono un problema. Concordo, il problema è la Cgil. Due con tre file di meno, perché non ho il coraggio di dagli uno.

Wladimiro Boccali – I costi della politica? Sono sulle spalle degli amministratori : “Spesso – ha detto in una intervista – un Consigliere o un Assessore, spende di tasca propria il doppio dell’indennità che percepisce”. Urgono collette! 5.

Daniele Benedetti – Il Sindaco di Spoleto ha dato i 7 giorni alla maggioranza. “O mi appoggiate senza se e senza ma, o andiamo tutti a casa”. Lo appoggiano, lo appoggiano. convincente 6

Maria Vittoria Brambilla – Taglia La Quintana perché fatta da animali. Il Governo invece resta perché, dice, che è fatto da uomini. Sarà! tre meno meno

Pd Gualdo Tadino – Titolo “Il Pd tra la gente alla riscossa”, bandiera rossa trionferà

Poltrone – Le società di interesse pubblico in Umbria sono 79, hanno 220 amministratori che costano 1,3 milioni di euro. Si chiamano società partecipate….. molto partecipate.

Trevi – Le elezioni comunali sono da rifare. 35 extracomunitari “irregolari” annullano la sconfitta della destra. La Bossi – Fini funziona. Rimpatriati i voti clandestini

Perugia, Centredile festeggia 40 anni di attività

29 luglio 2011

Un servizio affidabile e di qualità per rimanere competitivi

L’impresa Centredile srl di Ponte San Giovanni ha compiuto 40 anni di attività un traguardo importante che le famiglie Guarducci e Bazzurri, titolari dell’azienda, hanno voluto festeggiare anche insieme ai loro più affezionati clienti. Centredile srl opera nel settore del commercio di materiale edile e ferramenta, ha un organico di tredici collaboratori e un fatturato di circa 5 milioni di euro. Centredile è stata fondata nel 1971 da Mario e Ulderico Guarducci, già titolari di un’azienda di trasporti, che aprirono un deposito di materiali edili nel cuore di Ponte San Giovanni. La florida economia degli anni Settanta e la loro intraprendenza e capacità contribuirono alla veloce espansione dell’azienda che, nel 1977, tra le prime, trasferì la propria sede in via della Scienza, nell’attuale zona industriale di Ponte San Giovanni. La gestione dell’azienda è poi stata affidata ai figli di Mario e Ulderico che oggi guidano con successo Centredile. “Come ogni passaggio generazionale – ha raccontato Nicola Guarducci – ci sono state e ci sono delle piccole divergenze, dovute a mentalità spesso diverse, ma ci accomunano valori forti come l’amore per l’azienda e il rispetto reciproco che ci superare giornalmente ogni questione”. Nel corso di questi 40 anni è molto cambiato il mercato ma anche le esigenze e le aspettative dei clienti. “Oggi il rapporto con il cliente – ha aggiunto Nicola Guarducci – non si limita, come poteva essere stato in passato, alla sola fornitura di materiale ma, per garantire un miglior risultato e una migliore fidelizzazione, è indispensabile offrire un servizio tecnico altamente qualificato. A fronte di ciò, è cambiato anche il rapporto con il fornitore, tant’è che da parte nostra, c’è una continua ricerca di partner sempre più affidabili”.

Tra i principali obiettivi dell’azienda c’è la puntualità nelle consegne, la celerità nelle risposte, la disponibilità e la cortesia verso ogni cliente. “E’ anche questo che fa la differenza – ha ribadito Guarducci – e che ci consente di rimanere sempre competitivi. Preso atto dei momenti difficili che stiamo vivendo e che probabilmente dovremmo ancora sopportare per qualche anno ci auguriamo di far parte del futuro edile dell’Umbria e per questo abbiamo in serbo, a brevissima scadenza, nuovi progetti per ampliare e migliorare la nostra offerta”.

PDL, Tour elettorale per la amministrative della regione Umbria

29 aprile 2011

venerdì 29 aprile 

Fabrizio Cicchitto

ON. FABRIZIO CICCHITTO  Capogruppo Pdl Camera dei Deputati

ore 17.00 SANTA MARIA DEGLI ANGELI HOTEL DAL MORO

ore 19.00  BEVAGNA sede PDL corso Matteotti INCONTRO APERITIVO

ore 20.00 GUBBIO FESTA AZZURRA-TELEFONATA IN DIRETTA PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI  -  DISCOTECA CRICO’S loc. CIPOLLETTO GUBBIO

sabato 30 aprile      

Raffaele Fitto

ON. RAFFAELE FITTO Ministro per gli Affari Regionali

ore 18.00 NOCERA UMBRA, incontro con il CANDIDATO A SINDACO e i CANDIDATI DELLE LISTE presso la Sala Nobile del Museo Civico di Nocera Umbra Via San Rinaldo

ore 19.30 TREVI, INCONTRO APERITIVO con il CANDIDATO A SINDACO  e i CANDIDATI DELLE LISTE  presso la sede del comitato elettorale BORGO TREVI VIA SANT’EGIDIO.

Stefania Craxi

lunedì 2 maggio      

ON. STEFANIA CRAXI Sottosegretario agli Affari Esteri

ore  10.00 ASSISI- PRESSO I PALAZZI COMUNALI-PIAZZA DEL COMUNE, 10 – ASSISI

ore 11.00 PARTENZA DA ASSISI DIREZIONE GUBBIO

ore 12.00 GUBBIO PRESSO HOTEL SAN MARCO – VIA PERUGINA, 5 – GUBBIO

ore 15.15 NOCERA UMBRA – PIAZZA CAPRERA, 1

ore 17.00 TREVI – CENTRO STORICO-  VILLA  FABRI, PIAZZA GARIBALDI

ore 19.00 AMELIA

mercoledì 4 maggio

Franco Frattini

ON. FRANCO FRATTINI Ministro degli Affari Esteri

ore 17 00 TREVI sala consiliare piazza Mazzini Trevi

ore 18.00  ASSISI DOMUS PACIS

ore 20.00  AMELIA CENA CON IL MINISTRO PRESSO L’AGRITURISMO “IL PIZZOGALLO”

venerdì 6 Maggio  ON. BEATRICE LORENZIN

Maria Rosi e Beatrice Lorenzin

ore 18.00 TREVI, INCONTRO APERITIVO con il CANDIDATO A SINDACO  e i CANDIDATI DELLE LISTE  presso la sede del comitato elettorale BORGO TREVI VIA SANT’EGIDIO.

ore 20.30 Nocera Umbra Cena

lunedì 9 maggio      

Mario Valducci

ON. MARIO VALDUCCI Presidente della Commissione Trasporti e Tlc della Camera e responsabile Enti Locali del Pdl

ore 12.00 Citta’ Di Castello: Conferenza stampa (Piazza) a seguire aperitivo Caffè’ Latino con il CANDIDATO A  SINDACO  e i CANDIDATI

ore 13.30 Gubbio pranzo presso ristorante Il Picchio Verde ( Via Savelli della Porta) con candidato sindaco e candidato

ore 16.00  Nocera Umbra Conferenza stampa con candidato sindaco e Candidati

ore 18.00 TREVI, INCONTRO APERITIVO con il CANDIDATO A SINDACO  e i CANDIDATI DELLE LISTE presso la sede del comitato elettorale BORGO TREVI VIA SANT’EGIDIO.

Mara Carfagna

martedì 10 maggio 

ON. MARA CARFAGNA MINISTRO PARI OPPORTUNITA’

TOPONOMASTICA, LIBERA STORIA: “QUALE RATIO A PIEDILUCO NELL’INTITOLAZIONE DI UNA STRADA AD UN PARTIGIANO?”

18 aprile 2011

“Ci chiediamo quale sia la logica alla base delle decisione di intitolare una strada a Piediluco a Mario Filipponi, partigiano della brigata “Antonio Gramsci”, da parte del Comune di Terni”. È quanto si legge in una nota dell’associazione culturale di promozione sociale, Libera Storia. “Siamo curiosi di apprendere le motivazioni che hanno spinto il Comune di Terni a questa decisione, a maggior ragione a fronte della necessità di raggiungere una reale pacificazione della stessa memoria storica nel nostro corpo sociale, come auspicato più volte dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso dei suoi molteplici interventi nelle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, in modo particolare a Terni, recentemente teatro di episodi di intollenza politica. Accomunare la figura del partigiano Filipponi, il cui operato dentro e fuori il movimento di liberazione è quanto meno discusso, stando a quanto scientificamente ed accuratamente documentato da diverse recenti pubblicazioni, con dati bibliografici e d’archivio di indubbia fondatezza, a quella di tanti protagonisti della nostra storia nazionale ed unitaria ci sembra una scelta forzata e dal sapore ideologico. Sarebbe stato più opportuno, a nostro avviso, dedicare una via ai tanti protagonisti sconosciuti, e spesso dimenticati, del processo unitario e risorgimentale, la memoria delle cui gesta sta risorgendo anche in Umbria attraverso molteplici iniziative culturali, accademiche ed editoriali, piuttosto che incensare una figura legata a pagine sicuramente più drammatiche della nostra storia contemporanea”.

Centro “Don Guerrino Rota” – Tra i progetti una struttura dedicata alle donne La Provincia si impegna a cercare fondi europei

12 marzo 2011

Laura Zampa

Un centro di eccellenza per il recupero di uomini e donne nel territorio spoletino che conta 6 sedi operative, una media di 150/170 ospiti, 45 operatori tra psicologi, psicoterapeuti, sociologi, pedagogisti ed educatori più 60 volontari che vi collaborano. Queste sono le cifre del Centro di solidarietà “don Guerrino Rota”, fondato nel 1975 dal sacerdote che gli ha dato il nome, come risposta al problema dell’emarginazione giovanile con particolare riferimento alle dipendenze da sostanze stupefacenti. Furono Don Guerrino Rota e Don Eugenio Bartoli che insieme ai primi volontari andarono a formarsi a Roma presso la scuola che, Don Mario Picchi, con il patrocinio di Daytop Village di New York, aveva avviato per formare futuri operatori. Ma l’auspicio è che questo Centro si possa arricchire al più presto di una struttura ulteriore, tutta dedicata alle donne (anche madri con bambini), separata da quella degli uomini (almeno nella fase di accoglienza) per offrire loro un luogo ed un tempo necessario per condividere errori, fallimenti, rabbia, sensi di colpa, dolore in un contesto di accoglienza, fiducia e non giudizio. Si tratta di un “Progetto per donne”, o meglio di una struttura che dovrebbe accogliere 7 ospiti che dovrebbe sorgere a Castel Ritaldi. Di questo ed altro ancora, ne ha parlato direttamente Don Eugenio Bartoli alla III Commissione consiliare presieduta da Luca Baldelli (Prc) e lo spunto è stato dato da una mozione presentata da Laura Zampa (Pd) avente ad oggetto “Sostegno al progetto: “Donne e dipendenza da sostanze stupefacenti, alcolismo, disagio psicologico, disturbi alimentari, madri con bambini” del Centro di solidarietà “Don Guerrino Rota” che ha ottenuto il voto unanime della commissione medesima. Il budget del progetto prevede un costo totale di 180 mila euro, e l’impegno della Provincia di Perugia, richiesto dal documento, è di “sostenere per quanto possibile la realizzazione di tale progetto e coinvolgere anche la Provincia di Terni in considerazione dell’alto numero di utenti provenienti da tutta la regione che usufruiscono attualmente dei servizi offerti dal Centro”. “La peculiarità di questo Centro – ha spiegato Bartoli – è la partecipazione delle famiglie nel cammino educativo e terapeutico dei giovani. Parallelamente alla crescita dei figli è essenziale che avvenga un processo simile nella sua famiglia, così che tutti possano ristabilire rapporti nuovi e responsabili, basati su una comprensione reciproca, sulla sincerità e sul rispetto delle proprie scelte di persone adulte”.

La Zampa nel suo intervento ha tenuto a sottolineare “il legame profondo che questo centro ha con il territorio. Il progetto illustrato ha la capacità di ramificare questa idea di umanità e sensibilità. Mi auguro – ha concluso – che si possano trovare all’interno della Provincia canali di diffusione dell’attività, la possibilità di reperire i fondi europei e collaborare con le scuole per far conoscere questa realtà”.
Disponibile a reperire fondi europei si è detta anche la dirigente della cultura, Stefania Gatti.  Per Luigi Andreani (Pdl) “la Provincia dovrebbe cercare qualcosa di strutturale, in termini di sostegno, che nel corso degli anni sia segno concreto e duraturo. Sulla modalità penserei ai fondi europei, oppure si può organizzare un ciclo di conferenze nelle scuole per raccontare le testimonianze dirette di coloro che frequentano il Centro prevedendo magari un rimborso spese”. Dello stesso avviso anche Daniela Frullani (Pd), Massimiliano Capitani (Pd) ed Edoardo Alunni (Pdl).

LE PAGELLE DI CIUENLAI – LA MARINI E LE “DONNE” DEL LISTINO, IL MORICONI SCONOSCIUTO E IL LIEVITO DI ROSSI

16 febbraio 2011

LE PAGELLE di Ciuenlai

Katiuscia Marini – Nel mezzo della manifestazione del 13 dichiara che tutti i consessi pubblici debbono avere il 50% di donne. Ma i sei del suo listino sembravano tutti uomini? Dubbio atroce! Chi sono i tre che sono stati a Casablanca? Chirurga 5

Nilo Arcudi – Il Vice Sindaco di Perugia chiede l’azienda unica per acqua e rifiuti. I Sindaci di Foligno e Spoleto non ci stanno. Bisognerebbe sciogliere la Vus e sarebbe una catastrofe di proporzioni bibliche. Il National Geographic si è già prenotato per girare un documentario dal titolo “Foligno dopo la Vus”, ultima puntata della serie “la terra dopo l’uomo”. Non si scoraggi e faccia come Cesare, passi il Tevere. 6 e mezzo

Mario Bravi – Il segretario regionale della Cgil benedice la sgangherata riforma delle Comunità Montane (quella che taglia il nome e raddoppia il numero) rimettendo in funzione l’antica “cinghia di trasmissione”. Meccanico senza Metal 4

Riforme 1 – Gli accorpamenti non piacciono ai ternani. Nel sito di Umbria Tpl “Terni” risulta presidente della Società Sbardella, mentre di Moriconi (il vero capo dell’azienda) non c’è traccia. Per la serie “Giovanni si è fermato a Sangemini”. 3

Riforme 2 – Se non piacciono gli accorpamenti fatti, figuriamoci quelli da fare. 8 Consiglieri comunali di Terni hanno presentato, in difesa dell’autonomia dell’azienda Sanitaria (che dovrebbe sparire), un atto di indirizzo. Di indirizzo? Si sta in viale Tristano de Joannuccio e lì rimane. 5

Santi – La vicenda sta ormai coinvolgendo Regione, Province e Comuni. L’ultimo arrivato è Spoleto, dove è stata chiesta l’ennesima modifica dello statuto. Sarà per questo che nella vicina Trevi, per evitare noie, il centrosinistra, alle elezioni, punta su Sperandio?

Tesseramenti – C’è chi dice che le iscrizioni all’Udc siano aumentate del 50% in una sola notte. Visto che quelle del Pd, invece, sono diminuite del 50% in un intero anno, Andrea Rossi, per pareggiare le cose, avrebbe chiesto a Ronconi il nome del lievito che ha usato. Pasticcere 5 e mezzo

La raffica – Una recente indagine rileva che in Umbria i bambini e i segretari di partito soffrono di problemi di “peso” ,  “I cattolici democratici si incontrano a Todi” quelli fascisti non si sa. A Nocera Umbra torna in campo l’ex sindaco del Pci Walter Ruggiti perché “la politica può essere modificata”, le persone no!;  I circoli del Pd di Città della Pieve “scommettono su donne e giovani”, la Snai su Giovagnola e Fallarino,
Per il Pd di Assisi il prossimo è “il direttivo della verità”, i precedenti quelli delle bugie per Cianetti;  Castelluccio sogna la funivia e Norcia una stazione spaziale.

Teatro: Il Berretto a Sonagli di Pirandello a Bevagna

1 febbraio 2011

BEVAGNA :   DOMENICA 6 FEBBRAIO 2011 ORE 17,00

BERGAMO:  MERCOLEDì 13 APRILE 2011 ORE 21,30

Compagnia Teatro Popolare d’Arte “ZUPPA DI PIETRA”, sezione Teatrale dell’Associazione MinervA-minervAArte con la regia di Mauro Pulcinella – Presidente Mariacristina Angeli

Personaggi e interpreti:

CIAMPA – Marcello Coronelli; BEATRICE- Maria Teresa Jazzetti Keller; FIFI’-Toriano Botti; IL DELEGATOFabio Moriconi; LA SARACENA Maria Cristina Cerri Ciummei; FANA Paola Di Pasquale; ASSUNTA- Marica Riccio; NINAMarzia Keller

Regia, scene e costumi di MAURO PULCINELLA.  Segretaria di produzione:  Mariacristina Angeli

Collaborazione alla regia:  Franco Bussoletti Luci e fonica: Federico Santini – Enrico Cioni

Macchinista: Gianni Carnevali

“Affrontare i classici è sempre lavoro di non facile attuazione. C’è il rischio del confronto con allestimenti di storica rilevanza artistica e l’affannosa ricerca di una chiave di lettura originale o per lo meno non banale.

La realizzazione proposta dalla Compagnia Teatro Popolare d’Arte “Zuppa di Pietra” con la regia di Mauro Pulcinella, privilegia una lettura fedele delle tematiche pirandelliane: la gelosia e le apparenze, le maschere e i pupi, la pazzia.

L’azione de “ Il Berretto a Sonagli” inizia quando s’insinua nella mente della signora Beatrice Fiorìca il sospetto che suo marito (un personaggio senza nome né faccia), stringa una relazione sentimentale con Nina, la moglie di Ciampa, scrivano alle loro dipendenze.

Maria Cristina Angeli

Da questo comincia la trama ordita dalla donna per sorprendere suo marito e svergognarlo.

Contro il consiglio di tutta la sua famiglia, lei non rimane zitta. Vuole la giustizia, un concetto anacronistico in un’età cui le donne sono proprietà, oggetti invece che soggetti.

In un atto simbolico della sua ribellione verso la tradizione, sfida  sua madre Assunta, che supplica sua figlia di non creare lo scandalo.

Beatrice è stufa dei pregiudizi della gente da cui si sente intrappolata come in una ragnatela, stufa di recitare la parte della moglie sottomessa. In quella casa, ormai maledetta, le riesce ormai insopportabile vivere. “ Una casa dove è entrata la gelosia ormai distrutta è, finita, terremoto perpetuo!”

Ma la sua voglia di vendetta incrinerà irreparabilmente l’equilibrio sociale della cittadina siciliana.

La società impone parvenze onorevoli, obbliga a comportamenti irreprensibili, costringe l’individuo a fabbricarsi il proprio “pupo”, la maschera della dignità da sfoggiare in pubblico, non importa se poi, in privato, ogni precauzione s’infrange, ogni rispettabilità decade, l’importante è “salvare le apparenze”. Questo è ciò che conta per lo stesso Ciampa, perno primario dell’intero intrigo.

Mauro Pulcinella

Nel primo atto si assiste ad  una sorta di minacciosa incombenza fisica dello scrivano, improvvisamente privato dell’ossequio untuoso e servile, nei confronti della donna: quasi un avvertimento di quanto la confusa e ostinata volontà di vendetta possa scavare una ferita irreparabile nel tessuto sociale della cittadina. Nel secondo atto è quasi con malvagia soddisfazione che Ciampa, ricamando con l’ implacabile logica del ragionatore intorno all’ immagine del «Pupo» che vive in ciascuno di noi, spinge Beatrice a sanare quella ferita  ricorrendo all’unica soluzione possibile.

È un crescendo di tragicità grottesca intorno a Beatrice che sarà la sola a pagare un tributo notevole per aver voluto far trionfare, seppur con inutile affanno, la verità.

La scena introduce lo spettatore nell’ambiente sociale siciliano della prima metà del secolo, in quella terra degli agrumi e del sole dove il “che dirà la gente” è una verità e la verità è un’altra verità. Fondamentale perciò creare una barriera percettiva che diventa una ragnatela di cui né i personaggi né il pubblico riusciranno a liberarsi, a meno che…” Naturalmente anche questa volta le scenografie di Mauro Pulcinella saranno insolite e avranno quella nota artistica che sempre le differenzia e che indurranno lo spettatore a entrare in simbiosi con i protagonisti e con i loro stati d’animo. Una chiave di lettura scenografica originale, così come gli oggetti e i materiali utilizzati per la sua realizzazione, ideati, creati,  modificati e trasformati  dallo stesso Pulcinella.

SPELLO: sarà riconsegnato domani il prezioso incunabolo “la Pisanella” conservato nella biblioteca comunale Fondo antico

7 gennaio 2011

Domani 8 gennaio alle ore 16.30 sarà ufficialmente riconsegnato alla città il prezioso incunabolo detto “la Pisanella” stampato a Venezia nel 1474 da Franz Renner e Nicolaus da Francoforte. Il volume è stato sottoposto ad una minuziosa opera di restauro e sarà di nuovo ricollocato nella biblioteca comunale Fondo antico con una cerimonia al quale interverranno il sindaco Sandro Vitali, il professor emerito della Pontificia università Lateranense di Roma monsignor Mario Sensi, la restauratrice del Coo.Be.C. Maria Rosaria Castelletti e il dirigente dei Beni culturali della Regione Umbria Paola Gonnellini. Si tratta di un’opera del francescano Nicolò da Osimo, in particolare un supplemento alla Summa casuum conscientiae, detta anche Pisanella dal nome dell’autore, il domenicano Bartolomeo da Pisa (o da San Concordio, 1347), un manuale molto diffuso nelle scuole teologiche dell’epoca. Al Supplementum di Nicolò da Osimo seguono i Canones penitentiales estratti dalla Summa di un altro teologo, il francescano Astesano da Asti (1330). Il volume è abbellito da una pregevole iniziale miniata e da capilettera e capoversi in rosso e blu.

L’evento è stato organizzato dal Comune di Spello con il patrocinio della Regione Umbria.

Assisi, cordoglio per la morte di Mario Settimi, il fondatore di Radio Subasio

20 dicembre 2010

Condoglio e vicinanza alla famiglia per la morte di Mario Settimi, ideatore e fondatore di Radio Subasio. Mario ebbe, tra i primi in Italia, l’intuizione del grande cambiamento degli strumenti dell’informazione e li seppe interpretare ed applicare in Radio Subasio,  oggi una delle principali emittenti private dell’Italia. Settimi fu impegnato anche in politica, nella Democrazia Cristiana, come responsabile della sezione della frazione delle Viole di Assisi e autorevole membro della Comitato Comunale della D.C. All’amico e all’imprenditore va il saluto e un ringraziamento per quanto ha fatto per la comunità regionale e nazionale.

On Maurizio Ronconi

In lutto il mondo del cinema, muore il regista Monicelli

30 novembre 2010

Mario Monicelli

Il regista Mario Monicelli si è ucciso lanciandosi dal quinto piano del reparto di urologia dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato. La tragedia è avvenuta intorno alle 21. Monicelli,   che  aveva 95 anni, era ricoverato per un tumore alla prostata. Il corpo  è stato trovato accanto all’entrata del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni dopo essere precipitato dal quinto piano dello stesso nosocomio. il regista   era ricoverato da solo nella stanza del reparto di urologia al quinto piano del San Giovanni, non ha lasciato un  biglietto nella sua stanza a spiegazione del suo gesto.

La storia dell’abbazia di Santa Croce di Sassovivo in un saggio di Melinda Cavalli

9 novembre 2010

Abbazia di Santa Croce di Sassovivo Foligno (PG) 13 novembre 2010 ore 16.00

Torna alla luce un documento inedito di assoluto valore che racconta rilevanti particolari sulla storia di uno dei più insigni monumenti nel territorio di Foligno

Pergamena di Sassovivo

Il fascino e l’emozione del ritrovamento di quest’antico foglio di pergamena rivivranno una seconda volta. Torna alla luce un documento inedito di assoluto valore che racconta rilevanti particolari sulla storia di uno dei più insigni monumenti nel territorio di Foligno, l’Abbazia di Santa Croce di Sassovivo. Protagonista dell’appuntamento di sabato 13 novembre alle ore 16 presso la stessa Abbazia sarà la copia notarile duecentesca del privilegio di papa Alessandro IV, il cui originale, datato 28 agosto 1256, è andato perduto. Il privilegio apostolico è il documento “solenne” della cancelleria papale ed era destinato principalmente a monasteri, ma anche a episcopati e capitoli cattedrali urbani. L’iniziativa è promossa dalla Società Sistema Museo in collaborazione con i Piccoli Fratelli Jesus Caritas, Club Unesco-Foligno e Valle del Clitunno e Deputazione di storia patria per l’Umbria.

Aprirà l’incontro la presentazione del saggio “Per la storia dell’abbazia di Santa Croce di Sassovivo: un restituito testimone del privilegio di papa Alessandro IV (1256)”, opera di Melinda Cavalli con Attilio Bartoli Langeli, pubblicata in “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria” (volume CVII, 2010), già suo oggetto di tesi di laurea specialistica in storia dell’arte.

Interverranno all’incontro: Attilio Bartoli Langeli Presidente della Deputazione di storia patria per l’Umbria,  Mario Squadroni Soprintendente archivistico per l’Umbria, Gian Carlo Sibilia Priore Generale dei Piccoli Fratelli Jesus Caritas, Maria Vittoria Garibaldi Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria, Roberto Bertini Assessore al turismo – sport – agricoltura – controllo costruzioni e protezione civile – gestione e controllo ambientale della Provincia di Perugia

Alle ore 17.15 è prevista una visita guidata all’abbazia benedettina, diventata nel maggio 2010 patrimonio dell’Unesco. A suggello di tale riconoscimento è stata apposta una lapide che evidenzia non solo l’alta qualità storico-artistica e ambientale dell’edificio, ma anche la”vocazione di pace” alla quale l’Abbazia è rimasta fedele dalla sua fondazione. Un aperitivo offerto dal Club Unesco-Foligno e Valle del Clitunno concluderà la serata.

Breve storia dell’Abbazia di Santa Croce di Sassovivo

Arroccata in un idilliaco paesaggio naturale, a breve distanza dalla città di Foligno, l’Abbazia di Santa Croce in Sassovivo si staglia con la sua mole di pietre calcaree sul cupo bosco di lecci che riveste le pendici dei monti circostanti. Il nucleo originario dell’insediamento religioso risale al 1082, quando l’eremita Mainardo di Sitria vi si insediò, grazie all’ospitalità concessagli dai conti di Uppello e ne  divenne il primo abate.

Nel corso dei secoli l’abbazia crebbe e prosperò in grande stima, accumulando nel tempo numerose donazioni e concessioni pontificie. Dal cortile superiore si entra nella Chiesa ricostruita dopo il terremoto del 1832, a destra è un altare e nella parete vi sono diversi frammenti pittorici quattrocenteschi. Dall’atrio che precede la chiesa, una porticina conduce al bellissimo chiostro romanico (1229), opera del maestro romano Pietro de Maria: nel mezzo del chiostro è la vera della sottostante cisterna, costruita nel 1340 e rimaneggiata nel 1623. Scendendo per uno scalone seicentesco si accede alla Loggia del Paradiso con frammenti di affreschi monocromi del primo Quattrocento forse opere di Giovanni di Corraduccio. Infine è possibile visitare la cripta di San Marone, un eremita siro-babilonese vissuto nel IV secolo presso la città di Tiro, le cui spoglie furono trafugate il 25 novembre del 2005. Nei terremoti che sconvolsero le città dell’Umbria nel 1832, l’abbazia di Sassovivo fu gravemente danneggiata e i monaci ne cedettero i diritti al vescovo di Foligno (1834). In seguito all’unità nazionale (1860) l’immobile fu demaniato e diviso tra  lo Stato, la mensa vescovile e la famiglia Clarici di Foligno


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