Posts contrassegnato dai tag ‘monte’

Elezioni Monte Santa Maria: il candidato di “SINISTRA UNITA per il Monte” è Riccardo Allegria

2 maggio 2013

Riceviamo e pubblichiamo

“SINISTRA UNITA per il Monte” ha deciso di candidare all’interno della coalizione “Un impegno comune” Riccardo Allegria, esponente del Prc, consigliere e assessore comunale uscente. “La candidatura di Allegria è una candidatura forte ed autorevole per mettere a valore, dentro un progetto complessivo ed unitario, un concreto portato di esperienze e di valori di sinistra per tutta la coalizione”.

Elezioni 2013. Pd e Lista Civica, vittoria in tasca?

6 febbraio 2013

L’inciucione tra culatello Bersani e sherpa Monti gia’ definito e addirittura con i ministri principali gia’ incasellati. eccoli: lo sherpa, manco a dirlo, va agli esteri. il direttore generale di bankitalia, Fabrizio Saccomanni va all’economia, Letta Enrico allo sviluppo economico (continua…)

“MONTE DEI PASCHI DI SIENA: DA BANCA ROSSA A BANCA ROTTA”

5 febbraio 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Ieri, proprio nel giorno in cui l’inchiesta sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena è entrata nel vivo, i ragazzi di Gioventù Italiana Terni, con il supporto del Segretario Provinciale de La Destra, Daniela Cirillo, capolista al Senato della Repubblica, nelle prime ore pomeridiane (continua…)

DOVE C’E’ BERLUSCONI C’E’ REATO, A PRESCINDERE !

25 gennaio 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Silvio Berlusconi in grave difficoltà con Banca Mediolanum, ha deciso di investire in titoli tossici, alfine di trasferire sui suoi risparmiatori le mostruose perdite che altrimenti avrebbe dovuto subire. (continua…)

Lo scoiattolo grigio in Umbria: una minaccia per la biodiversità ed un’ incognita sanitaria

12 ottobre 2012

scoiattolo grigio

Lo scoiattolo grigio, Sciurus carolinensis, originario della porzione est del continente Nordamericano, è considerato una delle 100 specie aliene a più alta diffusibilità dall’Unione Internazionale di Conservazione della Natura (IUCN). In Umbria la sua presenza desta forte preoccupazione in quanto mette in serio pericolo la specie autoctona Sciurus vulgaris, per un meccanismo di “esclusione competitiva”, in cui la mancanza di separazione di due nicchie ecologiche determina l’estinzione della specie più debole. In Inghilterra, Irlanda e parte del Piemonte si è già assistito alla sostituzione tra i due sciuridi, e l’Umbria sembra correre un analogo rischio specialmente nell’area periferica della città di Perugia (zona Monte Malbe). (continua…)

A.S.D. HYDRA, visita al monastero di Fonte Avellana

17 settembre 2012

Per domenica 23 Settembre è organizzata una visita al monastero di Fonte Avellana ed una camminata, di circa tre ore ( percorso di circa 10 chilometri), alle pendici del Monte Catria. (continua…)

PELLEGRINAGGIO ad ASSISI del GRAN PRIORATO di ROMA del Sovrano Militare Ordine di Malta

7 settembre 2012

sabato 8 settembre 2012

Il tradizionale Pellegrinaggio ad Assisi alla Basilica S. Maria degli Angeli per venerare l’Icona di Nostra Signora del Monte Fileremo, protettrice del Sovrano Ordine avrà  luogo sabato 8 settembre ore 11, come sempre in occasione della festa della Natività della B.V. Maria, alla presenza di S.E. il Gran Priore di Roma Frà Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto

Protezione Civile di Monte Castello di Vibio e Fratta Todina: passione e altruismo al servizio della collettività

30 agosto 2012

Come consigliere comunale, ma soprattutto come cittadino di Fratta Todina, vorrei rivolgere un ringraziamento particolare al gruppo intercomunale di Protezione Civile di Monte Castello di (continua…)

ESCURSIONE di racchetteneve e sciescursionismo al Piano delle Macinare – Monte Cucco

2 marzo 2012

A  cura di Becchetti Antonio  e Diosono Paolo(Istruttori AISER)

Ritrovi: ore 8,00 – Perugia, Ip di fronte Hotel Plaza – ore 8,15 – Bar di Collestrada,

Difficoltà: E 5 /10 (Rak) 5/10 Sciescursionismo – Dislivello m 200 circa Lunghezza: Km 6 circa (secondo il meteo e la neve) Indispensabili: Attrezzatura per Racchetteneve o Sciescursionismo oltre a: Zaino, Abbigliamento completo da montagna invernale (occhiali, guanti, cuffia, ghette ecc.) Cibi e bevande – ferma stomaco e muovi gambe – Ricambio vestiario completo.

Informazioni e prenotazioni presso: Diosono Paolo 333.9750644 – Ciclismo Sport/SportLand di Rossi Gian Luca tel. 075.5052531- cell 393.9452394 – info@ciclismosport.it

Noleggio su prenotazione e sino ad esaurimento:  set racchetteneve completo -  set per sci escursionismo

 

Snow Tracking al Parco Nazionale Delle Foreste Casentinesi Monti Falterona Campigna

24 febbraio 2012

Domenica 26 febbraio 2012

Escursione sulle tracce di animali selvatici, con ciaspole e sci escursionismo, nei boschi innevati casentinesi dall’Eremo di Camaldoli al Passo Fangacci (Poppi, Ar), accompagnati da Luca Fanelli.

Punto di ritrovo: Perugia ore 8.00 c/o Palasport di Pian di Massiano

Equipaggiamento: Set Racchetteneve e Sciescursionismo oltre a zaino, abbigliamento completo da montagna invernale, (occhiali, guanti, cuffia, ghette, etc). Cibarie e bevande – ferma stomaco e muovi gambe – ricambio vestiario completo.

Percorso: Dislivello 250 mt ca. – Distanza 10 km circa su strada forestale innevata chiusa al traffico. La salita è estremamente dolce, un’occasione per chi vuole cimentarsi con gli sci. La partecipazione all’escursione è libera ed implica la non responsabilità degli organizzatori per danni a cose e/o persone.

Per info:

Luca Fanelli 347-4553919 – Gian Luca Rossi 393-9452394

Prenotazioni entro sabato mattina:

Ciclismo Sport / SportLand 075-5052531

Noleggio ciasplole, sci e bastoncini.

 

 

FOIBE, storia di una inutile mattanza

6 febbraio 2012

Costanza Bondi

di Costanza Bondi

La guerra era finita, dopo cinque lunghi anni di feroci combattimenti. Eppure, invece che deporre le armi, iniziò una vera e propria guerra civile che in Italia perdurò esattamente dal maggio 1945 alla fine del 1947. Esecuzioni sommarie, rappresaglie, omicidi indiscriminati, vendette, sparizioni, fucilazioni a sfondo di faida e condanne a morte sommariamente emesse da Tribunali cosiddetti speciali che continuarono la loro immorale opera anche a guerra finita. Questo lo scenario in cui le stragi avvenute al confine orientale d’Italia e perpetrate sin dal ’43 si dipanarono, rimanendo però tabù e disegnando una delle vicende più scabrose della nostra storiografia: le foibe. Da considerarsi ancora più tabù alla luce della “sentenza Piskuliç” e di molti altri esempi che potremmo annoverare. Oscar Piskuliç, croato ottantaduenne, nell’inchiesta-farsa sulle foibe era stato accusato di aver ucciso nel’44 l’attivista italiano Giuseppe Sinchic. La Cassazione, per difetto di giurisdizione, rigettò il ricorso della parte civile contro la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Roma che l’anno precedente ne aveva formalizzato l’autorizzazione. Sentenza questa appunto presa ad esempio, dicevamo, che non fa che riconfermare come la questione delle foibe, nonché la violenza di regime che ne conseguì, fosse motivata da ragioni di politica interna (insediamento del nuovo potere socialista nel territorio occupato) e internazionali (rivendicazioni territoriali sulla regione in questione). Ecco quindi che la questione delle foibe prese la sua natura intransigente su un doppio binario: da una parte per colpire il fascismo e i triestini legati alla precedente amministrazione fascista, dall’altra per colpire coloro che si opponevano all’annessione di Trieste e del resto della Venezia Giulia alla Jugoslavia. I comunisti infatti sin da subito posero la popolazione di fronte alla difficile scelta, che poi si sarebbe risolta in una questione di vita o di morte: essere pro o contro il comunismo. Ma resta di fondo una questione lapalissiana: l’Italia e gli italiani costituivano per i comunisti il “nemico del passato, del presente e del futuro”. Ossia, nemico del passato per l’annessione di Vittorio Veneto, del presente per l’opposizione all’annessione della Venezia Giulia, del futuro perché l’Italia sarebbe rimasta uno stato legato agli Stai Uniti: e quindi una minaccia capitalista per la vicina Jugoslavia socialista e territorialmente rivendicativa. E il mondo di fronte a Basovizza, Plutone, Vines (conosciuta anche come foiba dei colombi), Monte Nero, Tarnova e Gargaro… rimase a guardare.

LA STORIA DEI TEMPLARI, IL SEGRETO DI RE SALOMONE

26 gennaio 2012

di Diego Antolini  – Los Angeles -   www.thexplan.net

“Il ministro del Re si allontanava con passo veloce, ansioso com’era di tornare alle confortevoli e familiari camere del Palazzo. Le mura del Tempio si stagliavano imperiose contro il cielo plumbeo, le sette arcate frontali simili a enormi fauci pronte a chiudersi. La polvere del deserto non si arrestava di fronte alle spesse mura di Gerusalemme, anzi, il vento e la sabbia erano i più fedeli visitatori sul Monte Moriah. I nove uomini attesero di essere soli prima di spingere il pesante portone del luogo sacro ed entrare. L’interno della moschea era fresco. I cavalieri si tolsero la polvere dalla tunica bianca e, in silenzio, si diressero verso il centro. La serie di colonne che sorreggevano la cupola faceva pensare a un’armata di immortali posti a guardia del Grande Segreto.

Colui che guidava il gruppo volse lo sguardo in alto, quasi a voler abbracciare in un solo istante le intricate combinazioni di numeri e figure geometriche che fluttuavano, invisibili, nell’aria. Poi concentrò la sua attenzione sul pavimento colorato. Mosse un passo verso Est. Poi un altro. E un altro. Tre, sette, tre. Si trovò a fissare una delle colonne del tempio. Il cavaliere non esitò, poggiò la mano guantata sul simbolo che ben conosceva e il suo sguardo impassibile si illuminò quando l’ingranaggio si mise in funzione…”

Hugues de Payen e i suoi otto compagni non giunsero a Gerusalemme per caso né, tantomeno, si presentarono dinnanzi a Re Baldovino II quali ingenui e devoti seguaci del Santo Sepolcro. Essi avevano una missione precisa, affidata loro dall’Ordine di Sion (in seguito conosciuto come Priorato di Sion), un ordine segreto antichissimo e considerato da molti come la “mente” dei Templari. Si trattava di una missione di importanza capitale, destinata a cambiare le sorti del mondo attraverso l’acquisizione di un potere immenso. La ricerca del Segreto dei Segreti era tramandata di generazione in generazione da parte dei seguaci di scuole misteriche e di avventurieri solitari sin dai tempi di Re Salomone. Il leggendario sovrano, che si dice fondò il Tempio di Gerusalemme attorno alla Roccia Sacra (sulla quale Abramo, messo alla prova da Dio, era sul punto di sacrificare i suoi figli Ismaele e Isacco) con l’aiuto di angeli e demoni, invocando energie sconosciute a protezione perpetua del Sancta Sanctorum. La stessa Regina di Saba, maga dai grandi poteri, partì dalle sue terre lontane per rendere omaggio a Salomone, considerato uno dei più grandi alchimisti del mondo antico. Il Priorato di Sion utilizzava i Templari già prima del loro riconoscimento ufficiale, per l’esecuzione materiale di compiti amministrativi e militari. Quando i nove cavalieri entrarono in Gerusalemme e ottennero gli alloggi nella Moschea di Al-Aqsa, sapevano già cosa cercare, e dove. Il fatto stesso della loro incredibile ascesa dimostra il successo dell’impresa: penetrando nei sotterranei della moschea, trovarono nella zona delle “Stalle di Salomone” la rete di cunicoli del Tempio originario, antico di millenni. Lì raccolsero delle pergamene e altri documenti. Tra di essi, secondo quanto affermato nei controversi Rotoli di Qumran, ve ne sarebbe stato uno eccezionale, il Rotolo di Rame inciso circa trent’anni dopo la morte di Cristo, contenente le indicazioni di sessantuno luoghi dove, al tempo della guerra tra Ebrei e Romani, sarebbero stati nascosti altrettanti tesori.

Il contenuto delle altre pergamene doveva riguardare elementi di geometria sacra, l’utilizzo di nodi energetici della griglia terrestre (le “ley lines”), la storia di civiltà scomparse e altri segreti che non sarebbero mai dovuti essere rivelati al di fuori dell’Ordine. L’immensa conoscenza che i Templari acquisirono in Medio Oriente proveniva quasi esclusivamente dalla missione sotterranea dei nove cavalieri, e le costruzioni gotiche in Europa, la cui posizione e struttura geometrica è ancora oggi fonte di meraviglia, sono la prova del valore di quei documenti antichi. Nel 1867 ingegneri britannici esaminarono gli scavi compiuti dai Templari a Gerusalemme e affermarono che l’Ordine doveva conoscere con esattezza l’ubicazione del passaggio sotterraneo. Passaggio che non è mai stato trovato anche perchè risulta prticamente impossibile individuare la posizione esatta delle originarie fondamenta del Tempio di Salomone. In Occidente i Templari hanno lasciato qua e là degli indizi importanti. Nel Regno Unito, in Italia e in Francia vi sono iscrizioni, sculture, dipinti, e costruzioni architettoniche che nascondono numerosi simboli. Su una colonna della Cattedrale di Chartre, ad esempio, è scolpita la mitica Arca dell’Alleanza mentre viene trasportata su un veicolo munito di ruote. Un indizio sulla reale missione dei Templari? Un simbolo del potere immortale dell’Ordine? Qual era, infine, il Segreto dei Segreti che avrebbe reso il suo scopritore dominatore del Mondo?

 

MONTE SANTA MARIA TIBERINA TUTTO PRONTO PER LA FESTA D’AUTUNNO

7 ottobre 2011

Cambia la stagione e ritorna la Festa d’autunno di Monte Santa Maria Tiberina, in scena nel piccolo borgo umbro dal 14 al 16 ottobre. Protagonisti della manifestazione, promossa dalla proloco presieduta da Rinaldo Mancini, saranno i prodotti del bosco, dalle castagne ai funghi, insieme all’arte e al folclore. “Questa festa – ha spiegato Mancini – nasce per coniugare la promozione dei prodotti tipici, la valorizzazione dell’artigianato locale insieme alla promulgazione della millenaria storia del nostro piccolo paese”.

Questi, in sintesi, i tre temi intorno ai quali si snoda il ricco programma. Si parte venerdì 14 ottobre con la cena storica in costume, al castello Bourbon del Monte, dedicata all’Oriente, che ispira il menù come l’intrattenimento: dalle ballerine del ventre all’esibizione dell’associazione musicale Francesco Petrarca di San Sepolcro. Il giorno dopo, sabato 15, entra in scaletta il secondo grande protagonista di questa quindicesima edizione, l’artigianato locale, con l’apertura della suggestive botteghe artigiane. Un’occasione, questa, per riscoprire i manufatti realizzati dagli artigiani e dai tanti hobbisti locali del legno, del vetro e della ceramica. Prima e dopo la cena delle 19, nella storica Taverna del Gatto, le strade del piccolo borgo saranno animate dalle suggestive esibizione degli artisti di strada e dei saltimbanchi dei musicanti di San Crispino di Faenza e della compagnia dei balestrieri della città di Assisi. A chiudere, alle 21, il maestoso spettacolo del gruppo Fuoco, sempre della compagnia balestrieri della città di Assisi.

Per informazioni e prenotazioni: www.prolocomonte.it – 338.8422130

Monte Tezio: meraviglie di archeologia e natura.

3 dicembre 2010

Francesca Romana Plebani

di Francesca Romana Plebani

Abbracciato da sentieri che si snodano attraverso querceti naturali, boschi misti di roverella e leccio, pinete il cui profumo si stempera in quello di ginepri, biancospini e ginestre, il Monte Tezio (961m s.l.m.), preziosa oasi naturalistica del Comune di Perugia, conserva la testimonianza di un abitato protostorico. Il Tezio, infatti,  si inserisce in una catena di rilievi che taglia longitudinalmente la valle del Tevere da nord-ovest a sud-est, dal Monte Acuto (926m s.l.m.) al Monte Civitella (634m s.l.m.),  posizione geografica strategica di difesa e controllo, che ne ha favorito la sua occupazione già in tempi antichissimi geografica.

È la cima del monte, in apparenza simile ad una naturale distesa verdeggiante intercalata da qualche discontinuità, ad essere sede di antiche occupazioni antropiche, le cui tracce risultano in prevalenza evidenti  attraverso la documentazione fotografica dal cielo. Difatti, nel corso del tempo, l’abbandono del sito, la conseguente perdita di consistenza e di volume degli alzati e dei loro dislivelli, uniti all’inesorabile sgretolarsi sul terreno degli stessi hanno determinato una sorta di apparente recupero dell’originaria conformazione dell’ambiente naturale, che ne cela ad un occhio non esperto le tracce da terra[1].

Esattamente, l’artificiosa configurazione dell’area sommitale del Tezio ha fatto sì che si desse il via alle prime ricerche archeologiche. Le operazioni di scavo, attualmente in corso, sono, a partire dal Maggio 2007, sotto la direzione scientifica del Prof. Maurizio Matteini Chiari dell’ Università degli Studi di Perugia[2] (che ringrazio per le informazioni documentarie).

Già durante la prima campagna di scavo è stato riscontrato, l’ormai noto, recinto perimetrale[4] di delimitazione, delineato sul terreno da un doppio terrapieno concentrico con fossato intermedio in forma di ellisse[5]. Tale recinzione era posta a protezione dell’abitato, sorto non a caso proprio sulla cima di un monte che garantiva, grazie alla sua posizione strategica, il controllo di un’amplissima estensione territoriale, e principalmente dell’asse tiberino[6]. L’insediamento, ascrivibile ad un orizzonte cronologico che va dalla fase finale dell’Età del Bronzo alla  Prima Età del Ferro, occupa come già detto l’area sommitale del Tezio. I materiali rinvenuti, quasi esclusivamente ceramici e più raramente bronzei allo stato frammentario (con l’unica eccezione di uno spillone), hanno infatti permesso di fissarne estremi cronologici così determinati.

Le ultime campagne di scavo (2009-2010) hanno ribadito e confermato la fase di presenza e di occupazione prolungata della cima del monte, testimoniando una frequentazione estesa  nell’arco di più generazioni. Tale continuità di vita risulta  parimenti rimarcata dai materiali rinvenuti: notevole la quantità di frammenti ceramici d’impasto, spesso decorati e associati a congerie cospicue di reperti ossei animali – prevalentemente ossa di ovini – .

L’area del Tezio è inoltre oggetto di numerose e diversificate iniziative tese al recupero ed alla valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente. Ne sono validi esempi l’organizzazione del parco naturale, di proprietà comunale e la realizzazione di una vasta area faunistica “polifunzionale”, prima in Italia nel suo genere. Inoltre, l’intera superficie del parco è attrezzata per ogni genere di escursioni: vasta la gamma di itinerari percorribili, dai più distensivi a quelli più adatti ad escursionisti esperti.
Le tabelle disposte lungo i punti di accesso distinguono infatti i sentieri in Turistici (contrassegnati da una T) ed Escursionistici (contrassegnati da una E), per i quali, diversamente dai primi, viene consigliato un abbigliamento adeguato (scarponcini ed equipaggiamento da trekking).

Il patrimonio archeologico e ambientale del Parco del Tezio lo rendono una tra più interessanti itinerari naturalistici e culturali – seppur ancora tra i meno noti –  da percorrere attraverso il territorio rurale  del Comune di Perugia.

 

Per ulteriori approfondimenti sul sito archeologico e sul parco del Monte Tezio:

http://www.fastionline.org/micro_view.php?fst_cd=AIAC_2390&curcol=main_column

http://turismo.comune.perugia.it/canale.asp?id=197

http://www.montideltezio.it/sentieri_nel_parco.htm

aC. (numerose le statuine in bronzo a figura umana o animale rinvenute) e posti più a valle, i quali oltre a fornire un’idea della continuità di vita di questa zona e della sua importanza – naturale linea di demarcazione tra regioni etrusche ed umbre –, restituisce uno spaccato della popolazione del tempo che viveva in questi territori: di non elevate condizioni economiche, dedita all’agricoltura ed alla pastorizia, orientata ad una forma di culto di tipo agro-pastorale legato alla fertilità della terra.

 


[1] Le foto da terra in condizioni ottimali (ad esempio in fase di disgelo con la neve che si accumula nelle superfici concave e protette del fossato perimetrale) restituiscono gli esatti contorni di strutture e sezioni.

[2] Lo scavo è in concessione alla Fondazione Ecomuseo dei Colli del Tezio, con la Direzione scientifica e operativa dell’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell’Antichità, Cattedra di Urbanistica del Mondo Classico (http://dipartimenti.unipg.it/scienzestoriche/sezioni/85-monte-tezio-descrizione-dettagliata).

[4] La recinzione risultava nota da tempo e apprezzabile sia da terra quanto, e soprattutto, dal cielo.

[5] Durante la campagna di scavo 2009, che ha ancora interessato il settore occidentale della cima del  Monte Tezio, è tornato in luce un lungo tratto di una sorta di paramento in grandi lastre di calcare infisse a terra e disposte di taglio, destinate a fungere, con tutta probabilità, da contenimento alla muratura retrostante, edificata a secco.

[6] Situazione analoga a quella del prospiciente Monte Acuto. Si segnala, in proposito, come recenti indagini effettuate nell’area tra il Tezio e Monte Acuto abbiano rimesso in luce numerose tracce di insediamenti umani, databili al V sec. aC. (numerose le statuine in bronzo a figura umana o animale rinvenute) e posti più a valle, i quali oltre a fornire un’idea della continuità di vita di questa zona e della sua importanza – naturale linea di demarcazione tra regioni etrusche ed umbre –, restituisce uno spaccato della popolazione del tempo che viveva in questi territori: di non elevate condizioni economiche, dedita all’agricoltura ed alla pastorizia, orientata ad una forma di culto di tipo agro-pastorale legato alla fertilità della terra.

1° Corso di Racchetteneve in Umbria

29 ottobre 2010

A.I.S.E.R. Associazione Italiana Sciescursionismo e Racchetteneve

Programma:

3  Lezioni infrasettimanali teorico-pratiche in aula – Martedì 16-23-30 Novembre 2010, ore 19,30-20,30 presso: Ciclismo Sport – Via Settevalli, 193 Perugia

3  Uscite pratiche in escursione su neve Domenicali, dove e quando c’è … la neve (Monte Tezio – Subasio – Valsorda – Pian delle Macinare,  Castelluccio)

IL NUMERO MASSIMO DEI PARTECIPANTI E’ DI 25, in ordine di iscrizione.

Il Corso è tenuto dagli Istruttori AISER: Antonio Becchetti, Lorenzo Cardini, Silvia Lambertini, Lanfranco Lovato, Francesco Porzi e Gian Luca Rossi.

Per Informazioni ed Iscrizioni:  CICLISMO SPORT – tel. 075.5052531                                              Porzi Francesco tel. 335.6633960; AISER PG 075.5847444 – fax 075.5840399 – info@aiserneve.it

Un’idea di progetto per il recupero Castel di Zocco a Monte del Lago

15 ottobre 2010

Verrà presentato sabato 16 ottobre, ore 16.30

Alla Torre dei Lambardi di Magione, una proposta di progetto di recupero di Castel di Zocco ubicato nella frazione di Monte del Lago del comune di Magione, di proprietà dei fratelli Andrea e Luca Palombaro. Ad esporre l’idea progettuale sarà lo stesso architetto Andrea Palombaro. Alla presentazione sarà presente, oltre al sindaco di Magione Massimo Alunni Proietti anche rappresentanti della Giunta e il Consiglio comunale. Il progetto, per il quale non è stato avviato nessun iter burocratico ma che è solo un’idea progettuale, rappresenta un importante punto di partenza per avviare una discussione su un bene storico il cui recupero è fortemente sentito da tutta la comunità. Abitato fino agli anni Sessanta, il castello è oggi in forte stato di abbandono. «Seguiremo con attenzione il progetto che ci verrà presentato – spiega il sindaco Alunni – sul quale, ovviamente, l’Amministrazione ha, in questa fase, solo un ruolo di uditrice».

Gli storici fanno risalire la costruzione del primo nucleo del castello al XIII secolo mentre nel primi decenni del XIV secolo sarebbero state costruite le mura difensive probabilmente per difendere il borgo dalle continue scorrerie delle compagnie di ventura. Tra le sue mura, come ricorda lo storico Giovanni Riganelli, si rifugiarono i perugini per scampare alla peste del 1456.

Assisi, mostra di Geo-Paleontologia

9 ottobre 2010
18 – 24 ottobre 2010

Santa Maria degli Angeli e Bastia
ingresso libero
Come definito nel bando della Settimana della Cultura Scientifica lo scopo è quello di mobilitare tutte le competenze e le energie del Paese per favorire la più capillare diffusione di una solida e critica cultura tecnico-scientifica. In particolare, la Settimana stimola l’apertura di efficaci canali di comunicazione e di scambio tra l’universo della società civile (che vede in prima fila il mondo della scuola), da un lato, e l’articolato complesso del Sistema Ricerca (Università, Enti di ricerca pubblici e privati, musei, aziende, associazioni, ecc.), dall’altro.
Con l’espressione divulgazione scientifica si indica l’attività di comunicazione rivolta al grande pubblico che concorre a diffondere la cultura scientifica senza specifiche intenzioni formative, per accrescere la percezione dell’importanza della scienza nell’ambito delle attività umane e rafforzarne il radicamento nella società.
Le attività di associazionismo culturale nel campo della divulgazione scientifica sono rare. Infatti il lato tecnico scientifico nel settore dell’associazionismo culturale rientra in secondo piano rispetto al lato storico. Tuttavia è da registrare che in Italia stanno aumentando le associazioni e gli enti che si occupano di divulgazione scientifica grazie anche alla collaborazione di queste con l’ambito universitario o con enti di ricerca.
La comunicazione della scienza ha sempre avuto nel tempo proprie caratteristiche, come atto di scambio e di diffusione nell’ambito della comunita` scientifica dei risultati acquisiti e delle scoperte raggiunte, al fine di facilitarne e di consentirne il coordinamento per ogni ulteriore progresso nei rispettivi rami di ricerca. A questa funzione primaria, se ne aggiunge una seconda non meno importante, che e` quella della divulgazione scientifica, diretta a raggiungere con un linguaggio piu` semplice un pubblico molto ampio, con caratteristiche culturali disomogenee (popolazione di diverso bagaglio culturale, scuole di diverso grado, ecc.). Si tratta di due processi comunicativi che non si contrappongono, ma che trovano un alto momento di sintesi nelle piu` moderne ed avanzate organizzazioni sociali cioè quando la ricerca scientifica, l’istruzione universitaria, lo sviluppo tecnologico, economico e sociale vengono a contatto con la popolazione non addetta ai lavori.
Dall’anno della sua inaugurazione la mostra permanente di geo-paleontologia ha visto crescere sempre di più le richieste di visite e di attività didattiche da parte delle scuole regionali di ogni ordine e grado, allargando anche la sua utenza a fruitori extraregionali. L’impegno è sempre maggiore di anno in anno per cercare di rispondere al bisogno di contenuti scientifici comunicati in modo semplice e chiaro, in linea con le indicazioni della Commissione europea e verso gli obiettivi di della conferenza di Lisbona. Ogni anno visitano la mostra circa 3500 persone tra studenti delle elementari, medie e superiori, corsi universitari e gruppi di curiosi. Oltre alla gestione delle visite guidate della mostra permanente, si organizzano iniziative per avvicinare la scienza al grande pubblico a cui partecipano circa 2000 persone ogni anno. Tutto questo lo facciamo perché crediamo che comunicare l’enorme patrimonio di contenuti scientifici contenuti nell’areale del Parco Regionale del Monte Subasio sia di grande importanza per stimolare i giovani ad affrontare carriere in campo scientifico, perché possano credere in qualcosa, si entusiasmino e diventino i ricercatori del domani .
Laboratorio Ecologico di Geo-Paleontologia
strada per Armenzano
06081 Assisi (Pg)
Tel: +393397743826
website: www.gumpassisi.it

Piancastagnaio (SI), festa del Crastatone (Caldarrosta)

8 ottobre 2010

30-31 Ottobre / 1 Novembre
Piancastagnaio (Siena) – Centro Storico

E’ la più antica e importante festa della Castagna, nel Monte Amiata, che si svolge nel paese medioevale di Piancastagnaio, situato alle sue pendici.
Dal 1967 ogni anno,i suoi festeggiamenti avvengono a cavallo tra gli ultimi giorni di ottobre e i primi giorni di novembre, in occasione della settimana della Festa dei Santi (1 Novembre).
Il nome della festa deriva dalla parola “crastata”, il nome in dialetto, che rappresenta la caldarrosta.
Dal 1983, sono le quattro Contrade di Piancastagnaio Borgo, Castello, Coro, Voltaia, che, in collaborazione con il Comune e La Proloco, organizzano questa suggestiva e caratteristica festa autunnale. Il Crastatone si sviluppa all’interno delle mura della possente Rocca Aldobrandesca, che circondano tutto il centro storico del paese e che fanno da cornice a cantine e vicoli, riportati agli antichi splendori, vengono allestiti stand con i prodotti tipici del paese, naturalmente a base di castagne, ma non solo;
locande con menù deliziosi, antichi mercanti, giocolieri e gruppi musicali, rendono ancora più suggestivo quest’incontro.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 126 follower