Posts contrassegnato dai tag ‘sicurezza’

Lettera In risposta a Guido Lanzo

28 maggio 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Ho letto con molto interesse la risposta di Guido Lanzo alla lettera del Sindaco Boccali. Una precisa analisi sulla superficialità, delle risposte, con le quali la nostra Amministrazione comunale, risponde ai malumori crescenti nella cittadinanza di Perugia.

E’ ovvio che il nostro Sindaco si difende dalle tante accuse provenienti da (continua…)

SICUREZZA: Risposta alla lettera del sindaco Boccali

25 maggio 2013

riceviamo e pubblichiamo

Sento molto discutere della questione sicurezza. Se ne parla, se ne scrive, se ne dibatte. Il sindaco Boccali redige addirittura una lettera aperta in occasione della giornata della legalità. Tante belle parole impresse sulla carta stampata, (continua…)

La Legge è uguale per tutti? Sembrerebbe proprio di no!

15 maggio 2013

riceviamo e pubblichiamo

Da semplice cittadino, posso affermare di non essere soddisfatto del modo in cui viene trattata la Giustizia nel nostro paese. Da troppo tempo, questo nodoso problema non viene risolto. (vedi condanne europee verso l’Italia). “È come navigare in acque agitate, avendo un’ottima nave, ma con un comandante (continua…)

Idea… perchè non chiediamo di modificare la mitica corsa in Perugia – Dakar?

10 maggio 2013

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“Alimento Sicuro” si sposta a Macerata, per parlare delle regole base per la sicurezza alimentare domestica

26 febbraio 2013

L’Istituto Zooprofilattico Umbria Marche con la collaborazione della Regione Marche risponde ai cittadini in materia di sicurezza alimentare

venerdì 8 marzo 2013 - ore 17,00

Aula multimediale G. GALILEO presso la sede dell’area vasta n. 3 Largo R. Sanzio, 1 (Ex ospedale psichiatrico) - Macerata

Alimento Sicuro la campagna di informazione sui temi legati alla sicurezza alimentare dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle (continua…)

SICUREZZA E DROGA, LAFFRANCO (Pdl): “LE NOSTRE POLEMICHE SONO FONDATE”

8 febbraio 2013

pdl logo“Gli acquisti di droga in modalità drive-in – con i clienti che comprano stupefacenti indisturbati senza neppure scendere dall’auto, le proteste inascoltate di tanti residenti del centro storico di Perugia, in particolar modo dei residenti di via della Cupa e dintorni, le continue spaccate ai negozi, le aggressioni agli esercizi commerciali anche in pieno giorno e le ripetute risse tra bande di extracomunitari confermano che le denunce e le polemiche del PdL in tema di droga e sicurezza sono tutt’altro che (continua…)

SICUREZZA E MERCATO

19 settembre 2012

 di Luigi  Fressoia

Non se ne può più della cosiddetta sicurezza, non perché non sia un problema vero (scippi, spaccio, furti in moltissimi quartieri centrali e periferici), ma perché se ne parla tanto senza (continua…)

ASSEMBLEA DI PONTE VALLECEPPI, SI E’ PARLATO DI BIOMASSE E SICUREZZA; MA E’ STATO SOLO UN COMIZIO

3 luglio 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Partecipare ad un assemblea pubblica ove si parla o si dovrebbe discutere di problemi ambientali circostanti al proprio territorio ….non ha prezzo! Sarebbe stata interessante , se fossero (continua…)

PERUGIA SVENDE L’ANIMA AL DEGRADO

19 giugno 2012

Guido Lanzo

Perugia, è noto a tutti, è diventata città del degrado e piena di paure. Un tempo si respirava aria di cultura, di storia, di arte. Ora da patrimonio artistico si è trasformata nel tempio della barbarie. Nel centro storico, ovunque è degrado. L’amministrazione comunale, quasi arresa innanzi a simil decadimento, singhiozza, emette innocui vagiti, ma non smette mai di posizionarsi per prima alle fiaccolate. Magari bastasse sfilare per porre fine allo scempio. Chi può, deve intervenire e non solo passeggiare. Al tramonto ogni giorno si scatena la movida ed all’improvviso lo spettacolo diviene allucinante. I giardini del Campaccio, sotto le mura etrusche di via della Cupa, di recente riconsegnati alla città dopo aver speso 529mila euro, sono in balia di un coacervo di delinquenti che, profittando dell’oscurità si (continua…)

SICUREZZA. ENNESIMA RISSA QUESTA NOTTE A PERUGIA TRA FONTIVEGGE E VIA MENTANA

19 giugno 2012

Prisco (PdL): “Tolleranza zero e rivitalizzazione per riprendere il controllo dell’area.”

“Nessun comportamento fuori dalle regole deve più essere tollerato. O si usa il pugno di ferro o sarà difficile riprendere il controllo dell’area della Stazione di Fontivegge”. Così il consigliere del (continua…)

DROGA E SICUREZZA A PERUGIA: “FARE PREVENZIONE AI QUINDICENNI DELLE SCUOLE, ANCHE CON LA TESTIMONIANZA DIRETTA DI CHI DAL TUNNEL DELLA TOSSICODIPENDENZA È RIUSCITO AD LIBERARSI”

17 giugno 2012

A Perugia ci si è finalmente accorti che in città esistono due grandi problemi, la sicurezza e le morti per overdose; ma l’impressione è che si è ancora ben lontani dal volerli radicalmente affrontare e risolvere. Lo afferma Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl proponendo di (continua…)

VARASANO (PDL): “DAL MINISTRO UN INTERVENTO DELUDENTE”

4 giugno 2012

“Mi aspettavo da parte del ministro Cancellieri una maggiore empatia verso una città tanto provata com’è Perugia: sono deluso. Mi ha deluso – sostiene Varasano – un passaggio in particolare, quello nel quale il ministro dell’Interno ha sostenuto che tanto in Italia quanto in Umbria ci sia ancora un ‘alto livello di sicurezza’ e che si tratti solo di non ‘scalfire’ questo livello. La realtà purtroppo è ben più grave, come dimostra il drammatico record di overdose che il (continua…)

Perugia, utilizzo proventi multe per sicurezza stradale: lunedì Vinti incontra Boccali

25 maggio 2012

Stefano Vinti

Un programma sperimentale sull’utilizzo di parte delle risorse provenienti dai proventi sanzionatori per il miglioramento della sicurezza stradale, è questo il tema dell’incontro che si svolgerà lunedì prossimo 28 maggio alle ore 12.00, nella sede di Anci Umbria, tra l’Assessore regionale Stefano Vinti, l’ingegnere Maurizio Coppo, della Consulta Nazionale per la Sicurezza Stradale ed il Presidente di Anci Umbria, Wladimiro Boccali.

 

 

Impostare le proprie campagne elettorali sull’ accoglienza agli stranieri, clandestini e non, è sbagliato ed incivile nei confronti dei cittadini .

21 maggio 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Questo modus operandi non è altro che falso perbenismo e beneficienza gratuita non più ammissibile. Si innescano meccanismi perversi a danno dei cittadini italiani. Diritti negati ai cittadini italiani, che poi sfociano inevitabilmente in rabbia ed intolleranza. (continua…)

Clamoroso flop del Consiglio provinciale “aperto sulla sicurezza”.

18 maggio 2012

Cittadini che si contavano sulle dita di una mano, rappresentanza di carabinieri e finanza non ai massimi livelli, assenza del Prefetto e del Questore, una fugace presenza del sindaco di Perugia, assenza completa di tutti gli amministratori delle città della provincia. Un Consiglio deludente e mortificante di cui nessuno troverà traccia e che ha dato la misura definitiva di un Ente provinciale ormai in disarmo. Si è persa una occasione per un riflessione sul fenomeno della violenza urbana nelle città dell’Umbria rinviando tutto ai prossimi episodi violenti.

Maurizio Ronconi

nota di redazione: La questione della sicurezza in Umbria è diventata una patata ultrabollente e nessuno vuole bruciarsi le dita. Tutto questo potrebbe essere anche comprensibile per quei sindaci che hanno impostato la propria campagna elettorale sull’accoglienza degli stranieri, clandestini o no, considerandola un segno di civiltà. Ma alcune  considerazioni sono obbligate:  i nostri sindaci i sono adeguati ad amministrare le città in emergenza sicurezza? Saranno capaci di prendere misure, anche odiose ed impopolari per riconsegnare le città sicure ai cittadini? Sinceramente molti dubbi li abbiamo.

Prisco (Pdl): Boccali, troppi slogan e pochi fatti.

16 maggio 2012

Chi ha una responsabilità’ deve dare risposte. Il Sindaco  ha fatto le sue comunicazioni sulla questione sicurezza a Perugia. Ha fatto bene a venire in Consiglio comunale a relazionare ma avrebbe dovuto dire cosa vuol fare. (continua…)

CENTRO STORICO – CARI AMMINISTRATORI IL VERBO È APRIRE NON CHIUDERE

11 maggio 2012

di Ciuenlai

Discutere sull’onda dell’emotività, senza una minima analisi sulla storia recente e passata, non aiuta a trovare soluzioni adatte a rendere vivibile il Centro Storico di Perugia. Perché in questa città si è giocato a rovescino. Si è fatto quello che non si doveva fare e non si è fatto quello che si doveva fare. Le ultime Giunte Comunali, rincorrendo la destra, si sono concentrate, prevalentemente, sui problemi relativi alla repressione dei fenomeni malavitosi. (continua…)

La Destra, presidio in Comune per affrontare il tema della sicurezza negata

23 marzo 2012

Stefania Verruso

Il Segretario Regionale de LA DESTRA Stefania Verruso annuncia che Martedi 27 Marzo 2012 dalle ore 11 alle 12 verrà effettuato un presidio sotto Palazzo dei Priori sede dell’Amministrazione Comunale di Perugia per affrontare il tema della SICUREZZA NEGATA ai cittadini. I gravi fatti di cronaca accaduti negli ultimi giorni hanno fatto riemergere le gravi responsabilità del Sindaco e della sua Giunta riguardo il tema evidenziato. La Destra, avendo sempre rilevato l’assente intervento dell’amministrazione comunale che ha volutamente sottovalutato il problema, a tutela dei tanti cittadini sconvolti ed impauriti, chiede ora azioni concrete e non più tavoli di analisi. Il Sindaco dovrà dichiarare apertamente quali provvedimenti metterà in campo per stanare i clandestini che, alimentando il fenomeno della droga, fungendo da manovalanza per la microcriminalità, diventando quelle bestie feroci che sono in grado di distruggere le nostre famiglie, giungono numerosi dai paesi dell’Est Europa e dal nord dell’Africa e trovano ad accoglierli un’Amministrazione senza regole severe. L’ex Sindaco Locchi diceva di non voler essere il SINDACO SCERIFFO, noi de LA DESTRA invece pretenderemo che Boccali lo diventi, perché i tempi lo richiedono, i cittadini ed i ragazzi perugini sia del centro che della periferia lo urlano, diversamente ci vedremo costretti a chiederne le dimissioni.

 

UGL: L’APPARATO DELLA SICUREZZA VA RICOSTRUITO

9 marzo 2012

L’apparato della sicurezza ha bisogno di nuove politiche finalizzate a garantire il massimo della sicurezza, ottimizzando al meglio le poche risorse economiche a disposizione e l’esiguo numero di uomini in servizio. Bisogna effettuare un’attenta, responsabile e coraggiosa rimodulazione e ridistribuzione delle risorse a disposizione delle Forze di Polizia in sintonia con i Corpi di Polizia Locali. Non ci possiamo più permettere sovrapposizione, con dispendio di energie e di risorse umane, per il controllo del territorio. Vogliamo una soluzione subito. Troppo tempo e troppe parole si sono spese sino ad oggi sul problema della sicurezza per la città di Perugia. Bisogna avere il coraggio di adottare immediatamente politiche sulla sicurezza che siano operativamente efficienti ed efficaci. Droga, prostituzione, alcolismo, bullismo, rapine ed aggressioni sono fenomeni sul territorio in aumento, evidentemente non sono state prese o adottate soluzioni adeguate. Non vogliamo militarizzare la città, ma certamente va garantito l’ordine sociale anche attraverso l’insegnamento nelle scuole e nelle famiglie. Investire sui giovani spiegando loro cosa è la droga e l’alcool, rende i giovani meno vulnerabili ed in termini concreti significa avere per i prossimi anni un decremento di gravi episodi di delinquenza. Ci voleva il morto perché i vertici romani del Dipartimento della P.S. presso il Viminale venissero ad un tavolo presso la Prefettura di Perugia per dare il personale contributo al Coordinamento delle Forze di Polizia, al fine di trovare soluzioni più idonee anche in termini di rinforzi di uomini in divisa considerando che per gli ultimi 5000 poliziotti movimentati sul territorio nazionale solo meno di una decina sono stati trasferiti nell’ intera provincia di Perugia, senza considerare che circa 30 persone sono andate in pensione solo negli ultimi due anni. L’UGL Polizia manifesta sabato mattina sotto la Prefettura dalle 9.30 per far sentire la voce di tanti colleghi che come tanti cittadini vogliono cambiare rotta in termini di sicurezza per vivere una città più serena e sicura.

Enzo Gaudiosi, vice segretario Nazionale Ugl

FLI lancia l’allarme: siamo impreparati al peggio!

7 marzo 2012

Francesco Siciliano

L’insicurezza domina nella nostra Regione ed a Perugia in particolare. E’ una amara constatazione. Basta parlare con le persone, sentire non solo gli umori spesso legati alla contingenza dei sempre più numerosi truci episodi di criminalità che interessano la nostra terra, ma le ansie e le preoccupazioni della gente comune. Ragazze scippate in pieno giorno. Aggressioni a volte neppure denunciate per lo schock o per paura. Un’escalation di violenza inaudita che desta vera preoccupazione e che ha messo in risalto la nostra impreparazione al peggio. E’ un clima che riteniamo non possa più essere sostenuto né tantomeno tollerato. Siamo allarmati ma risoluti nel chiedere, subito, un intervento delle Istituzioni e di tutte le forze politiche in campo. Un fenomeno – quello della criminalità – ed un problema – quello della sicurezza dei cittadini – che merita non solo un approfondimento corale ma anche un confronto che conduca a proposte serie e concrete. Facciamo noi la prima mossa, chiedendo a tutti quanti di dimostrare come la Politica possa tornare ad essere vicina ai cittadini intervenendo a loro tutela soprattutto nei momenti più difficili. Chiediamo un tavolo di confronto che affronti di petto il problema per risolverlo una volta per tutte.

Francesco Siciliano – Coordinatore Provinciale FLI Perugia

Commento di Catia Ficarelli (Segreteria Provinciale FLI) – Purtroppo questa escalation di episodi criminali sta coinvolgendo non solo le grandi città, ma anche i piccoli Paesi. Porto l’esempio della mia cittadina, Cannara, ove da oltre tre anni assistiamo quotidianamente a furti con scasso, avvenuti ormai in tutte le abitazioni. In ultimo anche il furto avvenuto nel piccolo asilo “Don Bosco”, in cui le vittime scelte sono state le nostre amate Suore Salesiane che si sono viste derubare del poco che avevano. L’impotenza di fronte a questi episodi si sovrappone alla rabbia, poiché alle proposte concrete avanzate dall’opposizione cannarese l’Amministrazione Comunale ha fatto finta di nulla. Veramente stiamo ancora aspettando…

Se 350.000 euro vi sembran troppi per la sicurezza della cittadinanza.

2 febbraio 2012

In tempo di austerity i tagli sono un atto dovuto e soprattutto necessario. Tuttavia Futuro e Libertà ha sempre denunciato lo “strabismo” degli organi di governo delle Istituzioni, a tutti i livelli, che intervengono operando tagli in maniera indiscriminata. La notizia dei tagli approvati a maggioranza dal Consiglio regionale per quanto concerne il rifinanziamento delle politiche locali di sicurezza, non solo ci preoccupa ma ci indigna profondamente. Le risorse che il Consiglio regionale umbro ha previsto per il biennio 2011-2012 ammontano a soli 350.000 euro. E’ stato deciso un taglio netto di 150.000 euro rispetto al biennio precedente. Proprio un bel segnale. Come dire che la sicurezza, specie in questo periodo dove l’incolumità dei cittadini nella nostra Regione e in tutte le diverse città, è continuamente messa a repentaglio, è qualcosa che per i vertici regionali può anche passare in secondo piano. Futuro e Libertà ha sempre fatto della sicurezza dei cittadini umbri un punto cardine del suo programma. Il nostro auspicio è che il Consiglio regionale ritorni al più presto sui suoi passi e recuperi in extremis il grave errore commesso. Specie se si considera che il contributo regionale copre soltanto il 50% del costo complessivo del progetto, il resto dovrebbe gravare sui Comuni. Si, ma su quali risorse? La Regione ci ripensi e decida di intervenire su ben altre spese e su altre voci di bilancio che non vadano ad intaccare i beni pubblici di tipo primario.

Sia chiaro: la sicurezza dei cittadini vale molto di più di 350.000 euro!

Francesco Siciliano – Coordinatore Provinciale – Futuro e Libertà Perugia

IL cuore del centro storico,ormai deserto, preda solo di barboni, tossicodipendenti, alcolizzati, spacciatori

1 dicembre 2011

Quali sono i risultati delle ordinanze del Sindaco? Non vi è dubbio che il contrasto al degrado, allo spaccio ed alla criminalità nella nostra città, abbia avuto una accelerazione. Le Forze dell’Ordine – da sempre impegnate ben oltre le proprie risorse – hanno ancor più intensificato la propria azione e stanno sferrando un’offensiva che non ha precedenti contro chi è dedito a delinquere. Lo stesso Sindaco Boccali sembra aver dismesso i panni del buonista e mostra maggior determinazione e decisione nel voler ricondurre Perugia ad una situazione più consona al vivere civile. Controllo degli affitti, richiesta dell’istituzione in Umbria di un Centro di Identificazione ed espulsione (da noi ripetutamente sollecitati) lo stanno a testimoniare. Purtroppo rimane irrisolto il grave problema del cuore del centro storico,ormai deserto, preda solo di barboni, tossicodipendenti, alcolizzati, spacciatori. Evidentemente non bastano le ordinanze del Sindaco, se a queste non segue un capillare ed attento controllo sul loro rispetto e più che altro se le sanzioni – previste a carico di chi contravviene alle disposizioni – non vengono puntualmente ed irrevocabilmente comminate. Quando i cittadini, i residenti, i commercianti, arrivano ad acquistare pagine dei giornali per denunciare la “vergogna di Perugia” vuol dire che la pazienza è finita. A noi non interessa sapere di chi sia la responsabilità di questa perdurante ed insostenibile situazione. Noi vogliamo rivivere la nostra città.

Carla Spagnoli – Vice Commissario di Futuro e Libertà Umbria

Bocciata in Regione la proposta di un CIE in Umbria: UGL “ Istituzioni ragionevoli ”

27 ottobre 2011

Enzo Gaudiosi

Prendiamo atto con piacere che la Giunta regionale Umbra ha bocciato la mozione presentata per l’istituzione di un CIE. Come non condividere – continua il segretario confederale Gaudiosi Enzo – le parole del Presidente della Regione Umbria quando dice: “che un CIE non risolve i problemi della sicurezza e non può essere confuso con i problemi sull’immigrazione”. Abbiamo assistito e letto articoli di stampa di politici locali, sia di sinistra che di destra, che hanno speso molte parole e fogli di carta bollata per richiedere e sostenere l’istituzione di un CIE in Umbria, ma oggi, i cittadini e noi dell’UGL sappiamo a chi ringraziare per aver scongiurato definitivamente il pericolo di avere per la nostra regione un futuro funesto, in quanto sicuramente invasa da delinquenti provenienti da ogni parte d’Italia. Forse qualcuno non sa che per istituire un CIE, bisogna avere in sede fissa un Reparto Mobile che possa garantire la vigilanza h24 e gli interventi in caso di sommosse all’interno del centro di accoglienza. Ma dove trovare i soldi?  Con questa crisi economica europea che ci obbliga a continui tagli in tutti i settori, credo che oggi sia meglio che i nostri politici locali concentrino i loro sforzi per elaborare strategie che possano risolvere i problemi delle famiglie e dei lavoratori umbri o magari, del trasporto pubblico o meglio, presentare progetti industriali per rilanciare le molte aziende della nostra regione che sono sull’orlo del fallimento. Continua Gaudiosi – ogni clandestino, che sosta all’interno del “centro”, costa ai contribuenti circa € 70 al giorno, ed anche per questo sarebbe meglio sollecitare il Governo per far varare una legge che snellisca le procedure dei rimpatri, invece che per la nascita di un CIE. Inoltre, è auspicabile che la questura apra un “canale” diretto verso il CIE di Ponte Galeria – Roma, il più vicino alla nostra regione, ove poter accompagnare tutti i clandestini al fine di risparmiare risorse in termini di uomini e di denaro. Non siamo così faziosi – conclude il segretario Gaudiosi – da non plaudire quando le nostre verità vengono  dalle labbra altrui.

EMERGENZA CRIMINALITÀ: “I CITTADINI SI ASPETTANO DAL NUOVO QUESTORE DI PERUGIA PROVVEDIMENTI URGENTI IN MATERIA DI SICUREZZA”

12 ottobre 2011

Maria Rosi

I perugini si sentono ormai ‘indesiderati’ nella propria  città

“Auguro buon lavoro al nuovo questore di Perugia, giunto in città e subito alle prese con una situazione di emergenza legata alla sicurezza, come da anni cittadini e associazioni segnalano alle
autorità competenti”. Lo dice Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl e vicepresidente della Commissione antidroga del Consiglio, la quale sottolinea che per dare risposte ai cittadini in un momento delicato come quello attuale è indispensabile la massima collaborazione di tutti, quindi anche degli amministratori regionali, che dovrebbero “smetterla di pensare solo agli equilibri politici interni e, fra le altre cose, decidersi a nominare il nuovo membro della Commissione antidroga, affinché questo organo sottovalutato si possa riunire e iniziare ad essere operativo”.
Secondo Maria Rosi “l’emergenza sicurezza è tale che i perugini si sentono ormai ‘indesiderati’ proprio nella città dove sono nati e cresciuti, con scippatori e spacciatori clandestini che la fanno da padroni. Fra i provvedimenti urgenti – aggiunge – dovrebbe esserci l’istituzione di un presidio mobile per vigilare sulle zone ‘calde’ della città, quindi non solo il centro storico ma anche via della Pallotta, piazza del Bacio, via Settevalli e Madonna Alta. Va fatto – continua – un controllo
serrato nei parchi dove si rifugiano gli spacciatori, potenziando l’illuminazione e utilizzando le telecamere. Occorre attivare subito corsi di difesa per le persone in questo momento più esposte: i ragazzi delle scuole ed i commercianti”. “Chiaramente – conclude – queste misure non bastano da sole ad aumentare la sicurezza, ma devono essere accompagnate da iniziative culturali
che accendano di nuovo i riflettori sulle ‘zone d’ombra’ di Perugia”.

Criminalità: Boccali sgrida il governo….ma assolve sé stesso !!!

24 settembre 2011

L’ennesimo episodio di  inaudita violenza è tornato a sconvolgere la vita del disastrato quartiere della Pallotta. Uno dei tanti, troppi, nella nostra Perugia, in mano alla delinquenza ed allo spaccio. Fenomeni devastanti che impediscono ai perugini il diritto di vivere in tranquillità la propria città. Oggi  il Sindaco Boccali si indigna, alza la voce, chiede di liberarci da questa gente. Avrebbe dovuto farlo “ieri”, prima che la situazione precipitasse in fondo al baratro. Non attendere l’ennesimo omicidio, che non è una sorpresa, ma la logica ed inevitabile conseguenza di anni di lassismo, di tolleranza, di colpevoli minimizzazioni . Il presente è il frutto del passato e delle politiche che in quel passato le giunte di sinistra (delle quali Boccali faceva parte) hanno attuato e che trovano prosecuzione in quella attuale. Sono anni che denunciamo ripetutamente il progressivo degrado della nostra città ed il suo continuo scivolare verso l’illegalità. Altro noi non potevamo, nè possiamo fare. Non siamo nel “palazzo”, non abbiamo gli strumenti per un intervento diretto. Il Sindaco e la Giunta si. Perché non li hanno usati e non li usano? Lo strombazzato potenziamento della illuminazione delle zone a rischio, l’installazione di sistemi di video sorveglianza, l’annunciato controllo dei contratti di affitto, la sistematica identificazione degli extracomunitari che affollano la Stazione, Il Bellocchio, via del Macello, Via Campo di Marte, Via Canali, la Pallotta, i nostri parchi, che fine hanno fatto? Solo annunci rimasti nel  cassetto… e la criminalità la fa da padrona! Sig. Sindaco si indigni pure con il governo se non rispetta gli impegni assunti con il patto “Perugia sicura”, ne denunci le responsabilità e le inadempienze che certamente ci sono. Ma sarebbe più onesto e credibile se iniziasse con il denunciare le sue responsabilità, le sue incapacità e quelle della sua Giunta, che sono enormi e cominciasse finalmente a porvi rimedio. Iniziando ad adottare tutte quelle misure che rientrano nelle sue competenze e che fin qui ha solo annunciato e mai attuato. Avrà più titoli, morali e politici, per sollecitare quegli interventi e quei provvedimenti governativi che noi stessi abbiamo ripetutamente auspicato e che vanno dalla istituzione di un Centro di Identificazione ed espulsione, ad un potenziamento degli organici delle Forze dell’Ordine – che stanno facendo in pieno ed oltre ogni limite il proprio dovere – fino a richiedere una temporanea presenza dell’esercito. Siamo certi  che i perugini preferirebbero vivere per qualche tempo (quello necessario ad una ”radicale pulizia”) in una città blindata dallo Stato, che continuare a “vivere”  prigionieri della criminalità.

Carla Spagnoli -  Presidente del Movimento per Perugia

 

SICUREZZA, “FINALMENTE IL SINDACO BOCCALI HA PRESO COSCIENZA DELLA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE”

24 settembre 2011

Maria Rosi

ROSI (PDL): “SERVE UN PRESIDIO MOBILE DELLE FORZE DELL’ORDINE E NON SOLTANTO NEL CENTRO STORICO”

“Finalmente il sindaco Wladimiro Boccali ha preso coscienza della gravissima e intollerabile situazione che sta vivendo la città di Perugia sul versante della sicurezza dei cittadini.
L’assassinio di via della Pallotta ha riportato sotto i riflettori l’alto livello di degrado e lo stato di emergenza assoluta nel quale è precipitata la città capoluogo di regione, al punto che sono ormai indispensabili vere e proprie misure militari, si spera solo temporanee, per garantire la sicurezza degli abitanti, ormai spaventati e sconcertati per quanto sta accadendo”. Lo dice Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl, dopo l’omicidio del tunisino già coinvolto in vicende di droga.  “Questo ennesimo, gravissimo episodio di criminalità non può che contrassegnare – secondo Rosi – la fine della politica attendista in materia di sicurezza e dimostra l’inutilità degli innumerevoli ‘tavoli tematici’ dove ci si riunisce, si discute, si ipotizzano misure di contrasto, salvo poi constatare che la situazione peggiora”. Per Maria Rosi serve “un presidio mobile delle forze dell’ordine ed azioni concrete che non si limitino al pur martoriato centro storico di Perugia, ma si estendano agli altri quartieri in sofferenza, dato che le notizie di cronaca ormai fotografano una città messa a ferro e fuoco dalle bande criminali”

Umbria Mobilità esenta dal pagamento del biglietto gli uomini in divisa

22 settembre 2011

ENZO GAUDIOSI (UGL): Atto di responsabilità nei confronti della sicurezza dei cittadini e di aiuto alle famiglie monoreddito!

Disagio sociale, fenomeni di bullismo, accattonaggio, borseggi, ogni giorno aumenta sempre di più il rischio per l’incolumità fisica dei dipendenti dell’azienda regionale del trasporto pubblico durante lo svolgimento del loro servizio. Da molti mesi questa Organizzazione Sindacale , in particolare l’UGL Polizia, ha iniziato un percorso di dialogo con l’azienda regionale per sviluppare strategie che possano garantire maggiore “sicurezza” all’interno dei mezzi di trasporto pubblico su gomma e su ferro. La proposta dell’UGL Polizia“.. la “stipula di una convezione” che consenta  a tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine in servizio in Umbria di circolare gratuitamente sui mezzi dell’Azienda Unica dei Trasporti dell’Umbria. Ciò rappresenterebbe uno stimolo per gli appartenenti alle forze dell’ordine ad abbandonare l’utilizzo delle autovetture per recarsi al lavoro e più in generale per spostarsi e, nello stesso tempo, rappresenterebbe un utile vantaggio dal punto di vista della sicurezza per l’azienda che lei rappresenta che usufruirebbe di un presidio costante e gratuito dei propri e mezzi e dei propri servizi. Infatti, qualsiasi poliziotto, o carabiniere o finanziere, anche se  libero dal servizio, può intervenire, nel caso in cui assistano alla commissione di un reato o prestare soccorso in caso di necessità…”.

Prendiamo atto che il Consiglio d’Amministrazione dell’azienda Umbria Mobilità, sulle indicazioni date, ha deliberato il “libero accesso” a tutto il personale delle Forze di Polizia e degli appartenenti ai Corpi di Polizia di tutta la regione Umbria.

“Un importante aiuto alle famiglie monoreddito – dichiara il Segretario Confederale Enzo Gaudiosi  – sono molti gli uomini in divisa che ogni giorno si spostano con i mezzi pubblici tra il posto di lavoro e il proprio domicilio, con un notevole esborso di denaro per gli abbonamenti, onerosi a causa delle importanti distanze da percorrere. “Un atto di responsabilità, continua Gaudiosi, una decisione importante da parte dell’azienda che, nonostante i tagli verso il trasporto pubblico, ha ritenuto indispensabile investire sulla sicurezza”.

Richieste dei Residenti di Porta Sant’Angelo al Sindaco Boccali, con allegate 193 firme….

21 luglio 2011

Oggetto: Sicurezza , degrado e interventi di recupero per il quartiere di P.ta s.Angelo

Illustrissimo Sig. Sindaco,

Con riferimento all’esposto inviato alla Sua cortese attenzione in data 13/5/2011 con raccomandata A.R. n.139310514917 […], i Cittadini e Residenti firmatari della presente chiedono che, anche nell’ottica del nuovo “Quadro Strategico per la valorizzazione del Centro Storico” , l’Amministrazione Comunale di Perugia affronti i problemi e/o suggerimenti di seguito elencati e discussi nel corso dell’Assemblea popolare sul tema “Sicurezza e degrado del quartiere di Porta S.Angelo”, organizzata dall’Associazione “Vivi il Borgo” in data 9 Giugno 2011, affinché la stessa Amministrazione e i Cittadini possano adottare una strategia comune e condivisa per la riqualificazione di questo meravigliosa porzione di citta’:

1. Attuazione urgente del “Patto per Perugia Sicura” rinnovato con deliberazione della Giunta Comunale in data 14 Gennaio 2011 ed in particolare per i punti che riguardano videosorveglianza, illuminazione pubblica e controlli di sicurezza nei pubblici esercizi e circoli privati .

Relativamente al quartiere di P.ta S.Angelo si chiede di:

a. Dare seguito all’installazione delle 2 telecamere di videosorveglianza in C.so Garibaldi gia’ previste nella “Relazione Previsionale e Programmatica 2008-2009-2010” con delibera del Consiglio Comunale n.63 del 28.3.2008, sentiti anche i residenti circa la migliore collocazione delle stesse.

b. Provvedere al potenziamento dell’illuminazione pubblica nei vicoli e nella zona del Parco .

c. Verificare la possibilita’ di effettuare corse notturne per la nuova linea Buxi Z in C.so Garibaldi per agevolare il rientro a casa di coloro che pur abitando nel quartiere non hanno diritto al permesso ZTL (per la maggior parte studentesse).

d. Attivare quel “percorso di ascolto e confronto con le diverse espressioni del tessuto sociale, associativo, produttivo, del mondo del lavoro, nonché delle rappresentanze delle comunità immigrate, al fine di determinare in maniera condivisa e partecipata le specifiche esigenze delle differenti categorie sociali ed economiche, nell’ottica di definire compiutamente finalità, obiettivi e priorità degli interventi da attuare” ( piano “Perugia Sicura”), attraverso il coinvolgimento di quella rappresentanza delle diverse categorie sociali presenti nel quartiere oggi costituita dall’Associazione “Vivi il Borgo” e che si possa proporre come elemento di raccordo fra Amministrazione Comunale, “Gruppo di Lavoro per la Sicurezza” e il Borgo stesso.

2. Realizzazione di nuove e capienti aree di parcheggio pertinenziali. Questo punto e’ considerato da tutti come imprescindibile nell’azione di riqualificazione del Borgo. Residenti e Commercianti hanno apprezzato l’intervento di sistemazione delle poche aree esistenti ed in particolare dell’area del Parco di porta S.Angelo (fuori le mura) , tuttavia il numero di parcheggi e’ insufficiente a garantire:

a. Un facile accesso dei residenti alle proprie abitazioni.

b. La fruizione ai non residenti dei servizi offerti dai commercianti.

c. Il ritorno di nuclei familiari a risiedere nel quartiere.

Le possibili aree di parcheggio indicate dall’Assessore alla Mobilità Ciccone e dai Residenti sono la Torre del Cassero (400 posti auto ) e l’Ex parcheggio Officine Piccini (200 posti) .

3. Inversione del processo di trasformazione di fondi e garage in monolocali dati in affitto frequentemente al “nero”, privi delle caratteristiche minime di vivibilità ma ugualmente realizzati negli anni passati, e forse anche di recente, usufruendo delle leggi in “deroga”. Questo cambiamento nella struttura fisica del Quartiere ne ha stravolto il senso stesso, trasformandolo da luogo di crescita comune a semplice funzione di dormitorio con tutte le conseguenze connesse.

Sono necessari:

a. Censimento di tutti gli immobili che si trovano nello stato descritto.

b. Controlli accurati su affitti (sull’esempio di quanto avvenuto nella città di Terni nei giorni scorsi), licenze edilizie e TIA.

c. Incentivi al riaccorpamento dei monolocali in unità immobiliari di maggiori dimensioni.

d. Incentivi alla ridestinazione, laddove possibile, di fondi abbandonati ad attività commerciali o, meglio, artigianali o ad uso garage, fatte salve le caratteristiche storico/architettoniche degli edifici.

e. Revisione degli iter autorizzativi delle Concessioni Edilizie in Centro Storico al fine di evitare il ripetersi dell’incresciosa situazione creatasi in Via Benedetta angolo Via del Fagiano ove il Comune di Perugia dopo aver ceduto a privati per la somma di euro 55.000 (lordi) l’edificio degli ex-bagni pubblici ha autorizzato gli stessi a creare un parcheggio privato che verra’a breve recintato e con annesso addirittura un “torrino” per l’alloggiamento dei contatori del gas , dove prima, invece, esisteva una piazzetta molto frequentata dai residenti e dai turisti ed ora inaccessibile. La ristrutturazione ha degradato totalmente ed irrimediabilmente la vista sul complesso dell’ex Monastero di San Benedetto ora sede ADISU.

4. Valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale del Quartiere con iniziative volte a:

a. Rendere fruibili tutti i luoghi, monumenti ecc. di interesse oggi chiusi al pubblico

b. Rilanciare il percorso museale sull’asse ideale Borgo XX Giugno (Museo Archeologico) – C.so Vannucci (Galleria Nazionale dell’Umbria) – C.so Garibaldi (Museo della Torre del Cassero) con iniziative ad-hoc.

c. Risistemazione di Via del Canerino come punto di accesso principale , turistico e non, al Parco di Porta S.Angelo

5. Organizzazione di iniziative culturali e sportive atte a rinnovare l’interesse della cittadinanza e soprattutto dei giovani per il Rione , nel contempo a “riempirne” i luoghi troppo spesso vuoti e a favorire il rilancio delle attività commerciali con:

a. Eventi di “prestigio” come ad esempio concerti di musica classica nella splendida cornice del Tempio o nell’anfiteatro del Parco.

b. Animazione di Piazza Lupattelli (strada già intrapresa dall’amministrazione col plauso dei Residenti) con mercatini, concerti, teatrini ecc.

c. Attuazione del progetto, già proposto all’Amministrazione dal Prof. Roberto Camponi, residente nel Borgo, di creazione di un percorso di atletica nel Parco di Porta S. Angelo che , oltre ad attirare gli appassionati, aumenterebbe la frequentazione del Parco stesso a vantaggio dell’Ordine Pubblico.

6. Migliore comunicazione fra gli abitanti del Borgo, le relative Associazioni e l’Amministrazione. Troppo spesso infatti avviene che i Residenti siano allo scuro di iniziative prese dall’Amministrazione a favore del Borgo, ciò riduce l’efficacia delle iniziative stesse .

 

Certi, come già avvenuto recentemente, che la S.V. terrà in debita considerazione quanto esposto, il primo firmatario della presente e/o l’Associazione “Vivi il Borgo” in rappresentanza di tutti i Cittadini di seguito firmatari auspicano che l’Amministrazione Comunale possa accogliere le richieste in oggetto e l’ulteriore invito ad aprire un “tavolo” di confronto e collaborazione fattiva .

Distinti Saluti

I Cittadini

UGL – I CENTRI D’IDENTIFICAZIONE SONO AGGLOMERATI DI MALAVITA…

30 giugno 2011

Risse, aggressioni, accoltellamenti, incendi e gravi situazioni di Ordine Pubblico è quanto registriamo ogni giorni in quelle provincie ove è presente un CIE –  il Segretario Provinciale dell’UGL Polizia  Benvenuti Luca – con gravi ricadute sui servizi per il controllo del territorio, come dire “oltre il danno anche la beffa” infatti quei cittadini oltre ad essere costretti a convivere con la presenza del CIE, vedono sempre meno operatori delle Forze dell’Ordine che garantiscono la sicurezza sul territorio.  Vi sono notizie di condizioni igieniche carenti, di cibo scadente, e soprattutto di mancate forniture di vestiti puliti, biancheria, lenzuola. Talvolta non esistono ambienti separati per i richiedenti asilo, né vengono previste aree separate per gli ex-carcerati: trasformando il CIE in una semplice estensione del sistema carcerario. Ciò determina frequentemente problemi di convivenza tra normali lavoratori irregolari e persone uscite da anni di carcere in cui hanno appreso le regole proprie del paradigma restrittivo. Crea promiscuità mettendo a contatto persone prive di ogni status giuridico e di ogni assistenza con ambienti che invece possono fornire una possibilità di sopravvivenza (i CIE insomma, invece di diminuire la delinquenza, rischiano di incrementarla). Continue evasioni solitarie o di massa avvengono ogni giorno dai centri d’accoglienza spesso organizzate dalla malavita organizzata, considerando che il trattenuto nel centro dispone tranquillamente di un cellulare. Disordini, danneggiamenti con incendi di materassi e la devastazione di arredamenti ed attrezzature,  all’interno del Centro di Identificazione sono all’ordine del giorno, spesso per cercare la massima risonanza mediatica. Alla luce di quanto sopra citato, siamo sconcertati da quando sostenuto da qualche sindacato di Polizia che con tenacia porta avanti l’idea di istituire un Centro di Identificazione a Perugia o in Umbria.  Basterebbe confrontarsi con il proprio sindacato posto in quelle provincie ove vi è la presenza di un centro, per conoscere le gravi ricadute di ordine e sicurezza pubblica ed il gravoso impiego di quelle poche risorse delle Forze di Polizia che oltremodo si trovano a fronteggiare anche tutte le emergenze del centro di identificazione. Ad esempio è lo stesso SIULP di Gorizia che denuncia, per il CIE di Gradisca d’Isonzo, la forte preoccupazione “dell’escalation di tentativi di fuga, dei costi di mantenimento della struttura e dei pochi uomini dedicati alla sicurezza”. Come se non bastasse si aggiungono dichiarazioni da diverse parti politiche che segnalano una situazione non più sostenibile per le gravi tensioni all’interno delle strutture, dal ferimento di personale addetto alla gestione del CIE a quello di agenti di Polizia, dalle continue fughe di massa alle poche risorse economiche destinate al mantenimento delle strutture.

Riteniamo che oggi l’immigrazione in Umbria non si possa affrontare con l’istituzione di un CEI ma debba essere affrontata con grande senso di responsabilità dai politici creando procedure più snelle per l’espulsione.

 

Sicurezza – la destra ci prova e la sinistra ci sta

5 maggio 2011

di Ciuenlai

Questo can can di Perugia sulla sicurezza è la classica bolla propagandistica che nasconde verità e problemi, ma non aiuta a trovare soluzioni. E’ soprattutto la destra ad alimentare il fuoco. Il Coordinatore provinciale del Pdl Monni scarica tutto sul comune. Insomma, secondo lui, tutto si risolverebbe mettendo in pista un po’ di vigili urbani.
Ma lui fa parte di un partito che è stato il paladino di quel decentramento chiamato, chissà perché, federalismo. Dovrebbe allora sapere che la pubblica sicurezza è una delle materie che non sono state assegnate ai poteri locali , ma sono rimaste in capo al Governo Centrale. Qui, a Perugia, come in ogni altra parte d’Italia, stroncare il traffico di droga, combattere le cosche mafiose e il riciclaggio, garantire l’ordine pubblico è un compito precipuo demandato a Prefettura e Questura, cioè ad organi dello stato. Se il centro storico di Perugia è davvero il regno di “ chi infrange la legge” sa quindi con chi prendersela.
“Se il controllo di Perugia non è più in mano alle Istituzioni” non è al Sindaco che si deve rivolgere, ma al Ministro Maroni e al suo Governo che mangia pane e sicurezza prima, dopo e durante i pasti. Aggiungo che chiamare in causa i vigili come soluzione del problema dimostra anche scarsa conoscenza della storia e dei compiti di questo corpo. Bene hanno fatto i sindacati a ricordarlo.
La polizia locale in Italia non ha le caratteristiche di molti altri paesi. In origine era (e nel sud è ancora così) aggregata al mitico assessorato all’Annona, le cui competenze, oltre a quello di assicurare l’approvvigionamento alimentare, riguardavano e riguardano la concessione delle licenze e il loro controllo, la direzione del traffico con tutto quello che comporta (incidenti, multe, pattugliamenti ecc.) ed altri compiti di polizia amministrativa. Punto! E non è che sia cambiato molto. I vigili vengono infatti assunti con un normale concorso da impiegati, o, peggio, per trasferimento da altre mansioni. Pensare che, nonostante il lodevole impegno delle amministrazioni a farli partecipare a specifici corsi professionali, possano tranquillamente effettuare attività come quelle di pubblica sicurezza o di indagine è concettualmente sbagliato.
Direbbero gli esperti di comunicazione : è un arma di distrazione di massa. Possono aiutare, ma non possono risolvere. Al Comune vanno imputate altre cose non certo queste. Per fare gli sceriffi ci vogliono agenti veri e quelli il municipio non ce l’ha. Un’ultima cosa. Monni fa il suo mestiere. La maggioranza no, perché sta zitta e non ristabilisce la verita. E la politica dei divieti indiscriminati non aiuta, anzi da ragione a Monni.

VALENTINO (P.d.L.) :La mosca, la Sicurezza e l’ordine pubblico.

21 aprile 2011

Ci dispiace e vorremmo che quello che sta succedendo sotto i nostri occhi non fosse vero, ma purtroppo non è cosi è tutto vero.  Oramai è diventato un leit-motiv. Tutti parlano e scrivono sul centro storico di Perugia, ,televisioni locali che dedicano trasmissioni intere sui suoi problemi e giornali locali che tutti i giorni intervistano il Sindaco Boccali. Vorrei essere una mosca per sapere quello che il Sindaco Boccali dice nelle riunioni  del tavolo del Comitato  Sicurezza e Ordine pubblico.. Vorrei essere una mosca per sapere se il Sindaco sa che ormai l’ordine e la sicurezza per i Perugini è diventato un optional. Gli episodi successi in Città in questi ultimi giorni fanno si che tantissimi Perugini si chiedono come mai Perugia è cambiata così tanto. Le risse  sono all’ordine del giorno , Perugia è diventata  terra di saccheggio dei nuovi vandali, ormai è sotto gli occhi di tutti come è diventata la Città negli ultimi anni , una Perugia che non ha confini di quartiere per reati che ogni giorno avvengono ogni dove. Sicurezza è una parola che oramai corre sulla bocca dei Perugini, una parola che a macchia d’olio si allarga dal centro storico ai quartieri. I Perugini hanno bisogno di sentirsi sicuri quando camminano per strada, hanno bisogno di sentirsi sicuri nei propri quartieri, hanno bisogno di sentirsi sicuri nelle proprie abitazioni. Il PdL da tempo chiede alle amministrazioni locali di non limitarsi ai convegni, alle parole, ma di applicarsi realmente, in quanto moltissime scelte politiche, urbanistiche, sociali possono influenzare la sicurezza di un’area e dell’intera città. Il Comune su questo fronte è assente.

MARIA ROSI, “PER LA SICUREZZA DEI CITTADINI DI PERUGIA E SOPRATTUTTO DEI GIOVANI OCCORRONO INTERVENTI CONCRETI”

9 febbraio 2011

Maria Rosi, consigliere regionale PDL

“Domani è il Giorno del Ricordo e giustamente tutti i politici si affretteranno a fare fiumi di comunicati stampa per ribadire l’importanza del giorno. Mi domando se non sarebbe meglio
rendere omaggio alla memoria delle Foibe inaugurando qualcosa di concreto per la sicurezza della nostra città e dunque dei nostri giovani”. Così il consigliere regionale del Pdl, Maria Rosi che aggiunge: “È di oggi la notizia sensazionalistica del ritorno del divieto di bere oltre le una e
trenta di notte. È questa caro sindaco la sua risposta ai morti per droga di questi giorni all’aumento dello spaccio e più in generale della criminalità? O è solo l’ennesimo tentativo di buttare fumo agli occhi dei cittadini, visto che, a  mio avviso, non è togliendo trenta minuti di
‘bevute’ ai giovani che possiamo risolvere il grave problema della sicurezza della nostra città”.
Rosi ricorda poi che è  stato firmato di recente il patto per “Perugia sicura”, ma teme che l’ordinanza del Sindaco sia soltanto un “ulteriore slogan pubblicitario per far veder ai cittadini che il primo cittadino si sta occupando di loro, quando in realtà non fa altro che girare intorno ai problemi”. L’esponente del Pdl ricorda che i punti siglati nel Patto sono “sicuramente necessari e importanti”, ma vanno attuati subito e “soprattutto” va fatto conoscere ai singoli cittadini quali tipi di intervento sono previsti”. Il consigliere Rosi ricorda inoltre che non è stata fornita alcuna risposta alla richiesta avanzata insieme all’Ugl “di un presidio mobile nel Centro
storico della città di Perugia”. “Il mio augurio – afferma Rosi – è che il sindaco Boccali comprenda che non si può più giocare, perché le campagne elettorali sono finite da tempo: è il momento di agire, basta quindi con i buoni propositi che poi rimangono irrealizzati”. Rosi rivolge, infine un ringraziamento “particolare” al Generale Cuneo “che con il Corpo della Guardia di Finanza ha fatto un lavoro costante e proficuo lavoro sul versante della sicurezza dei cittadini”.

PANICALE: IL TEMA DELLA SICUREZZA E LE SCELTE DELL’AMMINISTRAZIONE INCOERENTI CON UN VERO SERVIZIO AI CITTADINI

24 gennaio 2011

Francesca Caproni

Il tema della sicurezza ha sviluppato un interessante dibattito nel Comune di Panicale ed in particolare in Valnestore dopo i numerosi fatti che hanno visto furti nell’intero territorio comunale e, negli ultimi giorni,  in particolare, a numerose attività del centro di Tavernelle.  Una preoccupazione crescente che non fa più dormire tranquillo nessuno e, ora più che mai, tutti i cittadini si chiedono che cosa si potrebbe fare per garantire maggiore sicurezza, per colpire i responsabili e per evitare che la qualità della vita e il livello di vivibilità in queste piccole realtà ritorni ad essere quello di un tempo. La risposta spetta ovviamente alle istituzioni, e non è quella che cercano di dare in questi giorni. L’Amministrazione Comunale di Panicale infatti, sta sbandierando da qualche tempo l’impegno nell’aver collocato la videosorveglianza a Panicale Capoluogo ma, a quanto ci risulta, non sono state utili a dissuadere o a scovare i responsabili neanche quando i furti sono avvenuti in prossimità degli impianti, la gente dubita infatti sulla funzionalità di tali videocamere e, se questo fosse vero, questa scelta sarebbe solo propaganda per il Sindaco e per l’intera amministrazione ma, come al solito, non servirebbe a risolvere i problemi ai cittadini. Ci chiediamo poi come mai le videocamere non siano state istallate nell’intero territorio comunale, come sappiamo è Tavernelle la zona più a rischio e nella quale i fatti di microcriminalità sono più diffusi da sempre. Un altro tema che sposa l’esecutivo comunale per comunicare alla popolazione che si sta impegnando è quello della costruenda caserma di Tavernelle, ma anche questo poco c’entra, infatti mentre si preparano nuove sedi gli organici nel nostro territorio non fanno che ridursi e le ipotesi di razionalizzazione che aleggiano destano qualche buona preoccupazione. Riteniamo che, di fronte ai gravi fatti di questi giorni, non si faccia altro che rincorrere le sollecitazioni che vengono dalle opposizioni, e anche l’assemblea convocata per martedì prossimo all’occhio ha questo scopo, ma nessuna iniziativa propria viene dal Comune, se non quelle che possono creare visibilità senza alcuna sostanza. Della stessa natura sono infatti le scelte recentemente fatte per l’ufficio polizia municipale, l’accorpamento con il solo Comune di Paciano, che di fatto toglie servizi e non li aggiunge a Panicale, come gruppo consiliare abbiamo infatti contestato la scelta perché troppo limitata, un vero corpo dei Vigili deve allargarsi almeno al Comune di Piegaro se non a tutto il Trasimeno.  Il fatto poi di dotare la polizia municipale delle armi non è di per se sufficiente a risolvere il problema, serve una più stretta collaborazione tra tutti i corpi polizia, carabinieri e polizia municipale e, forse in questo momento più che mai serve che quest’ultimo corpo sia sgravato dai compiti amministrativi e dall’autovelox che fa fare solo cassa al Comune e sia maggiormente impegnato nel controllo del territorio con turni anche notturni o servizi di reperibilità che garantiscano il pronto intervento in caso di necessità. Un corpo organizzato che garantisca un vero presidio nel territorio anche di notte.

Gruppo Consiliare “Liberiamoci” – Il Capogruppo Francesca Caproni

Ugl: Sicurezza, ormai una questione di politica-economica

7 gennaio 2011

“Schierare a presidio delle ordinanze dei sindaci sulla sicurezza urbana gli apparati di polizia pone problemi rilevanti che meriterebbero una lucida valutazione. Sia perché si rischia di distrarre dalla difesa dell’ordine pubblico risorse già sotto pressione, sia perché si potrebbe incrinare l’equilibrio fra Istituzioni sovrapponendo indebitamente ruoli e funzioni” afferma il segretario regionale confederale dell’Ugl dell’Umbria, Enzo Gaudiosi.

Enzo Gaudiosi

Il riferimento è al decreto-legge 12 novembre 2010 n. 187 recante misure urgenti in materia di sicurezza, convertito a dicembre in legge al Senato in via definitiva. Tra le principali novità, il pacchetto sicurezza 2010 prevede misure per il contrasto alla criminalità organizzata e alla violenza negli stadi tra cui l’arresto in “flagranza differita” fino a 48 ore per chi commette reati durante le manifestazioni sportive e la creazione di un fondo per le vittime di reati commessi negli stadi. Inoltre, il pacchetto prevede un rafforzamento dei poteri degli steward che vengono equiparati a pubblici ufficiali.

“Ma l’articolo che più fortemente preoccupa perché di carattere elettoralistico e propagandistico è il numero 8 che amplia i poteri del sindaco in materia di sicurezza pubblica. Questo articolo inserisce di fatto nella catena di comando e responsabilità nell’uso della polizia, prevista dalla Costituzione della Repubblica, la figura del sindaco.

Secondo la legge italiana il sindaco è l’autorità che sovrintende alla sicurezza urbana e dei cittadini, non è però la massima autorità di Pubblica Sicurezza nella città.

Quest’ultima autorità infatti in particolare per l’uso della forza pubblica è in capo al Prefetto e al Questore della corrispondente provincia. Ora, prevedere un Prefetto responsabile delle misure sul concorso delle forze di polizia ai fini dell’attuazione delle ordinanze del sindaco-sceriffo rischia di creare un grave vulnus costituzionale ai poteri dello Stato e alla loro divisione.

La questione sicurezza merita invece attenzione e serietà sia a livello locale che nazionale. Nella nostra regione ad esempio non si può tacere la recente e incredibile vicenda che lega il destino del corpo di polizia locale delle Comunità Montane alla soppressione di questi enti. Non è dato ancora sapere quale sarà il futuro professionale

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di questi agenti per i quali si sono spese risorse pubbliche in formazione, che fino a poco tempo fa sono stati finanziati dalla Regione con legge umbra 23/79 e che ora sono alla ricerca di una ricollocazione.

La sicurezza in Umbria e in Italia ormai sta assumendo contorni che hanno dell’incredibile. Mancano i mezzi per poter lavorare, negli uffici c’è carenza di personale, materiale e attrezzature. I nostri agenti devono provvedere personalmente all’acquisto di giubbotti antiproiettili. Computer e auto che hanno vent’anni, benzina limitata e nemmeno carta e penna vengono più fornite. Questa è la situazione reale. Anzi surreale.

Peggiorano sempre più le condizioni di lavoro nelle caserme umbre, in particolare quelle di Todi, di Città di Castello e di Assisi, presidi di legalità che restano aperti soltanto grazie alla alta professionalità degli agenti che giorno dopo giorno dimostrano coraggio, abnegazione e spirito istituzionale di Corpo. Un segnale che conferma la scarsissima attenzione da parte dei sindaci locali e della Giunta Marini sempre in prima fila per ottenere visibilità e stare alla ribalta della cronaca ma mai in prima linea per trovare risorse utili ad alleggerire le carenze croniche di cui soffre il Comparto Sicurezza anche in Umbria.

E come se non bastasse, oggi il progetto sicurezza per realizzarsi ha bisogno anche dei privati. Basti soltanto pensare che per sostenere la lotta alla mafia la squadra Mobile di Palermo avrà una nuova sede operativa grazie al protocollo d’intesa firmato in questura con Confindustria Sicilia. Gli industriali siciliani si sono infatti impegnati a stanziare circa 350 mila euro per ristrutturare la nuova sede, fornendo pure arredamenti e strumenti tecnologici avanzati. A questi imprenditori illuminati va il nostro più sentito ringraziamento ma non possiamo nascondere che avremmo preferito che fossero gli enti pubblici a garantire il contrasto alla criminalità”.

LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE ILIO LIBERATI: priorità messa in sicurezza stradale

10 dicembre 2010

A seguito della palese e diffusa lamentata criticità e difficoltà per la manutenzione delle strade comunali  quale responsabile e in rappresentanza della FLG (Fondazione-ente morale- riconosciuto dal Ministero), soggetto abilitato dal CNEL quale componente Consulta Nazionale sulla Sicurezza Stradale come determinato dalla Legge 144/99 art 32 e successivi piani programmatici nazionali sulla sicurezza stradale, pur tenendo conto che di fronte ad una manovra finanziaria che penalizza in modo quasi esclusivo gli enti locali – l’Amministrazione Comunale dovrà, d’ora in avanti e compatibilmente con le risorse di bilancio, lavorare su una scala di priorità programmatiche, ormai imprescindibile – ricordiamo a tal proposito che i fondi stanziati per la messa in sicurezza delle zone a rischio hanno priorità assoluta nell’interesse comune e visto che l’Ente per Legge con la mancata messa in sicurezza delle zone a rischio determinato non solo dall’inadeguata struttura stradale esistente, ma anche dagli indici dell’elevato numero di incidentalità (parametro del PNSS) è riconosciuto soggetto correspensabile di incidentalità stradale. Pertanto è di fatto in obbligo all’attuazione delle stesse norme di messa in sicurezza stradale oltre che atto di buon governo nell’interesse generale della città. Per quanto di mia specifica competenza, desidero informarLa che la messa in atto dei “SPEED CHECK” e i previsti lavori di bitumatura sulla Via San Girolamo (prospettati dal lontano13 settembre), non riteniamo siano sufficienti ed adeguati a quanto sopra menzionato ricordando che esiste un principio base per la sicurezza stradale, che vale in modo particolare nell’ambito urbano: “metti in sicurezza lo spazio stradale per l’utente più vulnerabile (pedoni, ciclisti, carrozzine, motociclisti) e tutti gli altri viaggeranno più sicuri”. La “scatola degli attrezzi” per la messa in sicurezza delle strade: • realizzare marciapiedi e piste ciclabili • rafforzare gli attraversamenti pedonali e ciclabili • mettere in sicurezza le intersezioni con rotatorie e minirotatorie • sistemare le fermate del trasporto pubblico locale • regolare le svolte a sinistra • migliorare l’illuminazione stradale • rafforzare la segnaletica stradale • adottare misure di controllo telematico del traffico.
Evidenziando che molti dei requisiti sopra citati sono in sostanza inesistenti in via San Girolamo per questo ci appelliamo all’Assessore Liberati che preso atto intervenga efficacemente e tempestivamente come le norme comandano in capo alla Sua responsabilità

Mary Mancinelli
responsabile FLG (Fondazione Luigi Guccione-ente morale sicurezza stradale-consulta nazionale sicurezza stradale)
coordinatore Sentinelle Sicurezza Stradale Umbria

“Cambiare Foligno” vicini alle esigenze dei cittadini

24 novembre 2010

Bilancio positivo per l’incontro dell’Associazione Cambiare Foligno con i cittadini dei quartieri di  Scafali Borroni Sterpete Foro-Boario ,effettuato lunedì scorso nella propria sede. Dopo gli interventi introduttivi del presidente Raoul Tiberti, dei consiglieri comunali di riferimento, Daniele Mantucci e Giada Bollati, e del capogruppo del pdl Riccardo Meloni, i quali hanno tracciato in grandi linee il lavoro svolto in questo periodo e ciò che sta succedendo nella nostra città in riferimento alla inchiesta “tuttopoli”, tanti sono stati gli argomenti toccati dai vari rappresentanti dei quartieri, intervenuti all’incontro. La sicurezza, la viabilità, l’ incuria di alcune aree abbandonate, i collegamenti con il centro, sono le cose comuni che sono state evidenziate, e per i quali l’associazione e i propri consiglieri comunali di riferimento, hanno preso l’impegno di presentare le istanze all’amministrazione folignate. La partecipazione dei cittadini e il calore con il quale hanno accompagnato gli interventi dei vari intervenuti, hanno confermato la bontà di questa iniziativa, che il presidente Tiberti a nome di tutta l’associazione, ha dichiarato  avrà un seguito anche nei prossimi mesi. Cambiare Foligno anche in un momento così difficile da un punto di vista politico, sia cittadino che nazionale, vuole continuare sulla strada già intrapresa per essere vicini alle esigenze dei  cittadini,  per sentire la loro voce, per essere poi il loro megafono nelle stanze che contano.

“Sentinelle della sicurezza stradale” si parte dall’Umbria

23 novembre 2010

di Mary Mancinelli – rete sicurezza stradale Umbria – FLG,  Ente Morale consulta nazionale

Lunedì 22 in occasione della giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada si è tenuto

Mary Mancinelli

presso la Camera dei Deputati un incontro pubblico organizzato da FLG (ente morale sicurezza stradale  ). Sono intervenuti: Barbara Marinali: direttore generale per le infrastrutture stradali MIT. Pasquale Cialdini: direttore generale per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture MIT. Sergio Dondolini: direttore generale per la sicurezza stradale MIT. Roberto Cantiani: delegato del Sindaco di Roma per la sicurezza stradale. Maurizio Coppo: capo segreteria tecnica Consulta Nazionale Sicurezza Stradale. Antonio Marzia area UITP(Unione Internazionale Trasporto Pubblico). Roberto Romizi: Presidente ISDE Italia (International Society of Doctors for the Enviroment). Inoltre hanno aderito all’iniziativa diverse Amministrazioni: Regioni, Province, Comun fra le quali Perugia.

Durante l’incontro che ha avuto momenti di confronti anche duri, sono stati indicati alcuni percorsi di lavoro per l’anno che verrà, cui si vede replicare proprio partendo dall’ Umbria una nuova struttura organizzativa basata sulle “Sentinelle della sicurezza stradale”, modello già sperimentato dai medici dell’ambiente a presidio dei territori locali. La fondazione si farà inoltre promotrice della realizzazione di una struttura nazionale formativa sui temi della sicurezza stradale e nuovi modelli di mobilità e sviluppo sostenibile, sono stati inoltre fissate date ed obbiettivi di nuove azioni di contrasto dell’incidentalità stradale in particolare verrà convocata una conferenza socio-sanitaria nazionale per predisporre servizi adeguati a ridurre i danni da incidente stradali e predisporre una Legge per le vittime. Verrà inoltre attività “La città delle reti” per discutere e riorganizzare le reti materiali (più TPL) dando centralità alla mobilità pedonale e ciclabile contrastando nei fatti gli inquinanti e le reti immateriali attività correlate per promuovere un “nuovo rinascimento” per le nostre città. Un progetto di recupero della cultura urbana (rapporto tra individualismo e comunitarismo, reti materiali e virtuali, trasporto privato e pubblico, manutenzione delle strade) che non può prescindere da Istituzioni efficienti fondate sulla partecipazione dei cittadini e sulla pratica, in ambito locale, della democrazia. Già da questa settimana sono previsti incontri con le Istituzioni locali

Intervento sulla sicurezza stradale di Maria Rosi

23 novembre 2010

Maria Rosi

“E’ inutile aderire alle giornate nazionali dedicate alle vittime della strada se poi non si dà seguito ad azioni concrete sul territorio”. Così, in una nota, Maria Rosi (PdL) che esprime “profondo dispiacere e vicinanza alla famiglie delle sette vittime della strada di questo week-end in Umbria. E’ incredibile – osserva – che all’inizio di ogni settimana debba essere fatto il resoconto sui giornali dei morti, nel fine settimana, sulle strade umbre”. Per Rosi, un elemento fondamentale è rappresentato dalla prevenzione che potrebbe partire da una più approfondita conoscenza delle nuove norme del codice della strada. Per questo, – aggiunge – vanno promossi, già dalle scuole medie, appositi corsi pomeridiani di educazione stradale a cui
dovrebbero essere chiamati a partecipare anche i genitori”. Rosi propone anche “il potenziamento delle linee dei mezzi pubblici, soprattutto per quanto riguarda gli orari notturni. Si tratta di venire incontro soprattutto alle esigenze dei giovani. Come pure – aggiunge – è
necessario rendere più accessibile il servizio dei taxi che rappresenta una reale e sicura alternativa per la mobilità”. Maria Rosi, “per studiare in maniera più approfondita” la situazione
della sicurezza stradale, propone “l’istituzione di un Tavolo regionale di concertazione che, avvalendosi soprattutto di tecnici preparati in materia, possa studiare a fondo la situazione regionale”. L’esponente del PdL, in conclusione, annuncia la presentazione di una interrogazione per chiedere alla Giunta regionale in quale modo vorrà intervenire per arginare questo fenomeno. In conclusione, Rosi fa sapere che inviterà a Perugia l’onorevole Mario
Valducci “tra gli ideatori del nuovo codice della strada. E’ assolutamente importante – conclude – parlare di prevenzione, ma è arrivato il momento di trovare le soluzioni più idonee per risolvere il problema”.

Economia: Caltiber punta su innovazione e sicurezza per battere la crisi

21 novembre 2010

Presentata  la Linea Vita per la sicurezza nei cantieri

Ricerca,  innovazione e investimenti nel settore della sicurezza, contro la crisi. È questa la strada scelta dalla Caltiber, azienda che opera nel comparto delle costruzioni, e che ieri nel corso di un seminario all’Hotel Best Western Quattro Torri ha presentato agli esperti del settore il nuovo servizio di “Linea Vita” certificata di cui sono rivenditori esclusivi per il Centro Italia. La Linea Vita (secondo la norma UNI EN 795) è un insieme di ancoraggi posti sulle coperture ai quali si agganciano gli operatori tramite imbracature. Il sistema può essere temporaneo o stabile. Nel primo caso viene utilizzato per il montaggio di edifici prefabbricati e successivamente smontato, nel secondo caso viene installato sulle coperture dei nuovi edifici in modo stabile, per la loro manutenzione. “Nonostante la fase particolarmente difficile che stiamo attraversando a causa della crisi Economico – Finanziaria che ha colpito in modo molto duro le imprese della filiera delle costruzioni – hanno sottolineato i soci di Caltiber Oscar Cipolletti e Carlo Pencelli – Caltiber, pur consapevole delle difficoltà in cui naviga il mercato delle costruzioni, con sacrificio e determinazione, ha cercato di guardare al futuro puntando su alcuni nuovi settori come la carpenteria metallica per l’edilizia e su alcuni prodotti innovativi come, nell’ambito della sicurezza, la Linea Vita e nell’ambito dei materiali da costruzione, il solaio a piastre bidirezionale Cobiax alleggerito con sfere in plastica”. Cobiax, solaio estremamente duttile, consente di utilizzare al meglio la Nuova Normativa Tecnica sulle Costruzioni. Caltiber opera nel comparto delle costruzioni dagli anni sessanta e ha sviluppato molteplici attività nei settori edile ed industriale sia in Italia che all’estero con l’esportazione di  ferro per cemento armato. Nel ottenuto il subappalto per tutta la lavorazione del ferro e posa per cemento armato per la realizzazione della Centrale Nucleare di Montalto di Castro in provincia di Viterbo. Nel 1989 ha acquisito la “Ferro & Legnami”, storica azienda di Perugia. Attualmente l’azienda conta tre stabilimenti: San Martino in Campo, Santa Sabina e Foligno e 70 collaboratori diretti, con  prodotti altamente innovativi come:

La trave reticolare mista CALTRUSS, il solaio tipo COBIAX, il calcestruzzo autocompattante e tanti altri materiali per la nuova costruzione,  restauro e risanamento delle costruzioni esistenti.

Sicurezza Stradale in Umbria, – questione (etica) politica e sociale?

21 novembre 2010

In occasione della giornata mondiale al ricordo delle vittime della strada (21/11)non voglio elencare numeri sempre tragici e negativi checchè se ne dica, ma rivolgo invece con questa mia un appello al dovere e al bene pubblico perchè  affrontare la questione dipende esclusivamente dalla volontà politica. Da troppo tempo assistiamo (non immobili ma partecipi) alle molteplici questioni che vanno dal TPL alle manutenzioni stradali, dalla messa in sicurezza dei blackpoint ai lavori di ripavimentazione dei centri storici, dalla inadeguata segnaletica alla strumentalizzazione comunicativa e decisionale cui- l’elemento cittadino- e suoi diritti nonchè le norme che regalano il tutto e relativi diretti responsabili sembrano scomparire lasciando il passo a caparbie opposizioni che alimentano antagonismi fra cittadinanza e amministrazioni…

Pare che sistematicamente alle ovvietà si ricorrano tattiche di strumentalizzazione con arroganti posizioni  cui però si dovrà dar conto prima o poi sia del comportamento che delle azioni di condotta amministrativa derivanti dalle decisioni politiche.

Non si tratta di punire ma deve esser considerato il trascorso operato e la totale mancanza di “comprensione …..”opporsi all’ovvietà e ignorare quanto è ormai di pubblica coscienza grazie al faticoso e ostico impegno delle nostre organizzazioni cui il lavoro è spesso titanico quanto invisibile, grazie però cui la diffusione di informazioni chiarificatrici su vari aspetti rimasti a lungo oscuri hanno cambiato la “percezione” distorta della tematica, mi permetto di dire grazie a  noi che ci occupiamo di sicurezza stradale per istanza di cittadinanza e dalla componente civile ci poniamo di fondo la domanda: chi ci amministra perchè non lo fà su analisi di bene pubblico economico sociale che politico è ? La sicurezza stradale pone le condizioni coerenti al bene pubblico che in questo caso coincidono essendo così determinati dai programmi europei, nazionali e regionali con lo sviluppo civile civico,mediante la razionalizzazione di spesa sulle priorità determinate che ricadono sull’innalzamento di qualità di vita oltre che di buona amministrazione. Negandola nel loro stesso interesse per il ruolo assunto, a chi o cosa allora determinano questo loro modello di operare?

Amministrare è ineluttabimente sinonimo di ingannare la pubblica opinione falsando la “forma” e di conseguenza il “contenuto democratico” ? Temo rischiamo di imbarcarci nel caos,  frutto di un gap fra il vecchio sistema e la ricerca di un nuovo modello cui la partecipazione della cittadinanza fà da “sentinella” e sollecitazioni e in verità  è proprio da qui, da chi si impegna sulla realtà e scontrandovi con essa che  dovrebbe uscire la nuova classe dirigente politica, fuori dal circuito di scambio di voti.

Assistiamo invece sistematicamente a politici così eletti, persone magari una volta timide insicure che oggi acquistano lo stesso atteggiamento: -sostenere l’insostenibile- e soprattutto contro il bene pubblico e la corretta amministrazione con dialettica mendace e manipolatoria agli stessi interessi e mandato…è questa la “scuola politica” o di potere cui devono sottostare per “crescere”? come ne usciamo….commissariando i comuni che non hanno adottato tali norme? Chissà, potrebbe esser una soluzione, ma chi controlla gli stessi perchè tace?

Lascio a voi lettori questa domanda e mi appello agli assessori responsabili della trasversale questione sicurezza stradale perchè si attengano alle direttive e norme susseguitesi dal ’99 ad oggi.

Mary Mancinelli – Rete Sicurezza Stradale Umbria

FLG- ente morale nazionale-

Maria Rosi, l’ennesima bufala del centro sinistra

8 novembre 2010

Maria Rosi

“Come si può pensare di inserire dei cartelli pubblicitari in una rotatoria, quando il nuovo codice della strada entrato in vigore nello scorso mese di agosto lo vieta?”. Così il consigliere regionale del PdL e vice presidente della seconda Commissione, Maria Rosi che definisce come “ennesima bufala della sinistra, la‘griffe’ delle rotatorie, l’ultima invenzione del Comune di Perugia”. Rosi ricorda che “l’articolo 23, comma 1 del nuovo codice della strada prevede che ‘sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate èvietata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica’. Quindi – continua l’esponente del PdL - non serve aspettare un mese per vedere come va l’esperimento, perche’ gia’ in partenzaha un vizio di forma. Comprendo – aggiunge – che le rotatorie siano importanti per la riqualificazione della citta’, ma credo che ci siano altrepriorità per rilanciare Perugia”. Secondo Maria Rosi “sarebbe meglio ripulire i parchi dalle siringhe e dai delinquenti peché dovrebbero essere i luoghi adatti ai nostri figli per giocare. Mettere in sicurezza le strade della nostra citta’. Vorrei ricordare al nostro vicesindaco – continua – che l’immagine della città è sicuramente importante, ma lo è ancor di più la nostra e soprattutto quelladei nostri figli”. In conclusione, per Maria Rosi, “E’ arrivato il momento che, invece di fare presentazioni sensazionalistiche buone solo per la stampa, si presentasse ai cittadini un nuovo pacchetto per la sicurezza e per il recupero delle aree urbane”.

SICUREZZA STRADALE: QUESTIONE SOCIALE E POLITICA

15 ottobre 2010

Conferenza stampa Il  16 ottobre, alle ore 11

nella Sala Consiliare del Palazzo della Provinciadi di Terni

I ritardi dei 10 anni passati. Gli obiettivi del decennio 2011-2020. La questione ambientale, le città, le infrastrutture, la formazione, l’informazione, l’assistenza alle vittime L’Italia ha fatto molto, in questi 10 anni alle nostre spalle, ma è ancora tra i Paesi europei più in ritardo. Incidenti stradali: 6.682 morti nel 2001, 4.731 morti nel 2008. Per il 2009 ancora non ci sono dati definitivi ma proiezioni del Ministero dell’Interno che attestano a 4.066 morti nel 2009: sarebbe un dato eccezionale, se confermato, (quasi 700 morti in meno
rispetto all’anno precedente! Forse ottimistico.). Saremmo a meno 43% rispetto al 2001, vicini al dato del dimezzamento dei morti (2001-2010). Ma i primi 6 mesi del 2010 ci dicono che i morti ricominciano a salire Questi gli argomenti:
1) Orientamenti europei 2011-2020
2)  Indirizzi generali e linee guida del piano attuativo del Piano Nazionale Sicurezza Stradale modalità operative regionali- responsabilità attuative e priorità di spesa
3) Le sollecitazioni e le opportunità politiche e sociali – le tecnologie in aiuto

Mary Mancinelli resp. Fondazione Italiana per la Sicurezza della Circolazione Onlus

Panicale – Villastrada è una tappa della Parigi-Dakar?

8 ottobre 2010

SENZA PAROLE

 

SENZA PAROLE

SENZA PAROLE

SENZA PAROLE

Toc toc … scusi … ma esiste ancora il Pd a Perugia?

6 ottobre 2010

di F.L.R.

Per effetto della legge Bassanini, se non ci sono prove di corruzione ai danni della pubblica amministrazione, solo i dirigenti vengono coinvolti e accusati di mala amministrazione. L’andamento delle indagini nei casi del comune di Perugia (buco di bilancio)  e provincia di Perugia (appaltopoli) può portare allo stesso risultato, quindi niente politici nella rete ma solo i dirigenti dei settori interessati, pertanto non aspettiamoci sfracelli giudiziari.

Ci si aspetta tantissimo però dalla vicenda Santoni (sanità Foligno), questa  infatti sembra venire fuori con forza perché l’Umbria è stata almeno da dieci anni, guidata da un sistema di potere che si basava sulla distribuzione degli incarichi funzionali alla gestione di innumerevoli enti, (Asl, Atc, consorzi socio sanitari, parchi Ati acque e rifiuti, comunità montane ecc,) senza valutare le varie commissioni create ad arte,  un sistema ampio che accontentava i capirioni locali legati al capo centrale. Invece adesso tutto cambia perché i soldi sono finiti ed i capi centrali hanno cosi diminuito il loro potere di condizionamento. Un segnale forte è arrivato quando la Lorenzetti non è riuscita ad ottenere il consenso dei due terzi dei dirigenti del partito (PD e inclusi i voti di Locchi) ) per ottenere l’incarico del terzo mandato. Con la riforma della regione si salvano cosi i massimi dirigenti centrali ma non i ras locali,  quindi niente prebende da distribuire a pioggia, tenendo conto che anche le aziende pubbliche, per ragioni economiche, sono costrette a fondersi, vedi trasporti,  con perdita secca di dirigenti e movimenti vari. Tutto questo come mormora Radio Corso Vannucci, senza toccare i tre casi molto caldi nel mirino delle indagini della magistratura. La sinistra si trova davanti ad un bivio, tornare a fare politica vera nell’interesse dei cittadini oppure rassegnarsi alla frantumazione ed affondare.

Ma di tutto questo non sembra esserci traccia nel dibattito all’interno del partito ( ma c’è un dibattito?) e forse non si tiene conto che (come si dice) negli ultimi sondaggi il Pd in Umbria è passato dal 46% a circa il 30%.

Ma cosa sta succedendo? E’ vera la notizia che esisterebbe un progetto Stella che vede Foligno nel suo centro, e nel quale sono considerate le infrastrutture future, centro acquisti sanità, urbanizzazione dei terreni intorno alla ss. 75 Foligno – Civitanova?

E’ vero che si vuole trasformare Perugia in capitale politica virtuale e trasferire i centri di potere a Foligno? E’ vero che il centro logistico per lo stoccaggio delle merci sarà fatto vicino all’aeroporto di Foligno che è stato attrezzato per accogliere i grossi aerei cargo? (campanello d’allarme per Sant’Egidio).

Come mai viene potenziato lo scalo di Foligno (l’ENAC ha investo 800 mila euro per migliorare il confort dei passeggeri ) mentre sappiamo che oggi c’è solo un elicottero della protezione civile?.

Tutto questo sta avvenendo  in assenza totale di una strategia del trasporto passeggeri e merci in Umbria.

In ultimo (ma non meno importante) la mancanza quasi totale  della manutenzione stradale ordinaria e straordinaria, se nessuno prenderà provvedimenti urgenti per le strade umbre  si arriverà al collasso ed al punto di non ritorno e saremo costretti a  spendere dieci volte tanto per sistemarle e metterle in sicurezza.

Gualdo Tadino, ancora polemiche sulla sicurezza stradale

1 ottobre 2010

Caro Direttore. questa lettera mi perviene da un rappresentante del territorio Gualdese: Mercoledi ho assistito all’ennesima dimostrazione di menefreghismo su un aspetto importante della nostra vita. Dopo 4 ore di Consiglio Comunale si trattava di discutere l’ordine del giorno presentato da Graciolini in data 24 giugno (già la solerzia con cui si discutono le questioni in consiglio comunale dimostra quanto attaccamento ci sia per le problematiche del territorio) e riguardante i ritardi sulla costruzione della Perugia Ancona. Da 5 anni sto seguendo queste problematiche pertanto speravo in un minimo di discussione visto che comprendono sicurezza stradale inquinamento e spreco di soldi pubblici. Prima della discussione c’è stato un fuggi fuggi generale da tutte le parti politiche Graciolini ha parlato due minuti (strano) della questione che nell’indifferenza generale è stata messa a votazione ed è stata unanime ma penso che chi ha votato nemmeno conoscesse la questione ma non apettava altro che alzare la mano prima possibile. E’ ignobile che le persone che abbiamo eletto si comportino in questa maniera. Scusate lo sfogo nei confronti di tutti i cittadini ma mi resta impossibile comprendere per quale motivo sia più importante dove si nasce che dove si muore. Sulla problematica delle nascite a Branca e quindi registrate sotto il comune di Gubbio sono intervenuti anche i morti con migliaia di interventi pubblicazioni sui giornali sulle televisioni ecc ecc. Invece quando la discussione riguarda la schifosa viabilità che si sta costruendo nel nostro territorio se ci sono 4 /5 interventi è già tanto cosa importa se moriremo contro una pianta che per legge dovrebbe essere protetta o come avvenuto oggi contro un guard rail o in tante altre situazioni pericolosissime.Cosa importa se fanno in maniera di costruire strade pericolose o inquinanti. Cosa importa se spendono soldi a destra e manca per errori da ragazzini dell’asilo tanto noi li vediamo e ce ne stiamo zitti come conigli. E pensare che ho speso molto inchiostro per sensibilizzare gli assessori comunali di Gualdo e Fossato ma è come parlare con il muro e ciò si riferisce anche alla precedente amministrazione di sinistra. Auguro a tutti di non incappare in un incidente mortale ma se dovesse avvenire avvertite il Padreterno che si è sbagliato a ritenere l’uomo l’animale più intelligente ma il più fesso.

Renzo Gatti

nota di redazione: risponde Mary Mancinelli

Caro Renzo, smettiamola di dare colpa al Padreterno, responsabilità e coscienza sono prerogative umane,  l’uso che se ne fà distinzione dei singoli, politici amministrativi e cittadini, presenteremo un disegno di Legge per quanti sordi e ciechi ai doveri già regolamentati ma persi o sotterrati in mille rivoli, così li renderemo comprensibili anche ai più “tardi”


PERUGIA, VIA DEL MACELLO: UN IMPEGNO DECISO PER LA LEGALITA’.

30 settembre 2010

Chiamiamola “Via Falcone e Borsellino”, diciamo che l’aria deve cambiare!

Qualche giorno fa le cronache dei quotidiani riportavano la notizia dell’ennesimo episodio di violenza (rissa e ferimenti) in via del Macello. Mi auguro, da cittadino prima che da rappresentante politico, che sia l’ultimo, ma so bene che chi ha la responsabilità della rappresentanza ha il compito di fare la propria parte e restare concretamente aggrappato alla realtà.

Emanuele Prisco consigliere comunale PDL

La sicurezza è legata a tanti fattori (scelte urbanistiche, illuminazione, governo del territorio); in questa zona scelte sbagliate e atteggiamenti superficiali hanno dimostrato come si possa devastare un intero quartiere, un tempo residenziale e a misura di cittadino, oggi quell’indegno spettacolo che vediamo e sentiamo raccontato con comprensibile rabbia dai residenti.

Di qua e di là dalla Stazione, un po’ come dire i due lati del fronte, quello degradante dello spaccio, dei balordi, della prostituzione. Questi problemi oggi hanno però bisogno di una risposta immediata, visibile ed efficace.

Fare un giro a Fontivegge, passando per il sottopassaggio che porta in Via Sicilia (con la telecamera di sorveglianza divelta da mesi) finendo in via del Macello, rappresenta una sorta di “tour del degrado”: marciapiedi e aree verdi presi per letti o peggio per bagni pubblici, risse, urla, spaccio a cielo aperto e tutto quello che le cronache quotidiane ci raccontano nell’ormai “zona franca di Perugia”. Qualcosa è stato fatto, bisogna dirlo, grazie alla presenza in via Martiri dei Lager della nuova caserma della Guardia di Finanza, dell’impegno delle forze dell’ordine e grazie all’iniziativa dei residenti che lì, come in Via Sicilia, hanno adottato sistemi di prevenzione e vigilanza privata negli spazi condominiali.

La tolleranza, però, non può diventare assuefazione, la soluzione ai problemi non può significare  negarli, il cercare responsabilità lontano da Perugia (leggi Governo nazionale) non assolve dal non aver adottato per anni strategie e decisioni efficaci. E’ tempo di sentire la responsabilità di un intervento determinato in questo senso, che passa per una verifica attenta delle residenze e delle presenze, dal potenziamento dell’illuminazione, da un “protagonismo attivo” dei cittadini e, perché no, da un segnale immediato per dire ai cittadini “che l’aria deve cambiare” e che le istituzioni sono dalla loro parte.

Se via del Macello sembra richiamare nel proprio nome il proprio stato attuale, forse cominciando dal nome (per esempio trasformandola in Via Falcone e Borsellino) si potrà scriverne una nuova storia; una storia in cui le ragioni della legalità e delle tante persone perbene che vi abitano abbiano la meglio su degrado e balordi. Certo il nome non cambia la sostanza delle cose, e quegli atti determinati contro il degrado, che più volte abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere, non sono più rinviabili.

Piano per la sicurezza stradale impegno fra Regione Umbria e AIFVS

22 settembre 2010

COMINICATO  STAMPA CONGIUNTO FRA   AIFVS  E REGIONE UMBRIA

Il giorno 10 settembre 2010 si è svolto presso gli uffici della Giunta regionale un incontro tra l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada – onlus (AIFVS), Mary Mancinelli, l’assessore competente in materia di sicurezza stradale, Stefano Vinti, e di funzionari del servizio infrastrutture per la mobilità, per intraprendere un percorso di confronto e collaborazione in ordine all’importantissimo tema della sicurezza stradale alla luce anche del susseguirsi, in questi mesi estivi, di incidenti stradali avvenuti nel territorio regionale.

Mary Mancinelli

L’AIFVS prende atto dell’impegno di questa giunta regionale sulle tematiche della sicurezza stradale, visto che per la prima volta è stata data ad un assessore la delega specifica su tale materia e si auspica allo stesso tempo che si possano utilizzare al meglio tutti gli strumenti disponibili per creare le condizioni per una mobilità sicura e sostenibile, riducendo il drammatico tributo di vittime imposto quotidianamente dagli incidenti stradali.

L’AIFVS ha ribadito l’importanza di agire secondo i Principi Generali e le Linee Guida del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale che individuano sette linee di azione comprendenti: misure di indirizzo, coordinamento e incentivazione; cultura della sicurezza stradale; rafforzamento dell’azione di prevenzione, controllo e repressione; rafforzamento dell’azione sanitaria; miglioramento delle regole e dei controlli su veicoli, conducenti e servizi di trasporto; miglioramento dell’organizzazione del traffico e della rete infrastrutturale; informazione agli utenti e campagne di sensibilizzazione:

Stefano Vinti

L’assessore Vinti ha sottolineato anche il fatto che Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (PNSS), istituito dall’art. 32 della Legge 144/99 ed in accordo con quanto indicato dalla Commissione Europea, stabilisce tra l’altro di ridurre il danno sociale derivante dagli incidenti stradali e che alla luce di ciò la Regione intende mettere in atto tutte le risorse a disposizione che potenzino la sicurezza stradale, cercando il coordinamento e la collaborazione con tutte le istituzioni e associazioni che intervengono sulla questione sicurezza, e che alcune iniziative già adottate agiscono nel campo della diffusione della cultura della sicurezza stradale, e tendono a favorire e coordinare la partecipazione al processo di miglioramento della sicurezza stradale da parte delle istituzioni, delle associazioni di categoria, del sistema delle imprese e delle rappresentanze sociali.

Regione e AIFVS, in conformità al Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, ritengono di continuare a perseguire con fermezza l’obiettivo di costruire una rete di relazioni e interscambio di esperienze anche con altri soggetti pubblici e/o privati che lavorano sul tema, creando un punto di riferimento per lo sviluppo delle politiche di sicurezza stradale.

Gli indirizzi generali e le linee guida di attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale

17 settembre 2010

di Mary Mancinelli

Mary Mancinelli

Ritengo doveroso esplicitare meglio la nota di ieri in risposta al comunicato stampa dell’Assessore Vinti a proposito della “convenzione” al Piano Sicurezza Nazionale, in modo da far chiarezza su alcuni elementi fondamentali riguardanti gli schemi dell’iter procedurale del Piano Nazionale Sicurezza Stradale esistente dal 1999. La non conoscenza di tali norme e azioni, doverose per la tutela della sicurezza a salvaguardia della vita, per l’innalzamento della qualità di vita, l’abbattimento dei costi sociali, nonché per l’ottimizzazione della spesa pubblica , rende purtroppo strumentalizzabili le stesse, soprattutto da una facile propaganda politica. La tematica attraversa l’intera società e pone al disopra di tutto la qualità della vita, come leva fondamentale e opportunità di revisione di concetti e comportamenti non solo del singolo ma di tutti i soggetti coinvolti, ivi compresa la Politica, così da perseguire uno sviluppo sostenibile innalzando culturalmente un senso civico tuttora assai latente, il tutto purtroppo ostacolato da evidenti inadeguatezza e inadempienze.

Gli indirizzi generali e le linee guida di attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale

Obiettivi Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale fu istituito dalla legge del 17 luglio 1999, numero 144, che ne definisce anche gli obiettivi e le caratteristiche di base. La norma recepisce un’ esigenza segnalata nella Prima relazione al Parlamento sullo Stato della Sicurezza Stradale del 1998, che evidenziava “l’opportunità di predisporre un piano nazionale per la sicurezza stradale consistente in un sistema articolato di indirizzi, di misure per la promozione e l’incentivazione di piani e strumenti per migliorare i livelli di sicurezza da parte degli enti proprietari e gestori di reti stradali, di interventi (infrastrutturali, di prevenzione e controllo, normativi e organizzativi), di strumenti per migliorare la conoscenza dello stato della sicurezza stradale e della sua evoluzione”.

Il Piano era finalizzato a creare le condizioni per una mobilità sicura e sostenibile, riducendo il drammatico tributo di vittime imposto quotidianamente dagli incidenti stradali e i conseguenti ingenti costi sostenuti dallo Stato, dal sistema delle imprese e dalle famiglie.

L’obiettivo di riferimento recepiva le indicazioni del secondo programma per la sicurezza stradale elaborato dalla Commissione europea: riduzione del 50% del numero dei morti e feriti entro il 2010, obiettivo questo non solo non raggiunto, ma ancora ben lontano, come possiamo constare dai dati che mettono l’Umbria al  terzo fra le regioni nella classifica nazionale.

I dati nazionali di oltre 6.500 morti, 290.000 feriti, 20.000 invalidi permanenti costituiscono costi sociali stimati in circa 35. miliardi determinarono l’impegno alla riduzione prevista con l’applicazione dei programmi prevedendo una riduzione di 24. miliardi/anno rispettando i programmi. Si ribadiva già allora che: “il conseguimento di questi obiettivi consentirebbe di recuperare il pesante ritardo che il nostro Paese ha accumulato rispetto alla evoluzione media europea; e a causa di tale ritardo l’Italia registra ogni anno circa 2.800 vittime “in più” rispetto alla media dei paesi europei più “attenti” (civili) alle problematiche sulla sicurezza stradale.

I contenuti di tali indicazioni si basano sui risultati delle Relazioni al Parlamento. La Relazione al Parlamento sullo Stato Stradale è prevista dal Art 1 del Codice della Strada che come dallo stesso previsto viene presentata al CNEL per acquisirne il parere, passando successivamente al Consiglio dei Ministri delegando in genere il Ministro dei Lavori Pubblici alla trasmissione in Parlamento.

I Principi Generali e le Linee Guida evidenziarono come per la definizione e l’attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale fosse opportuno costituire due strutture:

a) Il Comitato per la sicurezza stradale, quale sede di concertazione e coordinamento dei soggetti che contribuiscono direttamente alla definizione del Piano e alla sua attuazione (con particolare riferimento alla partecipazione dei Governi regionali e del sistema delle Amministrazioni locali) e come strumento di verifica della sua attuazione;

b) La Consulta della Sicurezza Stradale, come sede di confronto, proposta e valutazione sui contenuti, sui programmi attuativi e sui risultati del Piano, da parte delle associazioni di categoria, delle parti sociali, delle associazioni etc.

Attraverso queste strutture vengono assicurate le condizioni organizzative e i supporti tecnici necessari per promuovere e gestire la concertazione e il partenariato. Il Piano è inoltre dotato di strumenti tecnici (rete degli archivi dati statistici): cioè parametri, standard e indicatori che consentano a tutte le amministrazioni e agli Enti che partecipano all’attuazione del piano di analizzare lo stato e l’evoluzione della sicurezza stradale e soprattutto di individuare i fattori di rischio presenti in una determinata area o in un determinato comparto della mobilità.

Pertanto in virtù di quanto sopra espresso,quale responsabile territoriale AIFVS, Associazione facente parte della Consulta Nazionale, mi sono prodigata già da qualche anno nel sollecitare Enti e Amministratori nel territorio, denunciando le conseguenze negative derivanti dallo scarso livello di integrazione e collaborazione, che pongono dubbi sulla legalità sia delle procedure che dei progetti finanziati, nonché nell’evidenziare i perniciosi effetti che tali comportamenti hanno, testimoniati purtroppo dai risultati negativi per i quali l’Umbria vanta una ben poco invidiabile terza posizione nazionale. Auspico pertanto che si cambi direzione, attivando nell’immediato le esatte e lecite procedure senza ulteriori speculazioni d’informazione e discutibili attività di autoreferenzialità politiche a cui spetterebbe invece il garantire la corretta amministrazione del bene pubblico.

SICUREZZA STRADALE, DA GIUNTA REGIONALE SÌ A SCHEMA DI CONVENZIONE CON MINISTERO

15 settembre 2010

Stefano Vinti

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore Stefano Vinti, ha approvato lo schema di convenzione tra la Regione Umbria e il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per dare corso al 4° e 5° programma annuale di attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale. Per gli interventi del 4° programma il Ministero ha stanziato 53 milioni di euro, mentre per il 5° programma le risorse autorizzate ammontano a 31 milioni e 350 mila euro. La Regione Umbria cofinanzierà le misure per la sicurezza stradale con 1.146.391 euro per il 4° programma e 678.100,5 euro per il 5° programma. “Importanti risorse – sottolinea l’assessore alla sicurezza stradale Stefano Vinti – che a breve, una volta stipulata la convenzione con il Ministero, saranno disponibili e verranno messe a concorso per cofinanziare gli interventi che i proprietari di strade, Comuni e Province, presenteranno per migliorare la capacità di governo della sicurezza stradale”. Obiettivi del 4° e 5° programma sono l’attuazione di modificazioni strutturali delle strategie di sicurezza stradale, con l’introduzione di azioni innovative in grado di imprimere una decisa accelerazione al processo di riduzione delle vittime in incidenti stradali e di svolgere un’azione di riequilibrio per mettere in sicurezza quelle strade, territori e modalità di spostamento che registrano livelli di rischio nettamente più elevati della media o stanno subendo un forte deterioramento dei livelli di sicurezza.

Gli interventi previsti dai programmi sono molteplici: il rafforzamento della capacità di governo della sicurezza stradale, attraverso strumenti di programmazione, monitoraggio, iniziative rivolte al contrasto dei comportamenti ad alto rischio; la formazione di una nuova cultura della sicurezza stradale, con progetti pilota nel campo della formazione alla mobilità sicura e sostenibile della popolazione in età scolare. Inoltre, campi di intervento prioritario sono relativi a azioni che vadano ad incidere sulle componenti di incidentalità primarie, come l’individuazione delle tratte stradali extraurbane che presentano le maggiori concentrazioni di vittime e la definizione di misure efficaci per eliminare o ridurre i fattori di rischio, il miglioramento della sicurezza nelle aree urbane a elevata incidentalità con misure di regolamentazione del traffico. Si interverrà anche per la riqualificazione del sistema viario, interventi urbanistici, il miglioramento della sicurezza della mobilità ciclopedonale con creazione di percorsi protetti e riservati, la messa in sicurezza della mobilità su due ruote a motore, progetti pilota per la messa in sicurezza degli spostamenti casa-lavoro con particolare attenzione al pendolarismo. Infine, è previsto che, per incrementare il numero di controlli sui comportamenti ad elevato rischio, una quota fino al 10% dell’importo del finanziamento relativo al 4° programma dovrà essere destinata all’acquisto di attrezzature idonee ai controlli su strada relativi alle infrazioni agli art. 186 e 187 del codice della strada, cioè i controlli per la guida sotto l’influenza dell’alcool e quelli per la guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, comprese le nuove misure per i neopatentati, i conducenti minori 21 anni e per chi esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone o cose.


Nota di: Mary Mancinelli - resp territ AIFVS Onlus-

Mary Mancinelli

In rappresentanza della componente civile, ricordiamo all’Assesore Vinti, il quale ha proceduto con tale “convenzione”  ad adoperarsi al doveroso svolgimento del suo mandato rispettando l’impegno del governo centrale nei confronti dei governi locali, che le direttive europee e lo stesso regolamento della Consulta Nazionale sulla Sicurezza stradale e CNEL regolano da anni il buon andamento e l’ottimizzazione della spesa pubblica in tal senso già delineato e normato . In tale logiche pertanto auspichiamo che l’attenzione oggi innalzata non strumentalizzi oltremodo, in nome della crisi, il recuperare i ritardi e l’eggravarsi della situazione determinata da anni di inadeguatezza e inadempienze, sia nazionali che locali. Pertanto non avalleremo il finanziare azioni non prioritarie o tantomeno progetti già eseguiti per il mèro proposito di sostenere simpatizzanti politici o enti deficitari, che avrebbero dovuti esser discussi dalla consulta (mai costituita) a livello Regionale, cui oggi ne veniamo a conoscenza tramite comunicati stampa.

Pertanto noi di AIFVS onlus, fedeli alla nostra missione e facenti parte della consulta nazionale,  riconosciuta voce,  esperti per quanto concerne le (di) istanze civili sulla sicurezza stradale, nonchè forti del protocollo instaurato con UNC Umbria (Unione Nazionale Consumatori) continueremo nel nostro solerte e attento compito di sentinelle a tutela della cittadinanza tutta senza distinzioni politiche. Lodando al contempo i solleciti che sappiamo provenire dalla nuova Governatrice, sempre rimarcando quel ruolo negatoci di sedere ai tavoli di dialogo e non di assentire a scelte a prescindere.

Sicurezza stradale in Via San Girolamo: Prisco e Romizi (PDL) “l’Amministrazione comunale ripensi le sue scelte

14 settembre 2010

“ L’ennesimo incidente accaduto qualche giorno fa in Via San Girolamo, conferma le nostre preoccupazioni sulla pericolosità del tratto stradale. Tre mesi fa, con una interrogazione urgente alla Giunta, sollecitammo interventi di messa in sicurezza del tratto stradale  cittadino che congiunge Perugia con P. S .Giovanni Siamo costretti a denunciare ancora una volta l’abbandono dell’area sia per il traffico pedonale che veicolare. “ La Giunta – chiedono i Consiglieri PDL Prisco e Romizi – dovrebbe rivedere la propria scelta di non inserire la manutenzione di questa strada nel programma triennale delle opere pubbliche per i prossimi tre anni”.


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