LA MITOLOGIA NURSINA

san benedetto

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di Marco Francisci

DAI RACCONTI SULLE ORIGINI ALLE EPOPEE CAVALLERESCHE.

Particolarmente ricco è il repertorio di letteratura memorialistica prodotto a Norcia tra il XVII e il XVIII secolo, cui si dedicarono numerosi eruditi locali, laici ed ecclesiastici, mossi dal proposito di elogiare le vetuste e nobili ascendenze della città e di mostrare con ciò soprattutto che essa fosse senza alcun dubbio degna di essere eletta ad esclusiva sede vescovile. Ne citiamo alcuni: Fortunato Ciucci, Giovan Battista Lalli, Carlo Capitani, Egidio Mocavino, Antonio Seneca, Giacinto Rosa, Giacomo Lauro, un anonimo Minorita norcino e molti altri. Dai racconti di questi collezionisti di leggende popolari e costruttori di genealogie fantastiche si ricava un sistema mitologico-narrativo, raro nella sua complessa struttura, che coinvolge un periodo che va dalle supposte remote origini fondative, attraversa l’età romana e tardo-antica includendo elementi di effettiva storicità, fino al periodo delle guerre gotiche e inoltrandosi in epoca feudale e nobiliare. La fondazione di Norcia venne inserita all’interno del fenomeno migratorio delle misteriose genti pelasgiche che nel secondo millennio a.C. si sarebbero trasferite dalla Grecia sulla penisola italica, originando un nuovo assetto etnico da cui successivamente, in parte per fusione con le ondate celtico-villanoviane provenienti dal Nord Italia, scaturì il variegato mosaico dei popoli italici preromani. Fu in particolare la pubblicazione, nel XVI secolo, delle versioni latine e volgari del testo greco di Dionigi di Alicarnasso sulle ‘antichità romane’ a fornire inizialmente il sottofondo narrativo in cui collocare i racconti sulle origini di ‘Nursia’, il cui nucleo etnico venne ad essere costituito dalle popolazioni provenienti dall’Arcadia guidate da Enotro o Enotrio, considerato l’iniziatore del ceppo sabino cui fu attribuita anche la fondazione di Rieti. Un discendente di Enotro, Nursino, sarebbe stato l’effettivo fondatore della città, una generazione precedente la guerra di Troia, ma il nome le sarebbe derivato invece da un simulacro dalla dea della fortuna Northia che Enotro condusse dalla Tuscia dove era inizialmente approdato. Lo stesso Nursino, che regnava con il fratello Imbrone su una vasta area dell’Italia centrale appenninica, avrebbe costruito una ‘Regis cameram’, innovativa struttura a volta contenente il tesoro reale, nel sito dove poi sorse la città di Camerino. Altri re furono Tarone, alla cui figlia fu dedicato un edificio reale analogo al precedente nel territorio detto ‘Le Preci’, Sabo, da cui derivò l’etnico dei Sabini e dei Sabelli, e infine Vespaso e Ploto iniziatori rispettivamente delle importanti stirpi romane dei Vespasiani e dei Plotii. Questi monarchi delle origini costruirono una serie di rocche contornanti la regione norsina (Savelli, Vespia, Palatina o Rocca Florida, Rodoflano, Tollenza, Grappa), che ne segnarono il territorio di riferimento e che praticamente sono le stesse citate (alcune corrispondono a nomi di luoghi tuttora esistenti) nella cosiddetta ‘Chronica Nursina’, racconto presumibilmente di epoca medievale, parte in prosa parte in stile epico-cavalleresco, che costituisce il reperto letterario più importante della memorialistica di Norcia. Questo testo, conservato alla biblioteca Vallicelliana di Roma, di una cui prima versione manoscritta corrotta si ha notizia alla fine del ‘400, narra delle gesta del principe Proprio, definito figlio dell’imperatore Giustiniano, il quale liberò la città dalla minaccia incombente costituita dai signori delle rocche e che dopo la vittoria su questi sposò Abondanza, figlia dei nobili della Rocca Sassaria Milleo e Diana e madre dei gemelli Benedetto e Scolastica. Appare evidente lo scopo agiografico del racconto finalizzato a fornire lustro genetliaco al personaggio più famoso nativo di Norcia e universalmente conosciuto come fondatore dell’omonimo movimento monastico, ovvero S. Benedetto. In realtà la struttura della ‘Chronica’ non è lineare ed è con evidenza composta di due distinte storie fuse insieme, riferibili a periodi diversi e con differente attendibilità storica. Gli stessi riferimenti riportati nel testo a Giustiniano, all’ascesa politica di Totila e alla cornice quindi della guerra greco-gotica contrastano con quella che tradizionalmente è considerata la data di nascita di S. Benedetto, il 480 d.C., ovvero sessanta anni circa prima dei supposti avvenimenti narrati. Ciò tuttavia non riduce l’importanza della ‘Chronica Nursina’ dalla quale è comunque possibile estrapolare numerosi elementi di grande interesse ed anche di valore storiografico.

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