BELLADONNA

bella donna

(Atropa belladonna)

di Loriana mari

Caratteristiche: E’  una pianta perenne, rigida, eretta,  a radice rizomatosa alta fino ad un metro e mezzo, spesso coperta di peluria; ha foglie ovali non dentate, peduncolate. I fiori sono di colore porpora spento, solitari a forma di campana e il frutto è una bacca nera lucida dall’ aspetto invitante e può essere confusa con gli appetitosi frutti del sottobosco come i mirtilli

Habitat: si trova nelle radure dei boschi, negli arbusteti e nei terreni a sub strati calcarei ed è comune in tutta Italia. Cresce nella zona montana e sub montana nei boschi ombrosi delle Alpi e dell’Appennino.

Proprietà : la belladonna contiene tre alcaloidi: l’ atropina, la giusquiamina e la scopolamina, che hanno effetti profondi sul sistema nervoso. L’atropina viene usata per dilatare la pupilla e per preparare medicinali contro la diarrea; inoltre ha proprietà sedative e anestetiche, ma è pericolosissima, perchè è mortale. I sintomi sono condensati in una vecchia filastrocca inglese: caldo come una lepre (febbre), cieco come un pipistrello (dilatazione pupillare e paralisi dell’accomodazione), secco come un osso (blocco della sudorazione e della salivazione), rosso come una barbabietola (congestione del volto e del collo), matto come una gallina (eccitazione psico-motoria e allucinazioni).

Storia, leggenda, mito e magia: è una delle più tipiche piante utilizzatenella magia tradizionale, a causa del suo potente ed immediato effetto, le streghe ai tempi del sabba si spalmavano un unguento sul corpo permettendo alla sostanza di entrare in circolo velocemente e di volare:  chiamato “il sussurro delle streghe” . L’ Atropa belladonna, deve il suo nome ai suoi effetti letali e al suo utilizzo nel campo della cosmetica. Atropa deriva dal nome della parca Atropo alla quale era affidato il compito, nella mitologia greca, di recidere il filo della vita ai comuni mortali. Belladonna poichè nel rinascimento le dame la utilizzavano per migliorare il colorito della pelle del viso e dare lucentezza agli occhi. L’atropina e’ una sostanza allucinogena molto conosciuta in medicina fin dai tempi di Ippocrate nel 400 a.c. e che si trova nelle piante di Belladonna, Mandragora, Stramonio e Giusquiamo. Queste piante hanno un potere sia ipnotico che afrodisiaco e venivano utilizzate per creare allucinazioni, stordimento e eccitazione nei riti per incontrare Satana. L’atropina ha un fascino particolare che ha coinvolto nei secoli streghe, poeti, scrittori, scienziati medici e alchimisti. Affascinato da questa sostanza un professore antropologo tedesco, Will Erich Peuckert, nell’anno 1960, si ritrova tra le mani una ricetta di antica stregoneria tratta dal libro Magia Naturalis di Giambattista e ne viene tentato. Seguendo le istruzioni Peuckert prepara un unguento che utilizza su se stesso. Cade in catalessi e in un sonno profondo di più venti ore durante le quali viene tormentato da orribili visioni: mostri, paesaggi infernali, esseri diabolici e creature sataniche. Lievissima è la differenza tra la quantità che dà allucinazioni e tra quella che dà la morte. Per questo è necessario evitarne l’utilizzo in ogni tipo di situazione.

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