Il progresso scientifico e la religione oggi

anita d'alessandro


di Anita D’Alessandro

Si  nota oggi un allontanamento dell’uomo dalla religione?

E’ il progresso scientifico causa di tale distacco?

Sono questi gli interrogativi che ognuno di noi dovrebbe porsi e che raramente ci si pone perché la vita di oggi, così veloce nel suo scorrere, lascia poco tempo per poter riflettere su quelli che dovrebbero essere e sono i grandi problemi dell’umanità.

Nel mondo di oggi la diffusione dello scetticismo è, senza dubbio alcuno, notevole e si è  spesso increduli sulle cose dell’aldilà perché pensiamo che ciò non costituisca un segno di cultura, di emancipazione, di progresso; oppure riteniamo, da un altro punto di vista,  che il seguire determinati culti, determinate pratiche religiose, ottemperare a talune rogole morali sia sufficiente per la quotidiana esistenza dell’essere umano. In entrambi i casi si giunge ad una forma di abulia, di apatia, di disinteresse ai gravi problemi  accennati: nel primo caso si ritengono  utili gli interrogativi sulla religione; nel secondo ci si ritiene  contenti di un cieco affidarsi a quelle pratiche ed all’osservanza di quei principi morali. Ora è vero che la surmodernità, non è connessa soltanto con la incredulità e scetticismo nelle masse, ma si ritiene possa  “favorire il sorgere di nuovi e più rilassanti costumi di vita”. In tal modo i mutamenti di costume, la perdita di molti pilastri della morale comune, e fattori come lo sviluppo della tecnica, come l’urbanesimo e il suo conseguente fenomeno odierno della città frammentata, la diffusione di nuove professioni, hanno sempre più inaridito il senso della religione: il risultato è la perdita di serenità, la vita sempre più convulsa, il bisogno di evasione, la incomunicabilità, la chiusura dalla società e dalla vita.

Pertanto le chiese e tutti  i  luoghi sacri sono affollati da gente che crede la fede faccia da antidoto ai propri sensi di colpa. “La fede non è questo”.

Non manca qualche studioso che ha sostenuto una religione cosmica, al posto delle religioni organizzate che le considera, cristallizzate e che lo scetticismo è dovuto a credere Dio non come forza naturale non come espressione della legge di causalità, bensì come essere antropomorficamente concepito. Senonchè anche questa spiegazione non appare convincente: muta il nome, mutano i caratteri della divinità ma il problema rimane sempre: chi fa ed ha fatto tutto l’universo, così precisamente calcolandone i limiti, le dimensioni e così via?

La  verità è un’altra che la scienza non dà sostegno psichico all’uomo e dice bene Alexis Carrel (Nobel per la medicina 1912) che la natura ha creato tutto ciò che all’uomo ed alla società serve; sicchè ad ogni bisogno ci può fornire quanto necessita per soddisfarlo. Ora, come dice il biologo, vi sono dei momenti in cui l’uomo avverte il bisogno di congiungere le mani e rivolgersi a qualcuno che soddisfa la necessità di uscire fuori da una disperazione o dalla carenza di serenità. Ed è una prova tangibile che dopo la preghiera esce rasserenato. Cominciamo dunque col credere, non cerchiamo di andare al di là delle nostre possibilità, di penetrare tutti i misteri, perché solo lasciando qualche cosa nel mistero l’uomo riesce a conservare la salute dello spirito; a comprendere quello che altrimenti non ha compreso e mai comprenderà. Vi è un “perché” che neppure la scienza più progredita può riuscire a spiegare: è quello che sta alla base di ogni discorso sul problema della vita e della morte: è quello che può essere avvicinato soltanto dalla scienza sorretta dalla fede.

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6 Risposte to “Il progresso scientifico e la religione oggi”

  1. giuseppe Says:

    Pungente, preciso, colto. Brava Un’articolo da sottoscrivere e divulgare.

    10 e lode

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  2. Giuseppe-Caravaggio Says:

    sono d’accordo su buona parte del discorso.
    Sulla scienza però credo che.. è vero essa non dà sostegno psichico all’uomo, ma a volte credo lo renda egoista e lo pone in una posizione di egocentricità al punto tale (ma non sono d’accordo) di riuscire a spiegare le ragioni della vita dando una fredda motivazione del perchè della vita: casualità.
    Io non sò esattamente se ci sia davvero una divinità che manovra il motore della vita,
    ma credo di apprezzare tutto quello che essa ci offre

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  3. Fabrizio Says:

    Probabilmente è in quella “casualità” che vive la fede o il credo, è in quella “casualità” che la scienza dà come risposta ai perchè della vita che si nasconde ma non scompare, la fede. L’uomo può allontanarsi dalla religione, ma non dalla fede, può allontanarsi dalla chiesa, ma non dalla fede, è grazie alla fede che l’esigenza di congiungere le mani, come dice Anita, riesce ad essere parte di un bisogno umano.

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  4. angela Says:

    grandiosa! comunque approvo quello che dice fabrizio che l uomo puo’non essere religioso ma crede nella fede….

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  5. corrado Says:

    “nulla si crea,nulla si distrugge,tutto si trasforma”.E’ la seconda legge della termodinamica,la legge chimica di gay-Lussac etc.etc.usata fin dai
    tempi remoti.E’ una intuizione documentata dalla vita e dai fati che rende
    superflua qualsiasi religione e garantisce l’eternità all’uomo terrorizzato
    dalla morte.Ho sviluppato questi concetti alla luce di K.Lorenz,A.Einstein,
    leggendo le origini della specie etc.Dopop anni di riflessioni,letture e ricerche ritengo la Bibbia una geniale favola per bambini,tutte le religioni
    semplici te ntativi di dare serenità all’uomo ma in realtà per schiavizzarlo.
    La serenità che mi ha dato questo concetto cosmico è impagabile e sto
    mettendo tutto nero su bianco.Esiste però un obbligo assoluto:rinunciare
    totalmente al risorgere della propria personalità.

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  6. gesuella Says:

    Si,Anita condivido pienamente le tue riflessioni, ma come credente praticante, vorrei aggiunere. Amare Gesù è il Dono più grande che Egli ci ha fatto,vivere la fede come la Chiesa ci insegna e i 10 comandamenti che Gesù ci ha detto di seguire, ci da tutto quello di cui abbiamo bisogno per nutrire la nostra anima. Pregare,digiunare,il resto è gioia di vivere. Tutto ciòè stato vissuto su la propria pelle.Grazie, continua
    abbiamo bisogno nella società del consumismo di giovani che testimoniano la vera Fede. Gesuella

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