Sellano: castello e “terra” ribelle di Spoleto

cascata delle rote

di Marco Francisci

Fu lo storico spoletino Saverio Minervio nel sec. XVI ad ipotizzare l’origine romana del “predio” sellanese, sovrapponendo la gens Suilla di alcune iscrizioni rinvenute a Spoleto, ai suillates citati da Plinio il Vecchio nell’Historia Naturalis. Nel secolo successivo il memorialista folignate Jacobilli collegò il nome anche ad una tradizione popolare sulla fondazione di Sellano da parte dei soldati di Silla. Recenti studi hanno inoltre indicato una possibile derivazione illirica dell’etimo. E’ comunque facilmente identificabile lo schema urbanistico a griglia quadrangolare del preesistente insediamento romano. Feudo dei conti germanici di Alviano, comune montano autonomo, castello e “terra” ribelle di Spoleto, di nuovo comune autonomo insieme ai territori aggregati di Orsano, Cammoro, Apagni, Postignano Montesanto, anch’essi ex castelli romani.  Lo spirito di indipendenza e di difesa dei diritti, la durezza del carattere, ma anche il profondo senso di spiritualità e di umiltà di una terra che fu tra i primi laboratori di elaborazione del nuovo pensiero sociale cristiano umbro, sono i tratti che questo popolo ha manifestato in diversi momenti, anche lontani, della sua storia. Nel suo periodo più importante, tra il XIV e XVI secolo, il territorio di Spellano ebbe modo di partecipare al movimento di rinnovazione delle arti che si diffuse nell’Italia centrale, accogliendo, soprattutto nelle sue numerose piccole chiese rurali di stile romanico, gli artisti provenienti dalla montagna e dalle cerchie del folignate e dello spoletino, essi lasciarono ampia testimonianza del loro stile rinascimentale minore in cicli iconografici votivi intrisi del senso di ingenua devozione e di pietà umana. Diviso tra i sottobacini della Valle Umbra e della Valle del Nera e aperto verso più aree di riferimento, il subappennino sellanese può vantare una delle morfologie paesaggistiche più interessanti dell’Umbria, con i suoi declivi dolci ed i suoi altipiani che hanno sempre consentito una maggiore e più variegata attività agricola, con il suo vasto manto boschivo e di pascoli da cui è possibile ricavare produzioni alimentari di pregio come la tartuficola e la casearia ovina e caprina, con la ricchezza della rete sorgiva e la particolare mitezza e purezza del clima, con la caratteristica presenza insediativa diffusa in tanti piccoli villaggi originariamente autosufficienti. Superata la lunga fase sismica, Sellano ed il suo territorio sono pronti ad avviarsi verso una crescita economica che esalti le proprie e indiscutibili  qualità storico-culturali ed ambientali.

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