Zafferano, dall’arabo za’ faran

zafferano o croco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Loriana Mari

 

Loriana Mari

Caratteristiche: è  una pianta erbacea perenne, che appartiene alla Fam. Delle Iridacee. Alta dai 20 ai 50 cm possiede un bulbo tubero da cui si sviluppano in autunno le foglie e i fiori violetti.

La spezia si ottiene dagli stimmi filiformi del fiore, che vengono raccolti a mano. Originario probabilmente di Creta e coltivato inizialmente in Asia Minore, oggi lo zafferano viene prodotto in Spagna, Francia, Italia, Turchia, Iran, Marocco e Kashimir.

Habitat: E’ una pianta bulbosa precocissima che cresce nei boschi radi e molto fertili, i prati concimati e i pascoli, dove può godere di un po’ di sole. Fiorisce già a febbraio e produce fiori violacei e bianchi con la gola gialla.

 Storia, Leggenda, mito, magia: Apprezzato come aromatizzante e colorante da oltre 4000 anni, lo zafferano è la spezia più costosa che esiste al mondo: occorrono 150.000 fiori e 400 ore di lavoro per produrre 1 kg di droga secca.

Il suo nome deriva dall’arabo za’ faran (che è giallo), in relazione al colore che dava ai cibi e alle stoffe.

Il croco, fiore infero è collegato alla sfera funeraria fin dall’epoca micenea, esso veniva impiegato per utilizzi sacri, come ci è testimoniato da Stazio, che documenta l’uso di bruciarlo nel rogo dei personaggi pubblici più eminenti. In relazione ad Ecate, esso viene nominato  come uno dei fiori raccolti dalla già citata Kirke nel giardino incantato della dea. Questa maga appartiene alle tradizioni mitiche delle primitive culture mediterranee: essa è figlia del Sole e signora delle piante, dalle quali trae gli elementi per la preparazione dei suoi filtri portentosi. Il fiore in questione, infatti, può sortire anche effetti afrodisiaci e addirittura letali, diventando un potente venenum, termine proverbialmente associato alla magia assieme a quello di  philtrum  e a quello di  carmina,  le parole magiche, come quelle (hecateia carmina) ricordate da Ovidio.

Riguardo al suo uso sacrale, c’è da ricordare infine l’associazione del croco al culto di Artemide e di Apollo (entità che, come abbiamo già sottolineato, erano in stretta relazione simbolica con Ecate), di cui adornava gli altari durante i riti celebrati in suo onore a Cirene. Qui è importante, tuttavia, mettere in evidenza il suo legame con la morte o, per meglio dire, lo stretto rapporto terra – morte- vegetale, tipico delle culture agrarie. La stessa origine mitica del crocus sativus si ricollega alla sfera semantica della morte: secondo la tradizione più accreditata, esso è nato dal sangue di Krokos, “l’eroe del Croco”, ucciso involontariamente da Hermes mentre giocava al disco. A conferma di quanto appena detto, esso si associa anche a un culto tombale che aveva luogo nel corso dei misteri eleusini. Il suo colore si lega invece al mondo femminile: Ovidio descrive come giallo zafferano la veste del dio Hymen che presiede ai riti nuziali. Sarà dello stesso colore il drappo degli officianti delle cerimonie funerarie: si riconferma nuovamente il legame tra l’unione-generazione (matrimonio) e la morte (funerale).

Proprietà: Lo zafferano possiede particolari proprietà analgesiche, digestive, sudorifere, calmanti e carminative. Svolge una benefica attività contro la depressione, stimola la circolazione, cura i disturbi urinari e digestivi, in Cina viene usato per curare le malattie del fegato.

 Utilizzo: Per fare un profumo allo zafferano occorre mettere in una bottiglia di vetro con tappo 50 ml di alcool etilico e 44 gocce di olio essenziale  di bergamotto, 15 gocce di olio essenziale  di limone, 4 gocce di olio essenziale  di curali, 1 goccia di olio ess di lavanda, 1 goccia di olio essenziale  di rosmarino e 2 pizzichi di zafferano. Agitare prima dell’uso.

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2 Risposte to “Zafferano, dall’arabo za’ faran”

  1. linus Says:

    Ma cos’è l’olio essenziale di curali? Mai sentito (ne’ trovato sul web)

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  2. Loriana Mari Says:

    Per rispondere alla domanda di Linus del 7 settembre 2010: ” Mi scuso per aver scritto erroneamente curali anzichè neroli ( che è l’olio essenziale amaro tratto dai fiori d’arancio). “

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