Proposta Perugia e Assisi Capitale della Cultura Europea

Laura Zampa consigliere provinciale Pd : “la proposta che unifica e rafforza il progetto deve essere legata a tutto il territorio” “Non due città, ma un’apertura alle tante potenzialità della nostra Provincia”

Laura Zampa

Il Consigliere Provinciale Laura Zampa (Pd) pone in evidenza l’importanza di una  forte candidatura in Umbria per concorrere a Capitale della Cultura Europea per il 2019 e intende risollevare il dibattito invitando  i Sindaci di Perugia Wladimiro Boccali e di Assisi Claudio Ricci, rispettivamente anche Presidente dell’ANCI e Presidente dell’Assemblea delle Città e Siti Unesco italiani, ad una riflessione critica  sul progetto che li vede protagonisti di una doppia candidatura delle loro  Città. Si vuole ricordare come già da molti mesi l’argomento sia stato posto all’attenzione del Consiglio Provinciale che è per sua stessa definizione espressione politica dei territori, e quindi delle loro vocazioni ed ha il dovere di una visione completa delle realtà socio-economiche e culturali dell’intera Provincia, elemento che, anche se certamente non preclusivo, dovrebbe essere almeno oggetto di considerazioni da parte dei Sindaci.  All’unanimità, è stato votato un documento in cui si approva il sostegno della Provincia ad una candidatura di Perugia e dei suoi Territori in un’ipotesi di progetto presentata dall’ Assessore alla Cultura Donatella Porzi e già partecipata ai 59 Sindaci. “ L’auspicio era – dice la Zampa –  che gli attori della candidatura Perugia-Assisi potessero cogliere le reali potenzialità dei Territori di tutta la Provincia nell’esprimere un progetto che non si limitasse all’individuazione di due uniche città unite da un semplice “trattino”, ma che si aprisse alla ricchezza culturale dell’intera Provincia se non di tutta la Regione.  Nel concordare con l’Assessore Bracco sul leitmotiv del dialogo interculturale tra i popoli si mette in evidenza che certamente Perugia con le sue due Università ed Assisi con il dialogo interreligioso rappresentano sicuro apporto culturale all’espressione dei valori umbri, ma sarebbe impensabile rinunciare ad altri tipi di linguaggi culturali. Primo fra tutti il dialogo dell’arte e dello spettacolo promosso con forza, esperienza, dinamismo e in alcuni casi in dimensione internazionale.  Si pensi poi al dialogo dell’Uomo con la Natura, elemento fondante e per nulla trascurabile del nostro sviluppo in campo di green-economy  e studio sulle fonti di energia alternativa. Alla grande forza comunicativa di una Cultura del Benessere e della salute della Persona  improntata al dialogo tra l’antico ed il moderno, nell’arte, nell’architettura, nelle tradizioni, nella enogastronomia, unica ed irripetibile opportunità per la lettura del passato e la proiezione nel futuro attraverso l’esperienza di un  quotidiano che offre una altissima qualità della vita. Riguardo alle infrastrutture si invita a riflettere sulla ricchezza dei centri storici della Provincia in relazione a Palazzi, Ville, Teatri, Piazze, Borghi, spazi ritrovati, che rappresentano già in essere o potenzialmente, luoghi  di possibile incontro e dialogo internazionale. Queste considerazioni vogliono essere soltanto un impulso, in questi tempi di grande crisi economica e di conseguente rischio di impoverimento non solo materiale, ma anche dei valori che contraddistinguono la nostra Cultura, a prendere in esame l’eventualità , di un progetto di ampio respiro che candidi Perugia e i suoi Territori a Capitale della Cultura del dialogo tra i popoli, ed offra allo stesso tempo occasione di sviluppo e crescita per l’intera Regione. L’appello è a tutti Sindaci dell’Umbria perché creino un tessuto di efficaci relazioni che offrano occasioni di confronto, anche all’interno dell’ ANCI e dell’UPI, per una autorevole candidatura unitaria. Per essere forti e credibili basta mettere a sistema le ricchezze,  di cui già fortunatamente godiamo in larga misura e confidare nella forza, nella passione e nella concreta capacità progettuale della Gente Umbra”. E proprio per sollecitare la ripresa del dibattito la Zampa ha inviato queste riflessioni alle organizzazioni umbre degli Enti Locali (Anci, Upi, Uncem e Lega per le autonomie locali) e ai 59 sindaci dei comuni della Provincia di Perugia.

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