Italia Federale chiede l’azzeramento della giunta regionale dell’Umbria

Gli sviluppi dell’inchiesta sulla sanità che hanno portato alle dimissioni dell’assessore regionale, Vincenzo, Riommi, non possono più procrastinare l’immediata necessità di un azzeramento della giunta regionale e di un pronto ritorno alle urne. E’ quanto afferma Aldo Tracchegiani, presidente nazionale di Italia Federale, a seguito degli sviluppi dell’inchiesta “Tuttopoli”. “Italia Federale finora non si era pronunciata a riguardo dell’inchiesta, fiduciosa del lavoro di indagine operato dalla magistratura inquirente, in ossequio al suo spirito garantista. Ora però, dopo le dimissioni dell’assessore Riommi, che hanno fatto seguito alle indagini su diversi esponenti di primo piano del mondo politico legato al Pd, all’area folignate e all’entourage dell’ex presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, dobbiamo necessariamente constatare il tradimento del patto elettorale nonché il fatto che sia stato palesemente scoperto quell’intreccio tra interessi personali e clientelismi politici che avevamo da tempo denunciato. Nel plaudire all’operato della magistratura inquirente dobbiamo allo stesso tempo prendere atto del fallimento dell’azione politica dell’opposizione, da cui invece ci saremmo aspettati la guida di questa operazione di smascheramento di un apparato che abbiamo visto come coinvolga tutti i settori della cosa pubblica. I cittadini umbri – continua Tracchegiani – hanno diritto e soprattutto voglia di conoscere la verità e di comprendere il funzionamento di un meccanismo perverso che interessa però la gestione dei soldi dei contribuenti nonché la fornitura di servizi e prestazioni. A questo punto ci attendiamo la convocazione di una seduta straordinaria del consiglio e che la Marini accolga senza esitazione le dimissioni di quell’assessore che negli anni passati gestì anche il bilancio della nostra regione e prenda atto della realtà di un sistema politico che ha supportato la sua stessa elezione per il quale invece, conoscendo la sua onestà intellettuale, non potrà certamente tollerare il proseguimento di un mandato basato sul sostegno di tale intreccio di connivenze e malaffare”.

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