Una riflessione dalle inchieste umbre: il rapporto tra legalità e verità

di Fabio Andrea Petrini

L’inchiesta sulle “assunzioni, favori politici e forniture” della Procura della Repubblica riguardante la sanità, alcune società partecipate ed enti della nostra regione, l’Umbria, è un nuovo monito importante su cui aprire una profonda riflessione. La prima questione su cui interrogarsi è quella che, da molti anni, caratterizza il dibattito pubblico Italiano, purtroppo senza grandi successi: il rapporto tra legalità e verità. Tutti, o quasi, siamo d’accordo che la pubblica moralità e l’etica non hanno colore politico. Ma il nostro paese si distingue in negativo rispetto ad un vero modello di democrazia europea. E la differenza è proprio qui: l’occultamento dei fatti, la parzialità di molti di noi che impedisce la corretta analisi delle situazioni, lo “studio” superficiale degli avvenimenti. Il cittadino italiano medio ha una sorta di affetto “materno” nei confronti del politico che interpreta la sua “fede”. E quando, verso quest’ultimo, viene scagliato un attacco anche ben documentato e difficilmente smentibile, la prima cosa che pensa non è un sentimento di amarezza, ma come difendere la propria “creatura”. Non importa dal reato commesso, o dal disastro compiuto. L’ho votato, ce l’ho messo io, allora va bene. Stesso discorso, a parti invertite, è quando invece ad essere attaccato è un personaggio politicamente “antipatico”. Magari qualcuno lo spedirebbe in galera senza processo e senza le dovute garanzie che invece, per chi crede nella legalità, sono il principio fondamentale del diritto. La verità purtroppo non è gratis, ha un caro prezzo, si chiama impegno. “L’inchiesta vada avanti, si tolgano tutte le mele marce dal cesto soprattutto se si scoprirà che le ho raccolte anch’io”. Lo dica il cittadino che è il vero titolare di questo concetto.

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Una Risposta to “Una riflessione dalle inchieste umbre: il rapporto tra legalità e verità”

  1. Mary Mancinelli Says:

    La questione spinosa da lei posta ha un nome preciso: sistema culturale di corruzione come dettagliato dall’appello ricevuto dall’EU contro la corruzione 2008 all’Italia da me stessa girato alle PA e consiglio regionale come pure ai due maggiori quotidiani locali.

    cito da IT: La corruzione non è un destino ineluttabile ma un sistema culturale: accettare il sistema corruzione significa barattare la cultura del giusto, del rispetto, della solidarietà partecipe, dei diritti e dei doveri con la cultura del privilegio e dell’arbitrio.

    Non deve mai essere dimenticato che le ingenti somme di denaro ottenute dalla corruzione sono spesso usate contro i cittadini leali e laboriosi per pagare il dispotismo e l’avidità di individui senza scrupoli che ipotecano la democrazia quando non la distruggono o la impediscono.

    · Corruzione è distribuire privilegi e sinecure per far dimenticare i principi morali o “comprare” l’avversario.
    · Corruzione è premiare i vizi anziché incentivare le virtù.
    · Corruzione è non fare giustizia in tempi brevi.
    · Corruzione è tollerare le illegalità senza tollerare i cittadini inermi.
    · Corruzione è partecipare alla vita politica senza averne i talenti e le virtù necessarie, né la volontà di mettersi a servizio dei cittadini.
    · Corruzione è votare un politico corrotto per ottenere privilegi.
    · Corruzione è votare irresponsabilmente senza accertarsi dell’onestà morale e intellettuale del candidato.
    · Corruzione è fornire informazioni falsate o partigiane.
    · Corruzione è non chiamare le cose col proprio nome per confondere gli animi.
    · Corruzione è usare i servizi pubblici mediatici facendo apparire trasmissioni per i cittadini e con i cittadini, programmi costruiti per precisi fini che non rappresentino l’interesse comune.

    Esistono situazioni politico-ambientali che favoriscono la diffusione della corruzione sistemica:

    · Alta concentrazione di potere senza adeguata responsabilizzazione.
    · Basso coinvolgimento della gente e delle loro associazioni nelle decisioni pubbliche.
    · Burocrazia potente e non responsabilizzata.
    · Pesante influenza dei governi nei processi economici.
    . Situazioni di monopolio/oligopolio o comunque situazioni di privilegio all’interno del sistema economico
    · Sistemi governativi accentrati.
    · Limitata indipendenza della Magistratura o di altre Istituzioni super partes.
    · Conformismo culturale epidemico.
    · Conformismo nell’informazione.
    . Regolamenti oscuri e complicati.
    . Imposizioni ingiustificate o non pertinenti all’interesse primario dei cittadini.

    L’esperienza insegna che ci sono comunque delle regole base a smantellare la corruzione impedendo la contaminazione della Società.

    · Insegnare i vantaggi sociali di comportamenti onesti e gli svantaggi dei comportamenti corrotti sin dall’inizio della scolarizzazione.
    · Evidenziare il minor costo per la società intiera quando il comportamento onesto è l’atteggiamento abituale.
    · Evidenziare il costo dei privilegi e il peso delle ingiustizie sui cittadini.
    · Condannare pubblicamente e vigorosamente la corruzione e il privilegio a tutti i livelli, rendendone evidenti i costi materiali e morali.
    · Ridurre l’apparato pubblico e lo Stato quanto più snello possibile e quanto più vicino ai cittadini.
    · Evitando sempre e comunque che lo Stato sia contemporaneamente controllore e controllato.

    E’ stato provato scientificamente che dovunque vi è un’estensione della sfera pubblica si creano nuove opportunità e incentivi alla corruzione.* Se la corruzione non viene aspramente combattuta e condannata essa tende a contaminare la società: gli onesti si sentiranno abbandonati e frustrati dallo Stato a cui avevano affidato la loro tutela e i loro diritti e la piovra della corruzione diventerà pervasiva. A questo punto le porte sono aperte alle forze peggiori della società. I migliori cittadini: i coraggiosi, i competenti, i colti, i generosi non potranno che abbandonare il Paese (territorio) impoverendo del loro talento tutta la collettività
    La migliore assicurazione contro la corruzione è rendere la collettività cosciente degli svantaggi e dei costi enormi della corruzione. Occorre quindi diffondere l’idea che l’illegalità ed i comportamenti illeciti comportano costi incalcolabili alla società civile e debbono essere sanzionati nell’interesse di tutti.

    Vivere in una società onesta è più bello e costa molto, molto meno: tra il vivere in una società trasparente e il vivere in una società corrotta c’è la stessa differenza che fare una scampagnata con gli amici cari in una giornata di sole ed essere prigioniero di banditi in una grotta buia.

    Queste considerazioni fanno parte di un appello ufficiale rivolto all’italia nel 2008 causa l’alto indice di corruzione rilevato, ad oggi ne parliamo qui per ovvi motivi, immagini lei….
    Mary Mancinelli

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