IL CONGRESSO QUESTO SCONOSCIUTO

di Ciuenlai

Mentre infuria la bufera sanità e tutti pubblicamente dichiarano una montagna di buoni propositi, fuori campo, va in onda la commedia del Pd dal titolo “predico bene e razzolo male”. L’ennesima grana e l’ennesima polemica interna riguarda lo svolgimento dei congressi di circolo…. Diversi iscritti denunciano (facebook ne è pieno) “le manovre” della nomenclatura delle correnti per far tornare i conti alle assise provinciali e comunali. Si va dall’impossibilità di presentare candidature alternative, alla denuncia della scarsa partecipazione dei tesserati del 2009, molti di dei quali, dice, non hanno rinnovato l’iscrizione, alla mancanza di uno spazio adeguato al dibattito e per conoscere bene i progetti di chi si presenta per ricoprire i vari incarichi. Insomma il gruppo dirigente, secondo questi democratici di base, “starebbe perdendo il pelo ma non il vizio”. Le denunce sono ampie e dettagliate e diversi i militanti che arrivano all’amara conclusione, che è difficile cambiare le cose e che quindi bisogna trovare degli “spazi fuori del partito”. Se i racconti siano credibili e no, lo sanno i diretti interessati, gli “Attori” che hanno partecipato e condotto queste assemblee. Una cosa è certa; se diamo un occhiata agli inviti standard spediti a casa degli iscritti, parecchie cose ritornano. Un congresso convocato a Perugia per domani, prevede questo programma. Ore 15,00 insediamento della Presidenza. Ore 15,00/15,30 presentazione dei programmi del candidato segretario provinciale, dell’Unione Comunale e dei candidati alla segreteria del circolo. Se i pretendenti al “trono” sono 3 o 4, in una mezz’oretta scarsa, la scena presumo si svolga pressappoco così : “Mi chiamo Birillini Antonio e voglio fare il segretario”; “Grazie, chiedo gentilmente interventi più brevi, avanti il prossimo!”. Dalle 15,30 alle 16,30 dibattito e dalle 16,30 alle 20,30 votazioni e poi scrutinio. Un’ora per discutere e circa 5 ore per deporre e contare le schede. Ma non basta. Normalmente i tempi slittano e tutto viene compresso, meno lo spazio dedicato al voto. Domanda ingenua : “ma perchè continuano a chiamarli congressi?”

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Una Risposta to “IL CONGRESSO QUESTO SCONOSCIUTO”

  1. Mary Mancinelli Says:

    Questa società è stata costruita su questi meccanismi e vizi: politici, amministrativi, cittadini sia dipendenti pubblici che imprenditori sanno perfettamente qual’è la realtà del territorio…e non è certo di oggi la sfrontatezza, l’arroganza, che sono purtroppo pari all’inadeguatezza e la famelicità del sistema…tanto che tanti si sono “adeguati” e troppi ci si son fiondati….partendo da una “militanza ossequiosa” o “amicizie fraterne”….un posticino ci scappava…dialettica e faccia tosta, prerequisiti essenziali, a solo finti contraddittori…Il bene pubblico, ancora oggi è visto da questi come ipotesi di un sogno da raccontare..una carota spostata sempre più in avanti, oggi più che mai per colpa del Governo che poi usa gli stessi sistemi (qualche festino in meno…) ma la prostituzione culturale/politica è a tassi allarmanti, tanto quanto son lontani loro signori dal sapere applicare altri comportamenti e modalità amministrativi…un bla bla bla che sà sempre più di presa per i fondelli, un teatrino che però è profondamente copertura di illegalità, ma ormai se il “pubblico” tace è solo perchè nauseato, non certo perchè abbocca..e quindi si avvicinano solo altri famelici più o meno nuovi e i “vecchi” che stretti stretti si colpicchiano a vicenda per cambiare un pò “la battuta” ma poi san bene che la “trama” che seguono e perseguono non può esser cambiata poichè è l’unica che conoscono…e tutto il resto(bene pubblico, democrazia partecipata, razionalizzazione ecc ecc) è FUMO, solo un arrangiamento che dà quel tocco di refresh…ma che permette il ripropinare la stessa storia spostando qualche personaggio da sotto i riflettori dando qualche colpo di scena in più solo perchè la puzza è soffocante anche negli ultimi posti del teatro. Cambiamento? Sarebbe il caso di applicare le norme e le modalità previste da anni senza strumentalizzazioni e non il perseguire la manipolazione corruttiva collusiva clientelare, parole semplici quasi inflazionate ma idee poco ….trasparenti…e comportamenti talmente incoerenti da definirsi schizzofrenici.La Responsabilità è dovuta e và perseguita e pretesa, ancor prima che intervenga la Magistratura, ma piccolo dettaglio, il controllore non può esser il controllato e le decisioni decreti e decretini piuttosto che aumenti e tagli non possono esser decisi prima dei “tavoli” di concertazione se no trattasi di “presa per i Ruby”…e palese lavoro da “criccaroli”
    Mary Mancinelli

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