Umbria: “terra di mezzo” e interregno normativo?

di Mary Mancinelli

Come è possibile che si assista a modalità amministrative che non solo non adempiono allo

Mary Mancinelli

svolgere i propri compiti del “buon padre di famiglia” ma che addirittura vanno contro le norme come le ennesime ultime iniziative testimoniano. “Come si può pensare di inserire dei cartelli pubblicitari in una rotatoria, quando il nuovo codice della strada entrato in vigore nello scorso mese di agosto lo vieta?”. Così il consigliere regionale del PdL e vice presidente della seconda Commissione, Maria Rosi definisce come “ennesima bufala della sinistra,la cosìdetta  “griffe” delle rotatorie, l’ultima invenzione del Comune di Perugia”. Pur ricordando Rosi  che “l’articolo 23, comma 1 del nuovo codice della strada prevede che “sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate è vietata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica”. O ancora credo molti come me si sian posti la domanda su come possa esser passata  “l’iniziativa” dalla Giunta regionale dell’Umbria che come da comunicato stampa di pochi giorni fà annunciava che:” ha approvato – i (s)criteri per la concessione dei contributi- sulla base dei risultati conseguiti lo scorso anno e che dovranno essere utilizzati per la riorganizzazione dei servizi, estendendo la raccolta differenziata “porta a porta”, e l’applicazione di agevolazioni e riduzioni tariffarie. Ammessi ai contributi regionali, da un minimo di 2mila euro a un massimo di 100mila euro, saranno i Comuni che nel 2009 hanno superato il livello del 45 per cento di raccolta differenziata, ma saranno premiati anche i Comuni che, pur non raggiungendo l’obiettivo del 45 per cento, nel 2009 hanno conseguito un incremento almeno del 10 per cento rispetto al livello del 2008, certificato dalla Regione, attraverso l’estensione dei servizi domiciliari. Nel primo caso, ha stabilito la Giunta regionale, il contributo è erogato in misura proporzionale ai residenti e al livello di raccolta differenziata raggiunto. Nel secondo caso, il contributo è calcolato in base ai residenti e all’incremento registrato rispetto all’anno precedente. Le due forme di contributo non sono cumulabili.”

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Una Risposta to “Umbria: “terra di mezzo” e interregno normativo?”

  1. Mary Mancinelli Says:

    Caro Direttore, sai che non è nel mio stile fare redazionali a nessuno, e il “pezzo” intero aveva un senso diverso. Alzare attenzione sul come mai passino certe delibere ed iniziative con l’assenzo di troppi responsabili. Infatti procedeva così:.. tutto questo mentre la Legge sulla raccolta differenziata stabilisce al 40% la soglia minima al di sotto della quale i comuni dovrebbero esser commissariati(!) Come è possibile quando alla luce dei dati del bilancio Gesenu 2009 nessun comune ha raggiunto tale soglia? Come è possibile visto che gli incentivi per la raccolta differenziata dovrebbero interessare i cittadini i quali invece si ritrovano una tassa maggiorata?
    Umbria: terra di mezzo e interregno normativo?
    OMESSA DENUNCIA?
    cito: Art. 331.Denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricati di un pubblico servizio.
    1. Salvo quanto stabilito dall’articolo 347, i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell’esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato è attribuito.
    Art. 357. Nozione del pubblico ufficiale: Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi.
    Art. 358. Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio. Agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio. Per pubblico servizio deve intendersi un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata, dalla mancanza dei poteri tipici di quest’ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale.

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