UNIVERSITÀ: “SERVE UN’INIZIATIVA ISTITUZIONALE NEI CONFRONTI DELL’ATENEO PERUGINO PER RIEQUILIBRARE L’OFFERTA FRA CAPOLUOGO E TERNI

“Nel momento di maggior difficoltà per il mondo accademico, messo a dura prova dai tagli
governativi al fondo ordinario delle università, è necessaria un’iniziativa istituzionale nei confronti dell’Università di Perugia per riequilibrare l’offerta didattica fra le sedi di Perugia, Terni e Narni, ma necessario anche a farsi carico di ripartire in modo equo i sacrifici, salvaguardando il lavoro fin qui fatto”.  La proposta è rivolta alla Giunta regionale dal capogruppo di Prc Damiano Stufara, in un’interrogazione question-time che fa riferimento, al corso di laurea di Scienze per l’investigazione e la Sicurezza di Narni, e più in generale all’esigenza “di assicurare piena agibilità alle strutture  in essere nel polo scientifico didattico di Terni e Narni”. Stufara che inquadra la sua richiesta di riequilibrio per “perseguire un nuovo modello di sviluppo in Umbria”, chiama in causa il comportamento dell’Ateneo perugino sulle scelte fatte,  “senza valide motivazioni”, dopo aver raggiunto nell’estate scorsa “un difficoltoso riassetto dell’offerta universitaria nella Conca ternana, incentrato sul mantenimento dei corsi di medicina, ingegneria, economia e scienze dell’investigazione, e sul ridimensionamento di scienze politiche e del Dams”. In particolare Stufara critica la “istituzione presso la sede di Perugia del Corso di laurea magistrale in ricerca sociale per la sicurezza interna ed esterna, che costituisce il naturale completamento del corso triennale già in essere a Narni, considerato uno dei corsi di maggior pregio presenti nel ternano”. Il capogruppo di Prc sostiene anche che a Terni, “permane lo stato di chiusura della nuova sede di medicina, di cui si è avuta dopo mesi di ritardi un’inaugurazione fittizia” in quanto solo a novembre è stata dotata della fornitura termica da parte della Azienda ospedaliera, ma che al momento non è dato sapere quando sarà effettivamente utilizzabile”. Nel merito dei tagli e dei conseguenti sacrifici da affrontare. Stufara ricorda che nel prossimo triennio il governo ha deciso di ridurre progressivamente i trasferimenti del Fondo funzionamento ordinario delle università italiane da un meno 4,3 per cento di quest’anno, al meno 18,1 nel 2011 fino al 19,1 del 2012.

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