IL GOVERNO DEI SOGNI E DEI DESIDERI – BREVE STORIA (DUE GIORNI) DELLE FINI E DEI CASINI DEL PARLAMENTO ITALIANO

di Ciuenlai

In questi due giorni si è avuta l’ennesima prova che il berlusconismo è una cultura entrata ormai nel profondo delle coscienze delle classi dirigenti e purtroppo anche di molti Italiani. Quando il denaro e la “com…pravendita” delle persone fanno breccia, significa che quell’ambiente è predisposto culturalmente alla corruzione. La lotta per la successione nel centrodestra è apparsa, nelle fredde aule del Parlamento, pervasa da una spaccatura tra quelli che avevano qualcosa (leggi interessi personali) da difendere e lo facevano con grande ardore e quelli che desideravano e forse volevano avere qualcosa da difendere e si vergognavano quasi di non farlo. Ma è normale se non esistono più ideali di riferimento, se non ci sono, come dice qualcuno, grandi storie, narrazioni diverse, sogni da coltivare, orizzonti da raggiungere, obiettivi da realizzare e ceti sociali di riferimento da tutelare. Non si può coltivare una idea di cambiamento, di un altro mondo possibile sperando che i Finiani tengano, che Casini non ne perda qualcuno per strada, che i moderati del centrosinistra non si facciamo attrarre dalle sirene della maggioranza, che la Buongiorno partorisca all’alba, Calearo sia diventato un po’ Comunista e Scilipoti abbia estinto il mutuo. Per la seconda volta hanno sbagliato i conti. Incredibile! Da mesi ci stanno spiegando che ci vuoe un nuovo CLN e che bisogna fare, tutti insieme appassionatamente, un governo di responsabilità nazionale. E con i voti di chi? Sogni; Il re adesso è nudo e bisogna sperare (sic) che domani, altri 5 o 6 deputati (com’è possibile e com’è probabile) non decidano di saltare il fosso, perché a quota 320 si governa e come. Non è detto quindi che il risultato di oggi significhi per forza “elezioni”, come vanno dicendo “singhiozzando” i signori del Pd. Lo decideranno il Caimano e Bossi. Faranno quello che gli conviene di più. Anche perché, incredibilmente, sono gli unici che non le temono e sono gli unici ad essere preparati all’evento. Se Il centrosinistra continua a pensare che la soluzione siano i giochi di Palazzo, temo che il regno di Berlusconi non avrà ancora fine. Oggi più che mai si è capito che la vera opposizione sta fuori del Parlamento e, purtroppo, non trova e non ha un’adeguata sponda dentro di esso.

 

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