BARTOLINI: DA ASSISI FIN DAL 2004 PRIMI ED UNICI IN UMBRIA

San Francesco e San Benedetto nello statuto regionale

di Giorgio Bartolini

Il consiglio comunale di Assisi, su proposta dei capigruppo  di maggioranza di centrodestra, nel gennaio 2004 dette mandato a me, allora sindaco, per proporre al consiglio regionale ed alla commissione statuto l’inserimento di un articolo che sottolineasse i nostri santi Francesco e Benedetto  nei valori fondanti dell’identità culturale dell’Umbria. Questo il testo:“la storia del pensiero antico dell’Umbria è fondata su straordinari valori storico-architettonici ed umanistici, su cui si erge buona parte della civiltà europea ed occidentale, grazie allo spiritualismo universale di San Francesco, Santa Chiara, san Benedetto, Santa Rita da Cascia ed altri santi intorno a loro, nonché di illustri uomini nel campo del diritto, dell’estetica  e della scienza, nel periodo dell’umanesimo e del rinascimento. Questi valori sono i riferimenti spirituali e culturali dell’Umbria, ma anche le risorse a cui riferirsi in termini di sviluppo culturale, turistico, scientifico e legato alla promozione della Regione come luogo di incontro tra i popoli….”

Su tale proposta un primo dibattito ebbe luogo in Assisi nel gennaio del 2004 nell’incontro partecipativo con i membri della commissione regionale statuto, alla presenza della presidente Fiammetta Modena, e, successivamente, la ferma volontà dell’amministrazione da me presieduta fu ribadita e dibattuta in un apposito consiglio comunale aperto del 16 febbraio 2004, presente l’allora vescovo mons. Sergio Goretti, insieme a Padre Vincenzo Coli, allora custode del sacro convento, che, senza termini ambigui né equilibrismi, chiaramente parlarono di san Benedetto e san Francesco come “di grandi figure che non sono due fiori sbocciati fuori da un contesto e senza seguito. L’Umbria ha dato origine a movimenti di grande interesse anche nei nostri tempi ed ha uno specifico che non può essere dimenticato con generiche parole, ma con quei riferimenti”.

La voce di Assisi, terra del dialogo tra le religioni, tra i cristiani, tra le culture, oggi riproposta dal Santo Padre a cui va la mia e nostra gratitudine ed affetto, rimase purtroppo inascoltata persino da esponenti di centrodestra del mondo politico regionale. Provai allora profondo rammarico ed oggi, forte della “lotta” nel lontano 2004, auspico che i due nostri grandi “titani”, vanto e patrimonio dell’Umbria, Francesco e Benedetto, siano chiaramente indicati nel loro indiscusso valore universale.

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