ASSISI, “Giù le tariffe checkpoint, ma chi paga?”

Da fonti di stampa si apprende che il Sindaco Ricci si appresterebbe a ridurre del 30 % per alcuni mesi invernali le tariffe dei checkpoint, per aiutare – a suo dire – il settore turistico e commerciale. La finalità dell’iniziativa appare apprezzabile, ma lo strumento scelto rappresenta un inutile pannicello caldo, l’ennesima dimostrazione dell’assenza di una reale strategia di potenziamento del settore turistico che vada oltre interventi isolati e poco efficaci; l’ennesima prova del dilettantismo di chi crede di poter fare da solo e improvvisare in un settore in cui occorrono specifiche competenze manageriali, per altro ampiamente sfruttate dalle località nostre concorrenti. In questo senso stupisce che si continui a fornire la vetrina di Assisi per la promozione di altre mete turistiche, com’è accaduto di recente con la borsa dei siti UNESCO e la presentazione dei siti della Giordania fatta proprio ad Assisi. È come se un negoziante mettesse la propria vetrina migliore a disposizione dei suoi concorrenti!

Da qualche anno gli autobus turistici sono soggetti al pagamento di un ticket, il cui importo diminuisce in proporzione al periodo di permanenza. Si tratta, nei molti casi di “mordi e fuggi”, delle uniche risorse che questi turisti lasciano alla nostra collettività che con le tasse di tutti fornisce i necessari servizi essenziali di accoglienza e garantisce il decoro e il funzionamento delle infrastrutture. Nonostante la scelta di ridurre queste tariffe ai più appare fortemente improbabile che un turista incrementi la sua propensione a visitare la città invogliato da un risparmio di 30 centesimi. Il provvedimento comporterà un minore introito di qualche decina di migliaia di euro per il Comune e quindi per i cittadini e un esborso in più dalle casse comunali al gestore che certamente non vorrà veder ridotto il suo introito derivante dal prezzo del biglietto. Ricci continua a sbandierare i successi della sua amministrazione nel campo del turismo, ma allora, ci si chiede, perché sottrarre entrate al Comune e di conseguenza far ricadere i costi dell’operazione checkpoint su artigiani, pensionati, impiegati e operai dell’industria (solo per fare qualche esempio) che pagano le tasse per i servizi necessari e che in questi anni sentono, invece, fortissimo il morso della crisi economica. Tenendo presente che il Sindaco ha sempre affermato che il settore del turismo in Assisi non è in crisi il provvedimento appare per lo più un’esca elettorale.

Nell’attuale situazione economica sarebbe ingiustificata la scelta di destinare queste ingenti risorse per agevolare un settore che secondo Ricci non è in crisi. Ma comunque sarebbe molto meglio utilizzare quel denaro per potenziare i servizi sociali e affrontare, per esempio, i gravissimi problemi di molte giovani famiglie in affanno per effetto di ritardi dei pagamenti di mutui, affitti e cibo dovuti alla crisi.

Simonetta Maccabei Capogruppo “Lista Bartolini”

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