Ugl: Crisi e disoccupazione, il sindacato faccia autocritica e si ponga su un fronte “unitario”

“La situazione attuale di crisi economica e politica, che oggi attraversa ogni settore, ogni territorio, anche quello umbro, è purtroppo sotto gli occhi di tutti – sottolinea il segretario regionale confederale dell’Ugl dell’Umbria, Enzo Gaudiosi – Ma nonostante queste gravi difficoltà, nonostante l’incertezza e la precarietà diffusa in tutti i ceti sociali e specialmente tra i più giovani, chi ha la responsabilità di tutelare e di difendere i lavoratori si ostina a mantenere di fatto una divisione sindacale a fronte di appelli verbali all’unità”.

Aumentano i giovani senza lavoro. Il tasso di disoccupazione che comprende coloro che hanno un’età tra i 15-24 anni è salito a dicembre al 29% dal 28,9% di novembre, segnando così un nuovo record. Si tratta del livello più alto dal gennaio del 2004. Lo ha comunicato due giorni fa l’Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie.

La cosa che mi indigna di più – dice Gaudiosi – é l’ideologizzazione e la politicizzazione del problema lavoro da parte della classe sindacale umbra che rivendica sempre tavoli unitari presso le Istituzioni pubbliche locali e poi all’interno della maggior parte delle aziende si divide in un permanente antagonismo e in una immotivata contrapposizione.

Come si fa a proseguire con questo atteggiamento di fronte ad un aggravamento della crisi sul versante dell’occupazione nella nostra regione, mostrato dalla crescita continua della cassa integrazione? si domanda Gaudiosi.

Se la prassi sindacale non cambierà, come pensiamo di contribuire ad arginare la costante perdita di reddito dei lavoratori e delle loro famiglie? I dati sono preoccupanti. Dal rapporto Istat sul reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane nel periodo 2006-2009 risulta che nel 2009 c’è stato un calo del 2,7% del reddito disponibile, che ha segnato così la prima flessione dal 1995. Un calo che non è distribuito in maniera omogenea sul territorio nazionale e che merita un’analisi a parte per la sua rilevanza.

In Umbria la crisi c’è e si rischia di dover passare ancora 3-4 anni prima di uscire da questo terribile tunnel. Ci sono precise responsabilità che chiamano in causa i nostri amministratori, i partiti politici, i dirigenti aziendali ma anche i sindacati. I sindacati fino ad oggi hanno preferito difendere le loro posizioni ideologiche piuttosto che concentrarsi sui precari, sugli atipici, su chi il lavoro rischia di perderlo o non ce l’ha più.

Basti pensare alla Merloni, dove ancora non si vedono spiragli o vie d’uscita nell’immediato e i prossimi incontri rinviano al 24 febbraio. I sindacati devono fare autocritica e l’Ugl dell’Umbria ha la forza per misurarsi con questa dura e scomoda verità. La flessibilità è diventata precarietà e la precarietà si è trasformata in perdita della speranza per molti lavoratori che oggi sono privati di prospettive occupazionali, condannati a guadagnare poco e domani condannati a pensioni da fame.

L’auspicio allora e l’appello che lancio è che in occasione del primo tavolo  convocato dalla Regione sul D.A.P., per l’anno 2011-2013 che si terrà il 7 febbraio, si cambi decisamente passo e che i primi a farlo siano soprattutto i sindacati umbri”.

 

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