Terni, il Vescovo bacchetta gli amministratori locali

Michele Rossi – Coordinatore Comunale PDL Terni

Il nostro Vescovo come sempre ha colto nel segno, in poche parole, precise, pesanti come dei macigni, ha riassunto il problema principale di questa città, il ripiegarsi senza alcuna reattività su se stessa, in attesa di eventi positivi che calati dall’alto non arriveranno mai. Parole che rappresentano l’ennesimo tentativo di scuotere la classe politica dirigente di questa città, amministratori inadeguati e addormentati, incapaci di raccogliere stimoli e trasformarli in buona azione amministrativa. Una  nitida fotografia della nostra città, che nel concreto boccia l’inerzia di  questo Sindaco e il suo negare anche l’evidenza (altro che la “città accogliente e attrattiva”), che boccia la politica di sviluppo dell’assessore regionale Rossi e dell’assessore comunale Piermatti, che boccia la cultura dell’assessore Guerra e le politiche del turismo dell’assessore Fabrini; e in generale la scarsa qualità di questa giunta e la sua mancanza di idee e merito. Significativo il passaggio in cui il nostro Vescovo si fa portavoce delle speranze di tutti quelli che amano questa nostra città quando dice che Terni con le sue potenzialità deve fare in modo di essere vista e considerata dalle nuove generazioni come la città del loro futuro, e non, aggiungo io, come la città di origine, dove tornare addirittura dall’estero solo per le feste raccomandate e per ritrovare i genitori e gli amici lasciati qui. Al Vescovo diciamo che siamo pronti a rispondere all’impegno straordinario da lui raccomandato a tutte le realtà sociali, al Sindaco che deve accogliere le istanze del Vescovo e finalmente dare uno scossone al suo modo di amministrare questa città. Quella del Vescovo è stata un’utile e precisa analisi su una città che sembra rinunciare ai propositi di cambiamento e di trasformazione. Significativo il passaggio in cui dice che la città sembra non voler crescere più, che sta perdendo l’anima e  il suo futuro… passaggi altrettanto importanti quelli sull’università, sull’ospedale unico (e quindi il ruolo di Terni nell’Umbria), sulla cultura e sul polo chimico. “Il pericolo maggiore è il riemergere di quella mentalità chiusa, di quelle vecchie ricette e di quei progetti fragili, dell’inerzia istituzionale che ci fa cadere nel passato” Spero che queste parole come sì suol dire “non entrino da un orecchio ed escano dall’altro” E’ deprimente scoprire che mentre la mattina del 14 il Vescovo provava a scuotere noi tutti, soprattutto chi oggi ha l’onere di amministrare, il pomeriggio prima qualche Assessore era con la trombetta a protestare in capo ad un corteo …manifestare è tanto più semplice e facile che amministrare.

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Raffaele Nevi – Presidente gruppo PdL Regione Umbria

Occorre che la politica e le istituzioni ascoltino le parole di Monsignor Paglia, sono parole di una persona, prima ancora che del Vescovo, che ama la città e il territorio e che vede il suo pesante declino economico, sociale e culturale. Occorre come ha detto Monsignor Paglia non continuare a lamentarsi ma costruire politiche ispirate all’innovazione e alla modernità rispetto ad un passato che non potrà mai più tornare. Occorre infine come ha detto Monsignor Paglia uno sforzo di idee e una classe dirigente che possa dare spazio alle forze vive della città e della Regione in un momento di grandi scelte da fare.

 

 

 

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