Siamo pieni di rifiuti….il sistema a rischio. Non è uno scherzo

Rimanda oggi, rimanda domani siamo arrivati alla resa dei conti. A dicembre 2010 gli uffici della Regione consegnano una relazione che non lascia dubbi alla interpretazione. Si tratta di una verifica sulla situazione generale della Gestione rifiuti. La domanda è: siamo ancora in grado di garantire la autosufficienza del sistema? Cioè di smaltire i rifiuti che produciamo nella nostra Umbria?
La risposta è no. Siamo prossimi alla fase critica che può manifestarsi già dagli ultimi mesi di questo anno, massimo primi mesi del 2012. In sostanza si sono esaurite le discariche di Belladanza e Colognola. Sono prossime all’esaurimento Pietramelina, Borgogiglione, i tre ampliamenti previsti per gli impianti di Belladanza, Borgogiglione e Le Crete potrebbero non essere ancora disponibili.
In sostanza il termovalorizzatore, che ora Giunta regionale di centro sinistra pensa di fare nell’ambito n.2, cioè Perugia, non è ancora pronto. I cementifici non si utilizzano. Le discariche sono in esaurimento. E la raccolta differenziata? Tanti saluti, siamo appena al 31.34%.  Queste cifre non ce le siamo inventate noi. Sono nella delibera 1883, approvata dalla Giunta Regionale, titolata “Stato di attuazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Verifica di autosufficienza del sistema regionale”.
E’ il risultato di anni di mancata gestione della materia rifiuti, anni in cui il centro sinistra si è spaccato su ogni soluzione possibile, anni di rinvii. E attenzione. Il pericolo è che si continua a rinviare, perché se da un lato la Giunta assume una delibera che parla chiaramente di sistema prossimo alla crisi, il Dap al contrario, (cioè il documento annuale di programmazione appena discusso), continua ad adottare la tecnica del “non decido”. Sotto i colpi della Italia dei valori, infatti, il centro sinistra ha deciso di continuare a temporeggiare dietro studi di fattibilità e dati della raccolta differenziata.
Molti si chiedono perché, in tutta fretta, è iniziato nelle maggiori città il “porta a porta” dei rifiuti. Bè ora lo capiscono: una ricorsa, disperata, contro il tempo perduto.
La scelta di soluzioni transitorie dai cementifici alle centrali? Manca il coraggio politico. La costruzione in quattro e quattr’otto di un termovalorizzatore a Perugia? Manca il tempo.
Nel frattempo i cittadini che non mettono bene i sacchetti della spazzatura fuori dalla porta, nei giorni dedicati alla raccolta differenziata, sono fotografati e multati. Ma la amministrazione regionale per anni di ritardo qualcuno pensa di punirla? Sarebbe ora.

fonte: http://www.lagoccia.it

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