Umbria, La fine della normalità, la fine del “buongoverno”

di Ciuenlai

Le vicende legate alla crisi dell’amministrazione comunale di Gualdo Tadino, le divisioni di Assisi, i problemi di Orvieto e la scarsa incisività del Comune di Todi, ci confermano che in Umbria una vera alternativa di Centrodestra non esiste. Anche quando i cittadini, spossati dalle divisioni del centrosinistra, decidono di cambiare aria, i “nuovi” dimostrano ampiamente di non avere ne idee, ne progetti capaci di realizzare una differenza palpabile con il passato. La lunga linea di amministrazioni “nere” in terra “rossa” che da Gualdo Tadino, porta ad Orvieto, attraverso Assisi, Bastia, Deruta, Todi ed altri centri minori (Montefalco, Sigillo, Collazzone, Torgiano), non è stata colta come l’occasione per dimostrare, che un altro modo di governare è possibile. Molte di queste amministrazioni sono in crisi, altre non emergono dal grigiore e quelle che vanno meglio si limitano all’ordinaria amministrazione. Stante anche una situazione nazionale non proprio edificante, la stagione del possibile sfondamento del centrodestra nella nostra Regione, sembrerebbe finita, ancora prima di essere incominciata. Ma, per la serie se Atene Piange Sparta non ride, dall’altra parte si fa di tutto per lasciare aperta qualche speranza. I principali comuni in mano al centrosinistra navigano in grandissime difficoltà. E non tanto e non solo per i tagli del Governo centrale ma per le spaccature verticali del Pd. Perugia è alle prese con un degrado che va avanti almeno da 15 anni; Foligno, Spoleto e Terni sono sede giornaliera di contrasti che mettono in discussione la coesione e le capacità amministrative dei vari sindaci e ne paralizzano l’attività. Il risultato è lo stesso : cattiva amministrazione e difficoltà dappertutto. Inevitabilmente questo si ripercuote anche sull’esito delle prossime amministrative. In una situazione normale il centrosinistra avrebbe dovuto essere sicuro di riconfermare le sue amministrazioni e pronto a dare l’assalto all’unico fortino della destra : Assisi. Invece le previsioni dicono che alla fine Bottini e soci dovranno, probabilmente, ancora fare i conti con qualche sindaco in meno. Si parla infatti di sconfitta quasi certa a Nocera Umbra, di problemi ad Amelia e di piccoli brividi a Bevagna e a Trevi. Insomma, salvo miracoli : “se tutto va bene siamo rovinati”. Ci vorrebbe uno scatto d’orgoglio, un nuovo centrosinistra. ma il Pd è la sagra degli egoismi personali, l’apologia delle correnti e delle cordate, l’elogio della politica del potere, per il potere. Gli altri si adeguano e, come dice giustamente il segretario del Prc Vinti, disperdono quel patrimonio del 20%, in piccole, quanto inutili, rendite di posizione. Il modello Assisi è ancora lontano per la sinistra umbra e questo lascia speranze e possibilità ad una destra che non dovrebbe averne. Signore e signori, vi abbiamo trasmesso un piccolo assaggio di “crisi di sistema”, tragedia in più atti della politica italiana.

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