Sicurezza – la destra ci prova e la sinistra ci sta

di Ciuenlai

Questo can can di Perugia sulla sicurezza è la classica bolla propagandistica che nasconde verità e problemi, ma non aiuta a trovare soluzioni. E’ soprattutto la destra ad alimentare il fuoco. Il Coordinatore provinciale del Pdl Monni scarica tutto sul comune. Insomma, secondo lui, tutto si risolverebbe mettendo in pista un po’ di vigili urbani.
Ma lui fa parte di un partito che è stato il paladino di quel decentramento chiamato, chissà perché, federalismo. Dovrebbe allora sapere che la pubblica sicurezza è una delle materie che non sono state assegnate ai poteri locali , ma sono rimaste in capo al Governo Centrale. Qui, a Perugia, come in ogni altra parte d’Italia, stroncare il traffico di droga, combattere le cosche mafiose e il riciclaggio, garantire l’ordine pubblico è un compito precipuo demandato a Prefettura e Questura, cioè ad organi dello stato. Se il centro storico di Perugia è davvero il regno di “ chi infrange la legge” sa quindi con chi prendersela.
“Se il controllo di Perugia non è più in mano alle Istituzioni” non è al Sindaco che si deve rivolgere, ma al Ministro Maroni e al suo Governo che mangia pane e sicurezza prima, dopo e durante i pasti. Aggiungo che chiamare in causa i vigili come soluzione del problema dimostra anche scarsa conoscenza della storia e dei compiti di questo corpo. Bene hanno fatto i sindacati a ricordarlo.
La polizia locale in Italia non ha le caratteristiche di molti altri paesi. In origine era (e nel sud è ancora così) aggregata al mitico assessorato all’Annona, le cui competenze, oltre a quello di assicurare l’approvvigionamento alimentare, riguardavano e riguardano la concessione delle licenze e il loro controllo, la direzione del traffico con tutto quello che comporta (incidenti, multe, pattugliamenti ecc.) ed altri compiti di polizia amministrativa. Punto! E non è che sia cambiato molto. I vigili vengono infatti assunti con un normale concorso da impiegati, o, peggio, per trasferimento da altre mansioni. Pensare che, nonostante il lodevole impegno delle amministrazioni a farli partecipare a specifici corsi professionali, possano tranquillamente effettuare attività come quelle di pubblica sicurezza o di indagine è concettualmente sbagliato.
Direbbero gli esperti di comunicazione : è un arma di distrazione di massa. Possono aiutare, ma non possono risolvere. Al Comune vanno imputate altre cose non certo queste. Per fare gli sceriffi ci vogliono agenti veri e quelli il municipio non ce l’ha. Un’ultima cosa. Monni fa il suo mestiere. La maggioranza no, perché sta zitta e non ristabilisce la verita. E la politica dei divieti indiscriminati non aiuta, anzi da ragione a Monni.

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