FINE DELL’URSS INIZIO DELLA CRISI (DELLA SINISTRA, DELL’ECONOMIA E DI ALTRE COSE)

di Ciuenlai

Questa terribile crisi, della quale, purtroppo, Ahi noi, non abbiano ancora visto e conosciuto i principali effetti negativi, mi spinge ad alcune riflessioni che sono scomode da dire.

1) il disastro attuale ha un primo responsabile : la fine dell’Urss. Potete anche riderci su, ma prima lasciatemi spiegare il perchè. La mancanza del “socialismo reale” non riguarda la struttura di quei pessimi regimi, ma una cosa diversa che si chiama bilanciamento . La presenza di un’alternativa, anche solo sul piano propagandistico, di un universo in grado di competere militarmente e di proporre un mondo diverso e venduto come migliore (sempre sulla carta) per i lavoratori, ha costretto il capitalismo a mitigare i suoi perversi effetti.
Non è un caso che lo sviluppo maggiore del welfare e l’innalzamento costante del livello di vita delle masse popolari europee, sia avvenuto nel periodo (si fa per dire) di maggiore splendore del sistema sovietico. Le classi dirigenti occidentali, oltre che sviluppare il mercato, dovevano dimostrare alla moltitudine dei lavoratori che con loro si stava meglio che oltrecortina e battere sulla realtà dei fatti la propaganda comunista. Missione compiuta e compiuta facilmente per l’incapacità di quelle società di riformarsi e trasformarsi.
Con il declino dell’Urss è iniziato, negli anni 80, il liberismo. Reagan e la Thatcher sono stati però solo l’aperitivo. Con la caduta del muro di Berlino sono venuti giù anche tutti i tabù e il capitalismo ha mostrato il suo vero volto, quello. Con cui dobbiamo e dovremo fare i conti tutti i giorni E’ allora che si infatti è sviluppato il capitale finanziario, quella montagna di carta che ha moltiplicato il debito e che adesso ci sta facendo pagare (indovina) chi l’ha creata, (gente che sta ricominciando indisturbata a fare bond, derivati e quanto fa speculazione, tanto se va male c’è chi copre). E’ da allora che le politiche dei governi occidentali sono state incentrate unicamente a distruggere lo stato sociale e le tutele sul lavoro, propagandando una specie di bengodi che ha prodotto unicamente l’aumento del divario tra ricchi e poveri. Tutte le contraddizioni, tutti i problemi sono stati scaricati sulle classi medie e meno abbienti agitando la clava della paura e dell’insicurezza (accontentati di quello che hai se no c’è il negro, l’immigrato, lo zingaro che ti porta via tutto perchè è un delinquente, è prepotente, lavora a quattro soldi ecc,).

2) Il secondo responsabile si chiama sinistra : Dal crollo del muro nessuno ha cercato di rimodellare una proposta per un mondo diverso da quello del liberismo, per una società più proiettata al bene comune, ai consumi collettivi, che all’abbaglio del facile guadagno e del consumo senza fine. Invece che trovare una risposta seria ci si è divisi in due fazioni : i conservatori del mito di un errore chiamato stalinismo e gli opportunisti che hanno scelto l’integrazione completa e si sono arresi ad un sistema che ha fatto delle disuguaglianze e del potere oligarchico i suoi marchi di fabbrica. E i risultati sono questi. Adesso, pazientemente, dovremo pensare a tappare questi buchi della storia. E’ il solito compito che essa ci consegna. Certo svolgerlo con D’Alema e soci assomiglia più a una barzelletta che ad una cosa seria.

 

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