Per “bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna” ho incontrato: Julia.

Intervista di Angela Contessa – Associazione culturale “robe da Favola”

Julia è una giovane musicista (suona la fisarmonica) e musico terapeuta: ha radici italo/tedesche, vive e lavora a Darmstadt in Germania. Attualmente lavora come dipendente di un ospedale, con progetti di musicoterapia sia nella sezione di medicina palliativa che  in un reparto geriatrico. Presta servizio anche presso un’istituzione per pazienti psichiatrici. Ho avuto il piacere di incontrarla durante il mio soggiorno nella sua città, ospite di amici comuni che me l’hanno presentata. Ha occhi chiari e trasparenti capelli biondi, un viso acqua e sapone. Durante una serata trascorsa insieme, abbiamo improvvisato insieme una seduta di musicoterapia alla quale ha partecipato anche la famiglia che ci ospitava. Da quella condivisione è nata la disponibilità di Julia a mettersi in sintonia con lo spirito delle proposte di “Bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna” e a rispondere alle domande dell’intervista… Sceglie lei di non partire dalla prima, ma dall’ultima domanda, tra quelle che le ho scritto per facilitare il colloquio. E procede con ordine, con un ritmo rallentato, un po’ per trovare le parole in italiano, un po’ in linea con il suo stile meditativo.

In che modo la tua creatività ti ha migliorato o migliora la tua vita?

Ho l’impressione di cambiare prospettiva entrando nel mondo creativo e quindi di trovare nuove soluzioni per le situazioni della vita anche professionale. La creatività è uno spazio in cui voglio entrare il più possibile nelle mie giornate,  e che cerco anche di condividere con i miei clienti, è uno spazio che unisce gli uomini, le energie, non solo delle persone, ma le energie che ci sono dappertutto, è uno spazio largo, che allarga, che unisce  e che ispira, è anche un motore per me.

A te, cosa regala il silenzio?

Considero il silenzio un   regalo, perché se arrivi lì, quello è il regalo, il punto finale di ogni percorso. Sulla strada ci sono altre cose da vivere, da superare, ma il silenzio è il regalo, collegato con la serenità, con la calma, con la pace. E’ superiore alle emozioni che ci tirano in una direzione o che ci mettono in prigione, è uno stato di libertà..

Il mondo delle favole ispira o ha ispirato il tuo lavoro? 

E’ un mondo che mi interessa, ma nel mio lavoro finora non è la cosa principale, Sì, ora vedo le metafore, più che da piccola, vedo le fiabe meno crudeli: a volte lo sono, ma ora le vedo in modo più immaginativo.

La tua favola preferita? Con quale personaggio o situazione ti identifichi?

Mi piace molto il Principe Ranocchio, lo sviluppo della principessa che all’inizio è piena di angoscia e di schifo e poi invece bacia il ranocchio. E’ una favola terapeutica, come tutte le favole, non l’abbiamo inventata noi … la terapia.

Quali sono le tre costanti della tua giornata?

Sicuramente la meditazione, la considero un vero  momento di riposo. Mi siedo in un posto dove posso guardare un aspetto della natura, un bel fiore, un bell’albero, momenti di respirazione… Poi momenti di incontrocon colleghi, con i miei cari, con i clienti, con amici. Ma mi piace mangiare  bene, nel senso di “cibo salutare”, può essere collegato al primo punto, quello della meditazione, momenti dove mi prendo il tempo di preparare una cosa anche semplice ma che mi fa bene,

Che progetti hai per il futuro?

Fare studi superiori, o workshops per approfondire certi argomenti di musicoterapia o terapia in generale. Vorrei anche fare una tournè anche in Italia con la mia band di musica latino-americana (siamo tra 3 e 6 persone).

Mi sembra di capire che la natura ti ispira moltissimo?

Vero, la natura, come  suoni, colori, forme, la natura ispira anche il mondo della tecnologia: sia gli aerei sia le navi copiano molto dagli animali. Sì, la natura mi ispira, anche il suo silenzio, la sua radicalità, il fatto che la vita può essere anche crudele, la natura è bellissima ma non domanda il permesso, non è una cosa personale, supera l’individualità..

L’ho invitata di cuore in Italia,  la ringrazio per la sua trasparenza, per questo suo parlare immediato e semplice, molto modulato, quasi come un canto  che attinge da esperienze di incontro, di suoni e di silenzi. Se potesse, parteciperebbe volentieri agli incontri di “Bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna”. Che vogliono appunto offrire agli adulti spazi di ascolto e di immersione nella natura, per poi scendere in se stessi e scoprire le radici della propria creatività, anche grazie al silenzio. Il prossimo appuntamento infatti  è sabato  23 Luglio, presso località La Pila di Bettona, dalle ore 17 alle 23. A guidare l’esperienza di mediazione artistica, che avrà per titolo: “Allineamento, cammino in equilibrio”, sarà Marta Sebben.

Per  informazioni e per prenotare  inviare un messaggio al numero 333.6196266

 

Per Associazione culturale “robe da Favola”

Angela Contessa

 

 

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Una Risposta to “Per “bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna” ho incontrato: Julia.”

  1. Che Favola di Donna sei: intervista a Julia Ferrarese « NOTEDIMEZZO Says:

    […] Durante l’Estate 2011, e in relazione all’iniziativa di Robe da Favola “Bere il sole, scaldarsi al chiaro di luna”, l’intervista a Julia è stata pubblicata dal quotidiano on line “Goodmorningumbria”. […]

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