Un santo patrono non si fa in quattro, a Perugia si fa in tre.

La Croce il legno e il fuoco, trittico di racconti sui santi patroni perugini.

di Nino Marziano

Come nasce un libro ispirato alle vite di tre Martiri Cristiani che per appartenenza e per ventura divennero insieme i tre Patroni della città di Perugia, pur essendo quasi degli illustri sconosciuti per la maggior parte dei perugini? Forse proprio per questo. Forse perché nessuno che io abbia incontrato personalmente, perlomeno, si è mai chiesto chi fossero questi santi uomini e perché fossero in tre ad occupare un posto di patrono e (mi sia permessa una digressione satirica) già da epoche ed in ambiti non sospetti, lontani dunque dalla attuale moltiplicazione clientelare delle stesse cariche e mandati pubblici. Occorre considerare in fondo che Perugia ha sempre avuto una Storia cittadina piuttosto complessa nel migliore dei casi, quando non tragica, dunque tre Patroni sono da considerare comunque più efficaci di uno solo!

Una raccolta che inizia da S. Costanzo.

All’inizio del 2007, il mio amico Professor Orfeo Ambrosi, con il quale molte iniziative culturali ed artistiche avevo già realizzato, dagli anni ’70 ad oggi, mi chiedeva di trovare materiale sulla vita del Santo Patrono, per organizzare una lettura drammatizzata in occasione della sua ricorrenza. Visto che le notizie reperibili erano scarne e poco significative sotto il profilo letterario, dopo aver cercato senza successo testi sull’argomento, decisi di fare di testa mia e  mi risolsi a scrivere un racconto di fantasia, imperniato sulle poche notizie storiche. Ne uscì “La Croce di Radulo” che scrissi di getto. Lessi le poche pagine in pubblico, in occasione della festa e mi accorsi che funzionava: la gente ascoltava e apprezzava il raccontino.

Poi fu la volta di S. Ercolano Patrono.

Occorreva un testo che potesse raccontare con efficacia un quadro in tema, anche perché Don Elio Bromuri, cappellano dell’Università e direttore de La Voce, era il promotore dell’evento artistico, corredato da esecuzioni musicali di pregio, successivo alla S. Messa. Così, incoraggiato dalla prima esperienza positiva, scrissi “Il ramo della redenzione”. Volli ambientarlo nei luoghi della mia infanzia e cioè tra le mura etrusche di Via Bartolo, sino all’erta di Ponte Rio; Il successo di questo racconto fu superiore al primo e ciò avvenne nonostante io pensassi che l’efficacia del testo fosse minore. La lettura avvenne nella magnifica chiesa del Santo, da poco restaurata e restituita alle luci e alle cromie originali. Mi chiesero se gli scritti fossero pubblicati, non lo erano e dunque decidemmo di farne un piccolo libro. A completare il lavoro occorreva un racconto su San Lorenzo Patrono e titolare della Cattedrale. Dunque una trilogia, o meglio un trittico, come nelle raffigurazioni sacre, che ricordasse i tre Patroni cittadini. Il problema da risolvere era quello di coniugare San Lorenzo alla città di Perugia: Mentre Costanzo ed Ercolano ne erano stati i Vescovi e le loro gesta erano strettamente legate alla città, l’Arcidiacono Laurenzio martire era vissuto a Roma, al fianco di Sisto II e sotto Valeriano. San Lorenzo non aveva nulla a che fare con Perugia, se non il fatto d’esserne proclamato Patrono… Chiedendo consiglio a don Elio, mi sentii rispondere che avrei trovato la chiave nella Carità che contrassegnava l’apostolato di S. Lorenzo, il diacono dei poveri e dei derelitti. Immaginai così un rinnegato perugino rifugiato a Roma, che in fin di vita è salvato da Lorenzo. Dopo un elaborato più lungo degli altri due, composi “Sanctus Eris!” Il trittico era completo. Fermai il titolo dell’opera in “La croce il legno e il fuoco” in quanto sintesi simbolica dei racconti.

La redenzione costituisce il fondamento delle tre storie, costruite su altrettanti personaggi di diversa estrazione: Radulo, giovane soldato romano il cui essere pagano viene travolto dall’esperienza del martirio di Costanzo che lo segna nel corpo e nello spirito; Marco, un ricco ragazzo di nobile famiglia perugina, la cui superbia è piegata dall’incontro con un vecchio condannato e dalla testimonianza di un armigero, sull’eroismo ascetico di Ercolano ed infine, Perusio, un rinnegato dedito ai vizi e baro di professione, che viene raccolto in fin di vita e curato da Lorenzo, ne esperisce quindi la santità, sino al martirio.

I racconti sono compendiati da cenni sulle vite dei santi patroni e da illustrazioni relative alle chiese a loro dedicate. Il Libro in questi due anni ha riscosso un notevole successo, pur essendo solo un prodotto di nicchia e, come sono solito dire: “E che nicchia! Con tre santi; Tanti ce ne volevano per proteggere questa città, da sempre protagonista di vicende storiche contrastanti!”. La diffusione se non capillare, è stata comunque buona e ci auguriamo possa ancora raccogliere il plauso di tutti coloro che amano la Storia, la spiritualità dei secoli primi e Perugia, nella sua variegata realtà di Città al centro del mondo da sempre, pur nella sua caratteristica di Provincia di Roma.

Il libro è disponibile attualmente presso la Libreria le Paoline, Libreria XXGiugno, presso la sede della Borgo Bello A.c.p.e.

Presso l’Autore (marzia-nino@hotmail.it)

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4 Risposte to “Un santo patrono non si fa in quattro, a Perugia si fa in tre.”

  1. Mucciola Ivana Says:

    Le storie di Radulo, Marco e Perusio mi fanno pensare tanto al mio amato San Francesco, scusate se lo voglio tutto per me. Egli, certo era di buona famiglia, ricca, era un figlio di papà; quando ci fu la guerra tra Perugia ed Assisi, dove perse Assisi, si ritrovò prigioniero, insieme a tanti che però erano stati abituati agli stenti della povertà. Per Lui, fu un dolore terribile, sentì l’impotenza della ricchezza paterna, odiò il suo mondo e sentì tanto sollievo nella fede e soprattuttto in Cristo. Da allora non fu più quello di prima perché aveva capito i veri valori. Grazie Francesco per tutto quello che hai fatto per l’umanità.

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  2. Nino Marz. Says:

    Onorato naturalmente dall’attenzione riservata alla mia opera, vi ringrazio per lo spazio riservatomi.
    Vi chiedo però una cortesia grande:
    Potete correggere quel “marzxiano” che sta in etichette e che sostituisce il mio nome a corpo grande all’apertura del link?
    Il richiamo al nome di Marx pur con la z in più è notevole anche se casuale ma debbo dire che io non assomiglio affatto a Groucho o ad Arpo… Vi ringrazio. 😉

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  3. goodmorningumbria Says:

    caro Nino Marziano, come puoi vedere ho corretto immediatamente lo stupidissimo errore di tastiera per il quale mi scuso con te e con i lettori.

    francesco la rosa

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  4. Nino Marz. Says:

    Gentilissimo! Un augurio di buon lavoro.

    Nino Marziano.

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