ESTERI, Pakistan, tra uccisioni, catture e attentati.

Il numero due di Al-Qaeda, Atiyah Abd al-Rahman è stato ucciso il 22 agosto, a riferirlo sono fonti

Emanuela Marotta

americane. E’ uno dei più grandi terroristi, se si può chiamare così, ed è il numero due dopo Bin Laden. Di risposta agli americani ora il Pakistan è una vera e propria trappola per Al-Qaeda. La morte di Rahman è una grande perdita per il terrorismo islamico, Al Zawahri, il successore di Bin Laden, contava molto su di lui per contribuire a guidare e gestire l’organizzazione terroristica. Il Pakistan come molti altri paesi musulmani in questo periodo di rivolte, catture ed uccisioni, sta vivendo momenti di guerriglia e di un atroce terrorismo interno. In Pakistan non si ha più tempo per disperarsi ed avere paura. Sempre oggi a Quetta capoluogo del Baluchistan, la più estesa provincia del paese un sanguinoso assalto ad un treno nel sud-est del Pakistan ha causato tre morti e 18 feriti. Non c’è stata ancora nessuna rivendicazione ma la polizia sospetta che possa essere un movimento separatista che punta al territorio e al suo controllo perché situato tra l’Iran e l’Afganistan. Pochi giorni fa invece, un ragazzo di 16 anni si è fatto esplodere in una moschea di Islamabad. Il bilancio dell’attentato è di 53 morti e di oltre 120 feriti, la città e la popolazione sono ancora scosse per l’accaduto. Questo giovanissimo kamikaze si è fatto esplodere in mezzo ad una folla di persone durante il venerdì di preghiera nel distretto tribale di Khyber, area altamente turbolenta e porta d’ingresso in Afghanistan. Da alcune ricostruzioni, il giovane kamikaze sarebbe entrato nella moschea da una finestra e si sarebbe fatto esplodere nella sala principale che in quel momento accoglieva quasi 600 fedeli. La violenza non si  ferma neanche nel mese del Ramadan, manca solo una settimana alla conclusione e si spera che non ci siano altri atti così violenti. L’attentato alla moschea di Islamabad viene considerato uno dei più gravi degli ultimi mesi nel Pakistan, la giovane età dell’attentatore e la  tattica usata fanno  pensare ad un’azione dei talebani che controllano il valico di frontiera dove sono frequenti gli scontri tra diversi gruppi tribali e bande criminali. Da alcune testimonianze si pensa che sia una rivendicazione perché alcuni giorni precedenti alla strage dei militari sono stati cacciati dai capi della comunità tribale locale, inoltre alcuni superstiti hanno dichiarato di aver sentito il giovane urlare prima di farsi esplodere: ”Chi mi butterà fuori ora?”, da questa esclamazione si può dedurre che è una vendetta da parte dei talebani. Non ci si può più muovere in Pakistan, tutto è in rivolta, tutti sono in rivolta. Troppi interessi e troppe persone che vogliono il potere o accaparrarsi qualcosa sia dall’interno che dall’esterno.

di Emanuela Marotta

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