AMANDA E RAFFAELE: INNOCENTI OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO?

di Giampiero Tasso

Non mi sono mai voluto impicciare di questo processo e se lo ho fatto ho sempre cercato di guardare le prove vere e reali. Ho fatto due trasmissioni di Don Chisciotte e il buon Giorgio Casoli mi ha insegnato come è facile condannare prima della sentenza e come invece è difficile dividere i fatti dell’accusa e della difesa. Come mai sono stati condannati in primo grado e poi assolti? semplice, perché le prove che l’accusa ha fornito sono cadute giù come castelli di carta e badate bene, per perizie volute dallo stesso tribunale d’appello e che non era stato volute in primo grado. primo punto fondamentale. Ricordiamo sempre che può capitare a chiunque di noi di essere accusato ed egli è semplicemente accusato, non colpevole fino a quando non si arriva al terzo grado, definitivo, di giudizio. Questo è il nostro ordinamento giudiziario. Occorre ricordarlo.
Le chiacchiere danno spazio a qualunque sentenza, ma poi sono le prove, vere e reali che fanno la differenza ed in una sentenza…. contano solo le prove vere e reali, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, dice il nuovo testo processuale. Parlare serve a poco e perdonatemi se mi permetto di fare chiarezza. Punto primo nella scena del delitto, nella stanza dove è stata uccisa Meredith vi sono solo le tracce di Rudy Guede, non vi è un capello, un liquido organico, una impronta, un segno della presenza di altre persone, non dico di Amanda e Raffaele, di altre in generale. Sappiamo che Rudy Guede era sulla scena del delitto… lo sappiamo per ciò che ha lasciato nella stanza, nel bagno e su Meredith. La perizia sul famoso gancetto, sottoscritta da tutti i periti, di parte civile, accusa, difesa ed imputati ha dato esito negativo, negativo…. vale a dire non c’è dna di Sollecito… solo polvere e spore.(se volete vi posto le 142 pagine della perizia) La perizia ed i risultati sono stati accettati e firmati da tutti i periti nominati. Tutti sapevano che non vi era dna, su quel gancetto, conservato sigillato e con tutti i crismi della procedura. Sul coltello rinvenuto in casa di Sollecito c’è dna compatibile con quello di Amanda, ma si sa per certo che quello non è stato il coltello dell’uccisione, troppo stretto per le ferite più grandi, troppo largo per le ferite più piccole. Se volete continuo all’infinito… guardate che non mi sono mai stati simpatici i due fidanzatini… ma so che chi è accusato deve essere condannato per prove e non per indizi. Non voglio fare il saccente, non amo mai farlo, ma vorrei solo invitarvi a leggere, come se fosse un libro, le parti processuali, se volete posso postarvele come volete. Credetemi a leggerle è comprendere come e a chi affidiamo la giustizia, come si fa un processo e perché ci vogliono 4 anni per chiarire i fatti.
Se Rudy Guede sia stato il solo ad uccidere Meredith? non lo so… so solo che da 30 anni, la sentenza di cassazione porta a 16 la reclusione…. tra sconti, indulti e buona condotta tra sette/otto anni è fuori…. i morti sono due, oltre alla Meredith c’è la giustizia, ora se per incapacità di trovare le prove, per incapacità investigativa, per orpelli giuridici, per una giustizia assurda non ve lo posso dire…. ma ogni sentenza va rispettata… è alla base della democrazia.

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Una Risposta to “AMANDA E RAFFAELE: INNOCENTI OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO?”

  1. Mucciola Ivana Says:

    E’ proprio così, la seconda vittima è la giustizia. Io mi pongo una domanda: se è avvenuto un omicidio, siamo certi che il grande responsabile è quello che ha materialmente ucciso? E se avesse incaricato un altro, specie un povero pagato o una persona con capacità limitate? Mi rendo conto di dire una novità che dovrà essere esaminata molto bene, ma forse sarebbe più giusto cercare solo il movente. Nel caso sopra esaminato, chi dei tre poteva avere una ragione per fare forse solo un dispetto alla povera Meredith? Non certo Sollecito perché conosceva Amanda da una settimana e forse aveva visto una volta Meredith, nemmeno Rudy perché avrà voluto un rapporto sessuale, ma, mi pare assurdo che volesse ucciderla; Invece, Amanda, col suo carattere predominante, viveva nella stessa casa di Meredith e delle tre ragazze presenti, sicuramente la vittima era quella più vulnerabile per attaccare perché le altre due erano italiane e andavano spesso a casa; infatti non c’erano quella sera. Lo stesso discorso si potrebbe fare per Erica ed Omar, il secondo non aveva motivo di scontrarsi con la povera Giusi.

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