Nevi: all’Umbria serve un nuovo governo regionale

Martedì abbiamo assistito all’ennesimo tentativo della presidente dell’Umbria di smarcarsi da una posizione indubbiamente scomoda per l’emergere di una seria questione morale che sta investendo, per la prima volta nella storia della Regione, i vertici politico-istituzionali del Pd e mettendo in luce un sistema di potere che per mantenere il consenso non rinuncia, come ben evidenziato già dall’inchiesta su Sanitopoli, ad utilizzare le strutture pubbliche o personaggi (come nel caso di Morichini) che si muovono in modo opaco, tessendo una serie di relazioni strette con personaggi vicinissimi alla Presidente. Fermo restando che tutto ciò esiste e non è una invenzione dei media o frutto di una volontà persecutoria, come vuole far credere la Marini, noi del Pdl – lo voglio dire chiaramente – non cambieremo mai la nostra impostazione, che si fonda sul principio garantista: non abbiamo chiesto né chiederemo le dimissioni di nessuno – a differenza di ciò che fa sempre il Pd – perché arriva un avviso di garanzia. È la Marini che la pensa diversamente, visto che ha dichiarato alla Nazione che, se le arrivasse anche un semplice avviso di garanzia, si dimetterebbe immediatamente. In realtà tutti sanno che non lo farebbe mai e che quella dichiarazione serviva solo per indurre il presidente del Consiglio regionale a dimettersi, per sostituirlo con un esponente forse più vicino a lei. Ma questi sono i «giochini» interni ad un partito in disfacimento a cui non presteremo mai il fianco.

Noi invece abbiamo ribadito in Aula che siamo molto preoccupati per l’Umbria, che, a causa della profondissima instabilità della maggioranza dovuta alle inconciliabili diversità di vedute esistenti dentro il Pd (ex Dd ed ex Margherita) e tra il Pd e gli alleati (Idv, Prc, Psi), e per l’emergere della questione morale, si trova in uno stato di completa paralisi dell’azione legislativa. Ciò impedisce all’Umbria di cogliere le sfide che l’attendono, a cominciare dalla diminuzione della spesa pubblica. Per tale motivo, tutto politico, abbiamo chiesto alla Marini di prendere atto della situazione e, con senso di responsabilità, di fare un passo indietro, consentendo agli umbri di dotarsi di un nuovo governo regionale forte, autorevole, che possa rapidamente eliminare le incrostazioni di 50 anni di gestione pesante del potere. A ben vedere, questa è l’unica possibilità che ha la Marini per prendere le distanze da tutto quello che le sta accadendo intorno. In caso contrario, le sue rimarranno solo chiacchiere, e le responsabilità saranno tutte sue, visto che sta a capo di tutto. Sono sicuro che questa volta gli umbri non si faranno convincere (come è successo dopo la Tangentopoli del ’92 quando pagarono solo il Psi e la Dc) che il Pd è immune da tutto e portatore di quella superiorità morale che si è rintracciata anche nell’intervento di mercoledì della Marini. Ancora oggi quell’idea impedisce al Pd di vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti e di riformarsi dal profondo.

Raffaele Nevi – presidente del gruppo Pdl in Regione Umbria

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