Beuys e lo sciamano, estasi, rito e arte a Palazzo della Penna

Perugia – Museo civico di Palazzo della Penna 18 dicembre 2011 – 4 marzo 2012

Inaugurazione: sabato 17 dicembre 2011, ore 18.00

 Avvolto dalle tenebre della notte, un uomo, danzando vorticosamente, abbandona il mondo visibile per inoltrarsi solitario in un universo parallelo, impalpabile e sconosciuto ai più: un cosmo abitato da dèi e da spiriti con cui colloquiare, a cui sacrificare sangue, da cui esigere attenzione. Questi è lo sciamano, eroe del limite, mistico e performer totale. In una stanza spoglia, l’artista Joseph Beuys, impugnando un gesso bianco inizia a tracciare dei segni su delle lavagne nere. Accenni di frasi, abbozzi di figure. Forme e parole che sembrano provenire da altrove e che, lentamente, domandano di travasarsi nella materia. Questi è un artista, a duello con la propria creatività. Un traghettatore di immagini, un catalizzatore di archetipi. Martino Nicoletti

uno sciamano himalayano alle prese con Joseph Beuys . foto di Martino Nicoletti

L’evento, curato dall’etnologo e artista Martino Nicoletti della University of the West of Scotland, avvicina, per la prima volta in Italia, la figura del grande artista tedesco Joseph Beuys, all’universo religioso magico ed estatico dello sciamanesimo asiatico. Attorno al potente e denso epicentro rappresentato dalle “lavagne” – realizzate da Joseph Beuys in occasione di un soggiorno a Perugia, nel 1980, e attualmente ospitate presso il Museo stesso – ruota un variegato quanto pulviscolare caleidoscopio fotografico di rituali estatici, video, suoni, disegni cosmologici e oggetti sciamanici originali capaci di condurre il visitatore a una radicale rilettura di Beuys secondo una prospettiva inconsueta e densa di suggestioni. In un perfetto innesto formale e concettuale, una serie di installazioni artistiche – create dallo stesso Martino Nicoletti e dedicate ai temi del volo magico sciamanico e della connessa discesa agli inferi – si integrano con la presenza delle “lavagne” e con frammenti connessi all’opera di Beuys come artista figurativo e come performer. Un originale documento filmato, realizzato sulla base di immagini di repertorio e interviste a esperti curate da Marco Nicoletti, offre un approfondimento critico all’evento e ai suoi stessi contenuti. Beuys e lo sciamano: estasi, rito e arte è dunque un evento espositivo che propone un’inconsueta lettura dell’opera di Beuys, disvelando gli echi di un racconto sotteso che narra di esseri umani attestati per scelta sulla sottile linea di confine tra il visibile e l’invisibile, tra il materiale e l’immateriale, tra ciò che esiste e ciò che può, e deve, ancora assumere una forma compiuta.

 


 

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