CITTA’ DI CASTELLO: NON SOLO IL DANNO, ANCHE LA BEFFA!

Jessica Bruni

È risaputo che nell’Alta valle del Tevere, nelle zone collinari, vicino alla vegetazione boschiva, i raccolti degli agricoltori sono soggetti a devastazioni da parte di animali selvatici, ormai in costante crescita. Così, ogni anno, a centinaia di contadini, non rimane che raccogliere gli steli di quello che era orzo, grano, mais, girasoli; cinghiali e caprioli, si sono riempiti la pancia lasciando a bocca asciutta l’agricoltore, senza raccolto e con le tasche vuote a causa dei soldi investiti, senza ritorno, per la semina e la coltivazione. La Regione, attraverso una legge fa fronte a questo problema risarcendo gli agricoltori che hanno subito la lesione. La novità che coglie oggi di sorpresa molti, sta nell’aver scoperto, attraverso una lettera, che secondo le disposizioni del R.R. Attuativo n. 5/2010, in particolare l’articolo 7 comma 5, gli agricoltori che hanno subito un danno inferiore ai 200 euro sono obbligati a pagare il costo della perizia. Cito testualmente: “Nel caso in cui la stima del danno sia inferiore ai 200 euro, dall’indennizzo riconosciuto verrà trattenuto il costo della perizia”. I poveri agricoltori non solo non possono essere risarciti per intero di un danno subito, ma devono anche farsi carico della spesa prevista per il perito che in loco ha stimato l’ammontare della lesione. Il costo della perizia (come comunicato dall’A.T.C. PG 1- ambito territoriale caccia) è di € 113,92; ciò significa che, nei casi in cui il danno sia inferiore alla somma del costo della perizia, l’agricoltore, non solo non verrà minimamente risarcito del danno subito, ma dovrà addirittura restituire la somma mancante.

Un’ingiustizia senza pari, dove, da parte lesa con diritto di risarcimento, l’agricoltore diventa parte imputata con obbligo di pagamento.

Questa è la dimostrazione di come, per l’ennesima volta, in questa Regione governata dalla sinistra, i cittadini non vengano trattati tutti allo stesso modo e di come si colpisca sempre la parte più debole. Gli enti preposti sbagliano non una, ma ben due volte; la prima nel pretendere che vengano risarciti per il costo della perizia, che è un obbligo di loro competenza dato che il danno è stato causato dalla fauna selvaggia (bene regionale); la seconda, nel momento in cui impongono che siano solo alcuni a doversi fare carico del pagamento di tale “servizio” che poi servizio non è.

La beffa è doppia, quella del danno subito e quella della presa in giro da parte di quegli Organi che, come la Regione, dovrebbero farsi garanti dei singoli all’interno della medesima comunità, che dovrebbero schierarsi sempre dalla parte del giusto e non della convenienza cercando di trarne un vantaggio in termini di riduzione dei costi, a discapito dei cittadini.

Futuro e Libertà denuncia il fatto e si schiera da parte di tutti coloro che hanno subito questa ingiustizia. Chiediamo che la Giunta Regionale provveda celermente a porre rimedio a questa assurda situazione.

 Jessica BruniCoordinatrice del Circolo Futuro e Libertà Alto Tevere Umbro

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