“Il polo della sinistra di alternativa, l’unità e la Federazione della Sinistra”

“Anche nella provincia di Perugia, a partire dal comune capoluogo di regione e dando seguito al congresso, occorre intraprendere un percorso politico comune che porti alla definizione della Federazione della Sinistra in tutto il territorio. Non è una mera questione organizzativa, bensì una precisa responsabilità politica di fase per aggregare un polo della sinistra di alternativa. In questo senso proprio da Perugia proponiamo l’avvio di questo percorso unitario. Avanziamo questa proposta a tutte le formazioni politiche della sinistra, così come alle compagne e ai compagni dei movimenti che, variamente organizzati, si pongono la necessità politica di costruire una sinistra ancora più forte ed incisiva nel nostro territorio Per questo ci poniamo anche l’obiettivo di allargare la Federazione stessa, qualificandone il lavoro politico sui contenuti. Pensiamo alle esperienze de “La Sinistra per Gualdo”, capace di rappresentare una forte ed efficace opposizione al governo delle destre locali, de “La Sinistra per Castello”, progetto che ha inteso unire la sinistra locale raccogliendo un ottimo risultato alle ultime elezioni comunali, de“La Sinistra per Todi”, un percorso di unità tra la Federazione della Sinistra, associazioni locali, sindacato che all’interno del centro-sinistra ha accettato la sfida delle primarie con un ottimo risultato del proprio candidato, de “La Sinistra per Castiglione” che sta iniziando a mettere insieme associazioni culturali, forze sociali, esponenti del mondo del lavoro. Anche e soprattutto nell’ambito della necessaria discussione su come la nostra regione possa affrontare la crisi e le misure antipopolari di Monti, partendo dal fatto che in Umbria la priorità resta il lavoro, ci rivolgiamo a tutte quelle forze della sinistra che saranno in piazza a Roma il 9 marzo e che si battono con la Fiom contro le scelte di Marchionne e del governo, che si sono confrontate a Napoli sui beni comuni, che difendono il sistema d’istruzione pubblico e di stato, che lottano per sottrarre i servizi pubblici locali alla mercificazione, non solo per far crescere nel paese l’opposizione a Monti, ma anche per definire una piattaforma unitaria di proposte per essere maggiormente incisivi nell’azione riformatrice del governo regionale”

Fabrizio Cerella

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