COMUNITA’ PER TOSSICODIPENDENZA DI CITTA’ DELLA PIEVE: “L’EPURAZIONE” DI UNA COOPERATIVA SCOMODA?

Il prossimo mese dovrebbe finire la gestione, da parte dalla Cooperativa Sociale “Il Cammino”, della Comunità di tossicodipendenza di Città della Pieve a causa di un bando di gara indetto dal Comune di Roma, di cui è la proprietà, il cui esito vede vincitrice un’altra associazione. Tutto ciò potrebbe sembrare lineare sennonché riteniamo necessario ricordare che “Il Cammino” gestisce la Comunità dal 1982 e ha raggiunto ottimi risultati nel processo di disintossicazione e reinserimento nella società delle oltre 1600 persone che vi sono state in cura e che sono riuscite a riappropriarsi della propria esistenza. In tutti questi anni la struttura è stata sempre ben integrata nel tessuto sociale del Comune ospitante con costanti rapporti di cooperazione, tant’è che diverse sono le persone che, una volta uscite dal centro, hanno deciso di rimanere nel territorio pievese e nei paesi limitrofi, aprendo attività e mettendo su famiglia. Ciò che a noi sembra strano è come non si tenga conto dei tanti anni di lavoro svolto e degli ottimi risultati raggiunti. Non sarà che dietro a un bando di gara sui generis ci sia una decisione politica stabilita a tavolino per spazzare via realtà indesiderate da tempo in una sorta di epurazione? Inoltre come non rilevare con estrema preoccupazione le nuove regole per la gestione della struttura. In primo luogo per accedere alla Comunità non sarà più necessario un periodo di preparazione e di analisi della domanda di accesso in concerto con il Ser.T., ma sarà sufficiente un’autodichiarazione di tossicodipendenza, facendo venir meno un processo di accertamento della volontà del paziente e abolendo ogni forma di controllo da parte del servizio pubblico sull’utenza accolta, con la conseguenza che l’accesso nella Comunità potrebbe facilmente divenire una scorciatoia per chi deve scontare reati o situazioni poco chiare. Sempre nel bando, inoltre, viene specificato che la gestione dovrà avere un profitto economico (ben maggiore dell’attuale vendita di frutta e verdura), ma come coordinare finalità di recupero sociale ad attività remunerative di ampio respiro? È facile prevedere come la Comunità di tossicodipendenza verrà totalmente stravolta e saranno messi a repentaglio i percorsi delle persone attualmente ospitate nella struttura. In conclusione vorremo sottolineare che ad oggi a “Il Cammino” non è ancora stato concesso di accedere agli atti concorsuali, nonostante il tempo per far ricorso stia arrivando al termine, un caso o una strategia ben studiata dall’amministrazione di Alemanno?

Circolo PRC Città della Pieve e Circolo PRC Alto Orvietano

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