L’ IMU sia una opportunità per i Comuni ma non una catastrofe per le famiglie ed i pensionati

Da giugno entrerà in vigore l’Imposta Municipale Unica, che andrà inevitabilmente a gravare sulle finanze di cittadini, famiglie e imprese. La normativa nazionale prevede la possibilità per tutte le Amministrazioni Comunali di modificare, entro parametri predeterminati, le aliquote da applicare e i margini di detraibilità. Quindi è responsabilità delle Amministrazioni Comunali di avere il potere e la capacità collegata di incidere direttamente, in base alle decisioni assunte, sui bilanci familiari dei propri cittadini e sull’economia del proprio territorio: perciò sarebbe doveroso evitare di approfittare di questa nuova leva fiscale solamente per far cassa, dimenticando lo spirito della manovra nazionale. Ciò considerato, ho proposto con specifica mozione al Sindaco di Fratta Todina di procedere alla rimodulazione delle aliquote Imu in base ad alcune importanti considerazioni. Partendo dal presupposto che sia profondamente ingiusto tassare l’abitazione principale, ma nella consapevolezza parimenti della necessità di far quadrare i bilanci comunali, ho ritenuto equo, anche in considerazione delle detrazioni che è possibile attuare, l’applicazione dell’aliquota al 4 per mille. Invece per quanto riguarda le abitazioni secondarie ritengo che l’Amministrazione Comunale debba compiere una scelta ,nella consapevolezza che il nostro territorio non abbia primariamente vocazione turistica, che vada nella direzione di potenziare tale settore: abbassando le aliquote si ha un incentivo ad aumentare la disponibilità di alloggi e quindi a potenziare il mercato immobiliare e delle locazioni, che di conseguenza favorisce il dinamismo socio-economico della comunità. Perciò ho proposto, indistintamente per gli immobili locati e non, invece che l’aliquota al 7,60 per mille, l’applicazione del 4 per mille per i contratti agevolati ,proprio nel rispetto dell’uso sociale svolto dalle abitazioni destinate a famiglie disagiate con redditi medio-bassi e l’aliquota al 4,60 per mille per tutti gli altri contratti ad uso abitativo, per favorire la disponibilità di tali abitazioni soprattutto ai giovani e agli anziani. Inoltre ho proposto l’aliquota al 5,60 per mille per tutti i contratti diversi dall’uso abitativo, per attutire l’impatto dell’aumento sugli immobili strumentali destinati all’esercizio del commercio, di arti e professioni e contemporaneamente per dare un sostegno concreto alle attività in un momento di grande difficoltà economica. Infine, nella speranza che sia totalmente cancellata da qualche provvedimento governativo, ho proposto che l’aliquota sui fabbricati rurali a uso strumentale sia portata perlomeno alla soglia minima dell’1 per mille, per promuovere il valore dell’agricoltura di qualità e sostenere un settore produttivo di grande importanza per la nostra comunità.

Cinzia Moriconi-consigliere comunale Fratta Todina

nota di redazione: tutti i comuni hanno deciso di rendere pubblica la percentuale dell’IMU dopo le elezioni amministrative, e questa cosa fa pensare male, vedremo se ci saranno comuni virtuosi che saranno capaci di ridurre drasticamente le spese, e formulare una aliquota bassa e con tante detrazioni ed investire il ricavato in quei servizi, che, dicono tutti,  il precedente governo con i tagli effettuati di fatto impediva.  Se cosi non sarà avremo perso l’ennesima occasione di risanare i conti disastrati degli enti locali (non tutti per la verità) e di ritrovarci con le famiglie e i pensionati molto provati dalle tasse sotto il livello di sopravvivenza. L’astensionismo dichiarato negli ulktimi sondaggi elettorali , quasi intorno al 50 % è un brutto segnale per i politici e gli amministratori locali. Sapranno coglierlo?

 

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