SANITA’: STORIA DI FOLLE E ORDINARIA BUROCRAZIA

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Cara redazione di Goodmorningumbria, vi leggo spesso con molta simpatia e attenzione, e leggendo l’articolo della signora anziana e del Silvestrini… rido x non piangere… ho pensato anche io di raccontarvi la mia esperienza. Qualche giorno fa,  mia mamma che vive nel Lazio, era mia ospite a Perugia ma le si è gonfiato un occhio, io penso ad una congiuntivite batterica ma nel dubbio meglio farla vedere no? ndiamo all’ ospedale Silvestrini, (era domenica) le dicono che non c’è un oculista, che deve bendare l’occhio e mettere un antibiotico in gocce, e tornare il giorno dopo, vabbè, torna il giorno dopo, la visitano, confermano l’antibiotico, è una congiuntivite, ma l’occhio non andava assolutamente bendato. Al ritorno a casa io che ho il brutto vizio di leggere sempre tutto vedo il foglio che le hanno rilasciato aveva il nome ed il cognome esatti, ma data di nascita, luogo di nascita, codice fiscale , indirizzo…. errati.

Quindi ora risulta che un’ignara signora di Spoleto si è recata in ospedale per un problema ad un occhio,  quando invece suppongo la signora stia benissimo Peccato che mia mamma abita n un’altra regione ma nessuno ha controllato, le hanno chiesto solo nome e cognome e non la tessera sanitaria. Beh… non so come funziona qui… ma io nella regione dove risiedevo avevo una tessera col microchip ed inserendola nel mio pc controllavo tutto! Le mie cartelle cliniche, analisi, farmaci acquistati e in caso di malaugurato incidente per esempio erano autorizzati ad accedere a tutto con quella tessera. Immaginiamo ora, se la signora X avesse un incidente e la sua tessera sanitaria fosse abilitata ad una cosa del genere, magari ha bisogno di un farmaco ma non glielo danno perché incompatibile con l’antibiotico che “in teoria” sta prendendo, ma che in realtà sta prendendo mia mamma…lo so può sembrare fantascientifico ma può succedere no? Intanto mia mamma è tornata a casa e lo farà presente al suo medico, sicuramente non è tornata a perder tempo lì in ospedale. Se penso che in un ospedale della Lombardia , io, incinta, andavo la mattina a fare le analisi, quelle stabilite dal ministero, non inventate dal mio ginecologo… e nessun problema. Qui è tutto random., ci vuole la prenotazione non si sa quanto tempo prima., poi se vai in un centro convenzionato ti dicono che devi farle entro i primissimi giorni del mese altrimenti finiscono i soldi e le devi pagare per intero. A sì? Analisi passate per legge che invece vanno pagate? Cara redazione ma in che regione viviamo?

F.N. – Perugia

nota di redazione: Gentile signora, intanto grazie per la segnalazione del suo caso, a leggerlo si rimane davvero senza parole, certo la sanità è piena di tante perle come questa, ma che capiti qui, in una Regione che fa della sanità un fiore all’occhiello della sua gestione imbarazza non poco. Ma desideriamo confermarle che (nel bene spesso e nel male raramente  per fortuna) viviamo in Umbria.

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3 Risposte to “SANITA’: STORIA DI FOLLE E ORDINARIA BUROCRAZIA”

  1. Stelio Bonsegna Says:

    Cara signora, questa regione è un’isola felice, almeno così dicono in Regione. Funziona tutto abbastanza bene, così dicono dappertutto in questa regione.
    Poi vengono fuori disservizi come i suoi ed i miei, oltre a chissà di quanti altri, che non hanno il coraggio di reagire.
    Purtroppo questo è quello che passa il convento, fino a che qualche anima buona non ci metterà mano e cambierà i nostri ruoli, da attuali sudditi a futuri cittadini italiani, con pieni diritti.

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  2. onulli Says:

    Cara redazione,avete preso a difendere proprio un causa sbagliata.
    In un giorno ne ho lette due di queste storie se si considera che qualcuno le tace ,mi pare una bella media. Vivere in Umbria era quasi un privilegio,oggi purtroppo aldilà delle difficoltà generali non è comunque così.

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    • goodmorningumbria Says:

      noi non vogliamo difendere posizioni giuste o sbagliate, ma come sempre diamo spazio a chi ha qualcosa da dire, ma forse la seconda è stata effetto della prima, ma la realtà è questa e a qualcuno comincia a non stare più bene.

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