Perugia è città democratica, civile ed accogliente… che poi sia MORTA, quello semmai è un altro discorso…

Giampiero Tasso

di Giampiero Tasso

Molti mi chiedono e mi hanno chiesto: perché siamo arrivati a questo… perché ci ritroviamo una Perugia così? Sono anni che osservo, brontolo, protesto, ricordo, propongo, stimolo e mai in vita mia ho visto negli occhi di tante persone il menefreghismo allo stato puro. Mi chiedono perché Perugia è ridotta così. Secondo voi Atene è nata Atene o l’hanno fatta gli ateniesi? Sparta era così o sono stati gli spartani a trasformarla? E Roma, la grande Roma non sono stati forse i Romani a renderla grande e a distruggerla? Una città la fanno i suoi abitanti, non nasce di per se stessa, non si genera da sola. Da una parte la politica ti ha sempre detto: ci pensiamo noi, dall’altra i cittadini hanno sempre chiesto alla politica senza mai far sentire il proprio peso. In democrazia la partecipazione dovrebbe essere piena e concreta, a Perugia nessuno ha voluto più partecipare. In un altro paese del mondo i cittadini avrebbero preso, salito il colle e preso a calci gli amministratori, avrebbero preteso strade decenti, luoghi dove incontrarsi e fare cultura, una piscina olimpica a costi decorosi, un teatro per grandi eventi, una vivibilità del centro migliore, una sicurezza maggiore, meno buchi e meno buche sicuramente. Ho citato esempi banali, dettati dal primo pensiero, sta a voi aggiungere e fare il conto di quello che manca a Perugia. Ve ne aggiungo un’altra: la stazione ferroviaria. Esso è il primo impatto per il viaggiatore. Arriva e comprende subito come sia la città. Per anni non ci sono stati i cessi, ve ne era uno chimico che faceva ribrezzo alla vista ed entrando potevi trovarci di tutto. In quella stazione, la stazione del capoluogo di regione, della città candidata a capitale europea della cultura non vi è più l’ufficio informazioni (chiuso) non vi è più la sala d’aspetto (chiusa) vi è un solo sportello di biglietteria. Tetra e scura quella stazione ricorda i tempi dell’illuminazione ad acetilene. Di moderno vi sono spacciatori e balordi, pregiudicati e trucidi, battone ed ubriachi che ne hanno fatto il loro quartier generale. la città che dovrebbe essere la capitale della cultura è questa. Qualcuno mi dirà e mica è colpa del sindaco se la stazione è così! Perdonatemi ma il sindaco amministra Perugia, la tutela, la protegge, la fa crescere o è il distaccamento di Rocca Cannuccia in via dei Priori? Viaggiate e guardate come sono le altre città: Padova ad esempio. Una stazione con 8 sportelli, una tabaccheria, un negozio di libri, un’edicola, pannelli luminosi di arrivi e partenze, luminosa, accogliente, di persone che arrivano e partono e non si fermano, ti fermi… e dopo dieci minuti arrivano due poliziotti che ti chiedono il biglietto, con gentilezza ti chiedono dove vai a che ora parti… ti sorridono e ti salutano e passano oltre. Padova è poco più grande di Perugia… una manciata di abitanti. Troppa differenza? Ed allora andiamo a Mantova (grande come Foligno) o magari a Terni…. o magari Arezzo… o magari Orte… tutte diverse ma nessuna infima e pessima come Perugia. La stazione è e resta sempre il biglietto da visita di una città. Ovunque tu vada guarda la sua stazione e capirai la città. Menefreghismo, abbandono, incuria, fancazzismo, non voler vedere, fingere che tutto vada bene. La stazione come le strade, come l’illuminazione, come i cittadini…. uguale. La città la fanno i suoi cittadini. Diciotto su cento sono extra comunitari, otto su cento sono italiani di fuori comune e regione. Nessuno si era accorto di questo? Ancora a parlare di integrazione? Ancora a voler far credere come diceva il sindaco del mal di gola Renato Locchi, Perugia città democratica, vivile ed accogliente?

Peccato che il sindaco con il mal di gola non si sia mai chiesto se fosse una città VIVA o MORTA. Accogliente e democratica ma poco importa se fosse viva. Un ultimo appunto. nessuno ha mai contato quanti sono i negozi, bar, ristoranti, pizzerie in mano agli stranieri? Cinesi, arabi, indiani, romeni? Ma come, popoli che vengono qui stinti dalla fame e pagano in contanti i locali due volte il prezzo di mercato? Qualcuno in via Settevalli alle Fiamme Gialle si è chiesto come hanno pagato? Con quali soldi, se attraverso mutuo o finanziaria straniera? No, non se lo chiede nessuno… per lo stesso lasciar correre, lasciar perdere, accettare tutto… Perugia in fondo è democratica, civile ed accogliente…. mica si può pensare che ci siano 12 o 13 mafie che gestiscono ognuna il suo? Poi ti svegli e ti accorgi che a Ponte San Giovanni costruivano il formicaio il clan della camorra, che la notte si scannano come agnelli di Pasqua che sfondano le vetrine, che il sangue scorre a fiumi, che si consuma più cocaina che pastasciutta, che succede di svegliarsi a colpi di pistolettate… che il far west è già qui…. ma in fondo che vi frega… Perugia è città democratica, civile ed accogliente… che poi sia MORTA, quello semmai è un altro discorso…

 

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