POLITICHE – IL CENTROSINISTRA IMMOBILE E IL RISCHIO DELLA GUERRA SU DUE FRONTI

di Darko Strelnikov

Un’altra Umbria è possibile? Mi spiego meglio; esiste una domanda di alternativa agli attuali equilibri politici? E se si come e dove si organizza per competere alle prossime elezioni politiche e alle prossime amministrative? A giudicare dalla recente tornata alternativa verrebbe da dire di no. Si, le liste civiche ci sono state, hanno avuto anche corposi successi, ma sono ancora molto incanalate all’interno del quadro politico tradizionale. Venivano in gran parte da personaggi, come Serafini di Todi, che avevano rotto con la casa madre. Sicuramente il fatto che l’economia della nostra Regione dipenda molto dal pubblico, favorisce il persistere di sistemi di potere e di governo che si basano sui vecchi partiti. Ma è una cosa digerita male da tempo e che persiste perché non c’è mai stata una chiara proposta politica di cambiamento. Le cosiddette opposizioni di destra, qui da noi non sono alternative sono consociative e vivono all’interno di una specie di “gestione familiare” delle istituzioni. Più di qualcosa però si sta muovendo. Diversi mesi fa un sondaggio sull’Umbria segnalò che il Movimento 5 Stelle stava avvicinandosi alle due cifre. Quando uscì ci furono tanti sorrisetti che erano messi lì a significare un sentimento di incredulità diffusa. Quelli, secondo i più, erano dati in libertà. Qui “era tutto sotto controllo”. A riprova che ormai il ceto politico nostrano non ha più il polso della situazione e vive solo nel fortino dei palazzi del potere. Infatti l’ultima rilevazione riservata già in mano agli stessi che ridacchiavano sulla prima, certifica che anche l’Umbria è in media nazionale. Grillo è dato sopra il 15%. Per la serie “vengo dopo il Pd”. Infatti il 5 stelle sarebbe il secondo partito (lo chiamo così per comodità) della regione. Ma c’è di più la rilevazione è stata fatta prima dei ballottaggi. E’ possibile che oggi i numeri siano diversi. E che questo è il clima lo testimonia il grande numero di persone che si sta avvicinando al Movimento. La risposta dei grillini a questa invasione è sempre la stessa “cerchiamo cittadini non candidati”. Insomma ufficiosamente non si fa proselitismo. Un certo tipo di proselitismo. Se vieni dai partiti, per loro, è come se portassi la peste in casa loro. Ma non è che il movimento stia fermo aspettando che qualcosa cada dal cielo. Si muove e come. Si muove in due direzioni specifiche che sono poi i loro cavalli di battaglia : il web e la partecipazione. Il web non solo come elemento di confronto, di conoscenza, di partecipazione e di propaganda, ma anche come strumento per guardare cosa si muove soprattutto tra le giovani generazioni. Faccio un esempio; dopo i fatti che hanno investito il centro Storico di Perugia su internet e sui social network sono nate numerose iniziative come pagine, gruppi specifici ecc. Molti di questi hanno manifestato la propria opposizione all’attuale Amministrazione e all’attuale sindaco. In alcuni casi si è parlato apertamente di lista civica. Ed è su questo il pane che il movimento di Grillo si è immediatamente catapultato. Si sono subito infatti aperte relazioni e contatti. L’obbiettivo è elementare: formare un fronte alternativo al conformismo politico che impera in Umbria. Trovare candidati sindaci e liste fuori dai poli, rigorosamente contro i poli. Le conseguenze possono essere, come si è visto a Parma, devastanti. Un’enorme malcontento che cova sotto la cenere rischia di venire a galla perché riesce a trovare un suo preciso punto di riferimento. La parola d’ordine è : “cacciare i mercanti dal tempio”, “mandare la casta a casa”. Questi ragazzi sono pieni di entusiasmo. Sono contro ogni apparato. Considerano i giovani dei partiti “peggio dei vecchi tromboni, perché uniscono l’arroganza all’inesperienza”. Tra i loro idoli non c’è solo Pizzarotti, il nuovo sindaco di Parma, ma, a sorpresa, anche personaggi provenienti dai partiti come il cagliaritano Zedda. Insomma è questo l’abbondante nutrimento di cui si ingrassa il Movimento 5 stelle. E chi tira le fila non è uno sprovveduto. Perché accanto al Web non trascura neanche i metodi diretti della partecipazione attraverso l’’organizzazione periodica e costante di assemblee aperte, che mi dicono sempre più affollate. E infine i programmi. Se guardate il sito umbro scoprirete che questa etichetta di populismo è decisamente sbagliata o perlomeno è riduttiva. I temi del movimento sono decisamente di sinistra e vanno dai beni comuni, alla salvaguardia dell’ambiente, alla messa al bando degli inceneritori verso l’obbiettivo di “rifiuti zero”, alla lotta contro la Tav, il precariato e per la difesa dell’art.18, contro la riforma delle pensioni e del Governo Monti ecc. Come dite? Sembra di leggere un programma del Prc, di Sel o dell’Idv. Il problema è che la sinistra ha scelto di stare, come dicono gli indiani, “dentro i confini del giardino”, del giardino del vecchio centrosinistra. Da qualche vantaggio in termini di potere, ma offusca qualsiasi prospettiva. E i risultati si vedono. Non ha scelto di dare voce a quelle istanze di cambiamento che sono presenti nella società umbra. E adesso si trova legata a doppio filo ad un Pd che rischia di essere stretto tra due fuochi : quello che verrà dalla nuova offerta del polo dei cosiddetti moderati e quello di Grillo. Una posizione scomoda soprattutto perché difficilmente potrà offrire, anche da noi, la cosa principale che chiede la gente; il ricambio della classe dirigente. Non solo, per il prossimo anno, si parla ancora di Sereni, Agostini, Verini, Fioroni e Bocci, ma si sussurra che l’unica novità dell’altra volta, il povero Trappolino, potrebbe essere sacrificato sull’altare di una “grande proposta di rinnovamento” che porta il nome di Bottini, Lorenzetti o Locchi. Auguri!

 

Strelnikov.d@libero.it

 

 

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Una Risposta to “POLITICHE – IL CENTROSINISTRA IMMOBILE E IL RISCHIO DELLA GUERRA SU DUE FRONTI”

  1. Stelio Bonsegna Says:

    “Se vieni dai partiti, per loro, è come se portassi la peste in casa loro” così dici, ma non hai pensato che alla fine, anche i grillini si comporteranno come loro? Per ora è iniziata una loro guerra interna, il resto lo vedremo, quando cominceranno a governare dove hanno vinto e prevedo che ci saranno molti “mea culpa” tra gli elettori. La politica ha perso da molto tempo il suo significato e la sua serietà, tant’è che ora è difficile ricordarlo e recuperarlo.

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