QUEL BOTTO DI SOLDI DA TAGLIARE CHE METTERANNO A NUDO I PECCATI DELL’UMBRIA

di Darko Strelnikov

Ci eravamo lasciati con le varie anime del Pd che scaldavano i motori in attesa delle “primarie aperte”. Aperte e richiuse come negli interventi chirurgici disperati ed inutili. Quelli che anche se si fanno non cambiano la situazione del malato. La prospettiva dell’abbraccio tra Moderati e Progressisti (leggi “superinciucione” tra D’Alema e Casini), ha rimesso tutto in discussione e aperto nuovi scenari, che inevitabilmente si potrebbero ripercuotere, a breve, a medio e lungo termine, sugli assetti politici della nostra Regione. Naturalmente, inizio, anche stavolta, questo ragionamento con il beneficio d’inventario, perché siamo in un tempo volatile. Perché questa è una classe dirigente che non riesce a fare previsioni del “tempo politico” oltre le 12 ore. Però stavolta la cosa sembra seria, anzi serissima. Tanto seria da alimentare dubbi e perplessità nel popolo democratico umbro e soprattutto tra i quadri di base ed intermedi. Sentite quello che hanno scritto su Facebook : Daniele “prendere su Casini sarebbe una c. (bip) madornale”, Paola “apertura a Casini??? esco dal partito!!! (non aspettavate altro vero???)”, Gabriella “No, ragazzi con Casini,no………meglio sarebbe chiedere allora ,la tessera a Vendola!”, Riccardo “E le primarie? i Parlamentari devono essere scelti con le Primarie? su questo aspetto (anche più importante delle Primarie x il candidato Premier) c’è un tale silenzio… ma un tale silenzio che..”, Valeria “Bersani apre al patto moderati-progressisti” che vorrebbe dire “vieni avanti, Casini”. Ma perché, dico io, perché? Prima si diceva che serviva, Casini, per battere Berlusconi; adesso che il PDL si è squagliato a cosa dovrebbe servire? Perché cercare questi baciapile ipocriti e opportunisti, ma che cavolo di partito è diventato questo PD?”, Francesco “Pd+Udc+Sel+Fli in omaggio un materasso in lattice”. E mi fermo qui, ma vi assicuro che i favorevoli sono pochi e tutti di apparato. Sussulto di sinistra, orgoglio riformista? Si e no. Anzi più no che si. E’ che la cosa a livello generale viene letta come una gigantesca “operazione salvacasta”. Tutta all’interno delle vecchie oligarchie che ancora dominano la scena. Una specie di “scrocco” a doppia mandata di un ipotetico processo di rinnovamento. Del resto è la stessa direzione che qualche giorno fa aveva chiuso l’argomento facendo sapere che i fuori statuto e cioè quelli alla terza legislatura, sarebbero meno del 10% dei gruppi parlamentari. E siccome c’è la possibilità di una deroga per il 20% degli eletti, sulla carta i prossimi rappresentanti a Montecitorio e Palazzo Madama del Pd, potrebbero anche essere gli stessi di oggi. Ma per ottenere questo risultato c’era bisogno di un salvacondotto. Quel salvacondotto si chiama Pier Ferdinando Casini che, assieme al leader maximo, osteggia le primarie ed è per una legge elettorale che permetta di fare i giochi anche dopo le elezioni. Tuttavia uno scenario del genere qualche problema a livello locale lo potrebbe creare. Perché qui si vota per coalizioni e se la sinistra rompe con il Pd le elezioni per la Regione e i governi locali si potrebbero trasformare in una bella sfida. Un recente sondaggio sull’Umbria ha infatti mostrato che questo matrimonio “in chiesa”, al momento, non piace agli umbri. Molti del Pd, in presenza di candidati giusti e non legati all’attuale nomenclatura, voterebbero sinistra o Grillo, costringendo, secondo queste rilevazioni, la “strana coppia” Pd e Udc ai ballottaggi e quindi ad una specie di pericolosissima lotteria, in quasi tutta l’Umbria. Ma parliamo di un tempo considerato “biblico”. I nostri eroi tutte queste domande non se le fanno. Il Governo della cosa pubblica oggi è loro e se lo gestiscono come meglio credono. Tutto viene racchiuso dentro i loro angusti confini di casta. No, credetemi, non sono cattivo ed esagerato, perché se non fosse così non si spiegherebbero, in un periodo che definire drammatico è operazione tranquillizzante, le tante diatribe che sono in corso in diverse parti del territorio. Non è che parliamo di semplici polemiche ma di fatti Inquietanti. Per la serie “la responsabilità è il mio mestiere”, i bilanci di quattro dei principali comuni (Perugia, Terni, Spoleto e Gubbio) sono stati messi in discussione e minacciati di non approvazione da alcune manovre di Consiglieri appartenenti ai gruppi del Pd. Il bilancio è fatto di soldi e i soldi attivano consulenze, collaborazioni, convenzioni, appalti, gestioni dei servizi ecc. Mi sono spiegato o devo ripetere? Stessa cosa per le riforme. Basta vedere quello che è successo e sta succedendo sulla sanità. E mentre si fa guerra per mantenere il proprio sistema di consenso, la situazione rischia di precipitare. Chi ci governa, invece di darsi tanto da fare per trovare soluzioni pensa alle candidature, alle riconferme, alle poltrone da richiedere o da salvare. Quello che mi interesserebbe sapere, da povero cittadino, non è chi sarà senatore o presidente o sindaco, ma come farete a far fronte a quel buco da 256 milioni che il Governo vi ha gentilmente lasciato per il 2013? Mantenendo in vita 16 ospedali funzionanti (c’è chi dice che sono 18)? Continuando a mantenere decine di aziende pubblico – private per la gestione dei servizi e altre robe del genere? Non fatevi illusioni dovrete tagliare a fondo e allora scoprirete quanto questo sarà devastante per una Regione, che negli ultimi 10 anni ha campato, quasi esclusivamente, di pubblico e di ciò che gira attorno al pubblico (edilizia, commercio, professioni, cooperazione sociale ecc.). Sullo sfondo, purtroppo, si agitano pericoli seri. Si potrebbe anche dover ricorrere a due parole impensabili e impronunciabili fino a poco tempo fa : chiusure ed esuberi. Entrambe portatrici delle due principali piaghe della crisi : disoccupazione e povertà. E mentre questo spettro si aggira per l’Umbria si continua ad aprire megacentri commerciali e a costruire nuovi quartieri. Per cosa e soprattutto per chi?

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