Nuovo: I Racconti erotici di Gaudia Ki, “Silvia”

I CONTENUTI DI QUESTO RACCONTO SONO ADATTI AD UN PUBBLICO ADULTO, SE CLICCHI SU “CONTINUA” DICHIARI AUTOMATICAMENTE DI ESSERE MAGGIORENNE E DI ACCETTARLO SENZA RISERVE.

Il racconto è offerto da:

Silvia era stanca. Stava afflosciata sul letto come una busta vuota buttata lì appena rientrata in casa. Sentiva il sonno girarle attorno ma non riusciva a prenderle i pensieri. Quella sera era un caldo micidiale : il sole stava lentamente tramontando ma la terra rivomitava il calore accumulato nel giorno. Aprì la finestra abbassando le tapparelle. La tenda svolazzava

disegno originale gentilmente concesso da Malè

leggermente su quel filo di brezza. Con sforzo immenso riuscì a spogliarsi,gettando a terra la divisa del lavoro e rimase finalmente solo con la sua t-shirt bianca e gli slip. Doveva inventarsi un pensiero fresco,un pensiero felice per addormentarsi. Ma fu il pensiero a trovare lei.. Dalla finestra aperta sentì una radio lontana che trasmetteva una canzone jazz..Un sassofono sensuale spogliava le note sullo spartito ed una voce profonda e rauca raccontava chissà quale storia. Silvia si immaginò nel retro di uno di quei locali nascosti che andavano di moda nel periodo del proibizionismo. Le donne allegre fumando lunghi bocchini con i capelli alla garconne, il collo sinuoso e scoperto, il vestitino leggero con frange, la pelle lunare, le labbra rosso fuoco e le scarpe rumorose da tip tap;gli uomini con cappello, doppio petto gessato, le scarpe bianche e nere e magari una pistola nascosta sotto la giacca. Aspettava il suo uomo di ritorno da una spedizione punitiva lì sdraiata su un letto, al buio, illuminata solo dalla luce dei lampioni che attraversava la finestra e colpiva le lenzuola. Il sudore si mescolava alle lacrime che tutte le volte versava nel vederlo partire e nella consapevolezza di poterlo perdere in una pioggia di proiettili. Lei aveva gli occhi chiusi e stava attenta a tutti i rumori che le si avvicinavano. Il suono delle risa e della musica si allontanò improvvisamente cedendo il posto a qualcos’altro. Sentì la porta schiudersi; sentì il pavimento scricchiolare sotto i passi decisi; sentì lui appoggiare la giacca e sedersi sulla seggiola. La sua presenza era un alito di sollievo e di fresco sulle gambe nude di lei. Non una parola ma lo sguardo di lui la stava spogliando e lei lo lasciò fare. Si accarezzò lentamente il viso facendo scivolare le dita come farebbe un vasaio sulla creta fresca; si accarezzò le labbra della bocca socchiusa guastando un po’ il rossetto; si accarezzò il collo ed aprì la camicetta scoprendo i capezzoli rosa come una pesca; li strinse tra pollice e l’ indice immaginando la bocca potente e fiera di lui che la stava assaggiando. Il pensiero di saperlo nella penombra della stanza mentre lei si toccava la eccitava vergognosamente. Si tirò su la camicia e insinuò la mano sotto l’ombelico percorrendo il bordo delle sue mutandine. Si sfiorò il monte di venere sentendo distintamente il respiro farsi affannoso e con eleganza tolse la lingerie ormai scomoda; scese più sotto dove iniziava il soffice filino di peluria e percepì le vampate di desiderio espandersi da lì sotto e aumentare la loro frequenza. Sapeva che cosa lui voleva e senza bisogno di verbi allargò le gambe affinché lui potesse osservarla meglio. Con una mano sul seno, l’altra tra le gambe e gli occhi di lui a farle da riflettore lei iniziò ad inarcare la schiena, a muoversi al ritmo delle carezze, delle sue dita che sfioravano il clitoride e dei gemiti che le accompagnavano. Si bagnò le labbra con la lingua ; rossetto e saliva si mescolarono regalandole un sapore dolciastro di bacio e di scotch e dissetando momentaneamente la gola riarsa dalla frenesia. La pelle iniziava ad incendiarsi, ascoltava il calore arrivare dagli arti e concentrarsi sul ventre. Sentì il profumo della sigaretta e intravide nell’angolo della stanza la luce di essa ad ogni tirata di lui. Infilò le dita più a fondo e sentiva le gocce di sudore scivolare sulla pelle in un miscuglio di viscosità e profumo inebriante fatto di sesso e di fumo. Il corpo cantava di piacere come un pianoforte . Mentre il sax si faceva più profondo e i passi di lui si avvicinavano al bordo del letto lei venne con tutta la sua delicatezza in una nota appassionata fatta di immaginazione, di presenza, di sguardi, di caldo e di mitra. Silvia si addormentò beata col sorriso sul volto e un buon odore addosso.

Questo articolo è conservato anche nella sezione “EROTISMO E DINTORNI”.

Tag: , , , ,

3 Risposte to “Nuovo: I Racconti erotici di Gaudia Ki, “Silvia””

  1. miriam Says:

    splendido………….pubblicatene di più……………..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    "Mi piace"

  2. alessandra1512 Says:

    Non vedo l’ora di leggere il prossimo!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: