Nuovo: I Racconti erotici di Gaudia Ki, “Anonimi”

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Il racconto è offerto da:

Uffici svuotati.Le diciotto e e sedici e nei corridoi non si sente volare neanche una mosca. Appoggiata con le mani sul lavandino si scruta la pelle e guarda storto il ricciolo di capelli che esce dalla pettinatura. Bene,mettiamoci in ordine prima di andare all’appuntamento,pensa. Alza la gonna fino al ginocchio e passa un piccolo strato di smalto su quel minuscolo foro di

disegno originale gentilmente concesso da Malè

calzamaglia e sulla conseguente smagliatura. Riaggiusta la lunghezza del tessuto, lava le mani e si sciacqua il viso. Mette il lucidalabbra; il correttore sul brufolino spuntato sul mento; due arricciate di rimmel sulle ciglia e riordina il ciuffo ribelle fermandolo con una molletta. Un ‘ultima occhiata allo specchio e via. Rimette tutto in borsetta e parte sparata verso la porta dei bagni ma preciso momento in cui va ad afferare la maniglia qualcuno,anticipandola, spalanca all’improvviso la porta e “TAN”! Lo spigolo le finisce dritto in faccia facendola cadere all’indietro in una fragorosa sederata! L’uomo che le ha causato lo spavento e la caduta le si fionda addosso preoccupatissimo : “La prego di scusarmi,non avrei immaginato che ancora ci fosse qualcuno nell’edificio e sono entrato un pò brusco! Sono costernato! Si è fatta male?” Lì per lì sdegnata e rintronata si tocca la fronte, nota che c’è qualche perlina di sangue sulle dita e bisbiglia con tono offeso: ” Ho la testa dura stia tranquillo” “E’ solo un piccolo graffio,aspetti che la aiuto a metterci un pò di acqua fredda”. La fa alzare in piedi e la prende per mano fino al rubinetto. Tampona la lieve ferita con lo scottex imbevuto d’acqua. “Vede,non è niente,passerà in fretta” E poi la bacia il taglietto sulla fronte…Le bacia la bua! Ecco che finalmente lei, piacevolmente sconvolta, lo considera e lo guarda: vede lo sguardo premuroso, la fronte corrugata, la barba leggermente incolta ed il suo sorriso dispiaciuto, cortese e sensuale. Si guardano con la bocca semi aperta incapaci di far uscire qualsiasi superflua parola per non so quanto tempo,come due mammalucchi. A lei cade lo sguardo sulla bocca di lui ed egli si aggrappa immediatamente al gesto baciandola sulle labbra. Non si staccano più e lei avvia le mani sul viso di lui, gli sfiora orecchie, zigomi,collo e spalle sfilandogli la giacca. Fiuta il sottile aroma d’oceano della sua pelle e appoggia le mani sul suo petto avvertendo il cuore che tamburella sotto la camicia fresca di bucato. Lui le scioglie i capelli seminando nell’aria odore di frutta. Sbottona la camicetta e dopo averla aperta con garbo abbassa il reggiseno scoprendo i seni e, affamato dalla visione palesemete offerta, si china per coccolarli, annusarli ed assaporlarli. Lei ha gli occhi chiusi e ascolta la lingua dell’uomo disegnare cerchi nella pelle e sul ventre e smette per un attimo di ansimare nel momento in cui ,a piene mani, si sente afferrari i fianchi ed i glutei; mani che con indulgenza le sollevano la gonna e in uno scatto fulmineo le strappano le calze e le abbassano gli slip. Intuisce il viso di lui scendere, il naso e le labbra scorrere verso il basso, adagio, sulla pancia finchè la bocca si ferma per sostare avidamente nel suo grembo. Lo desidera, lo brama, lo odia e complice totale dell’ebrezza gli afferra i capelli e riportandolo in piedi lo bacia con ardore mentre gli slega la cintura e sbottona i pantaloni. Lo invita ad inseguire i suoi gesti e si gira, appoggiando il viso e il seno nudo sulla parete di mattonelle fredde, inarcando le schiena e pronunciando la sua voglia. Lui la esaudisce; voltata di spalle così la lecca dall’incavo dei glutei salendo su tutta la spina dorsale, tra le scapole fino a raggiungere le vene del collo che palpitano e stringendola forte a se, mentre le morde il lobo dell’orecchio, la penetra con vigore scatenando i gemiti di lei. Si muove lento ma a certe cadenze spinge a fondo cogliendo appieno il piacere di lei che pulsa intorno a lui. Restano l’uno dentro l’altra per un tempo imprecisato quando lei tocca il culmine del piacere all’ennesimo affondo e lui inebriato dagli spasmi arriva di seguito. Fanno l’amore così due anonimi : nella canicola sensuale di un cesso crudo, dove due figure si urtano, si amano e si avvinghiano, benedetti dal cosmo ed esenti da ogni peccato, scivolando l’uno sull’altro lì, in piedi, che si appagano e celebrano mentre lui pervade e riempie e lei si libera. Si lasciano ancora scomposti sulla porta girevole principale del palazzo,uno verso destra e l’altra verso sinistra, ma lei sfoggia al mondo ignaro il suo bernoccolo gigantesco, la camicia allacciata alla rinfusa e i brandelli di collant .

 

 

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