PERUGIA, ALTRI TAGLI IN VISTA PER IL SERVIZIO AUTOBUS, NE VALE LA PENA?

Domenica scorsa il sindaco Boccali ha rilasciato un’intervista nella quale ha annunciato una prossima “manovrona” comunale volta a tagliare le spese di un milione di euro per il 2012 e altri 4 milioni per il 2013 per far fronte alla cosiddetta “Spending review” decisa dal governo Monti. Alla domanda su dove si pensa di tagliare risorse il sindaco ha citato prima di tutto i trasporti, in particolare il servizio autobus. Il nostro primo cittadino, tuttavia, è proprio sicuro che valga la pena di togliere risorse a un servizio come quello degli autobus? Pensa veramente che questa sia una decisione sensata? Basta guardare alcuni dati del servizio Apm per avere una risposta.

Per quanto riguarda il costo dei biglietti, in due anni il prezzo è aumentato del 50%, passando da 1 euro (prezzo vigente fino alla metà del 2010) a 1,50, mentre il costo degli abbonamenti è aumentato complessivamente del 30%: questo provvedimento ha fatto di Perugia la città con la più alta tariffa d’Italia; solo a Roma e Milano il costo del biglietto è uguale, con la differenza che lì il biglietto ha una validità di 90 minuti dall’orario di obliterazione, mentre a Perugia la validità si riduce a 70 minuti. All’aumento delle tariffe non è corrisposto un miglioramento del servizio, anzi , in tal senso si può parlare di un vero e proprio passo indietro da parte della città.

Nel 2010 il comune di Perugia ha ridotto le corse degli autobus, tagliando da subito 1,5 milioni di km/bus, penalizzando in particolar modo alcuni quartieri e le corse serali e notturne. Dal 10 giugno di quest’anno, inoltre, c’è stata una vera e propria rivoluzione nell’intera organizzazione del servizio, dovuta anche alla chiusura di via Fabretti fino all’11 settembre: infatti si è deciso per un ulteriore calo delle corse e si sono completamente rivisti i tragitti di alcune linee (Linea C, F,K,Q,Z2,Z3), riducendo anche la copertura degli orari serali e notturni. Il tutto è avvenuto senza dare giusto preavviso alla cittadinanza, creando in questo modo notevoli disagi.

Guardando poi il sito apm e visualizzando gli orari delle corse, si scopre che dal 23 luglio al 18 agosto 2012 è prevista un’ulteriore riduzione del servizio che penalizzerà i cittadini che dovranno, per lavoro o impossibilità di andare in ferie, restare in città. Il taglio complessivo mira a ridurre di 75mila km le percorrenze degli autobus, con un risparmio di circa 202mila euro. A essere maggiormente penalizzati da queste decisioni sono soprattutto le persone anziane senza mezzi e gli studenti universitari.

Data l’attuale situazione, è opportuno tagliare ancora sul trasporto bus, creando ulteriori disagi alla cittadinanza aumentando il disservizio? Perché non si parla mai d’intervenire sul minimetrò, che costa, solo al Comune, oltre 10 milioni di euro ogni anno, oltretutto per un servizio più limitato rispetto a quello degli autobus? Sarebbe opportuno che, prima di procedere ai tagli in questo settore, il Sindaco valutasse gli ulteriori disservizi e aumenti dei costi a cui andrà a sottoporre i cittadini.

Virginio Curti – Presidente Movimento per Perugia

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