Fratta Todina, bilancio comunale: molte ombre e poche luci

Nel considerare il bilancio di previsione 2012 e i suoi allegati va premesso che negli ultimi anni gli enti locali sono stati posti in condizioni economiche sempre più complicate e non si può non considerare l’eccezionalità in cui versa l’economia italiana e lo stato generale delle finanze pubbliche. I bilanci degli enti locali risentono inevitabilmente di questa situazione. La principale novità di quest’anno è l’introduzione dell’Imposta Municipale Unica (IMU) da applicare alle abitazioni principali con aliquota ordinaria fissata al 4 per mille e a tutte le altre abitazioni e attività produttive con aliquota ordinaria al 7,6 per mille, attribuendo poi ai Comuni la facoltà di poter incidere sulle aliquote in aumento o in diminuzione, entro parametri prestabiliti. Dall’analisi del bilancio del Comune di Fratta Todina risulta che, mentre per l’abitazione principale, l’Amministrazione Comunale ha optato per l’applicazione di un’aliquota al 3,8 per mille (soluzione giudicata equa, ma concretamente ininfluente per i contribuenti in virtù delle detrazioni previste), per quanto concerne le seconde case e gli immobili destinati ad attività produttive invece ha scelto di applicare l’aliquota maggiorata all’8,6 per mille. Nonostante la proposta, da me presentata attraverso specifica mozione in data 14/03/2012, di applicare aliquote differenziate tra gli immobili (indistintamente se locati o meno) sottoposti a contratti di locazione agevolati-concordati e tutte le restanti tipologie di contratti di locazione ad uso abitativo, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto di non dover tenere minimamente in considerazione tale possibilità. L’unica eccezione è stata quella di prevedere l’applicazione dell’aliquota al 6 per mille per tutti quegli immobili concessi in uso gratuito ai parenti, tra l’altro precedentemente esentati da tassazione. Sarebbe stato opportuno, inoltre, valutare la possibilità di esentare dal pagamento dell’IMU i portatori di handicap e prevedere un’aliquota agevolata per le giovani coppie, entro i 35 anni d’età, che hanno contratto un mutuo per l’acquisto della propria casa. Assolutamente deprecabile la scelta di non prevedere un’aliquota agevolata per gli immobili ad uso diverso dall’abitativo e destinati allo svolgimento di attività economiche: piuttosto che dare un sostegno concreto in un momento di particolare difficoltà come quello attuale, l’Amministrazione Comunale con questo provvedimento ha dato un colpo di scure alle attività commerciali, all’artigianato e alle imprese. E’ un’aberrazione logica considerare i beni strumentali di un’impresa equiparati alle seconde case, come se, anziché come luoghi dove si producono prodotti e posti di lavoro, li si guardasse come beni di lusso. Il bilancio inoltre fa registrare un aumento dell’aliquota IRPEF, che passa dallo 0,4 % allo 0,5 %, determinando un aumento della tassazione generale a carico dei cittadini contribuenti. Preoccupante anche la previsione delle entrate legate ai Permessi di costruire, agli oneri di urbanizzazione e ai costi di costruzione previsti dalla legge Bucalossi, determinati in parte dal quadro generale di crisi economica e in parte ,colpevolmente , dalla mancata adozione del nuovo PRG Intercomunale. Oltre a questo emerge come siano stati ridotti notevolmente gli stanziamenti a favore del sociale e dello sviluppo economico, mentre risultano quasi assenti gli stanziamenti a favore della cultura e del turismo. Il bilancio fotografa un aumento progressivo negli anni dell’indebitamento e della pressione fiscale: prima di contrarre nuovi mutui e aumentare le tasse sarebbe stato opportuno verificare come poter incidere il più possibile sulla spesa. Ma ancora più preoccupante è il quadro finanziario degli anni a venire: da un’analisi del bilancio risulta che, nonostante non si ricorra all’indebitamento per l’anno in corso e per la prima volta si faccia ricorso all’anticipazione di cassa, la situazione non è sanabile e porterà a uno sforamento dei parametri previsti dal patto di stabilità di prossima applicazione, con conseguenze estremamente penalizzanti. Dato il quadro di criticità, le scelte operate dall’Amministrazione non vanno di certo incontro alle esigenze né delle famiglie, che si troveranno a fare i conti con le aliquote maggiorate dell’IMU, né delle imprese, dei commercianti e degli imprenditori. Proprio per questi motivi il giudizio non può che essere negativo.

Cinzia Moriconi – consigliere comunale Fratta Todina

 

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