Musica e Poesia a Panicale, MECENATE ERA UN UOM…

Panicale: Domenica 19 agosto 2012 ore 21 Serata itinerante  da piazza San Michele

Omaggio poetico e musicale al poeta di corte Cesare Caporali (1531 – 1601)

Ensemble di strumenti rinascimentali: Orientis Partibus, Organo positivo, clavicembalo, organo Morettini: Eugenio Becchetti

Voci recitanti: Gianluca Brundo, Daniela Del Buono, Federica Agostinelli, Alice Spito – Testi e mise en espace: Virgilio Bianconi

Un concerto itinerante che prende spunto da “Vita di Mecenate” ultima fatica del poeta di corte Cesare Caporali. Si tratta dell’opera più vasta del poeta umbro cui si riconosce il merito di aver fondato il poema eroicomico. Si tratta di una biografia in terzine in dieci capitoli che dimostra la sua autentica passione per la trovata arguta ed ingegnosa e la traccia biografica è un pretesto, nel suo travestimento grottesco, al confine dell’assurdo e del triviale. Il “grave cimbalo” (clavicembalo), le “viole da brazzo e da gamba”, l’arpa e l’organo, strumenti musicali ampiamente utilizzati nel tardo cinquecento, sono i protagonisti della serata proponendo un repertorio musicale proprio delle corti italiane.

Cesare Caporali : Gli encomiasti panicalesi lo vogliono figlio di un canonico, certo Camillo Caporali, Vincenzo Cavallucci, invece, nella vita pubblicata nel 1770, lo vuole di famiglia perugina. Tuttavia nella collegiata di Panicale, presso l’altare di Sant’Antonio di Padova, si conserva un’epigrafe recante la data 1700, in cui si legge che la famiglia di Cesare Caporali è panicalese e la sua ultima erede, Giulia, lascia ai suoi compaesani una cospicua eredità. Cesare nacque probabilmente a Panicale nel 1531 e morì a Castiglione del Lago, nel palazzo dei Della Corgna nel 1601.Dopo aver studiato a lungo letteratura e filosofia, passò a Roma, dove trovò rifugio alla corte del mecenate cardinale Fulvio Giulio Della Corgna. Il Caporali avviò una carriera di uomo di corte la quale non fu avara di successi e di compensi. Questa intesa con gli uomini di potere, e specialmente del potere ecclesiastico (fu al servizio dei Cardinali Della Corgna, de’ Medici, Acquaviva, prima di accomodarsi, in vecchiaia, alla corte di Ascanio della Corgna in Castiglione), se da un lato depone a favore della sua abilità nello spendere lo svilito personaggio del cortigiano-poeta, dall’altro esclude ogni possibilità di serio e aperto conflitto con l’ordine costituito, in chi, come lui, probabilmente covava obiezioni e resistenze profonde. Ne sono esempio i due capitoli della Corte, che riflettono il primo impatto con l’umiliante servizio alle dipendenze di un signore. Durante la sua carriera di poeta giocoso Caporali ebbe a comporre innumerevoli opere, tutte pubblicate, ed in particolare la sua ultima fatica “Vita di Mecenate” in cui sfoggia una robusta vena narrativa dispiegata in episodi guerreschi di singolare impegno (in particolare l’assedio di Perugia). Conobbe pure Annibal Caro e fu in confidenza con Torquato Tasso. I suoi Avvisi di Parnaso fornirono l’ispirazione ai più famosi Ragguagli di Traiano Boccalini.

 

Mecenate era un uom ,

che aveva il naso ,

gli occhi , e la bocca ,

come abbiamo noi ,

fatti dalla Natura ,

e non dal caso .

Si dilettava aver due gambe ,

e doi piedi da camminare ,

e aver due mani ,

da farsi da se stesso i fatti suoi .

Scese per razza già da i Re Toscani ,

e l’ Avo del bisavo del suo avo

Fece venire il canchero a i Romani.

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