Partito Comunista sulla vertenze lavoro del Lago Trasimeno.

In relazione alle numerose vertenze aziendali che si sono aperte durante gli ultimi mesi nell’area del Lago Trasimeno, su tutte ricordiamo quella dell’Euroservice di Pineta di Macchie, della TRAFOMEC di Tavernelle e della Grifocornici di Magione, il Coordinamento Regionale umbro di CSP – Partito Comunista nell’esprimere la propria vicinanza e le proprie solidarietà umana e politica nei confronti di tutti questi lavoratori e lavoratrici, sollecita fortemente le Istituzioni Regionali ed in modo particolare la Giunta Regionale, ad aprire una vertenza lavoro per il territorio del Trasimeno, mettendo subito a punto un tavolo di concertazione permanente con tutte le parti sociali delle realtà produttive coinvolte. Attualmente, in questo territorio, sono in cassa integrazione circa 1400 lavoratori e l’elenco delle imprese che chiudono i battenti si allunga continuamente in modo preoccupante.

L’Euroservice, che durante i suoi oltre 20 anni di attività, ha raggiunto anche 200 lavoratrici, rappresenta di certo un patrimonio da non disperdere e in questo territorio, dove di opportunità di lavoro femminile storicamente ce ne sono state sempre davvero poche.

La TRAFOMEC di Tavernelle, è stata per tanti anni, il motore manifatturiero di quell’area, con tante imprese che a monte e a valle, ruotavano attorno ad essa. A nostro avviso, è tutt’ora un patrimonio su cui occorre puntare per il futuro.

Anche la Grifocornici ha un illustre passato con punte di 200 addetti che le hanno permesso di essere un sicuro centro di occupazione nel territorio di Magione. Di fronte allo stato in cui è piombata dopo la scorsa estate, è necessario che le Istituzioni Regionali e la stessa Giunta Regionale si adoperino attivamente per recuperare questa società.

Giuseppe Tulli

 

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Una Risposta to “Partito Comunista sulla vertenze lavoro del Lago Trasimeno.”

  1. Stelio Bonsegna Says:

    Come al solito il Partito Comunista si dedica al suo sport preferito, quello di strumentalizzare situazioni di crisi imprenditoriali (dovute ad un Governo, tra l’altro non eletto dal popolo), per far proseliti, dimenticando che lo statalismo (che il PCI porta nel suo dna), oltre che ad essere stato la rovina dell’U.R.S.S. è stata anche la rovina di un’Italia di Democristiana memoria. Quindi si adegui ai tempi e si orienti contro la reale causa della crisi: Troppe tasse, sia per il popolo consumatore che per gli imprenditori, che provocano poco consumismo, quindi scarsità di lavoro, che è la causa della chiusura di molte aziende.
    Abbandoni il PCI la vecchia ideologia, ormai non adeguata ai tempi e si modernizzi, assecondando le vere esigenze del mondo del lavoro.

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