Monti fa schizzare alle stelle i ticket della sanità umbra

Gli effetti della spending review e degli altri provvedimenti finanziari in materia di sanità del governo Monti non hanno certo tardato a manifestarsi anche nella nostra Regione e, come avevamo denunciato, si stanno pesantemente ritorcendo contro i cittadini umbri. Lo scenario che già da oggi ci si presenta è terribile e mina alla radice il diritto alla salute, mettendo in forte discussione l’accesso universale alle prestazioni sanitarie da parte dei cittadini e dei ceti popolari, già socialmente massacrati anche per altre vie. Basta andare nei CUP per rendersi conto della situazione. I ticket per controlli e prestazioni ordinarie di prevenzione, riabilitazione e cura sono infatti schizzati alle stelle, in particolare per quei cittadini che ne necessitano in virtù di malattie molto diffuse come ad esempio il diabete. Il rischio è che molti cittadini rinuncino ai controlli periodici, con grave pregiudizio per la loro salute e con ulteriori aggravi futuri per le finanze del servizio sanitario regionale. La sanità ragionieristica del governo Monti è miope e si rivelerà insostenibile anche sotto il profilo economico-finanziario perchè abbattendo a questo modo i servizi di prevenzione aumenta la possibilità di insorgenza, recrudescenza ed aggravamento delle malattie più comuni, con costi maggiori in carico al servizio sanitario regionale derivanti dall’ospedalizzazione o dall’invalidità. La sanità tutta tagli e ticket a carico dei cittadini è odiosa e costituisce un regalo a quella privata, è una privatizzazione strisciante perchè con i ticket così alti perfino gli ambulatori privati diventano “competitivi” nei confronti del servizio sanitario regionale. Nonostante lo sforzo positivo della Giunta regionale per mantenere un sistema pubblico e universalistico e al netto delle tante chiacchiere che si sono fatte in questi mesi sulla sanità, la situazione reale è questa ed i cittadini dell’Umbria devono sapere che i ticket li ha messi il governo Monti, non la Regione dell’Umbria. Rifondazione Comunista dell’Umbria continua a ritenere che le politiche economiche e sociali di questo governo per la nostra Regione siano state sciagurate e continuino a porre a grave rischio la tenuta sociale, economica ed istituzionale dell’Umbria in quanto comunità. Rifondazione Comunista ritiene indispensabile ed oggi più che mai urgente mettere in campo quella che abbiamo chiamato Vertenza Umbria, una grande risposta unitaria delle Istituzioni e delle forze politiche, economiche e sociali della nostra Regione contro la follia recessiva e il massacro sociale di Monti e del suo governo.

Luciano Della Vecchia – Segretario Regionale Prc-FdS Umbria

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