SICUREZZA E MERCATO

 di Luigi  Fressoia

Non se ne può più della cosiddetta sicurezza, non perché non sia un problema vero (scippi, spaccio, furti in moltissimi quartieri centrali e periferici), ma perché se ne parla tanto senza costrutto, anzi, veniamo presi in giro: quando nel maggio scorso Perugia salì di nuovo agli onori della cronaca nazionale per sparatorie in mezzo alla strada e addirittura per aggressione alla polizia da parte di magrebini spacciatori, il gran consulto del prefetto, del questore, del sindaco e del ministro, fu l’arrivo di trenta poliziotti esperti e specializzati nel traffico di droga. Qui ci si prende in giro. Infatti a distanza di quattro mesi nulla è cambiato né poteva cambiare. In primo luogo bisogna chiedersi perché tanta gente e tanti giovani fanno uso di droga. In secondo luogo, a fronte di tanta impotenza, le persone intelligenti cominciano a farsi alcune domande. Quanto costano carabinieri e polizia? Qual è il rapporto costi/benefici? È possibile pretendere di stabilire un monitoraggio costante -e conseguente- tra l’entità del problema (la criminalità grande o piccola che sia) e l’efficacia delle somme spese? Il mio è un quartiere con molto spaccio di droga, qualche scippo e diversi furti specie sui negozi (un anno fa i commercianti si organizzarono in turni notturni di ronda), perché non potremmo chiedere –come comitato di quartiere elevato a soggetto giuridico- il preventivo a qualche istituto di vigilanza? Cosa ci sarebbe di scandaloso? Non ci sarebbe un qualche miglioramento sostanzioso se i dipendenti di quell’istituto prescelto sapessero che senza efficacia (senza abbattere sul serio spaccio scippi e furti), perderebbero il lavoro poiché alla prima scadenza contrattuale chiameremmo un altro istituto? E se a fronte del molto presumibile miglioramento dell’ordine pubblico e della sicurezza, ci accorgessimo anche di spendere meno di quel che costano polizia e carabinieri? Qualcuno obietta che fosse per loro polizia e carabinieri sarebbero molto più efficaci, il problema è che la magistratura impone interpretazioni e sentenze che piegano le leggi alla troppa tolleranza. Ma anche qui, perché il giudice ha da essere sempre e per forza un magistrato nominato dalle logiche ministeriali e non magari eletto dal popolo perugino? Perché non si potrebbe di volta in volta incaricare a giudice uomini o donne di legge di riconosciuta competenza e serietà? Cosa ci sarebbe di scandaloso? Che c’entrano destra e sinistra? Dove sta scritto che solo lo Stato può occuparsi di ordine pubblico, di giudizio? E se il libero mercato, come qui vagamente ipotizzato, fornisse risposte migliori in efficacia e costi, a parità di leggi?

Mi rendo conto di essere noi oggi lontanissimi da simili prospettive, veniamo tutti da una educazione alla sacralità (non di Dio ma) dello Stato. Va bene, ma non sarà male almeno cominciare ad allargare gli orizzonti della nostra mente piccina, come sempre del resto quando gli umani hanno inteso conquistare tappe di vero progresso.

 

 

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Una Risposta to “SICUREZZA E MERCATO”

  1. Alessandro Maurizi Says:

    Pienamente d’accordo. Mi piace la parte riguardante la magistratura. Architetto, ha un suo sito web?

    "Mi piace"

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