ELEZIONI – PARTE LA “MARCIA SU ROMA” TRA UNA FOLLA DI CANDIDATI E LO SPETTRO DELLA ROTTAMAZIONE

di Darko Strelnikov

La vicenda dei Presidenti delle Province che si dimettono per potersi candidare alle prossime elezioni politiche evidenzia un mutamento profondo, a livello locale, nelle scelte dei singoli esponenti politici. La diminuzione dei Consiglieri Regionali, l’inizio della discussione sulla riduzione drastica delle competenze e sull’accorpamento delle Regioni, il taglio di metà delle Province ridotto al rango di enti locali di secondo grado, l’inizio, attraverso le unioni, del processo di contrazione drastica del numero dei Comuni e le consistenti sforbiciate che stanno per abbattersi su aziende partecipate ed enti intermedi, danno l’idea del cambiamento negli equilibri del potere. Il ridimensionamento del “glocal politico” e l’aumento della centralizzazione dei poteri, ha immediatamente portato ad una rivalutazione dei ruoli della politica. Andare a Roma, sedere in Parlamento era considerato una specie di “esilio dorato”, di premio di fine carriera. La battaglia vera si svolgeva attorno alla Regione e al sistema delle autonomie. Le cose si stanno piano, piano rovesciando. Ed è per questo che, anche in Umbria più di un esponente di spicco sta pensando di traslocare verso la Capitale. Una richiesta che, fino a poco tempo fa, sarebbe stata accolta senza battere ciglio e che, se vi ricordate, era stata suggerita, più di una volta, all’attuale Governatrice Catiuscia Marini. Ma le cose cambiano tanto è vero che una proposta del genere, accreditata al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, è stata immediatamente bocciata. La ragione è semplice; la platea dei richiedenti e degli aspiranti del Centrosinistra umbro, si ingrassa a vista d’occhio. E si espande in una situazione particolare e in una scenario che sta per cambiare. Fino ad un anno fa nel Pd regionale si parlava di “riequilibrio”. La maggioranza Bersaniana aveva come suo unico rappresentante a Roma “l’enfant prodige” Trappolino, detto anche “l’uomo del lotto”, per una elezione che, secondo alcuni, assomigliava tanto all’aver azzeccato il classico terno secco. Poi , con il riassestamento interno, Marina Sereni era rientrata in maggioranza. Ma tutto il resto (Ferrante, Bocci, Verini, Agostini, la Fioroni e Gozi) apparteneva alle minoranze dei Modem e di Marino. Ma mentre si iniziava a discutere su come fare, è sopraggiunto il ciclone Renzi. Con l’indizione delle primarie tutto questo è stato spazzato via. Gli antichi duellanti si sono tutti riuniti sotto le bandiere di Bersani. Ora ha voglia a dire il Sindaco di Firenze che se perde, lui, non pretende nulla. Magari, rispetto alla sua persona è anche vero, ma sul territorio le cose cambiano drasticamente. Le prossime candidature al Parlamento, in Umbria, dovranno necessariamente passare per alcune forche caudine che si chiamano equilibri tra le tante componenti di maggioranza, tutela delle minoranze ed accordi con gli alleati. Proviamo a fare due conti. Tutti i sondaggi a livello locale indicano che Pd – Sel e socialisti viaggiano su un consenso che si avvicina al risultato 2008 del solo Partito Democratico (45%). Con questi numeri e tenuto conto che (fortunatamente per loro e sfortunatamente per noi) il numero dei parlamentari resterà lo stesso, il massimo che il nuovo centrosinistra si può aspettare è quello di ottenere 4 o 5 deputanti e tre senatori. Da questo numero il Pd dovrebbe detrarre il posto, che pare aspetti al socialista Silvano Rometti per noti accordi romani con il Psi. Quindi rimangono 7 o 8 poltrone da assegnare. 7 o 8 poltrone da dividere tra la grande ammucchiata dei bersaniani e l’area Renzi. E diverse componenti spingono per un accordo perché se passa l’idea delle primarie per le candidature, molti degli attuali papabili rischiano “più di Gagarin”. Personaggi di rilievo nazionale come Valter Verini e Marina Sereni avrebbero, secondo diversi osservatori, buone probabilità di saltare e il gruppo fedele al sindaco di Firenze di spopolare. Il problema è che “i rottamatori” possono mettere in campo proposte “giovani e fresche” sia di partito che provenienti dalla cosiddetta “Società civile”. Accanto ad un personaggio rodato come il Presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi ci sono “ragazzi terribili” e con un discreto consenso al seguito, come l’assessore del Comune di Città di Castello Luca Secondi, donne emergenti come il Sindaco di Corciano Nadia Ginetti o imprenditori di grande successo come Cucinelli e Caprai. Gli altri, oltre al discreto numero di esponenti da riconfermare (solo Agostini e Ferrante paiono essere fuori dalla partita), avrebbero intenzione di mettere in campo il segretario regionale del PD Lamberto Bottini, il sempiterno Renato Locchi e gli assessori regionali Vincenzo Riommi e Gianluca Rossi. Difficile fare una campagna elettorale nel nome del rinnovamento. E anche in materia di usato, quello proposto non è proprio tutto sicuro. Ma c’è di più. Da quella parte, gli appetiti e le sirene delle primarie potrebbero richiamare anche altri e pericolosi concorrenti del calibro del Consigliere Gianfranco Chiacchieroni, di Marcello Panettoni, di Mario Giovanetti, di Donatella Massarelli, dell’amico di Fassina Valentino Filippetti di Orvieto, di Carlo Liviantoni e dell’assessore di Spoleto Giancarlo Cintioli. E cioè, salvo i primi due, tutta roba di apparato che è ben messa nelle stanze dei democratici. Ci vuole dunque un accordo tra le parti per evitare un bagno di sangue difficilmente sanabile in vista delle amministrative del 2014. Ma in una situazione nella quale il vecchio gruppo dirigente del Pd si trova a dover fare i conti con meno posti a disposizione e più pretendenti, non è semplice. Sarà per questo che da Roma giungono notizie di un Bersani rottamatore al paro di Renzi?

P.S. – Radio scarpa racconta di un Veltroni che, viste le difficoltà umbre a piazzare Verini, stia girando, non in camper ma per telefono, mezza Italia, per cercare di trovare una collocazione sicura al suo fedelissimo. “Pronto sono Uolter primo, avete un posto per Uolter secondo”. Ma la risposta è sempre la stessa “In Italia è tutto pieno, resta libero quel posticino per l’Africa!”. Per Marina Sereni qualcuno (Fassino?) avrebbe proposto uno scambio di regione con un piduino delle Marche. L’Umbria avrebbe detto no adducendo motivi storici : “meglio una Sereni in casa che un Marchigiano alla porta”.

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2 Risposte to “ELEZIONI – PARTE LA “MARCIA SU ROMA” TRA UNA FOLLA DI CANDIDATI E LO SPETTRO DELLA ROTTAMAZIONE”

  1. sere Says:

    Ho la vaga impressione e la speranza che alle prossime elezioni ci sia una moria di partiti e poltrone.

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  2. Salvatore Says:

    Posso chiedere ai Comitati formati e che si stanno formando per le Primarie del PD dell’Umbria come mai i 5 candidati del PD (che vanno tutti maggiormente per il mantenimento del settore pubblico e meno per quello privato) hanno scelto di fare un CONFRONTO TELEVISIVO PUBBLICO in una rete/canale Privata che non è possibile vedere dai comuni cittadini? Questi incontri utili a TUTTI I CITTADINI non era opportuno trasmetterli nei canali Tv del Popolo, ovvero di quel popolo che salda il tributo chiamato volgarmente Canone Rai? Ricordo ai cinque candidati del PD oltre ai loro Comitati che il popolo già non riesce a mangiare e figuriamoci a pagare il canone Rai, con tutte le tasse che Monti sta mettendo e con le disoccupazioni e cassa integrazioni che aumentano … ma dato che ai candidati alle Primarie del PD questa situazione è sfuggita penso che nessuno di loro partecipi attivamente alla vera e reale società e non comprenda cosa vuol dire “vivere” in epoca di crisi. Per quanto mi riguarda non ho Sky, non ho potuto ascoltare alcun confronto dei candidati del PD. Sono solo un “povero cristo” abbonato Rai (fortuna che riesco ancora a pagarlo) e non posso permettermi Sky. Grazie PD, siete veramente con il popolo … benestante di Sky. Vedo un ottimo futuro con il PD.

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