Presentato a Magione il nuovo libro di Alvaro Fiorucci sul caso Narducci

Pino Rinaldi e Alvaro Fiorucci

Una sala piena ed un serrato dibattito hanno reso emozionante e partecipato l’incontro tenutosi venerdì pomeriggio presso L’Officina Teatrale la Piazzetta di Magione in occasione della presentazione dell’ultimo libro del giornalista Alvaro Fioruccci “48 small il dottore di Perugia e il mostro di Firenze” (Morlacchi editore) che ripercorre, anche grazie alla documentazione oggi a disposizione, le vicende giudiziarie e personali del medico Francesco Narducci deceduto nelle acque del lago Trasimeno l’8 novembre 1985. L’evento, promosso dall’assessorato alla cultura del Comune di magione, ha visto la presenza del sindaco, Massimo Alunni Proietti e dell’assessore Giacomo Chiodini. Il caso suscitò molto interesse, anche a livello nazionale, perché la sua morte venne accostata alle vicende del “mostro di Firenze”, denominazione con cui i media italiani si riferiscono all’autore o agli autori degli otto duplici omicidi avvenuti fra il 1968 e il 1985 nella provincia fiorentina. Il racconto del libro ha trovato una forte partecipazione anche per l’intervento dell’autore della trasmissione televisiva Chi l’ha visto, Pino Rinaldi che ha fatto rivivere molti dei momenti più salienti dell’inchiesta anche per il suo personale coinvolgimento.

«Il libro, – ha spiegato Alvaro Fiorucci – non ha nessuna pretesa di dare risposte ai dubbi che il caso ha creato, ma è solo la ricostruzione di quanto stampa, persone del luogo, e atti processuali hanno permesso di sapere sui fatti. Rimane la sensazione, ha proseguito l’autore, che le idee su questa vicenda resteranno controverse per cui ognuno rimarrà convinto della sua verità. Protagonisti del racconto non sono personaggi di fantasia ma persone vere, sospettate, inquisite, prosciolte. Oppure testimoni, amici, parenti in attesa, anche con sofferenza, della parola fine per tutti i rivoli in cui si sono frantumate le indagini».

Ricordiamo che il titolo si riferisce alla taglia del giovane gastroenterologo, che non era la stessa indossata dal cadavere trovato nelle acque, uno dei tanti elementi che hanno portato gli inquirenti a mettere in dubbio sulla morte del medico appartenente ad una importante famiglia del capoluogo umbro. Tra il pubblico anche l’avvocato Alfredo Brizioli che ha seguito tutte le vicende giudiziarie legate alla scomparsa di Narducci e negato sempre il coinvolgimento del medico negli omicidi di Firenze .

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