I dati economici condannano senza appello “il fu” governo Monti

di Vincenzo Merlo

Al di la’ delle opinioni, i dati economici condannano senza remore un anno di governo Monti, tutti gli indicatori essendo peggiorati rispetto al governo Berlusconi. Il PIL mostra infatti un calo del 2.6 tendenziale, a fronte di un aumento dello 0.4 nel 2011; peggio ancora vanno i consumi ( meno 3.7), le vendite al dettaglio ( meno 3.8), la produzione industriale ( meno 6). Alcuni settori economici evidenziano un vero e proprio tracollo, a partire da quello edile ( meno 54%), a quello turistico, per finire a quello automobilistico, dove il 75 per cento dei concessionari intende addirittura abbandonare il mestiere. Nonostante l’aumento della pressione fiscale ( salita di oltre due punti rispetto allo scorso anno, soprattutto grazie all’introduzione dell’Imu, che ha fruttato all’erario 24 miliardi di euro), il rapporto debito pubblico-PIL e’ salito al 126.1 per cento, a fronte del 119.9 lasciato dal governo Berlusconi, con il debito che supera la soglia dei 2000 miliardi di euro, pari a 33000 euro pro capite; il numero dei disoccupati e’ salito in dieci mesi di oltre 700.000 unita’, raggiungendo l’11.1 per cento, a fronte dell’ 8.4 per cento del novembre 2011. Mentre con il governo Berlusconi rientravano ( almeno in parte)i capitali depositati all’estero, si stima che i capitali fuoriusciti dall’inizio dell’anno ammontino a 235 miliardi di euro ( fonte: Libero). In questo scenario fosco, paragonabile solo ai livelli di sussistenza del secondo dopoguerra, l’unico dato in controtendenza e’ il lieve abbassamento dello spread ( attestato attorno ai 310 punti), anche se va rilevato che tale miglioramento si deve in buona sostanza al decisivo intervento della BCE di Draghi nel luglio scorso ( quando il differenziale rispetto ai bund tedeschi era tornato sopra i 500 punti), rimanendo peraltro la media dello spread del governo Monti più alta che sotto quello precedente. Il quadro e’ dunque disastroso e la responsabilita’ va equamente divisa tra Monti e le ricette di rigore e austerita’ predicate dall’Europa germanocentrica. Ricette che lungi dal guarire il paziente, lo stanno definitivamente affossando. La cosa che sconcerta di più, tuttavia, e’ che il circuito mediatico continui a stravolgere la realtà, incensando il governo dei tecnici e criminalizzando il governo eletto dagli italiani, vale a dire il governo Berlusconi. Il quale e’ oggetto da tempo di una campagna diffamatoria, amplificata dai media, che sorprende solo chi non conosce la storia di questo Paese, un Paese che risente di una specificità di lungo periodo che incide pesantemente: vale a dire l’egemonia della sinistra nei punti strategici della società. I gangli vitali della società italiana (informativi, mediatici, formativi, culturali, di rappresentanza sindacale) sono da lungo tempo, in misura schiacciante, appannaggio di elites laiciste e di sinistra, talvolta addirittura estrema. Siamo cioè di fronte alla rappresentazione plastica di ciò che Gramsci aveva teorizzato un secolo fa, quando aveva indicato al nascente Partito Comunista d’Italia la via per la conquista del potere: occupati gli snodi strategici della società civile, anche il potere politico sarebbe ben presto caduto nelle mani comuniste. Così e’ stato, con l’attuale egemonia dell’asse sinistra- massoneria- poteri forti. Asse che e’ tutto coalizzato contro Silvio Berlusconi. A cui va la nostra stima e il nostro sostegno.

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2 Risposte to “I dati economici condannano senza appello “il fu” governo Monti”

  1. luciano passerini Says:

    Mi associo !

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  2. Maria Cristina Paolucci Says:

    C’è solo da dire che Berlusconi ha messo del suo”meglio”, per favorire le azioni di intercettazione e di spionaggio alle quali è stato sottoposto. Ha dilapidato un” patrimonio” di Fiducia e di Speranza che gli Italiani gli avevano consegnato. Per non parlare degli scandali che hanno coinvolto troppi parlamentari del PDL,e del comportamento superficiale avuto nella gestione della vita privata e nell’utilizzo degli incarichi assegnati a personaggi di …dubbia serietà. Così ha prestato il fianco alla satira di sinistra per innalzare agli onori dei vari intrattenimenti figure tipo Minetti. Non bastava, adesso ha tirato fuori questa altra fanciulla di belle speranze, cosa crede.. che sia innamorata o.. che colga l’occasione per sistemarsi come altre sue protette . Lui è libero di fare quello che crede del suo denaro e della sua dignità, ma non può presentarsi come Statista. Io sono convinta che c’è stata tutta una congiura per destabilizzarlo, ma Lui c’è cascato come un “Pivello”, e questo non posso perdonarglielo. E adesso per chi voterò? Perchè non lascia la leadership ad Alfano e cerca una solida alleanza con Maroni, offrendogli anche la possibilità di candidarsi per presidente. Forse si potrebbero recuparare figure serie come Meloni e Crosetto.
    Fate qualcosa per sbarrare la strada a MONTI!!!!

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